Il pesce pagliaccio orientale (Amphiprion percula ) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.

È la "specie gemella" del pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris).

Distribuzione e habitat Vive nelle barriere coralline dell'Oceano Pacifico occidentale, nelle Sulawesi (Indonesia), in Melanesia (nella Nuova Guinea indonesiana, nella Papua Nuova Guinea, in Nuova Britannia, nelle isole Salomone e nei vari arcipelaghi ed isole circostanti) e nell'Australia nord-orientale (Grande Barriera Corallina, Queensland), associato alle attinie o anemoni di mare con le quali instaura una simbiosi mutualistica. Vive in acque basse costiere dalla superficie fino a 10-15 m di profondità.

Descrizione

Raggiunge al massimo 8-11 cm di lunghezza. È molto simile al pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris) con cui è spesso confuso, da cui si distingue a malapena in base al numero dei raggi delle pinne e per la colorazione leggermente meno vivace. Presenta un corpo relativamente cilindrico, allungato, solo leggermente bombato sul dorso; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente piccola, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi. La pinna caudale è lunga e tonda; la pinna dorsale, non particolarmente sviluppata, è nettamente divisa in due parti; la prima parte è sostenuta da 9 o 10 spine rigide, delle quali le prime 5 molto più lunghe delle altre, e può essere inarcata a piacere o portata piatta sul dorso; la seconda parte, più sviluppata in altezza dell'anteriore e separata dalla prima da una profonda concavità ha 14/17 raggi molli che non possono essere abbassati e termina con una punta arrotondata che non supera l'inizio del peduncolo caudale; la pinna anale, a sua volta sostenuta da 2 spine rigide e da 11/13 raggi molli, è simmetrica alla seconda parte della pinna dorsale; le pinne pettorali e ventrali sono di forma trapezoidale, sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con il bordo molto arrotondato.La livrea è particolarmente appariscente e colorata, molto simile a quella del pesce pagliaccio occidentale (Amphiprion ocellaris) con cui viene spesso confuso. Il corpo e le pinne sono interamente rosso arancione brillante, talvolta violetto o addirittura nero, con tre larghe bande verticali bianche o leggermente turchesi bordate di nero, una sul peduncolo caudale, una a metà corpo e l'ultima sull'opercolo branchiale. Il bordo nero che circonda le bande bianche può essere più o meno spesso a seconda della località.

La prima di queste bande, a forma di parentesi tonda avvolge quasi interamente la testa e, passando sulla fronte, si collega alla sua omologa dell'altro lato; rimane solo, sotto la gola, una piccola zona arancione.

La seconda delle barre avvolge anularmente il pesce all'altezza della divisione della pinna dorsale e presenta un dosso rivolto in direzione della testa; la terza banda avvolge quasi completamente il peduncolo caudale lasciandone solo una piccola parte arancione all'attaccatura della pinna caudale.

La pinna caudale, la parte posteriore della pinna dorsale, la pinna anale e le pinne pettorali hanno un doppio bordo, nero internamente e turchese esternamente; la parte anteriore della pinna dorsale, le pinne pettorali e quelle ventrali hanno solo un bordo nero.

Ecologia

Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con le specie Radianthus magnifica, Stichodactyla gigantea e Stichodactyla mertensii. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.

Spesso vive in piccoli gruppi. In uno studio sul pesce pagliaccio orientale è stato osservato che gli individui di un gruppo mantengono una rigida gerarchia basata sulle dimensioni corporee. I subordinati regolano il proprio tasso di crescita in modo da rimanere significativamente più piccoli dell’individuo immediatamente dominante, riducendo così il rischio di conflitto ed espulsione dal gruppo.

Nel pesce pagliaccio orientale è stata osservata una relazione tra le dimensioni dell’anemone ospite e quelle del gruppo sociale. Gli anemoni più grandi tendono a ospitare gruppi più numerosi e individui dominanti di maggiori dimensioni. Anemoni più grandi ospitano gruppi più numerosi e individui dominanti più grandi, inoltre, la dimensione della femmina dominante influenza quella degli individui subordinati, indicando che la disponibilità di spazio e risorse offerta dall’ospite influenza direttamente la struttura sociale dei pesci.

Riproduzione Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.

Ibridazione È stata osservata in acquario l'ibridazione tra Amphiprion percula e Amphiprion ocellaris.

Tassonomia La tassonomia delle specie Amphiprion percula e Amphiprion ocellaris è stata negli anni abbastanza controversa. Le specie si distinguono solamente in base alla distribuzione geografica e al numero dei raggi delle pinne (Amphiprion percula presenta normalmente 9-10 spine dorsali, mentre Amphiprion ocellaris 10-11). Timm et al. (2008) li definiscono come specie gemelle (sibling species), e le analisi molecolari indicano che la situazione genetica è più complessa della semplice divisione morfologica in due specie. Le analisi di DNA barcoding evidenziano ulteriore diversità criptica sia in Amphiprion ocellaris sia in Amphiprion percula, confermando che i limiti tassonomici del complesso non sono banali. Tang (2021) riconosce A. ocellaris e A. percula come due specie distinte e strettamente imparentate, appartenenti allo stesso clade, ma sottolinea che l'argomento necessita ancora di approfondimenti, proprio sulla base di Timm et al. (2008) e degli studi genetici precedenti.

Acquariofilia Viene spesso allevato negli acquari e si è anche riprodotto in cattività.

Conservazione La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion percula come specie a rischio minimo di estinzione.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Pomacentridae Categoria:Taxa classificati da Bernard Germain de Lacépède Categoria:Taxa descritti nel 1802