Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (titolo orig. The Hobbit, or There and Back Again, ossia "Andata e ritorno"), noto comunemente come Lo Hobbit, è un romanzo fantasy scritto da J. R. R. Tolkien. La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937: vendendo complessivamente oltre 140 milioni di copie, lo ha reso una delle opere di maggior successo del XX secolo. È seguito dal celeberrimo Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings), la trilogia pubblicata in tre volumi tra il 1954 ed il 1955.

Il romanzo presenta alcuni importanti elementi, riconducibili alle altre opere di Tolkien sulla Terra di Mezzo: ad esempio l'Unico Anello sarà il tema centrale de Il Signore degli Anelli, mentre le antiche spade elfiche di Gondolin riportano alle storie narrate ne Il Silmarillion, opus maximum dell'autore, lasciato incompiuto e pubblicato postumo dal figlio Christopher Tolkien. Il tema dell'eroismo è centrale nell'opera, che è stata vista come una metafora della prima guerra mondiale dove contadini o persone di campagna in genere sono costrette a compiere atti di eroismoCarpenter, Humphrey: Tolkien and the Great War, Review, The Times 2003 Tolkien and the Great War, Review, The Times 2003 (EN) .

Lo Hobbit e gli altri due libri costituiscono un unico racconto che si dipana fra le quattro Ere in cui Tolkien divideva la sua subcreazione. Nella Prima Era, raccontata nel Silmarillion, hanno luogo la creazione del mondo assieme alla genesi delle varie razze (a parte quella degli Hobbit) e le vicende relative al primo Signore Oscuro, Melkor; durante la Seconda Era, su cui si possono trarre informazioni attraverso le appendici a Il Signore degli Anelli e l'Akallabêth, una sezione del Silmarillion, si assiste alla salita e alla caduta del grande regno degli Uomini di Númenor e alla creazione degli Anelli di Potere a opera degli Elfi, aiutati in questa impresa da Sauron, nuovo Signore Oscuro, poi sconfitto dall'Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi. La Terza Era è quella in cui hanno luogo gli eventi di Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit; durante essa si svolgono le vicende dei regni fondati dai Númenoreani superstiti, la missione ai danni del drago Smaug e gli episodi della Guerra dell'Anello contro Sauron redivivo.

Durante gli ultimi anni della Terza Era, a eroi Elfi, Umani e Nani di altissimo lignaggio si accostano i piccoli Hobbit della Contea, sbalzati al centro degli eventi dai fatti narrati in Lo Hobbit. Infine, nella Quarta Era, alla quale non è stata dedicata alcuna opera, ma i cui primi anni si possono trovare riassunti nelle appendici a Il Signore degli Anelli, gli Uomini prendono definitivamente le redini della Terra di Mezzo, mentre le altre razze si avviano a scomparire. Tolkien non scriverà storie ambientate nella Quarta Era del mondo, perché per lui la Terra di Mezzo perde assieme agli Elfi tutto il suo fascino e la sua bellezza.

Tolkien immagina il suo fantastico mondo in questa prima opera come un passato molto remoto rispetto all'attuale realtà storica, tant'è che gli Hobbit sono indicati come esseri che, per quanto siano molto difficili da vedere, un tempo ebbero un ruolo cruciale nell'estirpare il Male dal mondo.

Genesi e pubblicazione Libro per tutte le età, nacque, nelle intenzioni dello scrittore, come una fiaba per bambini; un'origine intuibile dal tono complessivo estremamente colloquiale e dalle numerose interruzioni (in parte scremate nelle versioni successive alla prima) in cui il narratore si rivolge al lettore incitandolo a leggere oltre per scoprire la fine della storia. Interruzioni di questo genere scomparvero assieme al tono favolistico nelle opere successive, non più intese come semplici fiabe, ma come storia di Arda, e per questo soggette a innumerevoli revisioni.

La prima versione ebbe una vita alquanto turbolenta. Iniziata alla fine degli anni venti su un pezzo di carta,Abitudine che accompagnò sempre Tolkien; molte parti degli scritti sono a posteriori risultate incomprensibili perché scritte a matita o anche perse. venne poi pubblicata dalla Allen & Unwin dopo una recensione del figlio di Stanley Unwin, Rayner, di 10 anni. Secondo Unwin, infatti, non poteva esserci critico migliore, per un libro per bambini, che un bambino: suo figlio appunto, che ricompensava di solito con uno scellino per recensione. In seguito gli sarebbero state chieste altre recensioni o opinioni per le opere di Tolkien, che in parte rimasero private ed inedite a lungo. La traduzione della sua recensione è la seguente:

Accettato di stamparlo, la prima stampa, di sole 1500 copie e con illustrazioni in bianco e nero dell'autore stesso, avvenne nel settembre 1937 e andò esaurita già a dicembre dello stesso anno. La Houghton Mifflin di Boston e di New York creò per il 1938 un'edizione con quattro illustrazioni a colori, che furono poi incorporate nella seconda stampa inglese. Malgrado la popolarità del libro, lo stato pre-bellico causò scarsità di carta e rallentò l'iniziale espansione editoriale della prima edizione.

Seguirono a questa altre tre versioni dell'opera (1951 - 1966 - 1978). Oltre a lievi correzioni relative a nomi e altri dettagli, una revisione importante riguarda il resoconto della conquista dell'Anello da parte di Bilbo: mentre, nella prima versione, esso è il premio per la vittoria su Gollum nella gara di indovinelli, in quelle successive la sua appropriazione è descritta in termini che l'avvicinano piuttosto a un furto fortuito. Questo cambiamento si rese necessario per rendere il racconto coerente con la diversa visione dell'Anello sviluppata dall'autore ne Il Signore degli Anelli, di imminente pubblicazione. In realtà Tolkien non aveva ancora deciso se pubblicare o meno questa nuova versione, limitandosi a inviarla all'editore per valutazione, e fu sorpreso (ma non contrariato) quando si accorse della effettiva pubblicazione,. notevole esempio di continuità retroattiva. Ne Il Signore degli Anelli, Gandalf riprenderà questo cambiamento parlandone come di due distinti resoconti - dei quali solo il secondo veritiero - fatti da Bilbo in momenti diversi.

La popolarità dell'opera va oggi ben oltre il mero lettore. Il mercato collezionistico raggiunge cifre ragguardevoli per le prime edizioni. Per una semplice prima edizione si scende difficilmente sotto i 10.000 dollari in qualsiasi condizione, mentre copie nuove e firmate dall'autore possono addirittura arrivare a valere 100.000 dollari.

L'opera è indiscutibilmente conosciuta ed apprezzata a livello mondiale ed è stata tradotta in almeno 42 lingue o dialetti.

Riguardo alle varie versioni in inglese, c'è una nota scritta dallo stesso autore al suo editore.. in cui lo scrittore pone risalto su un proprio errore grammaticale, scioccante per un filologo: aver usato l'erroneo dwarves al posto del grammaticalmente corretto dwarfs o dello storico ma alquanto arcaico dwarrows. Pur riconoscendo il proprio involontario errore, l'autore non volle correggerlo, ritenendo che i Nani della sua saga, non essendo equivalenti al significato corrente bensì appartenenti una razza di creature diversa da Elfi e Uomini, potessero godere di un diverso plurale. In seguito Tolkien mantenne questa impostazione, al punto di rifiutare ogni correzione di dwarves in dwarfs operata dai correttori di bozze ne Il Signore degli Anelli..

L'opera: origini e storia Già il Tolkien giovane aveva un notevole interesse per le lingue, e da ciò iniziò a pensare che una lingua per evolversi doveva anche avere un popolo dietro, e perciò inizia a scrivere dei vari popoli che abitavano una fantastica Middle-Earth. Al contempo a scrivere le prime tracce, i primi spunti per Il Silmarillion.

Dal 1920 inizia a scrivere per bambini, queste sono Le lettere di Babbo Natale indirizzate ai figli che gli consentono di inventare una mitologia e storie fantastiche, col Cacciatore di draghi si ha un'ulteriore evoluzione della produzione tolkieniana, proprio in concomitanza con l'inizio della stesura de Lo Hobbit.

Tolkien afferma che l'ispirazione dell'opera derivava da epiche, mitologie e storie fantastiche: le fonti possono essere trovate nel Beowulf, Andrew Lang, i fratelli Grimm, William Morris ed altri;. l'impulso più forte però può essere riscontrato nel The Marvellous Land of Snergs, di Edward Wyke-Smith, i cui protagonisti hanno tutti i connotati degli Hobbit: bassi, tarchiati ed amanti delle feste e del buon mangiare.

La magica avventura di Bilbo ha un inizio ufficiale in un torrido pomeriggio estivo mentre Tolkien corregge dei compiti di letteratura inglese: uno degli esaminandi aveva lasciato una pagina bianca e gli viene di getto l'incipit del racconto, diventata una delle frasi più note di Tolkien:Così nota che nel 1980 è stata aggiunta alla quindicesima edizione del Bartlett's Familiar Quotations.

da cui successivamente passò alla biografia degli hobbit e a comporre una storia. Un inizio ufficioso della storia è però dato dai due figli maggiori di Tolkien, John e Michael, che dissero di aver sentito elementi della storia già nella loro casa al 22 di Northmoor Road, ove abitarono fino al 1930, anche se questi elementi non sono ben chiari.

La storia dell'attuale versione dell'opera si può poi comprendere bene studiandone le sei versioni dattiloscritte conservate al Memorial Library Archives della Marquette University di Milwaukee. In questi infatti si possono vedere tutti i ripensamenti, tutte le modifiche e tutti gli abbozzi che porteranno alla stesura finale e tutte le partizioni del romanzo. Fra le varie differenze si ricorda il capo della spedizione dei nani, che si chiama Gandalf; il nome del mago, che è Bladorthin; il drago, che è nominato Pryftan. La cronologia della stesura dell'opera è però assai ardua da ricostruire con esattezza sia per la lentezza produttiva che per la mancanza di altri dati.

Una prima bozza, quasi definitiva, arriva alla Allen & Unwin in modi poco chiari. In ogni caso, alla fine del 1936 il dattiloscritto con cartine illustrative fu inviato alla casa editrice, che lo valutò positivamente. Le illustrazioni originali sono tutte opera dello stesso autore, che dispose personalmente molte istruzioni tipografiche. Successivamente alla prima edizione ridisegnò alcune immagini, mentre altre furono colorate.

Il primo annuncio di pubblicazione è del 6 febbraio 1937, venne già indicato come "la più piacevole storia del suo genere dai tempi di The Crock of Gold" e già paventati i possibili sbocchi in America. Il 21 settembre 1937 il libro fu pubblicato: il successo è immediato, e una seconda stampa è commissionata prima di Natale.

Già dall'inizio la critica dimostra un profondo interesse per l'opera. Nonostante l'indirizzo prevalente sia un pubblico di bambini, i critici lodarono la maestria e la profondità dell'autore,Times Literary Supplement, 2 ottobre 1937. ma ne lamentarono anche una certa mancanza di originalità, o la volontà di mettere ostacoli deliberati e non naturali,Eleanor Graham sullo Junior Bookshelf, in una delle poche recensioni negative. mentre da altri fu additato come un futuro classico.L.A.G. Strong sullo Spectator, 3 dicembre 1937. In generale, il libro fu ben recepito; tra i paragoni, si registrano quelli con il già celebre Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e con il poema epico Beowulf.

Humphrey Carpenter fa notare, nella sua opera biografica su Tolkien, la somiglianza fra l'autore e Bilbo: entrambi figli di donne vivaci, entrambe aventi due notevoli sorelle, figlie di un nonno che visse fino a tardissima età, appartenenti a famiglie rispettabili. Sia Bilbo che Tolkien erano inoltre di mezza età e inclini al pessimismo, pratici, sobri (nell'alimentazione) ed amanti dei cibi semplici e dei vestiti colorati quando potevano permetterseli..

La cerca di Erebor