Lugo (Lug in romagnolo, impropriamente detto anche Lugo di Romagna o Lugo di Ravenna) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
È situato nella bassa pianura romagnola, in un’area interessata da opere di bonifica idraulica e attraversata da una rete di canali. L’impianto urbano, di origine medievale, presenta una maglia viaria riconducibile alla centuriazione romana. In età medievale e moderna la città fu uno dei centri del dominio degli Este in Romagna e, per un periodo, capoluogo della Romagna estense. La posizione lungo direttrici viarie e ferroviarie ne ha determinato il ruolo di centro amministrativo e mercato per il comprensorio circostante.
Nel nucleo storico si trovano la Rocca estense e il Pavaglione, porticato settecentesco a funzione mercatale. È nota per la figura di Francesco Baracca, asso dell'aviazione della Prima guerra mondiale, cui è dedicato un monumento e un museo.
Geografia fisica Territorio Lugo si trova nel settore nord-occidentale della pianura alluvionale che circonda Ravenna, tra i fiumi Santerno e Senio. Il territorio comunale è caratterizzato da una rete idrografica artificiale e naturale, comprendente il Canale dei Molini di Castel Bolognese e altri corsi d’acqua derivati da interventi di bonifica. La superficie comunale misura 117,06 km² e include diverse frazioni, distribuite sia in prossimità del capoluogo sia nelle aree rurali circostanti.
Clima Il clima che caratterizza Lugo, così come tutte le zone interne pianeggianti della Romagna, è di tipo temperato subcontinentale, con inverni piuttosto freddi e umidi ed estati calde e afose. In autunno e in primavera si formano le nebbie che riducono la visibilità. In inverno possono sopraggiungere nevicate e venti forti da nord-est (bora), e gelate nei giorni in cui c'è il sole con temperature molto basse. Riguardo quest'ultima cosa, nel febbraio 2012 durante la grande ondata di freddo che investì l'Italia, oltre le copiose nevicate si raggiunsero i -11°C in diversi giorni grazie all'effetto albedo.
Origini del nome Il toponimo Lugo deriva dal latino lūcus, "bosco religioso" o "sacro", che, a livello popolare, si è conservato solo in toponomastica.
Storia
L’area di Lugo fu frequentata sin dalla Preistoria, con insediamenti neolitici attribuiti alla Cultura di Sasso-Fiorano e successivi stanziamenti di popolazioni celticheNon è attestata la presenza degli Etruschi né degli Umbri, pur presenti in varie parti della pianura cispadana.. In epoca romana (III-II secolo a.C.) il territorio fu interessato dalla centuriazione e da un popolamento sparso, con asse viario principale lungo la via Emilia. Dopo un periodo di rarefazione insediativa tra V e VIII secolo, dovuto anche a mutamenti climatici e idrografici, la riorganizzazione agraria medievale portò alla formazione della massa sancti Hilari, nucleo originario dell’abitato.
Nel 1037 è citato per la prima volta nei documenti un castrum (fortificazione). Agli inizi del XIII risale la fondazione del libero comune. Tra XIII e XIV secolo Lugo passò sotto il controllo di diverse signorie e poteri comunali, fino all’ingresso stabile nei domini estensi nel 1437. Durante il governo estense furono realizzate opere idrauliche sul Santerno, tracciate nuove strade, sviluppate attività mercantili e favorita la presenza della comunità ebraicaAA.VV., La comunità ebraica a Lugo di Romagna, Lugo, Walberti 1795, 2014..
Nel 1598 Lugo passò allo Stato Pontificio, mantenendo alcune prerogative locali. Nei secoli XVII e XVIII consolidò il ruolo di centro di mercato e di scambio per la Romagna, con il Pavaglione come struttura mercatale principale. In questo periodo si svilupparono attività legate alla seta e si dotò la città di edifici pubblici come il teatro e il Collegio Trisi. Nel 1796 fu teatro di una rivolta contro le truppe napoleoniche, conosciuta come Sommossa e sacco di Lugo.
Nell’Ottocento, dopo la Restaurazione, Lugo fu coinvolta nei moti risorgimentali e nel 1859 entrò a far parte del Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia. L’economia rimase prevalentemente agricola, con un mercato settimanale di rilievo sovraregionale, ma si svilupparono anche attività industriali e cooperative. Alla fine del secolo si affermarono movimenti politici di orientamento repubblicano e socialista.
Durante la prima guerra mondiale Lugo visse l'epopea di Francesco Baracca, asso dell'aviazione mondiale capace di abbattere 34 aerei nemici. Durante il conflitto la città subì perdite significative. Nel corso della seconda guerra mondiale il fronte si attestò lungo il Senio fino alla liberazione, avvenuta il 10 aprile 1945 ad opera di reparti alleati. Nel dopoguerra la città consolidò il proprio ruolo di centro amministrativo e commerciale della Bassa Romagna, con una progressiva espansione urbana. Tra gli eventi recenti si ricorda l’Alluvione dell'Emilia-Romagna del 2023.
Simboli
La blasonatura ufficiale dello stemma di Lugo è la seguente:
La descrizione del gonfalone è la seguente:
Lo stemma è stato riconosciuto ufficialmente con decreto del Capo del Governo del 7 marzo 1929 mentre il gonfalone ha ricevuto sanzione con il D.C.G. del 1º febbraio 1936.
Il Comune fa anche uso di una bandiera di bianco.
Lo stemma cittadino riprende il simbolo dell'arcivescovo di Ravenna da cui dipendeva Lugo, riportato anche in numerosi documenti e monumenti di epoca bizantina: una croce d'altare dalla quale si invola la colomba della pace.
Negli anni 2022-2023 il Consiglio Comunale ha chiesto l'aggiornamento di stemma e gonfalone per rispecchiare il titolo di città conferito da Papa Pio VII. I nuovi vessilli sono stati consegnati dal Prefetto di Ravenna al Sindaco durante una cerimonia il 16 dicembre 2023
Onorificenze Lugo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale: Il Consiglio d'Europa ha decorato Lugo con: «Bandiera d'Onore d'Europa» (1996); «Targa d'Onore d'Europa» (2012).
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
In città Chiesa dei SS. Francesco ed Ilaro, conosciuta come "Collegiata" – Costruita su una precedente chiesa francescana del 1230, la Chiesa della Collegiata presenta un chiostro risalente al 1471 e un pozzale originale del 1425. La facciata attuale è opera dell'architetto imolese Cosimo Morelli, che la progettò nel 1762. Alla fine del secolo XVIII gli invasori francesi cacciarono i monaci francescani. Nel 1836, in attuazione di una volontà del cardinale lughese Francesco Bertazzoli (1754-1830), la chiesa ricevette il titolo di Collegiata e fu intitolata ai santi Francesco di Paola e Ilaro, i patroni della città. Vi è venerata l'immagine della Madonna del Rosario, custodita dal 1950Vi è stata trasferita dalla chiesa del Limite, oggi adattata ad uffici della Banca del Monte.; il suo giorno di festa è la prima domenica di ottobre. Uno dei dipinti più pregevoli conservati nella chiesa è la tela di Giacomo Zampa (1731-1808) che raffigura l'incontro tra Sant'Antonio da Padova ed Ezzelino da Romano. Chiesa di San Giacomo Maggiore (chiesa del rione Brozzi). Già esistente prima della distruzione dell'insediamento avvenuta nel 1218, è la più antica chiesa di Lugo ancora esistente.. Originariamente era situata dentro loppidum, la cittadella fortificataSi trovava pressappoco dalle parti del bar Jolly (loggia del Pavaglione, n. 84).. Nel 1229, in piena fase di ricostruzione del paese, fu nominata chiesa di giuspatronato della comunità (lo rimase fino al XV secolo). Era sede delle assemblee consiliari del comune, nonché degli incontri solenni e giurati. Nella chiesa, intitolata ai “Santi Ilaro e Giacomo”, fu conservata a lungo una reliquia di Sant'Ilaro, il patrono dei lughesiLa reliquia rimase in San Giacomo fino al 1526, quando fu trasferita nella chiesa dei Carmelitani, dove si trova tuttora.. Nell'anno 1300 fu la prima chiesa lughese ad ottenere un battistero.. Nel 1390 la chiesa venne ricostruita al di fuori della cittadella fortificata, nella via in cui si trova. Nel 1734 ricevette il titolo di collegiata, che poi fu trasferito alla chiesa dei Francescani nel 1826.. Dal 1741 al 1923 fu intitolata ai “Santi Petronio e Prospero”.. Bombardata durante l'ultimo conflitto mondiale, è stata riaperta al culto il 23 dicembre 1956. All'interno è conservata una statua che ritrae la Madonna addolorata, risalente al XVII secolo, opera della bottega dei Paganelli, artisti lughesi. Nel 1985 è stato realizzato un nuovo battistero.
Chiesa di San Francesco di Paola (chiesa del rione Cento) – Eretta nel XIV secolo, è dedicata al culto del co-patrono cittadino. All'interno è conservato un pregevole Compianto sul Cristo morto in terracotta policroma risalente al XVI secolo. All'interno è conservato un pregevole Compianto sul Cristo morto in terracotta policroma risalente al XVI secolo. La chiesa è stata ricostruita in stile neogotico tra il 1888 e il 1890. Nella Cappella del Sacramento si venera la Madonna della Cintura, raffigurata in una delle sculture lignee più antiche della Romagna. In un'altra cappella è venerata la Madonna del Rosario. Chiesa del Carmine – La chiesa, nella quale si venera Sant'Ilaro, patrono della città, fu costruita dai carmelitani nel Cinquecento e già nel 1526 vi furono collocate le reliquie e il busto argenteo di Sant'Ilaro provenienti da un più antico oratorio ormai in abbandono. Grazie al prestigio conferito dalla presenza del santo protettore, nel 1598, quando papa Clemente VIII sostò a Lugo nel suo viaggio per FerraraNel 1598, estintosi il ramo diretto maschile dei signori d'Este, il Ducato di Ferrara ritornò allo Stato della Chiesa., si fermò al Carmine e celebrò Messa nella chiesa dei carmelitani. Nel Seicento fu realizzato il chiostro. L'edificio religioso fu completamente ricostruito nel Settecento dall'architetto ticinese Francesco Ambrogio Petrocchi e la nuova chiesa fu inaugurata il 14 maggio 1772. All'interno della chiesa sono conservati alcuni dipinti di Guidaccio da Imola, tra cui una pregevole Madonna del Carmine (1481), titolare della chiesa insieme a Sant'Ilaro, nonché due organi di epoca barocca tuttora funzionanti: un grande strumento del 1799 di Gaetano Callido ed uno del Galli, su cui si esercitò il giovane Gioachino Rossini.. Chiesa di S. Maria delle Grazie (chiesa del rione Ghetto). Costruita nel 1612. L'edificio è ad un'unica navata con volta a botte. Vi officiavano i frati della Confraternita delle Stimmate di S. Francesco. Custodisce al suo interno un dipinto intitolato alla "Beata Vergine delle Grazie". Datato 1512, fu realizzato da un soldato francese di stanza a Lugo, pochi giorni prima di combattere nella sanguinosa Battaglia di Ravenna. L'immagine, che raffigura la Madonna con il divin figlio tra le braccia, è molto venerata dai lughesi. Chiesa di Sant'Onofrio – Fondato come oratorio nel 1679, è stata per secoli la chiesa di uno degli ospedali cittadini. Al suo interno contiene grandi ovali nei quali Ignaz Stern (discepolo del Cignani), raffigurò la vita del santo a cui è dedicata. Sconsacrata nel 1910, dal 1992 la proprietà dell'edificio è passata all'Azienda sanitaria locale. Dal 2008 al 2012 è stato oggetto di restauro. In base ad un accordo col Comune, la chiesa può essere utilizzata come sede di mostre e di incontri culturali. Chiesa del Suffragio – Risalente al 1720, ospita alcuni apprezzabili dipinti di Stern e dei lughesi Benedetto del Buono e Carlo Ruina. All'interno della chiesa è presente un organo del 1844 realizzato da Cesare e Quintino Rasori e restaurato nel 1999.