Regnò per quattordici anniSecondo Nerone governò per tredici anni, otto mesi e otto giorni., dal 54 al 68.

Nerone fu un principe molto controverso nella sua epoca; ebbe alcuni innegabili meriti, soprattutto nella prima parte del suo impero, quando governava con la madre Agrippina e con l'aiuto di Seneca, filosofo stoico, e di Afranio Burro, prefetto del pretorio, ma fu anche responsabile di delitti e atteggiamenti dispotici.

Accusati sommariamente di congiure contro di lui o di crimini vari, caddero vittime della condotta repressiva la stessa madre, la prima moglie e lo stesso Seneca, spinto a suicidarsi, oltre a vari esponenti della nobiltà romana, e molti cristiani.Svetonio, Vita di Nerone, XVI, XXXIV, XXXV, XXXVI, XXXVII Per la sua politica assai favorevole al popolo, di cui conquistò i favori con elargizioni e istituendo spettacoli pubblici gratuiti, e il suo disprezzo per il Senato romano, fu - come era già stato per lo zio Caligola - molto inviso alla classe aristocratica (tra i quali i suoi principali biografi, Svetonio e Tacito).

L'immagine di tiranno che di lui è stata tramandata viene parzialmente rivista dalla maggioranza degli storici del XX secolo i quali ritengono che non fosse né pazzo - come lo descrissero alcune fonti - né particolarmente crudele per l'epoca, ma che i suoi comportamenti autoritari fossero simili a quelli di altri imperatori non giudicati allo stesso modo.. Negli ultimi anni della sua vita la paranoia di Nerone si accentuò ed egli si rinchiuse in sé stesso e nei palazzi dedicandosi all'arte e alla musicaSvetonio, op. cit. XIX, XLII, in pratica lasciando il governo nelle mani del prefetto del pretorio, il sanguinario Tigellino.Tacito, Annales XV

Le scritture e i resti dell'epoca lo descrivono come un ragazzo particolarmente magro in gioventù, divenuto verso la fine dell'impero molto più grasso per via dei banchetti spesso di 4 o 5 ore. Portava la capigliatura tipica dell'epoca tranne per la barba, che solitamente i Romani radevano perfettamente, mentre lui adottò un taglio particolare: rasatura sulla parte centrale del volto, lasciando però lunghe basette e sotto il mento una barba rigogliosa, di colore rosso ramato, forse per esaltare questo tratto genetico caratteristico della gens Domizia, i cui membri che erano soprannominati Domizi Ahenobarbi, cioè "barba di rame".

Anche se il suo comportamento ebbe certamente eccessi violenti e stravaganze, si può dire che non tutto ciò che gli venne imputato dagli storici coevi sia vero: ad esempio fu accusato del grande incendio di Roma, con l'obiettivo di ricostruire la città ed edificare la propria maestosa residenza, la Domus Aurea; di tale fatto tuttavia gli studiosi moderni tendono a discolparlo. Nerone accusò dell'incendio i cristiani, che furono arrestati e condannati in massa.Tacito, Annales - NeroneSvetonio, op. cit. XVI Infine, qualche anno dopo, abbandonato anche dai pretoriani e dall'esercito, venne deposto dal Senato (che riconobbe il generale Galba come nuovo princeps) e, dopo un primo tentativo di fuga, alla fine, vistosi perduto, si tolse la vita nei pressi di Roma, nella villa di uno dei suoi liberti.Svetonio, op. cit. XLVIII, XLIX

Le fonti storiografiche

Nerone fu considerato un tiranno e un folle, ma a differenza di imperatori come Commodo e Caligola, non pare verosimile che avesse problemi mentali, né che fosse particolarmente crudele, o perlomeno era assai simile ai predecessori Tiberio e Claudio, molto severi con gli oppositori.

Furono Tacito, senatore e nemico di Nerone, Svetonio e gli storici cristiani a rivestirlo della "leggenda nera" che ancora lo accompagna, soprattutto quella che lo vuole folle incendiario. È innegabile che fu responsabile di gravi persecuzioni, ma in maniera simile ad altri governanti. Nella dinastia Giulio-Claudia non furono rari gli omicidi fra parenti.vedesi la strage della famiglia di Caligola da parte di Tiberio e Seiano, la condanna della moglie Valeria Messalina da parte di Claudio. Anche altri sovrani antichi non risparmiarono delitti all'interno della famiglia (ad esempio Mitridate VI del Ponto).

Sui delitti di Nerone molto si è detto: spesso si tratta di falsi storici, delitti ed esecuzioni volti a difendere la propria persona da possibili congiurecomunissimi tra gli imperatori romani: ad esempio Costantino I fece uccidere il proprio figlio Crispo, così come Nerone condannò Seneca, assassinii voluti da altri in nome suo.Come quello di Britannico che fu fatto eliminare da Agrippina, dopo la morte di Claudio, Ottavia e forse la stessa Agrippina la cui condanna fu sollecitata da Poppea, pur con l'approvazione di Nerone stesso. Nella storiografia e negli studi moderni non sono mancati tentativi di riabilitazione della memoria dell'imperatore.Massimo Fini, Nerone: duemila anni di calunnie, Milano, Mondadori, 1993, ISBN 88-04-38254-6.

Biografia Origini familiari e anni giovanili (37-48)

Nato ad Anzio il 15 dicembre 37, da Agrippina Minore e Gneo Domizio Enobarbo, il futuro imperatore Nerone era discendente diretto di Augusto e della Gens Giulia (dal lato materno e anche dal lato paterno, dato che il padre era un pronipote di Augusto tramite la sorella di quest'ultimo, Ottavia), e della famiglia di Tiberio, la Gens Claudia. Il padre apparteneva alla famiglia dei Domizi Enobarbi, una stirpe considerata di "nobiltà plebea", (cioè recente), mentre la madre era figlia dell'acclamato condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio, di Agrippa e di Augusto, nonché sorella dell'imperatore Caligola che quindi era suo zio materno.

Nel 39 sua madre, amante del potere e descritta da molti come spietatamente ambiziosa, fu scoperta coinvolta in una congiura contro il fratello Caligola e venne quindi mandata in esilio nell'isola di Pandataria nel mar Tirreno, nell'arcipelago pontino. In quegli anni il piccolo Lucio visse con la zia Domizia Lepida, che egli amò più della madre e dalla quale avrebbe imparato l'amore per lo spettacolo e per la danza. L'anno seguente il marito di lei Gneo morì e il suo patrimonio venne confiscato da Caligola stesso.

Lucio nel frattempo fu affidato alle cure della zia e alle nutrici Egogle ed Alessandria. Essendo la zia di non elevata condizione economica, in questi primi anni i precettori furono un barbiere ed un ballerino, i quali anch'essi aiutarono Lucio a coltivare l'amore per le arti e la cultura. Nel 41 Caligola venne assassinato, così Agrippina poté ritornare a Roma ad occuparsi del figlio dell'età di quattro anni, attraverso il quale aveva intenzione di attuare la propria opera di rivalsa. Lucio venne affidato a due liberti greci, Aniceto e Berillo, per poi proseguire gli studi con due sapienti dell'epoca, Cheremone d'Alessandria e Alessandro di Ege, grazie ai quali il giovane allievo sviluppò il proprio filoellenismo.

Un'altra passione di Nerone fu la poesia, il canto e la recitazione delle tragedie greche; compose poesie, epigrammi e poemi, di cui il più famoso era dedicato alla caduta di Troia (Troica); si procurò un maestro di canto per curare che la propria voce non calasse mentre recitava lunghi monologhi negli spettacoli teatrali. Esaltato da tutti come il nuovo Apollo, ebbe l'ambizione di primeggiare in tale campo artistico. Organizzò e partecipò a molte gare di poesia, conseguendo sempre facili vittorie, potendo disporre di ingenti sostanze e non disdegnando cinicamente nessun mezzo, lecito o illecito, utile ad ottenere la corona trionfale del vincitore.

Carriera politica e ascesa al potere (49-54)

Nel 49 Agrippina Minore sposò l'imperatore Claudio, che era suo zio, ed ottenne la revoca dell'esilio di Seneca, allo scopo di servirsi del celebre filosofo quale nuovo precettore del figlio. Inoltre, visto che il giovane Lucio dimostrava maggior affetto verso la zia Domizia Lepida, Agrippina, per gelosia, la fece accusare di avere complottato contro l'imperatore, ottenendone da Claudio la condanna a morte. Nell'occasione, l'undicenne Lucio fu minacciato e costretto dalla madre a testimoniare contro la zia. Poco dopo, gli fu imposto il fidanzamento con Ottavia, figlia di Claudio, di otto anni.

L'adolescente Lucio fu adottato ufficialmente dal prozio e patrigno Claudio nel 50, e assunse il nuovo nome di Nerone Claudio Cesare Druso Germanico; con questo nome ricordava i suoi antenati in linea materna, congiunti di Claudio e dei precedenti imperatori. Infatti Nerone Claudio Druso, detto Druso maggiore, figliastro dell'imperatore Augusto, fratello minore dell'imperatore Tiberio e padre dell'imperatore Claudio, era suo bisnonno da parte materna; Giulio Cesare Germanico (detto semplicemente Germanico) figlio di Druso maggiore, nipote e figlio adottivo di Tiberio, nonché fratello maggiore di Claudio, era come si è detto suo nonno, padre di Agrippina. Si creò di conseguenza una certa rivalità tra Nerone e Britannico, in quanto entrambi erano possibili legittimi successori di Claudio.

Claudio morì nel 54 per un avvelenamento da funghi, forse ordinato da Agrippina stessa, e poco dopo la stessa sorte sarebbe toccata al figlio Britannico (nato, come Ottavia, dal suo precedente matrimonio con Valeria Messalina), affetto da epilessia e per questo forse considerato da escludere dalla successione. Nerone divenne quindi imperatore all'età di quasi 17 anni, inizialmente sotto la tutela della madre e di Seneca, con Sesto Afranio Burro, pragmatico e abile politico, come prefetto del pretorio.

Il principato (54-68)

Prontamente presentato da Burro ai pretoriani, il giovane Nerone fu acclamato imperatore dalle truppe e il senato prese atto del fatto compiuto, ratificando l'elezione. Salì al potere nel 54 d.C., a diciassette anni. Il suo principato prese il nome di Principatus Claudius. Nei primi anni la madre Agrippina si atteggiava a reggente dell'impero. Ascoltava le sedute del Senato, cui non poteva partecipare in quanto donna, nascosta da una tenda, per poter meglio influenzare e orientare le decisioni del figlio. Non gradiva l'essere messa da parte, ma voleva partecipare agli eventi pubblici con pari dignità dell'imperatore.

Matrimoni e condanne Il primo matrimonio di Nerone fu considerato quasi incestuoso, anche se era solo una cugina di secondo grado, Claudia Ottavia, figlia del suo padre adottivo e prozio Claudio, molto benvoluta dal popolo. Nerone più tardi divorziò da lei quando s'innamorò di Poppea. Questa, descritta come una donna notevolmente bella, sarebbe stata coinvolta, prima del matrimonio con l'imperatore, in una storia d'amore con Marco Salvio Otone, amico di Nerone stessoIl pettegolezzo su questo presunto triangolo si riscontra in molte fonti (Plutarco Galba 19.2-20.2; Svetonio Otone 3.1-2; Tacito due versioni: Storie 1.13.3-4; Annali 13.45-46; e Cassio Dione 61.11.2-4), suo compagno di feste e bagordiSvetonio, op. cit., XXVI, e futuro imperatore. Otone sposò Poppea per ordine di Nerone, ma poi rifiutò che il suo matrimonio fosse solo di facciata e Nerone li fece divorziare.Svetonio, op. cit. XXXV

Congiure e lotte di potere Nel 59 Agrippina venne uccisa nella sua dimora a pugnalate da dei sicari, su ordine di Nerone, Precedentemente l'imperatore aveva tentato di simulare un incidente durante un convito che prevedeva al termine la navigazione della madre in battello nelle acque di Baia. Nonostante la nave affondasse di notte, con diversi morti, la madre si era miracolosamente salvata a nuoto e si era affrettata a comunicarlo al figlio, che non esitò ad inviarle nuovi sicari.