Genzano di Lucania (in dialetto genzanese Ienzàne) è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Centro dell'Alto Bradano, sorge su un promontorio collinare e si divide in due nuclei ben distinti: il paese vecchio e il paese nuovo.
Geografia fisica Sorge a 587 m s.l.m. nell'alta Valle del Bradano, nella parte nord-orientale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Matera, con la parte nord-occidentale della provincia di Bari (unico comune della provincia a confinare con quest'ultima) e la parte sud-occidentale della provincia di Barletta-Andria-Trani.
Genzano, con 207,04 km² di territorio, risulta il comune più esteso della provincia di Potenza e il sesto a livello regionale.
Idrografia Diga di Genzano: a ridosso del bosco Macchia in direzione Spinazzola. Bacino artificiale in via di ultimazione con capacità di circa 57 milioni di m3. Accumula le acque del torrente Fiumarella. Diga di Serra di Corvo: al confine con i comuni di Irsina e Gravina in Puglia. Bacino artificiale completato nel 1974, ha una capacità di 41 milioni di m3. Accumula le acque del torrente Basentello. Lago di Siano: piccolo laghetto artificiale situato in contrada Siano. Attività: pesca sportiva. Fiume Bradano: attraversa il territorio di Genzano da Nord-Ovest a Sud-Ovest.
Storia Il nome deriva da Pagus Gentianum, insediamento romano del VII-VI secolo a.C. i cui cittadini, per sfuggire ad una epidemia di malaria, si trasferirono dove oggi sorge Genzano di Lucania. La prima fonte ufficiale è presente nel racconto della decapitazione dei fratelli Secondo e Donato, avvenuta nell'anno 258 ad opera del console Valeriano.
Tra l'anno 1000 e la fine del 1700 il feudo di Genzano appartenne a numerose famiglie, tra cui i Sanseverino, gli Orsini e infine i De Marinis, signori anche di Palazzo San Gervasio, che comprarono il feudo dai Del Tufo e vi restarono fino al 1806, anno in cui il re di Napoli Giuseppe Bonaparte emanò la legge che abrogò i feudi.
Nel 1799 Genzano è tra i primi paesi ad istituire la municipalità repubblicana. Partecipa ai moti unitari del 1860 e, successivamente, alla lotta contro il brigantaggio. Dopo l'Unità d'Italia, come per moltissimi borghi lucani, si verifica anche qui un notevole flusso emigratorio: dal 1864 al 1920 più di 2000 genzanesi sono partiti per le Americhe. Questo, unito al terremoto dell'Irpinia del 1980, ha causato il progressivo spopolamento del centro storico.
Oggi la cittadina è divisa in due parti distinte: quella vecchia, su uno sperone, con viuzze e abitazioni antiche, e quella nuova, sul piano della parte alta della collina, con strade ampie e edifici moderni.
Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 19 febbraio 1942. Il gonfalone è un drappo di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Tra i luoghi di culto cattolici si annoverano: Chiesa di Santa Maria delle Grazie: fu ricostruita nel 1878 dopo che era stata distrutta da un terremoto. Sono presenti cinque finestre, due sul lato destro e due sul lato sinistro dell’unica navata e una sull’altare maggiore. La sua posizione, in fondo al corso Vittorio Emanuele II, rende l’edificio ben visibile dalla via. La facciata presenta un portale di forma rinascimentale, è suddivisa in due comparti e decorata con cinque nicchie poste in doppio ordine e con una finestra circolare in alto al centro e ha alle estremità due torri campanarie basse con archi a sesto acuto. Sul portale è presente una terzina della preghiera alla Vergine che Dante Alighieri mette in bocca a san Bernardo di Chiaravalle in Par. XXXIII, 13-15. Sulla torre campanaria vi sono tre campane di diverse dimensioni. All'interno, a una navata, vi è un quadro della Madonna con bambino nella parete centrale. Il 7 ottobre 2013 l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, con decreto n. 7/2013, l'ha elevata a santuario mariano. Chiesa S. Maria della Platea: al suo interno è presente un pregevole polittico originariamente attribuito a Lazzaro Bastiani, che dopo il restauro effettuato dalla Soprintendenza ai beni artistici e storici di Matera è stato invece correttamente attribuito a Giovanni Bellini. Il polittico, risalente all'incirca al 1473-1474, è quindi un'opera giovanile di Bellini e raffigura la Madonna con il Bambino seduta in trono ed altri Santi. È considerata da molti esperti d'arte l'opera più prestigiosa in terra di Lucania. Chiesa del Sacro Cuore: è un rifacimento del preesistente convento francescano fondato nel 1630. All'interno vi sono diverse tele di Domenico Guarino raffiguranti Sant'Agata, Sant'Apollonia, Santa Barbara, Santa Cecilia, il Miracolo della Porziuncola e Santa Rosa. Di interesse anche il Mausoleo in pietra del XVII secolo opera di Stefano de Marinis. Chiesa dell'Annunziata Chiesa del Carmine: annessa ai locali dell'ex Convento dei Carmelitani Scalzi. Chiesa San Michele: di più recente costruzione, edificata nella parte "nuova" del paese tra il 2007-2013. La prima pietra fu posata il 29 settembre 2007 dall'Arcivescovo Giovanni Ricchiuti. Chiesa di Sant'Antonio da Padova: Ha ospitato la più antica confraternita del paese. Sulla parete frontale vi è un Crocifisso datato XVII secolo. Luogo di culto non cattolico: Chiesa Pentecostale Assemblee di Dio in Italia, sita in Parco della Rimembranza, 25.
Genzano di Lucania è una delle tante tappe della Via Francigena, segnalato dalla mappa con Bra08; facente parte del percorso Via Bradanica: da Ortona a Matera.
Architetture militari
Castello di Monteserico. Attestato per la prima volta nel 1041, anno in cui si svolse una celebre battaglia tra Bizantini e Normanni, diviene una domus in età sveva e masseria regia sotto gli Angioini. Distrutto agli inizi del '500, viene ristrutturato in più fasi dal '700 all'800 e di recente oggetto di restauri.
Architetture civili
Palazzo De Marinis, oggi sede del Municipio Palazzo Dell'Agli, alla fine di corso Vittorio Emanuele Palazzo Mennuni, all'inizio di corso Vittorio Emanuele Palazzo Bonifacio, nel centro storico Palazzo Fiore, nel centro storico
Altro Fontana Cavallina
Fonti di Capo d'acqua Monumento ai Caduti Sacrario dei Caduti e Dispersi in guerra Porta di Mezzogiorno Parco della Rimembranza
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2021 gli stranieri residenti a Genzano di Lucania sono 195, pari al 3,6% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono: India 58 Romania 56 Marocco 29 Bulgaria 18 Cina 11
Religione Genzano fa parte dell'arcidiocesi di Acerenza, della quale è il centro più popoloso.
Lingue e dialetti Il dialetto genzanese è un dialetto parlato a Genzano di Lucania, appartenente al gruppo Va (Lucano nord-occidentale). Si presenta in una , e ciò si può notare in fine dei verbi (es.: gnuttecà [opp. a gnuttequé]), ove a predomina su e. È stato inoltre oggetto di studio nel volume Dizionario del dialetto di Genzano di Lucania di Michele Battaglino.
Tradizioni e folclore Festa patronale di Sant'Antonio Abate (17 gennaio). In una notte tra il 16 e il 17 gennaio del VI secolo cadde un'insolita nevicata che, in poche ore, coprì di un pesante strato di neve gli accampamenti e rese inservibili le macchine belliche. Il maltempo imperversò per circa un mese e il nemico, stanco della lunga attesa, tolse l'assedio e marciò verso Oppido. Genzano vide nella provvidenziale nevicata un miracolo di sant'Antonio Abate la cui festività ricorreva nel giorno destinato alla distruzione del paese e, in segno di eterna gratitudine, elesse a suo speciale protettore il celebre Anacoreta della Tebaide. La festa si svolge nel seguente modo: il 16 gennaio dopo la messa vespertina svolta nel santuario Maria SS. delle Grazie, ci si reca sulla piazza antecedente dove viene appiccato un falò che viene successivamente benedetto; nella mattina del 17 gennaio, nel santuario cittadino viene celebrata la messa solenne ed a seguito di essa viene svolta la processione per le vie del centro abitato con la statua di Sant'Antonio Abate. Festa patronale di Maria SS. delle Grazie (seconda domenica di agosto); la festa si svolge nel seguente modo: il 2 luglio, festa liturgica della Madonna delle Grazie, il popolo si reca in processione alla cappella di Capo d'Acqua per la celebrazione eucaristica, al termine della quale c'è un momento di condivisione di una merenda fatta con pane e pomodoro, nel giorno coincidete dell'inizio della novena della festa patronale della seconda domenica di agosto, i fedeli si riuniscono nuovamente a Capo d'Acqua per la celebrazione eucaristica, seguita dalla fiaccolata, portando in processione una copia dell'icona mariana, che fu "miracolosamente" ritrovata a Capo d'Acqua, nel 1621, in questo modo si ripercorre il momento della traslazione dell'icona da Capo d'Acqua alla collina di Monte freddo dove è ubicato il santuario Maria SS. delle Grazie; nella prima domenica d'agosto, si svolge una celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre "S. Maria della Platea" e successivamente viene svolta una processione con la statua della madonna sino al santuario Maria SS. delle Grazie, ad ora di pranzo il comitato festa, nei pressi di Capo d'Acqua, offre un pranzo alla popolazione presente chiamato nel dialetto genzanese "u v’rv’ttir". La festa viene svolta in tre giorni, il sabato sera, viene celebrata la messa nel santuario Maria SS. delle Grazie e successivamente una processione con la statua della madonna per tutte le vie del centro abitato sino alla chiesa S. Maria della Platea; la domenica viene celebrata la messa nella chiesa S. Maria della Platea ed in seguito una processione, che si svolge per tutto il centro abitato sino al santuario Maria SS. delle Grazie, il lunedì, si conclude la festa con la celebrazione eucaristica nel santuario e successivamente una piccola processione sino alla chiesa S. Maria della Platea. Festa della Madonna del Rosario, celebrata la prima domenica d'ottobre, si svolge nel seguente modo: al mattino della domenica, si celebra la messa solenne nella chiesa S. Maria della Platea a cui fa seguito la processione solenne, con la statua mariana, che viene interrotta alle ore 12.00 a piazza Aldo Moro per celebrare la supplica alla Madonna del Rosario, appena terminata la supplica, viene ripresa la processione che ritornando nella chiesa S. Maria della Platea.
Cultura
La tradizione della cultura genzanese e lucana viene riproposta nei balli e i canti del gruppo stabile folclorico "Maria di Pierro", attivo dal 1980.
Lunga tradizione hanno le Bande musicali; l'unica formazione ancora attiva è il Complesso Bandistico V. Bellini, formata da circa 40 elementi.