Il Nepal (AFI: ; , ), ufficialmente Repubblica Federale Democratica del Nepal, è uno stato himalayano dell'Asia meridionale di km² con una popolazione di abitanti, la cui capitale è Katmandu; confina a nord con la Cina (Tibet) e a sud con l'India ed è uno stato senza sbocco al mare. Il suo territorio, compreso tra la pianura del Gange e la catena montuosa dell'Himalaya, è prevalentemente montuoso, presenta un dislivello notevole (da 80 a metri sul livello del mare dell'Everest, il punto più alto della Terra) ed è geograficamente parte del subcontinente indiano.
La capitale Katmandu, situata a circa m d'altitudine, ha una popolazione di abitanti nella zona urbana e circa nell'intera area metropolitanaStima all'anno 2006 comprendente diverse città e villaggi fra cui Lalitpur e Bhaktapur, estesa nella cosiddetta valle di Katmandu, corrispondente all'alto bacino del fiume Bagmati; la città di Pokhara invece, situata nella regione centrale ai piedi del massiccio dell'Annapurna, con i suoi abitanti (circa nell'area metropolitana) è il secondo agglomerato urbano nepalese e precede poche altre città che superano i abitanti (Dharan, Hetauda, Butawal, Biratnagar e Birganj).
A seguito del massacro dei reali nepalesi avvenuto nel 2001, nel paese iniziò una lenta transizione politica che portò, il 28 dicembre 2007, all'approvazione da parte del parlamento nepalese di un emendamento costituzionale che permetteva la transizione dalla monarchia alla Repubblica, avvenuta il 28 maggio 2008 mediante la votazione quasi unanime dell'Assemblea Costituente. La lingua ufficiale è il nepaleseLa Costituzione provvisoria eleva al rango di "lingue nazionali" anche alcune parlate locali come Maithili, Bhojpuri e Newari. Circa la metà della popolazione del paese vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.
Storia
La storia del Nepal si perde anticamente nel mito. I primi abitanti documentati della valle di Katmandu furono i Licchavi (VIII secolo a.C.), cui seguirono i Thakuri (IX-XII secolo d.C.) e i Malla (XIII-XVIII secolo).
L'unificazione del paese avvenne nel 1768 ad opera di Prithvi Narayan Shah, capostipite dell'ultima dinastia regnante. Nel corso del XIX secolo il Regno del Nepal si scontrò sia con la Cina sia con l'India britannica, riuscendo a conservare l'autonomia in cambio di tributi e cessioni territoriali. Nel 1846 il generale Jang Bahadur Rana ordì un colpo di Stato che permise alla propria famiglia di tenere le redini del governo nepalese per oltre un secolo, confinando la dinastia Shah ai margini della politica nazionale.
Negli anni compresi tra il 1947 ed il 1951 il movimento democratico rovesciò la famiglia Rana con il supporto dell'India, consentendo al re Tribhuvan Bir Bikram Shah Dev il ritorno dall'esilio. A questi succedette il figlio Mahendra, che nel 1962 bandì i partiti politici ed instaurò il sistema di governo dei panchayat ("consigli dei cinque").
Il successivo monarca, Birendra, proseguì la politica del padre vedendosi costretto dopo le proteste popolari (Jana Andolan, movimento popolare) del 1990 a concedere le elezioni.
Egli fu assassinato dal figlio Dipendra nel 2001 insieme ad altri membri della famiglia reale. In tale occasione Gyanendra, fratello minore di Birendra, fu tra i pochi sopravvissuti e salì al trono pochi giorni dopo. Nel 2005 Gyanendra licenziò il governo ed assunse direttamente il potere esecutivo, cui rinunciò l'anno seguente per via di una nuova ondata di malcontento popolare (Loktantra Andolan, ossia movimento democratico). Da tali fatti scaturì la decisione di trattare con il movimento rivoluzionario di ispirazione maoista.
Una parte significativa del Nepal viene vinta dalla ribellione. I maoisti espellono i rappresentanti di partiti vicini al potere, espropriano i "capitalisti" locali e realizzano i propri progetti di sviluppo. Gestiscono anche le proprie prigioni e i propri tribunali. Oltre alle misure coercitive, la guerriglia sta rafforzando la sua presenza a causa della sua popolarità tra importanti settori della società nepalese, in particolare le donne, gli intoccabili e le minoranze etniche. In questo modo si elimina la discriminazione di casta, le donne ricevono pari diritti ereditari come gli uomini e i matrimoni forzati sono vietati. Inoltre, i maoisti forniscono assistenza sanitaria gratuita e corsi di alfabetizzazione.Nepal: old-style Maoist revolution, Cédric Gouverneur, 2003
Dal 1996 al 2006, la guerra ha causato circa 13.000 morti. Secondo l'ONG Informal Sector Service Centre, l'85% delle uccisioni civili sono attribuibili ad azioni del governo.Conflict Victim's Profile
Nel 2006 i maoisti e il governo nepalese raggiunsero un accordo per una costituzione provvisoria, aprendo la via del governo e del parlamento anche ai ribelli. La legislatura ad interim ha portato all'elezione di un'assemblea costituente in seno alla quale è stato discusso sia della forma di stato che della forma di governo per il Nepal., 2063 B.S.
Il 24 dicembre 2007 sette partiti, compresi gli ex ribelli maoisti e i partiti di governo si sono accordati sull'abolizione della monarchia e il 28 dicembre 2007 è stato approvato dal parlamento un emendamento costituzionale che ha costituito di fatto il primo passo per la trasformazione del Nepal in una repubblica parlamentare e federale e la fine del regno di Gyanendra. Alle elezioni del 10 aprile 2008 è stata confermata la vittoria della coalizione maoista e marxista-leninista con la maggioranza dei seggi e, dopo 240 anni di monarchia, il 23 maggio 2008 è stata proclamata ufficialmente la Repubblica del Nepal con una costituzione provvisoria.
Il 25 aprile 2015, un violento terremoto di magnitudo 7,8 ha provocato vittime accertate.
Il 28 ottobre 2015 il parlamento ha eletto come Presidente del Nepal per la prima volta una donna, Bidhya Devi Bhandari, che ha avuto un importante ruolo nella scrittura della nuova carta costituzionale ed in particolare nello stabilire in costituzione delle garanzie per le donne. Il 20 settembre 2015 è anche entrata in vigore la definitiva costituzione repubblicana del Nepal, redatta da una seconda assemblea costituente.
Il 9 marzo 2025 circa 10 mila persone, radunatesi nei pressi dell'aeroporto Internazionale Tribhuvan di Kathmandu, si sono trovate ad accogliere l'ex re Gyanendra, invocando il suo ritorno sul trono. Nelle settimane successive la capitale è stata scossa da scontri tra i sostenitori della restaurazione della monarchia nepalese e la polizia, culminate il 28 marzo 2025 con due morti e 41 feriti. I monarchici hanno accusato i principali partiti politici e il governo repubblicano (soprattutto i maoisti) di aver deluso il popolo nepalese, invocando il ritorno di Gyanendra con una monarchia costituzionale e la reintroduzione dell'induismo come religione di Stato. A seguito della decisione del governo di bloccare la maggior parte dei social network, dall'8 settembre sono iniziate delle proteste contro la misura e, più in generale, contro la corruzione del governo. Nonostante la rimozione del divieto per «ascoltare le richieste della "generazione Z"», il giorno successivo il premier Khadga Prasad Sharma Oli è stato costretto alle dimissioni. A Katmandu sono stati incendiati il parlamento, la sede del Partito del Congresso Nepalese, principale partito di opposizione, le residenze di Sher Bahadur Deuba, Jhala Nath Khanal, Sharma Oli e dei suoi ministri, oltre a diversi alberghi di lusso e alla sede dei media considerati vicini alla classe dirigente. Il limbo politico e la mancanza fisica degli edifici governativi ha portato i manifestanti ad organizzarsi tramite messaggi e chiamate su Discord, le cui dinamiche sono seguite sia dalla stampa che dalla televisione. Alle elezioni del 5 marzo 2026 ha vinto Balen Shah, giovane ingegnere, ex sindaco di Kathmandu ed ex rapper del partito di centro Rastriya Swatantra, molto popolare nel paese e critico della classe dirigente comunista nepalese, accusata di essere corrotta.
Geografia
Il Nepal è posizionato tra i 26° e i 30° di latitudine nord e tra gli 80° e gli 88° di longitudine est. Il territorio ha una vaga forma trapezoidale, da est a ovest si estende per circa 850 km e da nord a sud l'estensione non supera mai i 250 km. La superficie complessiva è pari a km² dei quali km² sono terra e km² sono acque interne. Fonti governative nepalesi dichiarano una superficie pari a km² includendo anche i territori contesi di Kalapani, Lipulekh e Limpiyadhura.
Il paese non ha sbocchi sul mare, confina a nord con la Cina (Regione Autonoma del Tibet) e a sud, est e ovest con l'India (da est a ovest con gli stati di Uttarakhand, Uttar Pradesh, Bihar, Bengala Occidentale e Sikkim).
Morfologia Pur essendo uno stato di dimensioni medio-piccole, il Nepal presenta una notevole varietà di climi ed ambienti naturali. Da un punto di vista morfologico si divide in tre zone rappresentate anche nell'emblema del paese: il Terai, la fascia più meridionale dello Stato che corrisponde all'estremo settentrionale della pianura indo-gangetica; il Pahad, la zona centrale con montagne fino ai m s.l.m ed infine lHimal, la zona di neve perenne corrispondente alla parte settentrionale del paese, che comprende le vette della catena dell'Himalaya. Questa suddivisione in queste tre aree riguarda anche aspetti economici e socioculturali.
Terai
Il Terai costituisce la parte nepalese della pianura indo-gangetica, occupa una fascia di larghezza compresa tra i 25 e i 100 km nell'estremo meridionale del paese tra le pendici delle colline Shivalik e il confine con l'India. L'altitudine è di poche centinaia di metri sopra il livello del mare, la vegetazione comprende praterie, savana, foreste di Shorea robusta e zone paludose.
Il clima è tropicale ed è l'area del paese con le maggiori precipitazioni. Vi risiede circa il 47% della popolazione, un'autostrada (Mahendra Rajmarg) attraversa il Terai per tutta la lunghezza del paese
Pahad
La zona centrale del paese è delimitata dalla catena della colline Shivalik e le pendici del Basso Himalaya fino alla quota di m s.l.m. e comprende la catena montuosa del Mahābhārat che è separata dal Basso Himalaya da alcune ampie vallate. Le più densamente popolate sono la valle di Katmandu soprattutto da abitanti dell'etnia Newa e quella di Pokhara.
La catena dei Mahābhārat Lekh, sfrangiandosi in catene minori interrotte dalle valli degli innumerevoli fiumi che scendono dall'Himalaya e dal Tibet per affluire direttamente ed indirettamente nel Gange, corre parallela all'Himalaya poco più a sud di quest'ultima dall'ovest all'est di tutto il Nepal, ma si erge con vette ben inferiori ai metri (quella più elevata è di soli metri, nel settore occidentale della catena) ed ha importanza più che altro dal punto di vista climatico nel fermare una consistente quota delle precipitazioni monsoniche lungo i suoi versanti meridionali.
Questa zona comprende circa il 68% del territorio del paese, le colline Shivalik sono poco popolate, ricoperte dalla foresta pluviale e risultano inadatte all'agricoltura.
Himal
La regione montagnosa, chiamata anche Parbat inizia dove le vette superano i m s.l.m. dalla zona supalpina fino alla zona di alta montagna. Quest'area comprende circa il 15% del territorio del paese.
I pochi centri abitati si concentrano a fondo valle, l'allevamento e i pascoli arrivano fino a metri di altitudine, sulle pendici meridionali le abbondanti precipitazioni dovute ai monsoni creano problemi di erosione. Per contro le pendici settentrionali hanno pochissime precipitazioni e anche la poca agricoltura di sussistenza non vi è praticabile. La principale fonte di entrata è il turismo, limitato dalle pochissime strade di accesso, le uniche, ancora incomplete, portano ai centri abitati di Jomsome e Muktinath.