Gli Epigrammi di Platone sono 18 componimenti poetici attribuiti al filosofo ateniese, la cui autenticità è, però, controversa.D. Del Corno, Letteratura Greca, Milano 1995, pp. 383-384.

Origine e struttura della raccolta Prima che Socrate lo attirasse alla filosofia - così racconta un'antica tradizione riportata da Diogene Laerzio - Platone fu attivo per un certo periodo come compositore di tragedie e ditirambi (canti corali dionisiaci). Se questo è vero, nulla del suo lavoro in quei generi sopravvive.

Dei 18 epigrammi tramandati nellAntologia palatina e nellAntologia planudea sotto il suo nome, tutti sono in forma di distici elegiaci (un esametro dattilico, il metro dell'epica omerica, seguito da un pentametro dattilico), per lo più di un singolo distico ciascuno, eccetto i numeri 4, 5, 7, 11 e 13 (ciascuno di due distici) e il 3 (tre distici).

Il contenuto degli epigrammi è il seguente: Epigrammi I-II. Dedicati ad AsterAP VII, 669-670. Epigramma III. Epitafio di DioneAP VII, 99. Epigramma IV. Per AlessiAP VII, 100. Epigramma V. Per ArcheanassaAP VII, 217. Epigramma VI. Elogio di AgatoneAP V, 78. Epigrammi VII-VIII. La mela del corteggiamentoAP V, 79-80. Epigrammi IX e XIII. Per i caduti di Eretria nel 490 a.C.AP VII, 259 e 256. Epigramma X. Il cappio d'amoreAP IX, 144. Epigramma XI. Dedicatoria, da parte di Laide, di uno specchio ad AfroditeAP VI, 1. Epigramma XII. Elogio di PindaroAP VII, 35. Epigrammi XIV-XV. Sulla tomba di marinaiAP VII, 265 e 269. Epigramma XVI. Elogio di SaffoAP IX, 506. Epigramma XVII. Sulla Afrodite cnidia di PrassiteleAP XV, 162 (Appendix Planudea). Epigramma XVIII. Elogio di Aristofane.

Le prime due poesie sono indirizzate a un giovane, come sembra uno studente di astronomia, di nome Aster (o forse chiamato così solo affettuosamente dal suo ammiratore) - una parola greca per "stella". Diogene Laerzio riferisce che il terzo era effettivamente inscritto sulla tomba a Siracusa del suo dedicatario, amico di Platone e associato negli affari politici siracusani, Dione (prominente in tante delle Lettere platoniche).L'epigramma III Fava è un lamento funebre per lui. Le Antologie danno anche altre attribuzioni oltre a Platone nel caso di almeno quattro di queste poesie; la paternità platonica può essere ragionevolmente messa in dubbio anche in altri casi, come nei numeri 4 e 6, che parlano in termini erotici di Agatone e Fedro come giovani desiderabili, mentre in realtà avevano vent'anni più di Platone.Menzionati rispettivamente negli epigrammi IV e VI Fava.

Famose figure ricordate negli epigrammi includono Saffo, celebrata come decima Musa,Epigramma XXV Fava. e Aristofane, commediografo descritto come ispirato dalle Grazie.Epigramma XVIII Fava. Tra gli epigrammi, il più curioso è forse quello dedicato ad una donna di nome Santippe,Epigramma XVI Fava: "Sono una mela: chi t'ama mi getta / ai piedi tuoi, Santippe. Accetta: presto / cadremo insieme, io e te" (trad. A. D'Andria). nome comune tra le donne greche, la più famosa delle quali fu la bisbetica moglie di Socrate: in tal caso, questo epigramma amoroso potrebbe essere in realtà uno scherzo, considerando la sgradevole nomea di cui godeva quest'ultima Santippe.

Tali epigrammi si collocano nel quadro della produzione lirica simposiale, pur distaccandosi, nello stile, dalle leggi compositive del genere epigrammatico, caratterizzandosi invece come produzioni artistiche autonome. Gli argomenti trattati, solo vagamente avvicinabili alla filosofia platonica (e in particolare ai dialoghi erotici, Simposio e Fedro), ruotano attorno ai temi dell'amore, della bellezza, della brevità delle gioie.G. Guidorizzi, Il mondo letterario greco, Torino, Einaudi, 2000, vol. 2/2, pp. 972-973.

Note

Bibliografia Domenico Fava, Gli epigrammi di Platone, testo, varianti, versione, Milano, Bernardoni, 1901. R. Del Re, Gli epigrammi di Platone, in «Athenaeum» 9 (1931), pp. 497–541.

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