La Norvegia, ufficialmente Regno di Norvegia (Kongeriket Norge in bokmål e Kongeriket Noreg in nynorsk), è uno Stato dell'Europa settentrionale, situato nella parte occidentale e settentrionale della penisola scandinava. È una monarchia parlamentare con capitale Oslo e confina a est con la Svezia, a nord-est con la Finlandia e la Russia, mentre a sud lo Skagerrak la separa dalla Danimarca.
Il Regno comprende la Norvegia continentale, l'arcipelago delle Svalbard e l'isola di Jan Mayen, per una superficie complessiva di km². Sotto la sovranità norvegese si trovano inoltre l'isola Bouvet, nell'oceano Atlantico meridionale, e le dipendenze antartiche dell'isola Pietro I e della Terra della Regina Maud: tali territori costituiscono dipendenze della Norvegia, ma non fanno costituzionalmente parte del Regno di Norvegia.
Il territorio continentale, prevalentemente montuoso, presenta una costa molto articolata affacciata sul mare di Norvegia, sul Mare del Nord e sul mare di Barents, caratterizzata da numerosi fiordi e da migliaia di isole. La popolazione ammontava a abitanti al 1º gennaio 2026.
Unificatasi nel corso del Medioevo, la Norvegia entrò nel 1380 in unione dinastica con la Danimarca e dal 1397 fece parte dell'Unione di Kalmar. Rimase legata alla Danimarca fino al 1814, quando, in seguito alle guerre napoleoniche, adottò la propria Costituzione e fu successivamente unita alla Svezia in un'unione personale. Quest'ultima fu sciolta pacificamente nel 1905, dando origine all'attuale Stato norvegese indipendente.
Occupata dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, la Norvegia mantenne la continuità delle proprie istituzioni attraverso il governo e la monarchia in esilio. Nel secondo dopoguerra sviluppò un esteso Stato sociale e, a partire dalla fine degli anni 1960, lo sfruttamento delle risorse di petrolio e gas naturale del mare del Nord contribuì profondamente alla crescita dell'economia nazionale.
La Norvegia è membro fondatore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, fa parte della NATO, del Consiglio nordico, dell'Associazione europea di libero scambio e dello Spazio economico europeo. Non appartiene all'Unione europea, alla quale l'adesione è stata respinta nei referendum del 1972 e del 1994. Presenta uno dei più elevati livelli di sviluppo umano al mondo: nell'Indice di sviluppo umano relativo al 2023 si collocava al secondo posto, a pari merito con la Svizzera, con un valore di 0,970.
Geografia fisica
La Norvegia occupa la parte occidentale e settentrionale della penisola scandinava e presenta un territorio molto allungato, esteso per circa da sud-ovest a nord-est. La Norvegia continentale confina a est con la Svezia, a nord-est con la Finlandia e la Russia; è bagnata dal mare di Barents a nord-est, dal mare di Norvegia a nord-ovest, dal Mare del Nord a sud-ovest e dallo Skagerrak a sud-est.
Il Regno di Norvegia comprende, oltre alla Norvegia continentale e alle isole costiere, l'arcipelago delle Svalbard e l'isola di Jan Mayen, per una superficie complessiva di circa km²; la sola Norvegia continentale occupa km². Sono inoltre dipendenze norvegesi l'isola Bouvet, la Terra della Regina Maud e l'isola Pietro I, che non costituiscono parte integrante del Regno.
L'estensione latitudinale determina notevoli differenze nella durata dell'illuminazione solare. Gran parte della Norvegia settentrionale si trova oltre il circolo polare artico ed è interessata dal fenomeno del sole di mezzanotte durante l'estate e dalla notte polare durante l'inverno. Il punto più settentrionale del territorio principale, comprendendo le isole costiere, è il promontorio di Knivskjellodden, sull'isola di Magerøya, posto a 71°11′08″ N; considerando l'intero Regno, il punto più settentrionale è invece Rossøya, nelle Svalbard, a oltre 80° di latitudine nord.
Morfologia e geologia
Il territorio norvegese è prevalentemente montuoso e fa parte del sistema dei Monti Scandinavi, che attraversa longitudinalmente la penisola. Circa il 40% del territorio principale si trova a più di 600 metri sul livello del mare e poco meno di un terzo a quote inferiori ai 300 metri. Le maggiori altitudini si raggiungono nella Norvegia meridionale e in particolare nello Jotunheimen, dove si trovano tutte le principali vette del Paese.
Il punto culminante della Norvegia continentale e dell'intera Europa settentrionale è il Galdhøpiggen, alto , nello Jotunheimen. Seguono il Glittertinden, alto , e lo Store Skagastølstind, di . Le maggiori elevazioni sono concentrate nel settore centro-meridionale, mentre verso nord il rilievo tende generalmente ad abbassarsi, pur conservando forme aspre lungo le coste del Nordland e del Troms. Nel Finnmark interno prevale invece l'ampio altopiano della Finnmarksvidda.
La struttura geologica del Paese è molto antica e comprende rocce la cui storia risale fino a circa tre miliardi di anni fa. Una parte importante del territorio fu interessata dall'orogenesi caledoniana, prodotta dalla collisione dei continenti di Baltica e Laurentia tra il tardo Siluriano e il Devoniano. L'antica catena montuosa fu successivamente quasi completamente erosa; gli attuali rilievi norvegesi derivano dall'interazione fra la struttura geologica preesistente, successivi sollevamenti della crosta e una lunga azione erosiva.
Durante il Quaternario il territorio fu ripetutamente ricoperto da grandi calotte glaciali. L'erosione esercitata dai ghiacciai approfondì e ampliò antiche valli fluviali, formando le tipiche valli a U e gran parte degli attuali fiordi; nelle zone montuose produsse inoltre circhi glaciali, creste e cime di aspetto alpino. Dopo la scomparsa della calotta dell'ultima glaciazione il territorio continua a essere interessato dal rimbalzo post-glaciale.
Una forma geografica particolarmente caratteristica della costa è lo strandflat, una piattaforma costiera relativamente pianeggiante sviluppata in prossimità del livello del mare e particolarmente evidente fra Karmøy e le Vesterålen. Essa comprende numerose isole, bassi promontori, scogli e bassifondi ed è stata modellata nel Quaternario dall'azione combinata del gelo, delle onde e dei ghiacciai.
Coste e fiordi La costa norvegese è una delle più articolate del mondo ed è caratterizzata da una successione di penisole, baie, stretti, isole e soprattutto fiordi. La sua lunghezza varia considerevolmente a seconda del metodo di misurazione e dell'inclusione o meno delle migliaia di isole e degli isolotti costieri; per tale ragione non viene generalmente espressa attraverso un unico dato assoluto.
I fiordi sono antiche valli glaciali successivamente invase dal mare. Sono particolarmente sviluppati nella Norvegia occidentale e settentrionale e penetrano in alcuni casi per oltre cento chilometri nell'entroterra. Il Sognefjord, lungo circa , è il più lungo e profondo del Paese; altre grandi insenature comprendono l'Hardangerfjord, il Trondheimsfjord, il Nordfjord e il Geirangerfjord.
Lungo la costa si trovano decine di migliaia di isole, isolotti e scogli. Fra le maggiori isole della Norvegia continentale figurano Hinnøya, Senja, Langøya e Kvaløya, mentre fra gli arcipelaghi costieri più importanti si distinguono le Lofoten e le Vesterålen. La presenza di una cintura quasi continua di isole e stretti ha stormente favorito la navigazione costiera e la formazione di porti naturali riparati.
Idrografia La morfologia montuosa e le abbondanti precipitazioni determinano una rete idrografica molto fitta, caratterizzata da numerosi corsi d'acqua, laghi e cascate. I fiumi della costa occidentale sono generalmente brevi, con forte pendenza e portata variabile, mentre quelli della Norvegia orientale attraversano valli più ampie e possiedono corsi più lunghi.
Il principale sistema fluviale è quello del Glomma, che con circa costituisce il corso d'acqua più lungo della Norvegia; il suo bacino idrografico supera i km² e interessa gran parte della Norvegia orientale. Fra gli altri grandi sistemi figurano il Drammensvassdraget, il Numedalslågen, il Gudbrandsdalslågen e il Pasvikelva, quest'ultimo condiviso con Finlandia e Russia.
I laghi sono molto numerosi e occupano numerose depressioni di origine glaciale. Il maggiore è il Mjøsa, con una superficie di circa , seguito fra gli altri dal Røssvatnet e dal Femunden. Il Hornindalsvatnet, profondo , è il lago più profondo della Norvegia e uno dei più profondi d'Europa.
Le forti differenze altimetriche favoriscono la formazione di rapide e cascate, particolarmente numerose nelle regioni occidentali. Le acque superficiali costituiscono inoltre una risorsa fondamentale per la produzione di energia idroelettrica, che storicamente rappresenta la principale fonte di produzione elettrica del Paese.
Ghiacciai I ghiacciai costituiscono un elemento importante del paesaggio montano norvegese. Nel territorio continentale coprono complessivamente circa km²; circa il 60% della superficie glaciale si trova nella Norvegia meridionale e il restante 40% in quella settentrionale.
Lo Jostedalsbreen, nella Norvegia occidentale, è il maggiore ghiacciaio dell'Europa continentale e il più esteso della Norvegia, con una superficie di circa . Seguono il Vestre Svartisen, con circa , il Søndre Folgefonna, di , e l'Østre Svartisen, di .
I ghiacciai norvegesi sono oggetto di monitoraggio sistematico per la loro rilevanza nello studio del cambiamento climatico, nel regime dei corsi d'acqua e nella produzione idroelettrica. Nelle ultime decadi la maggior parte delle fronti glaciali monitorate ha mostrato una tendenza all'arretramento.
Clima
Nonostante la posizione a latitudini elevate, gran parte della Norvegia presenta temperature sensibilmente più miti di quelle proprie di altre regioni situate alle stesse latitudini. Ciò dipende dall'interazione fra la circolazione atmosferica occidentale e le correnti marine calde provenienti dall'Atlantico, in particolare la Corrente nord-atlantica e la Corrente norvegese, prosecuzioni del sistema della Corrente del Golfo.
Il clima presenta tuttavia forti differenze regionali. La fascia costiera dal sud del Paese fino al Troms è prevalentemente caratterizzata da un clima oceanico temperato, con inverni relativamente miti, estati fresche e ridotte escursioni termiche annuali. Le regioni interne della Norvegia orientale, le grandi vallate e la Finnmarksvidda, schermate dai rilievi dall'influenza oceanica, presentano invece caratteri più continentali, con inverni più freddi ed estati relativamente più calde. Nelle aree di alta montagna, lungo parte della costa del Finnmark e soprattutto nelle Svalbard prevalgono condizioni di clima polare.
I rilievi esercitano una forte influenza sulla distribuzione delle precipitazioni. Le masse d'aria umida provenienti dall'Atlantico, costrette a sollevarsi lungo i versanti occidentali dei Monti Scandinavi, producono abbondanti precipitazioni orografiche: in alcuni settori della Norvegia occidentale le medie annue superano i mm. Sul versante orientale si trovano invece marcate aree di ombra pluviometrica e alcune vallate interne registrano meno di annui.
Le differenze termiche fra costa e interno sono particolarmente evidenti durante l'inverno. Mentre le acque costiere rimangono in gran parte libere dai ghiacci anche a latitudini molto elevate, gli altopiani e le vallate interne possono raggiungere temperature estremamente basse. La minima ufficialmente registrata in Norvegia è di circa , misurata a Karasjok nel Finnmark.
A nord del circolo polare il regime climatico è inoltre influenzato dalla forte variazione stagionale dell'irraggiamento: durante l'inverno il lungo periodo di oscurità favorisce un intenso raffreddamento delle zone continentali, mentre in estate il sole di mezzanotte prolunga notevolmente l'insolazione.
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