La Federazione della Sinistra (FdS), ufficialmente Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea-Partito dei Comunisti Italiani, è stata una federazione di partiti e movimenti politici di sinistra costituitasi nel 2009 e dissoltasi nel 2015. Essa comprendeva: Partito della Rifondazione Comunista (PRC, ); Partito dei Comunisti Italiani (PdCI, ); Socialismo 2000 (); Associazione 23 marzo "Lavoro-Solidarietà" ().

A tali forze politiche, designate come «soggetti promotori» durante la fase costituente e, successivamente, «soggetti aderenti», si aggiungeva inoltre, in qualità di membro osservatore, la Rete dei Comunisti, poi ritiratasi dalla Federazione.

Lanciata il 18 luglio 2009 a Roma come evoluzione della Lista Comunista e Anticapitalista, la Federazione si è costituita il 5 dicembre 2009 al Teatro Brancaccio di Roma.

A livello europeo la Federazione della Sinistra si collocava con le forze politiche che in Europa si riconoscevano nel Partito della Sinistra Europea.

Storia La Lista Comunista e Anticapitalista per le elezioni 2009 Il 28 marzo 2009 PRC e PdCI decidono di presentarsi alle elezioni europee del 2009 con un cartello elettorale noto come Lista Comunista e Anticapitalista. L'associazione PRC-PdCI viene costituita ufficialmente presso il notaio Mariconda di Roma il successivo 9 aprile, ma nel cartello entrano a far parte anche Socialismo 2000 di Cesare Salvi e i Consumatori Uniti guidati da Bruno De Vita. Questi ultimi tuttavia ne usciranno dopo poche settimane quando ormai il logo del cartello era stato presentato. Viceversa la LA ha potuto contare sull'appoggio di Uniti a Sinistra di Pietro Folena, candidando il coordinatore nazionale Lucio Libonati e il consigliere regionale del Piemonte Enrico Moriconi, e del Nuovo Partito d'Azione di Pino A. Quartana.

La lista si riconosceva, come è scritto nello stesso contrassegno elettorale, nel gruppo parlamentare europeo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, il gruppo, cioè, «che fa opposizione politica al trattato di Maastricht e al trattato di Lisbona, che sono all'origine» della crisi economica scoppiata nel 2008. In uscita dalla VI legislatura del Parlamento Europeo (2004-2009) poteva contare tra i deputati eletti a suo tempo, alcuni noti, come Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC oltre a Marco Rizzo del PdCI.

La storia della Lista Anticapitalista inizia il 28 marzo con l'annuncio che PRC, PdCI, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti, si sarebbero presentati alle europee uniti sotto un unico simbolo. Al PRC è assicurato il 60% delle candidature.

Alle spalle c'è però un processo politico lungo quasi un anno. La sconfitta della Sinistra Arcobaleno alle elezioni del 2008, infatti, aveva portato tutti i partiti che ne avevano fatto parte a interrogarsi sulle strategie e tattiche da adottare per portare avanti le proprie istanze. Emergono così due possibili strade: rilanciare l'unità della sinistra in senso lato come già fatto con la Sinistra/l'Arcobaleno, o limitarsi, almeno in una prima fase, a unificare le sole forze comuniste.

Nell'estate del 2008 il PdCI centra il proprio congresso sull'esigenza di riunificare le forze comuniste e sull'idea di ricostruire il centrosinistra a partire dal riconoscimento delle diverse identità. Pochi giorni dopo si svolge il VII congresso del Partito della Rifondazione Comunista che elegge segretario Paolo Ferrero con la proposta di rilanciare il partito evitandone lo scioglimento in altri soggetti politici. Principale sconfitto è così Nichi Vendola, la cui mozione poteva contare sulla maggioranza relativa dei delegati e proponeva di proseguire nella costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra. La nuova minoranza interna, Rifondazione per la Sinistra, entra in conflitto con la nuova gestione del partito.

Il 21 gennaio 2009 Vendola annuncia, a titolo personale, la sua uscita da Rifondazione e tre giorni dopo con una minoranza della sua corrente ufficializza la nascita del Movimento per la Sinistra. Il PdCI, che subirà a sua volta la scissione della propria minoranza filo-vendoliana, ribadisce l'apertura verso il PRC e Diliberto invoca una lista unitaria con Rifondazione Comunista come soluzione per difendere i comunisti dallo sbarramento al 4% introdotto alle elezioni europee.

L'11 febbraio 2009 la Direzione Nazionale del PRC approva un documento dove si propone «di promuovere una lista da presentare alle prossime elezioni europee che, partendo dalla presentazione del simbolo di Rifondazione Comunista-SE, condivida la scelta di appartenenza al GUE-NGL, unisca tutte le forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti alternativi al progetto di Trattato di Lisbona e all'impostazione neoliberista e militarista dell'Unione Europea». Da quel momento si intensificano i contatti tra Rifondazione e Comunisti Italiani e, non senza incomprensioni e momenti di tensione, si arriva nell'arco di un mese e mezzo all'accordo per una lista unitaria.

Il 18 aprile la manifestazione Su la testa! in piazza Navona a Roma apre definitivamente la campagna elettorale della lista davanti a circa 3000 persone.

Adesioni e rifiuti Cesare Salvi ha annunciato l'adesione di Socialismo 2000 sottolineando la centralità e l'attualità della questione morale. Il movimento dei Consumatori uniti, già alleato del PdCI nella lista Insieme con l'Unione alle Politiche del 2006, in un primo tempo ha aderito alla lista «da non comunisti» perché «la globalizzazione ha precipitato il mondo in una nuova emergenza». In seguito, tuttavia, non ha espresso alcun candidato e in un'agenzia ANSA del 28 aprile Bruno De Vita ha rivelato dissensi nella compilazione delle liste e l'esistenza di un problema politico in quanto la lista anticapitalista «strada facendo è diventata di nuovo quasi solo comunista». Di fatto però, come già detto, il simbolo che riportava anche i Consumatori Uniti, sui materiali elettorali e anche sulle bandiere era già stato stampato. Il logo senza i consumatori uniti che rappresentava la reale composizione del cartello elettorale, è stato utilizzato solo in occasione dell'assemblea del successivo 18 luglio Insieme per un nuovo inizio.

Il 18 maggio ha espresso indicazione di voto a favore della Lista Anticapitalista anche il Nuovo Partito d'Azione, in precedenza vicino a Sinistra e LibertàLa rottura definitiva con Sinistra e Libertà viene sancita il 22 aprile . Altre forze politiche che potevano essere coinvolte da questo progetto ne sono rimaste fuori. Tra queste il Partito Comunista dei Lavoratori, che ha escluso la propria partecipazione già all'indomani dell'invito a formare una lista anticapitalista da parte della Direzione Nazionale del PRC, e Sinistra Critica, che dopo aver trattato per un simbolo che contenesse altre diciture oltre ai richiami al comunismo, ha criticato l'alleanza per la mancanza di «discontinuità con il recente passato, fatto di errori e sconfitte, della sinistra radicale» e ha annunciato che non si presenterà alle Europee.

L'8 giugno 2009 Paolo Ferrero, segretario del PRC, avanza «la proposta di riunificare – a partire da coloro che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista - tutte le forze disponibili a costruire un polo di sinistra, autonomo dal centrosinistra». La proposta sarà fatta propria dalla Direzione Nazionale del PRC il giorno dopo. Sempre il 9 giugno l'Ufficio Politico del PdCI decide che «per stringere i tempi della riunificazione è essenziale l'immediata costituzione di un coordinamento nazionale delle forze politiche che hanno dato vita alla lista, aperto anche ad altre realtà».

Il 10 giugno è così costituito il Coordinamento della lista anticapitalista e comunista formato da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi che fin dal principio si pone il problema di «verificare la possibilità di allargare l'esperienza della lista anticapitalista e comunista al fine di dar vita ad un processo di aggregazione della sinistra di alternativa». L'11 luglio appare un appello affinché si decida di continuare l'esperienza unitaria dando vita ad una «federazione che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l'urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti».

Candidati e liste Alle Europee del 2009 la Lista Anticapitalista candida, tra gli altri, Vittorio Agnoletto (capolista nelle circoscrizioni Sud e Nord Ovest), Oliviero Diliberto (Capolista nella circoscrizione Centro), Margherita Hack (capolista nelle Isole), Lidia Menapace (capolista nel Nord Est), lo scrittore fantasy Valerio Evangelisti, Alberto Burgio, Massimo Villone, Giusto Catania, Dijana Pavlović, Orfeo Goracci, Pia Covre, Rosa Rinaldi, Laura Marchetti, Aleandro Longhi, Mario Michelangeli.

Sono anche presenti Raniero La Valle della Sinistra Cristiana, che aderisce a titolo personale, ed esponenti di Uniti a Sinistra, come il consigliere regionale del Piemonte Enrico Moriconi.

Anche se la metà dei candidati sono indipendenti, e 4 rispondono a Socialismo 2000 (5,5%). Solo Agnoletto e Catania per il PRC, e Diliberto e Hack per il PdCI si presentano in due circoscrizioni ciascuno. Gli altri 64 candidati sono in una sola circoscrizione.

Campagna elettorale Prima delle elezioni Paolo Ferrero ha dichiarato che la Lista per le europee «non è un cartello elettorale ma una proposta precisa» e per questo motivo sono stati candidati esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, LGBT e pacifista. A conferma di ciò il documento di presentazione della lista firmato dai quattro leader precisava che le quattro forze politiche «si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee». Il 31 maggio Oliviero Diliberto ha sostenuto che «questa lista è la premessa della riunificazione tra i Comunisti e Rifondazione, che io spero avvenga quanto prima, subito dopo le elezioni. Ovviamente anche i tempi dipenderanno dal risultato elettorale, perché che ci riunifichiamo, ormai è nei fatti, però questo accadrà più o meno celermente, o più o meno convintamente sulla base del consenso che ci daranno gli italiani». Qualcuno vede nella Lista Anticapitalista un embrione della costituente comunista già invocata in passato da parti del PRC e del PdCI, oltre che da altri gruppi esterni ai due partiti.

Risultati elettorali Con il 3,40% dei voti (1.037.862 elettori) non elegge alcun eurodeputato, seguono i dati sulle preferenze espresse: il candidato più votato risulta Diliberto, primo nella Circoscrizione Nord-est con 12.329 preferenze e in quella Centro, con 31.438, per un totale di 43.767. Seguono Margherita Hack (prima nel Nord-ovest, con 23.476 preferenze e nelle Isole, con 18.938), Agnoletto (21.145 preferenze nel Nord-ovest e 13.382 al Sud) e Catania (10.789 al Centro e 7.259 al Sud). Il più votato della Circoscrizione Sud è stato, infine, Michelangelo Tripodi, con 15.720 preferenze. Alla fondazione la Lista Comunista e Anticapitalista poteva contare su 7 eurodeputati: 5 eletti dal PRC e 2 dal PdCI alle elezioni del 2004, ma ora si ritrova senza alcuna rappresentanza e è l'unico caso nella storia italiana in cui non vengono eletti eurodeputati comunisti. Tuttavia risulta comunque la prima formazione politica alla sinistra del PD in questa tornata elettorale.

Dopo il voto: si forma la Federazione All'indomani della sconfitta elettorale Paolo Ferrero offre le dimissioni da segretario del PRC e rilancia la proposta di un percorso di aggregazione di un polo della sinistra a partire dai soggetti che hanno composto la lista per le europee. Sulla stessa linea l'Ufficio Politico del PdCI respinge le dimissioni a sua volta presentate dal segretario Oliviero Diliberto e ribadisce la volontà di andare avanti nella riunificazione a partire da un coordinamento delle forze che hanno dato vita alla lista aperto anche ad altre realtà.