Gli Opomizidi (Opomyzidae ), sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Cyclorrhapha: Acalyptratae).
La famiglia comprende specie fitofaghe associate alle Graminaceae e talvolta responsabili di danni economici alle coltivazioni dei cereali. La loro biologia, adattata alla fenologia delle graminacee a ciclo autunno-primaverile, determina la distribuzione di questa famiglia, rappresentata quasi esclusivamente nelle regioni temperate dell'emisfero boreale.
Descrizione Gli adulti sono di piccole dimensioni, con corpo esile e allungato, lungo 2-5 mm, e livrea di colore variabile dal giallo al bruno al rossastro al nerastro. Le ali sono in genere ialine, spesso cosparse di macchie, ma portano sempre almeno una macchia cromatica in corrispondenza dell'apice. Il genere monotipico Anomalochaeta è caratterizzato dalla colorazione bruna delle ali, interrotta da diffuse macchie ialine.
Il capo è globoso, caratterizzato da una chetotassi ridotta ma composta da setole particolarmente sviluppate. È presente un solo paio di setole fronto-orbitali reclinate, disposte nella parte superiore della fronte, accompagnate da peli interfrontali dispersi. Le setole ocellari e le verticali esterne e interne sono lunghe e robuste, le ocellari inserite sui margini anteriori della placca ocellare e dirette in avanti. Le setole postocellari sono assenti nei generi più rappresentativi (Geomyza e Opomyza), in Anomalochaeta sono invece presenti e divergenti. Le vibrisse propriamente dette sono assenti, ma è presente una serie di setole sottovibrissali di cui il primo paio è particolarmente sviluppato e robusto, simulante un paio di vibrisse (Geomyza).
Le antenne sono brevi, di tipo aristato, con pedicello portante una setola e arista pettinata o bipettinata in Geomyza o pubescente in Opomyza. L'apparato boccale ha labbro inferiore breve, con labella ampi e carnosi, e palpi mascellari di moderato sviluppo.
Il torace si presenta corto ma ben sviluppato in altezza rispetto al resto del corpo. La chetotassi è piuttosto rada ma composta anche in questo caso da setole particolarmente lunghe e robuste. Sugli scleriti dorsali sono presenti peli acrosticali brevi, allineati in 4-10 file irregolari, 3-4 paia di setole dorsocentrali, con il primo paio presuturale e le restanti postsuturali, 2 paia di setole scutellari, con le basali piuttosto deboli. Lungo il margine è presente una setola omerale, due notopleurali, due sopralari (una presuturale, una postsuturale), due postalari (una debole e una robusta). Sui lati, il Prosterno è peloso, l'episterno dorsale è densamente peloso presso la sutura pleurale e porta una lunga e robusta setola, l'episterno ventrale provvisto anch'esso di una robusta setola, l'epimero dorsale ha una peluria rada e una setola debole. Le zampe hanno le tibie medie provviste di setole lunghe e robuste sulla faccia posteriore dell'estremità distale, mentre sono assenti le setole dorsali preapicali.
Le ali sono strette e allungate, in fase di riposo ripiegate orizzontalmente sull'addome e reciprocamente sovrapposte. Lobo anale e alula poco pronunciati in Opomyza, quasi del tutto assenti in Geomyza. La costa si estende fino alla terminazione della media e presenta una sola frattura prima della confluenza di R1. La subcosta è incompleta e fusa con R1. La radio si divide in tre rami, con R1 relativamente breve e ricurvo, R2+3 e R4+5 lunghi e più o meno convergenti all'apice dell'ala. La vena R1 presenta sempre un mucrone anteriore all'altezza della frattura subcostale. Nervatura anale breve o del tutto assente. Nervature trasversali mediane rappresentate dalla radio-mediale, dalla medio-cubitale discale e dalla medio-cubitale basale. Quest'ultima è incompleta, perciò la cellula discale e la seconda basale non sono del tutto separate.
Opomyza GeomyzaSchema della nervatura alare ricorrente nei generi Opomyza e Geomyza. Legenda:Fratture costali: sb: frattura subcostale.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale.Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; bm-cu: medio-cubitale basale; dm-cu: medio-cubitale discale.Cellule: dm: discale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; cup: cellula cup.
L'addome è esile e pubescente. Quello dei maschi è composto da cinque uriti apparenti, quello delle femmine da sei. Gli uriti terminali della femmina sono telescopici.
La larva è apoda e acefala, di colore bianco, cilindrica e allungata. Il tegumento presenta serie di spinule ventrali su tutti i segmenti toracici e addominali e spicole dorsali nei segmenti toracici e in genere in quelli nei primi segmenti addominali. Il pupario è lungo 3–4 mm.
Habitat e biologia Le larve sono fitofaghe endofite e si sviluppano all'interno degli steli di piante erbacee, per lo più appartenenti alla famiglia delle Graminaceae, causando un danno comunemente denominato, dagli anglosassoni, dead heart (letteralmente, "cuore morto"). Le femmine depongono in genere un solo uovo per ogni pianta, alla base del culmo, e la larva penetra in una foglia migrando al centro del cespo. I danni si manifestano a carico delle foglie centrali, che inizialmente virano al giallo e poi muoiono.
Il ciclo biologico è univoltino o polivoltino, con svernamento allo stadio di uovo o di larva.. Per le specie univoltine, le ovideposizioni si svolgono in autunno e la nascita delle larve in primavera (O. florum) o fra l'autunno e la primavera (O. germinationis e O. petrei). Per le specie polivoltine le ovideposizioni hanno luogo secondo schemi più complessi correlati alla dinamica della fenologia delle diverse graminacee nell'arco dell'anno.
Lo sviluppo della larva si svolge in genere nell'arco di 30-40 giorni, e, al suo completamento, la larva matura abbandona la pianta impupandosi sulla superficie del terreno. La ninfosi dura 3-4 settimane, l'epoca di sfarfallamento degli adulti cambia secondo il ciclo: nelle specie univoltine, gli adulti sfarfallano alla fine della primavera e all'inizio dell'estate, in quelle polivoltine si ha lo sfarfallamento della prima generazione in primavera più o meno precoce e delle generazioni successive nel corso dell'estate.
Gli adulti sono particolarmente longevi, con una durata di vita che varia da tre a sei mesi. Frequentano i luoghi erbosi, generalmente aperti, come prati, pascoli e coltivazioni di graminacee foraggere e cereali. Meno frequentemente si ritrovano anche nel sottobosco erboso di macchie e foreste oppure ai margini. Il comportamento sarebbe complesso in quanto parte della loro vita si svolgerebbe sulla vegetazione arbustiva e parte sulla vegetazione erbosa. Una femmina è in grado di deporre circa 40 uova nell'arco di due mesi.
Opomizidi d'importanza agraria Poche sono le specie dannose all'agricoltura: nel genere Opomyza, le più importanti sono Opomyza florum, Opomyza germinationis e Opomyza petrei, mentre, nel genere Geomyza, hanno importanza agraria relativa Geomyza balachowskyi, Geomyza combinata e Geomyza tripunctata.
Opomyza
La specie di maggiore importanza e più largamente studiata è Opomyza florum, comunemente chiamata, in inglese, Yellow cereal fly ("mosca gialla dei cereali") e, in francese, Mouche jaune ("mosca gialla"). Brunel (1998), facendo probabilmente riferimento alle condizioni climatiche dell'Europa centrale, riporta la cronologia delle fasi fondamentali del ciclo di O. florum come è riassunta nella seguente tabella: FaseEpocaOvideposizioniDa ottobre a novembreNascita delle larveda marzo ad aprileImpupamentomaggioSfarfallamentogiugno
La manifestazione dei danni si ha nel corso dello sviluppo larvale e, quindi, fra i mesi di aprile e maggio. Le tre specie sono fondamentalmente polifaghe ma sempre a carico di graminacee, con un maggior numero di specie ospiti nel caso di O. florum. Le piante attaccate sono prevalentemente graminacee spontanee presenti nei prati stabili e nei pascoli, ma fra queste si annoverano diverse importanti essenze foraggere largamente coltivate nei prati avvicendati e negli erbai, come la coda di topo (Phleum pratense), le festuche (Festuca arundinacea, Festuca pratensis e Festuca rubra), i loietti italico (Lolium multiflorum) e inglese (Lolium perenne), la dattile (Dactylis glomerata), la fienarola (Poa pratensis e altre Poa), la falaride (Phalaris tuberosa), ecc. O. florum è fitofaga anche a spese dei cereali autunno-vernini (frumento, orzo, avena, segale, triticale). Sporadici attacchi ai cereali autunno-vernini, da parte di O. germinationis sono stati segnalati in Germania negli anni settanta, ma questa specie e O. petrei sono fondamentalmente associate a graminacee spontanee o foraggere.
La dannosità di O. florum sui cereali è stata oggetto di numerose indagini nel corso del XX secolo e diverse sono, in letteratura, le segnalazioni di condizioni che predispongono o meno la cerealicoltura agli attacchi degli Opomyzidae. Condizioni che favoriscono gli attacchi o che intensificano l'entità dei danni sarebbero la semina precoce e la coltivazione in aree marginali di montagna e su suoli poveri, mentre sembra che lo spandimento di letame o liquami riduca la possibilità di attacco.
La difesa con trattamenti chimici specifici non è contemplata, tuttavia sono state effettuate negli anni ottanta prove di lotta e sembra che si ottengano buoni risultati con un trattamento autunnale a base di deltametrina e uno invernale, durante l'accestimento, a base di un estere fosforico, nella fattispecie il triazophos. Va tuttavia precisato che le condizioni operative non depongono a favore dell'economicità di trattamenti preventivi dei confronti di questo fitofago. A tal proposito, Pillon (1990) ha elaborato dei modelli previsionali indicando come soglia di intervento una densità di 1,25 milioni di uova ad ettaro nelle condizioni ambientali proprie della Francia settentrionale.
Geomyza
Le Geomyza d'importanza agraria sono per lo più associate a diverse graminacee pratensi e solo secondariamente ai cereali. G. Balachowski attacca il bambagione pubescente (Holcus lanatus) e altre specie congeneri. G. combinata e G. tripunctata sono invece associate a varie specie dei generi Holcus, Festuca, Agrotis, Lolium, ecc. e ai cereali autunno-vernini. Singolare è tuttavia il comportamento di G. tripunctata riscontrato in Bretagna, in quanto la specie si è secondariamente adattata ad un cereale estivo, il mais.
La biologia delle tre Geomyza è diversificata in funzione delle differenti relazioni trofiche con i loro ospiti vegetali. G. balachowskyi, infatti, risulta dannosa solo alle coperture erbose. La prima generazione larvale di G. combinata, invece, si sviluppa in inverno sulle colture di grano e su varie graminacee pratensi, con sfarfallamento degli adulti all'inizio della primavera, mentre la seconda generazione larvale si sviluppa in primavera a spese dei cereali, con sfarfallamento degli adulti in luglio.
Più complesso e versatile è il ciclo di G. tripunctata, le cui generazioni si sviluppano nel corso dell'intero anno. Il suo adattamento secondario alla fitofagia sul mais ha suscitato gli interessi di alcuni Autori, al fine di individuare le condizioni che possono favorire o contrastare gli attacchi di questa mosca nei confronti del cereale. Infatti, a differenza dei cereali autunno-vernini e delle graminacee pratensi, che possono reagire con l'accestimento agli attacchi precoci compensando almeno in parte i danni causati prima della levata, il mais non accestisce, perciò la pianta attaccata subisce un danno di maggiore entità.