Tortona (Turtouna in dialetto tortonese, IPA: , Torton-a in piemontese, Tortónn-a in ligure, Dertona o Derthona in latino, Terdona durante il Medioevo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte, situato sulla sponda destra dello Scrivia, tra la pianura di Marengo e le estreme propaggini collinari dell'Appennino ligure, non lontano dal confine con la Lombardia. Comune principale della regione del Tortonese, a cui dà il nome, Tortona è sede di un ospedale, di un polo scolastico superiore e di altri servizi per i cittadini.
Geografia fisica Territorio
Situata nel Piemonte sud orientale, la città di Tortona, misurando dai confini cittadini, dista: 10 km dall'Oltrepò Pavese e il comune di Voghera, in Lombardia, a est; 21 km da Alessandria, a ovest; 60 km dalla Barriera Milano Ovest, sulla A7, a nord est; 70 km dal casello di Genova Ovest, sulla A7, a sud;
Si trova sulla sponda destra del torrente Scrivia e il quartiere di S. Bernardino è attraversato dal Ossona. A est si trova la collina del "Castello", il colle Savo, che domina la città e che rappresenta il termine di quello che i geologi chiamano "Sperone di Tortona"; a sud si estendono le valli Ossona, Grue e Curone.
La parte alta di Tortona si estende sulle prime propaggini dei Colli Tortonesi.
Grazie alla sua posizione la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario. È servita dall'Autostrada A7 (Milano-Serravalle-Genova) e dall'Autostrada A21 (Torino-Piacenza-Brescia).
Clima
Il clima è riconducibile al tipo continentale, caratteristico della Val Padana, con estati molto calde e spesso afose. Gli inverni sono freddi con frequenti giornate nebbiose, anche se il fenomeno nebbia negli ultimi anni si è tendenzialmente ridotto. In inverno erano abbastanza frequenti le nevicate, anche copiose, nell'area del Tortonese, specie a ridosso delle colline, ma negli ultimi 15 anni il fenomeno si è gradualmente ridotto a pochi episodi sporadici. Si verificano invece più spesso le gelate notturne, alcune volte persino nei mesi primaverili. La temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,1 °C, la massima media è di +3,5 °C, la minima media è di -1,4 °C; la temperatura del mese più caldo, luglio, è di +24,2 °C, la massima media è di +29,3 °C, la minima media è di 19,1 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 700 e i 750 mm, mediamente distribuite in 65 giorni, e presentano un minimo a gennaio e a luglio, un picco molto accentuato autunnale (ottobre e novembre) e un massimo secondario in primavera (marzo e aprile).
Storia
Premessa
La storia ha riservato a Tortona un passato ricco di vicende e di personaggi illustri, ma anche di guerre e di distruzioni che hanno rischiato di cancellarne la memoria. Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari (la via Fulvia, la via Postumia, la via Aemilia Scauri, la via Vercellina) che conferivano alla romana Dertona Julia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive. Il suo castello, protagonista di 25 secoli di storia tortonese, sarà, di volta in volta, difesa fortificata dei magazzini-granai di Teodorico e avamposto dei domini viscontei e sforzeschi, fortezza spagnola e roccaforte savoiarda, fino alla definitiva distruzione napoleonica del 1801. Su questo palcoscenico storico e politico si sono avvicendati personaggi come Federico Barbarossa, Ludovico il Moro, Napoleone Bonaparte, sempre considerandola una posizione strategica indispensabile per le loro corone.
Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino alla fine del XVIII secolo l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese. Il motto della città, da cui deriva il nome Tortona, e i suoi precedenti Dertona e Terdona è: Pro tribus donis similis Terdona leonis ("Tortona è simile a un leone in virtù di tre doni"), questo motto alluderebbe al prestigio e all'importanza che accompagnano la città sin dai tempi più antichi.
Preistoria ed epoca romana
I ritrovamenti avvenuti nell'attuale area urbana testimoniano la frequentazione del territorio già durante il Neolitico. Fu un oppidum (villaggio fortificato) dei Liguri Statielli tra VIII e il V secolo a.C., con il nome di Dertona che si trovava nella zona del "Castello". Dopo la conquista romana del territorio, la città divenne colonia romana intorno al 120 a.C., trasformandosi in un fiorente centro agricolo e commerciale, all'incrocio di importanti vie di comunicazione: la via Postumia (che collegava Genova ad Aquileia), la via Fulvia (proveniente da Pollentia, oggi Pollenzo) e la via Aemilia Scauri (proveniente da Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, attraverso Aquae Statiellae, l'odierna Acqui Terme).
Eretta una seconda volta in colonia da Augusto (tra il 40 e il 30 a.C.) assunse il nome di Julia Dertona e fece parte della Regio IX Liguria. Ebbe prosperità fino alla caduta dell'Impero romano come dimostrano i numerosi ritrovamenti. Tortona è sede vescovile fin dall'epoca paleocristiana. San Marziano, protovescovo della diocesi e santo patrono della città (festa: 6 marzo) fu martirizzato, secondo la tradizione, nel 122. Dati storici certi e indiscutibili non si hanno circa la precisione di questa data: di sicuro all'inizio del II secolo Tortona era già centro di un'importante comunità cristiana. A Tortona ebbe luogo la deposizione e l'uccisione dell'imperatore romano d'occidente Maggioriano, deposto dal suo generale di origini barbare Ricimero nel 461.
Medioevo
Tortona nell'alto Medioevo, anche a causa della decadenza dei centri vicini (Libarna, Iria e Forum Fulvii), rimase il centro principale della zona. Già Teodorico, re degli Ostrogoti, nominò Tortona "granaio della Liguria" durante il periodo appena successivo alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, come afferma Cassiodoro. Inoltre, nonostante le continue incursioni di popolazioni barbare, la città rimase un borgo di notevole importanza.
Il territorio assieme alla Liguria fu conquistato dai Bizantini nel 538, durante la guerra gotica (535-553), ma fu pacificato solo nel 554. Entrò quindi a far parte della provincia delle Alpi Cozie, come narrato da Paolo Diacono nella sua descrizione dell'Italia alla vigilia dell'invasione longobarda. In seguito la parte della Liguria rimasta bizantina assunse il nome di Provincia Maritima Italorum.
Fra il 569 ed il 570 i Longobardi con il re Alboino, approfittando delle disastrose condizioni delle esercito bizantino decimato dalla peste, dilagarono dopo la Lombardia anche in Emilia e Piemonte, conquistando anche Tortona. L'invasione longobarda determinò una divisione del territorio di Tortona che divenne in parte soggetto ai longobardi, in parte ai bizantini a sud-est. Il territorio fu inserito nella Neustria, la porzione occidentale della Langobardia Maior del Regno longobardo estesa dall'Adda alle Alpi occidentali; amministrativamente fu incluso nel Ducato di Pavia.
Nel 774 i Franchi di Carlo Magno travolsero dopo due secoli di regno i Longobardi, costituendo l'Impero carolingio. Nell'833 l'Imperatrice Giuditta di Baviera, seconda moglie di Ludovico il Pio, venne relegata nel convento di Santa Eufemia e nell'877 l'Imperatore Carlo il Calvo si rifugiò a Tortona col Papa Giovanni VIII per sfuggire all'avversario Carlomanno di Baviera.
Tortona accrebbe la propria giurisdizione territoriale, che arrivava fino al Po e al mar Ligure, e a partire dalla fine del IX secolo cominciò ad affermarsi anche la supremazia civile dei vescovi di Tortona. Il re Berengario I assegnò la giurisdizione su Voghera al vescovo di Tortona, staccandola da quella di BobbioGiuseppe Antonio Bottazzi Le antichità di Tortona e suo agro, Ed. Salvatore Rossi, Alessandria, 1808.
Fra il 950-951 il re Berengario II terminò la riorganizzazione del territorio del nord Italia, iniziata da Ugo di Provenza costituendo la Marca Obertenga: la Marca di Milano assieme alla Marca di Genova furono affidate a Oberto I, capostipite della casata degli Obertenghi, assieme ai comitati di Luni, Tortona, Milano, Genova, Pavia e Bobbio; con l'imperatore Ottone I si ebbe la fisionomia definitiva.
Ottone I assegnò al presule tortonese i diritti comitali sul territorio urbano circostante per un raggio di un miglio. I diritti del vescovo-conte erano però limitati sia dal conte laico del Contado di Tortona, che da quelli dei grandi monasteri possidenti. L'imperatore Ottone II confermò nel 979 tutti i beni posseduti dal vescovo ed inoltre la giurisdizione civile su Tortona per un raggio di tre miglia. Questo potere civile durò de iure fino al 1784.
In seguito, per divisioni fra i vari rami della casata degli Obertenghi, divenne feudo del ramo cadetto dei Malaspina insieme a gran parte del territorio circostante, ma la nobile famiglia non riuscì a mantenere il controllo sulla zona in modo permanente. Nel 1122 si sottrasse al potere del vescovo ergendosi a libero comune, con il nome di Terdona. Grazie all'arricchimento della borghesia cittadina ci furono un incremento demografico e un notevole sviluppo economico, che determinarono un ampliamento della città e ne accrebbero il potere sui territori limitrofi, entrando così in contrasto con la vicina Pavia.
L'assedio di Tortona
Nel 1155, quando l'imperatore Federico Barbarossa discese in Italia, per riportare sotto il controllo imperiale i comuni, la città rimase fedele all'alleanza con Milano e si scontrò con i Pavesi, alleati con l'imperatore. Nella battaglia furono impegnati 12.000 cavalieri e 5.000 fanti imperiali e la totalità dei cittadini tortonesi, supportati da 1.200 fanti e 200 cavalieri milanesi. Il 14 febbraio iniziò l'attacco imperiale e la parte bassa della città fu conquistata brevemente, ma i tortonesi, rifugiatisi sulla collina del castello riuscirono ad opporre qualche resistenza. Dopo un assedio durato circa due mesi, il 18 aprile, il comune si trovò costretto ad arrendersi, dal momento che l'imperatore aveva avvelenato le fonti del Rinarolo, l'unica fonte d'acqua per la città. In seguito alla sconfitta la città fu saccheggiata e distrutta dai pavesi, ma in seguito fu ricostruita velocemente con l'aiuto dei milanesi.
Tortona aderì alla Lega Lombarda e partecipò alle lotte comunali, cambiando spesso schieramento, a causa dei contrasti interni tra guelfi e ghibellini. Fu nuovamente presa dall'imperatore nel 1162 e nel 1164 le fu tolta Voghera, che venne definitivamente assoggettata alla giurisdizione del comune di Pavia.
Tra il 1248 e la metà del XIV secolo la città ebbe il diritto di battere moneta e fu coniato il "grosso tortonese". Fu conquistata da Luchino Visconti nel 1347 e seguì le sorti del ducato di Milano, sotto il dominio dei Visconti, prima, e degli Sforza, poi, fino al XVI secolo all'interno del Contado di Tortona. In questi anni vennero rielaborati gli "Statuta Civitatis Derthonae", la cui stesura avvenne nel 1333, che regolavano la vita civile, e, convalidati dai Visconti nel 1354. All'interno degli Statuti sono contenute diverse norme dedicate alla mobilitazione dell'esercito comunale e ad altri aspetti militari, più volte applicate durante le numerose chiamate alle armi dei cittadini durante il Trecento. La zona di Tortona era frequentata da contrabbandieri che trasportavano il grano illegalmente nella vicina Repubblica di Genova dove veniva pagato il doppio e poi con le stesse carovane portavano, sempre illegalmente il sale nella zona di Tortona dove lo rivendevano. A causa degli ingenti traffici di denaro era presente a Tortona una numerosa comunità ebraica.
Dall'età moderna ai giorni nostri