Reporter Senza Frontiere (RSF), o Reporters Sans Frontières (RSF) (nella originaria denominazione francese), o Reporter Without Borders (RWB) è un'organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa. L'organizzazione ha sede principale a Parigi ed ha lo status di consulente delle Nazioni Unite.
Reporter Senza Frontiere ha due principali sfere di attività: la prima si concentra sulla censura di Internet e sui nuovi media, mentre l'altra è dedita a fornire assistenza materiale, economica e psicologica ai giornalisti assegnati a zone pericolose. Le sue missioni sono:
il monitoraggio costante degli attacchi alla libertà di informazione a livello mondiale; la denuncia di ogni forma di attacco ai media; la collaborazione con i governi per combattere la censura e le leggi volte a restringere la libertà di informazione; l'assistenza morale e finanziaria ai giornalisti perseguitati e alle loro famiglie; l'offerta di aiuto materiale ai corrispondenti di guerra allo scopo di aumentarne la sicurezza.
Storia Reporter Senza Frontiere è stata fondata nel 1985 da Robert Ménard, Rémy Loury, Jacques Molénat e Émilien Jubineau a Montpellier, in Francia. La sede principale si trova nella Seconda Circoscrizione di Parigi. RSF ha sedi anche a Berlino, Bruxelles, Ginevra, Madrid, Roma, Stoccolma, Tunisi, Vienna e Washington D.C. Il primo ufficio con sede in Asia si trova a Taipei, in Taiwan, è stato inaugurato ufficialmente nel luglio 2017. Il Taiwan è stato classificato come migliore nazione asiatica nell'Indice sulla Libertà di Stampa di RSF per cinque anni consecutivi, a partire dal 2013, e nel 2017 si è classificata al 45º posto.
In principio, l'associazione ha lavorato per promuovere il giornalismo alternativo, ma ci sono stati disaccordi tra i fondatori. Alla fine, è rimasto solo Ménard e ha cambiato la direzione dell'organizzazione indirizzandola verso la promozione della libertà di stampa. Reporter Senza Frontiere afferma di ispirarsi all'Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, che afferma che chiunque ha "il diritto alla libertà di opinione e di espressione" e anche che ha il diritto di "cercare, ricevere e trasmettere" informazioni e idee "indipendentemente dalle frontiere".
Ménard è stato il primo Segretario generale di RSF. Nel 2008 è subentrato Jean-François Juilliard. Nel 2012 il posto di Juillard è stato preso da Christophe Deloire, che è stato nominato Direttore Generale.
Oltre al nome iniziale francese ha altri due nomi ufficiali: in inglese Reporters Without Borders o RWB, in spagnolo Reporteros Sin Fronteras. Dal 1º gennaio 2012, in Italia si usa il nome in lingua italiana, Reporter senza frontiere, e l'acronimo comune RSF accompagnato dalla specificazione "Italia".
I principali mezzi di azione diretta di Reporter Senza Frontiere sono i ricorsi alle autorità governative attraverso lettere, petizioni e frequenti comunicati stampa. Grazie alla rete internazionale di circa 150 corrispondenti, RSF raccoglie informazioni e conduce indagini sulle violazioni della libertà di stampa per area (Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Nord Africa e Americhe) o per argomento. Quando necessario, invia un team per valutare le condizioni di lavoro dei giornalisti in uno specifico paese. Rilascia, annualmente, report sui paesi nonché l'indice della libertà di stampa. Ha lanciato campagne promozionali con l'assistenza pro bono di agenzie pubblicitarie per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle minacce alla libertà di informazione e sulla libertà di stampa, per compromettere l'immagine dei paesi considerati nemici della libertà di espressione, e per scoraggiare il sostegno politico della comunità internazionale ai governi che attaccano invece di proteggere la libertà di informazione.
RSF, inoltre, fornisce assistenza a giornalisti e ai media che si trovano in pericolo o in difficoltà di sussistenza. Fornisce aiuto economico ai giornalisti esiliati o imprigionati e alle loro famiglie, oltre che alle famiglie di giornalisti che sono stati uccisi e che non ricevono supporto alcuno; aiuta i giornalisti a lasciare i loro paesi d'origine se lì si trovano in pericolo; rimedia agli effetti di atti vandalici sugli organi di stampa; copre le spese legali di giornalisti che sono stati perseguitati per i loro articoli e le spese mediche di chi è stato attaccato fisicamente; in certi casi, fornisce giubbotti antiproiettile ad uso dei giornalisti.
Nel 2019 sotto la direzione di Christophe Deloire ha vinto il prestigioso premio Dan David Prize per il suo contributo alla difesa della Democrazia.
Partner Reporter Senza Frontiere è membro fondatore della Borsa Internazionale della Libertà di Espressione, una rete virtuale di organizzazioni non governative che monitora le violazioni della libertà di espressione in tutto il mondo e difende giornalisti, scrittori e chiunque sia perseguitato nell'esercizio del proprio diritto alla libertà di espressione.
Reporter Senza Frontiere è presente in 150 paesi attraverso corrispondenti locali che fungono da antenne di informazione e in stretta cooperazione con gruppi locali e regionali che operano per la libertà di stampa, inclusi:
+PaeseOrganizzazioneBangladeshBangladesh Centre for Development, Journalism and Communication (BCDJC)BielorussiaBelarusian Association of Journalists (BAJ)BirmaniaBurma Media Association (BMA)ColombiaCeso-FIP (Solidarity Centre-International Federation of Journalists)ColombiaColombian Federation of Journalists (FECOLPER)Repubblica Democratica del CongoJournalist In Danger (JED)Eritrea Association of Eritrean Journalists in ExileHondurasCommittee for Free Expression (C-Libre)IraqJournalistic Freedom Observatory (JFO)KazakistanJournalists in DangerMessicoCentre for Journalism and Public Ethics (CEPET)PakistanTribal Union of Journalists (TUJ)RomaniaMedia Monitoring AgencyRussiaGlasnost Defence Foundation (GDF)SomaliaNational Union of Somali Journalists (NUSOJ)Sri LankaJournalists for Democracy in Sri Lanka (JDS)ThailandiaThai Netizen Network (TNN)ZimbabweZimbabwe Journalists for Human Rights (ZJHR)
Premi ricevuti Nel corso degli anni, Reporter Senza Frontiere ha ricevuto numerosi premi, tra cui:
2014: ha ricevuto il premio "DemokratiePreis 2014" della città di Bonn. 2013: ha ricevuto il premio "Freedom of Speech Award" dall'Associazione internazionale dei club di stampa, a Varsavia. 2012: ha ricevuto il premio "Club Internacional de Prensa", a Madrid. 2009: ha condiviso il premio "Roland Berger Human Dignity Award" con Shirin Ebadi, avvocato iraniano per i diritti umani e premio Nobel per la pace nel 2003. 2009: ha ricevuto la "Médaille Charlemagne" per i media europei. 2008: ha ricevuto il premio "Kahlil Gibran Award for Institutional Excellence" dalla Fondazione Arab American Institute. 2007: ha ricevuto il premio "Asia Democracy and Human Rights Award" dalla Taiwan Foundation for Democracy e il premio "Dawit Isaak Prize" della Swedish Publicists's Association. 2006: ha ricevuto un premio "International Emmy Award" dalla International Academy of Television Arts and Sciences. 2005: ha condiviso il Premio Sakharov del Parlamento europeo per la "Libertà di pensiero" con Hauwa Ibrahim, avvocato nigeriano per i diritti umani e il movimento cubano Ladies in White. 1999: ha ricevuto il Premio Colombe d'Oro per la Pace da parte dell'Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo. 1997: ha ricevuto il premio "Journalism and Democracy Prize" dall'Assemblea del Parlamento dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). 1992: ha ricevuto il premio "Lorenzo Natali Journalism Prize" dalla Commissione europea per la difesa dei diritti umani e della democrazia.
Pubblicazioni Reporter senza frontiere rilascia comunicati stampa, rapporti su missioni di inchiesta e pubblicazioni periodiche. Pubblica regolarmente relazioni di missione sugli sviluppi in singoli paesi, o regioni, o su un argomento specifico. Ogni dicembre pubblica un resoconto annuale degli eventi legati alla libertà di informazione e alla sicurezza dei giornalisti.
Indice Mondiale della Libertà di Stampa
Reporter Senza Frontiere compila e pubblica una classifica annuale dei paesi valutando la situazione di ognuno relativa alla libertà di stampa. I piccoli paesi, come Andorra, sono esclusi da questo rapporto.
Il rapporto si basa su un questionario inviato alle organizzazioni partner di Reporters Senza Frontiere (18 gruppi di libertà di espressione nei cinque continenti) e ai suoi 150 corrispondenti in tutto il mondo, nonché a giornalisti, ricercatori, giuristi e attivisti per i diritti umani.
Il sondaggio pone domande sugli attacchi diretti ricevuti dai giornalisti e dai media così come ad altre fonti indirette di pressione contro la stampa libera. RSF sottolinea che tale indice riguarda esclusivamente la libertà di stampa e non misura in alcun modo la qualità del giornalismo. A causa della natura della metodologia del sondaggio, basata su percezioni individuali, ci sono spesso ampi contrasti nella classifica di un paese da un anno all'altro.
Predatori della Libertà di Stampa A partire dal 2001, Reporter Senza Frontiere pubblica annualmente l'indice dei Predatori della Libertà di Stampa, in cui vengono evidenziati i soggetti che sono considerati i peggiori violatori della libertà di stampa.
Nel marzo 2018, RSF ha inserito 33 leader di gruppi nella lista dei Predatori della Libertà di Stampa:
Abdel Fattah el-Sisi, Presidente dell'Egitto Aljaksandr Lukašėnka, Presidente della Bielorussia Ali Khamenei, Supremo Leader dell'Iran Al-Shabaab, Milizia islamica armata, Somalia Ansarullah Bangla Team, Organizzazione estremista islamica Bashar al-Assad, Presidente della Siria Gurbanguly Berdymukhamedov, Presidente del Turkmenistan Hamad Ben Aissa Al Khalifa, Re del Bahrain Houthis, (added 2016), Movimento Zaidi Shia-led Ilham Aliev, Presidente dell'Azerbaigian Islamic State of Iraq and the Levant, Gruppo militante jihadista salafita Issaias Afeworki, Presidente dell'Eritrea Joseph Kabila, Presidente della Repubblica Democratica del Congo Kim Jong-un, Leader supremo, primo presidente della Commissione di difesa nazionale e primo segretario del Partito dei lavoratori, Corea del Nord Lee Hsien Loong, Primo Ministro di Singapore Los Zetas, Cartello della droga messicano Nguyễn Phú Trọng, Segretario generale del Partito Comunista, Vietnam
Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela (aggiunto nel 2016) Nursultan Nazarbayev, Presidente del Kazakistan Omar Hasan Ahmad al-Bashir, Presidente del Sudan Agenzie dei servizi segreti pakistani Paul Kagame, Presidente del Ruanda Pierre Nkurunziza, Presidente del Burundi Prayut Chan-o-cha, Primo Ministro della Tailandia Ramzan Kadyrov, Capo della Cecenia Raúl Castro, Presidente del Consiglio di Stato, Cuba Recep Tayyip Erdoğan, Presidente della Turchia (aggiunto nel 2016) Salman bin Abdulaziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita (aggiunto nel 2016) Salva Kiir, Presidente del Sud Sudan Talebani, Movimento fondamentalista islamico Teodoro Obiang Nguema, Presidente della Guinea equatoriale Vladimir Putin, Presidente della Federazione russa Xi Jinping, Presidente e segretario generale del partito Comunista, Cina
Nove leader e dieci gruppi sono stati esclusi dalla lista dei predatori nel 2016 e nel 2017:"Predators of Freedom of Information in 2013" , Reporters Without Borders", 3 May 2013
Abdallah Ibn Al-Saud, Re, Arabia Saudita Baloch armed groups, Pakistan "Black Eagles", Gruppo paramilitare, Colombia Boko Haram, Gruppo islamista, Nigeria Choummaly Sayasone, Presidente, Laos Islam Karimov, Presidente, Uzbekistan Israel Defense Forces, Israele Italian organized crime Jabhat Al-Nosra, Gruppo jihadista siriano Mahmoud Ahmadinejad, Presidente, Iran
Maldives' Islamisti Miguel Facussé Barjum, Imprenditore e proprietario terriero, Honduras