Le armi termiche antiche sono tutti quegli strumenti o sostanze utilizzate in guerra durante l'antichità e il medioevo (circa VIII secolo a.C.-XVI secolo d.C.) che usavano il calore o il fuoco per distruggere o danneggiare il personale nemico, le sue fortificazioni e i suoi territori.

Le armi incendiarie erano spesso usate in guerra sotto forma di proiettili, in particolare nel corso di assedi e battaglie navali; alcune sostanze venivano bollite o scaldate per infliggere danni. Altre sostanze utilizzavano le loro proprietà chimiche per danneggiare o bruciare. Queste armi potevano essere usate direttamente dal personale, manipolate da armi d'assedio o usate come armi strategiche.

I più semplici e famosi proiettili termici erano composti da acqua bollente e sabbia calda, che potevano essere lanciati contro gli assalitori. Tra le altre armi anti-uomo vi erano pece, olio, resina, grasso animale ed altri composti simili scaldati. Il fumo veniva usato per confondere o deviare gli assalitori. Sostanze quali ossido di calcio e zolfo potevano essere tossiche e accecanti.

Le armi incendiarie venivano usate contro strutture e territori nemici, così come contro le persone, a volte su larga scala. Grandi tratti di terra, villaggi e città venivano spesso distrutte come strategia di terra bruciata. Le misture incendiarie, come il fuoco greco basato sull'olio, potevano essere usate con armi da lancio o con un sifone. Materiali intrisi d'olio o zolfo venivano accesi e lanciati al nemico, o attaccati a lance, frecce e quadrelli e lanciati a mano o grazie a macchinari. Alcune tecniche d'assedio si basavano sull'uso di materiale incendiario per far collassare mura e strutture.

Verso la fine di questo periodo fu inventata la polvere da sparo, il che aumentò la complessità di queste armi, portando infine allo sviluppo del cannone e di altre armi da fuoco. Lo sviluppo delle armi termiche è proseguito fino alla creazione di armi moderne, quali il napalm, il lanciafiamme ed altri esplosivi. L'idea di lanciare oggetti incendiari o distruttivi può essere visto anche nel moderno bombardamento a tappeto.

Storia La distruzione dei possedimenti nemici era una strategia bellica fondamentale, puntando al duplice obbiettivo di punizione ed impoverimento delle risorse.Prestwich, pp. 198–200 Fino al V secolo a.C. i Greci avevano poca esperienza di strategia bellica, e si basavano sulla devastazione per sconfiggere il nemico; ne distruggevano i raccolti, gli alberi e le case. Secoli dopo, i bizantini raccomandavano questa strategia, anche se avevano già sviluppato le tecniche d'assedio..

Il fuoco era il metodo più semplice per distruggere e terrorizzare i territori nemici, e poteva essere utilizzato facilmente anche da piccole forze.Traquir, p. 198 Era una strategia ben utilizzata dagli Scozzesi nel corso delle Guerre di indipendenza scozzesi; essi razziavano continuamente l'Inghilterra settentrionale, incendiando tutto quello che potevano. Edoardo II d'Inghilterra inseguì un gruppo di razziatori nel 1327, seguendo le luci dei villaggi incendiati.

Queste tattiche furono replicate dagli inglesi durante la Guerra dei cent'anni; il fuoco divenne la loro arma principale, quella con cui devastarono la campagna francese durante le scorrerie chiamate chevauchée, in una forma di guerra economica. Si registrò la distruzione di oltre 2000 villaggi e castelli nel corso di un solo raid nel 1339.Prestwich, pp. 200–2

Causando la distruzione di terre, cibo e proprietà, il fuoco poteva essere usato per impegnare le persone. Gli eserciti mongoli del XIII secolo inviavano piccoli distaccamenti dei loro uomini ad incendiare i prati e gli insediamenti come diversivo.Carey et al., p. 118

La devastazione fatta con il fuoco non era semplicemente una tattica offensiva; alcune nazioni ed eserciti utilizzarono la 'terra bruciata' sui propri terreni per togliere ai popoli invasori cibo e foraggio. Roberto I di Scozia reagì all'invasione inglese del 1322 inviando chevauchée punitivi in Inghilterra nord-occidentale, per poi ritirarsi a Culross, bruciando tutto durante la ritirata. Gli inglesi, rimasti senza cibo, dovettero abbandonare la loro campagna di conquista.Traquir, p. 228

Questi atti di aggressione non erano limitati ai territori nemici durante le guerre, ma potevano far parte di strategie di conquista, soggiogamento e punizione delle ribellioni. Alessandro Magno soppresse una rivolta a Tebe nel 335 a.C., dopodiché ne ordinò la messa a fuoco.Cartledge, p. 57 Alessandro ordinò (o permise) una simile punizione a Persepoli nel 330 a.C.Cartledge, p. 99 Fu una pratica comune per tutto il periodo. In seguito alla sua conquista dell'Inghilterra nell'XI secolo, Guglielmo I d'Inghilterra prese il controllo della Regno di Northumbria tramite campagne distruttive in tutta la regione: "Ordinò di bruciare raccolti e mandrie, arnesi e cibo. Oltre 100 000 persone morirono di fame", disse Orderico Vitale, un cronista contemporaneo. Fu una scena che si ripeté nel secolo successivo, durante l'anarchia del regno di Stefano d'Inghilterra. Scoppiò una guerra civile tra i sostenitori di Stefano e quelli di Matilde d'Inghilterra, rivale al trono. Il Gesta Stephani parla delle azioni di uno dei sostenitori di Stefano, Roberto di Gloucester, descrivendo come "razziò in tutte le direzioni con fuoco e spada, violenza e saccheggio", riducendo il territorio a "terra nuda e deserto".Citato in Prestwich, p. 199

Tecniche di utilizzo

Al livello più semplice, il fuoco stesso veniva usato come arma per causare distruzione su larga scala, o per colpire specifiche macchine o posizioni del nemico. Veniva spesso usato contro le armi da assedio o le strutture in legno.. Le armi incendiarie potevano essere usate per appiccare il fuoco a torri e fortificazioni, ed un gran numero di armi termiche erano usate contro le persone. A partire dall'837, molti eserciti musulmani avevano gruppi di "naffatin" (arcieri di fuoco),Nicolle (1996), p. 85 e quando il sultanato dei Mamelucchi lanciò un attacco a Cipro aveva a disposizione dei "nafata".Nicolle (1996), p. 181

Semplici appiccamenti del fuoco

L'incendio delle posizioni e dell'equipaggiamento nemico non era necessariamente una procedura complicata, e molte fiamme erano appiccate da singole persone usando materiali comuni. Quando l'esercito di Guglielmo I d'Inghilterra assediò Mayenne nel 1063, spararono fuoco nel castello per spargere il panico nella guarnigione, mentre due ragazzi entravano di nascosto nel castello per appiccare il fuoco dall'interno. La guarnigione si arrese..

Le forze assediate lanciavano a volte delle sortite nel tentativo di appiccare il fuoco ai campi degli assedianti. Quando Ugo Capeto assediò Laon nel 986–987, le sue truppe si ubriacarono una notte, e gli uomini di Carlo di Lorena uscirono dalla fortezza bruciando l'accampamento, ed obbligando Ugo ad abbandonare l'assedio..

Gli assediati non erano gli unici a poter incendiare le altrui macchine d'assedio; quando Federico Barbarossa abbandonò l'assedio di Alessandria nel 1175, bruciò il proprio campo e l'equipaggiamento..

Come tutte le armi, anche appiccare fuochi aveva dei rischi. Nel 651 Penda di Mercia tentò di conquistare il castello di Bamburgh costruendo una pira alla sua base con fasci di legna, canne e paglia. Il vento cambiò direzione ed il fuoco investì i suoi uomini, che dovettero rinunciare all'attacco. Questo fortuito cambio di vento fu assegnato al merito di Sant'Aidan, che vide il fumo dell'isola Farne e pregò per i loro difensori..

Macchine da lancio

Numerose macchine da lancio furono utilizzate nei periodi classico e medievale. In generale vi si fa riferimento come "artiglieria", e potevano scagliare, incendiare o sparare salve, e molte potevano essere modificate per lanciare armi termiche.. Si potevano lanciare barili, vasi incendiari ed altri contenitori di pece, fuoco greco, o altre misture incendiarie;Nicolle (1995), p. 208 altre macchine sparavano frecce o proiettili che potevano venire incendiati, o adattati per trasportare miscele incendiarie.. A partire dal XII secolo, i musulmani siriani usavano granate in argilla e vetro come armi incendiarie, lanciate dalle macchine.Nicolle (1996), p. 178

Molti dei termini usati per queste armi da lancio erano vaghi, e potevano far riferimento a varie macchine. Tra le più comuni c'erano balista, manganella e trabucco. La balista era una variante di una grande balestra e veniva usata come catapulta, che grazie ad una corda tesa poteva sparare un proiettile deposto nella sua cesta.. Altre balestre giganti vennero usate per tutto il periodo, e nel XIII secolo apparve una "espringal" basata sulla balista.. A partire dal 400 a.C. furono utilizzate macchine a torsione che lanciavano frecce incendiate. Una manganella aveva un braccio in legno a forma di cucchiaio, in cui mettere la pietra o l'oggetto da lanciare, armata da una corda attorcigliata.. Il trabucco fu prodotto nel XII e XIII secolo, ed usava un contrappeso per potenziare il braccio di lancio, e rimase la principale arma d'assedio fino allo sviluppo del cannone.

Scavatura

Chi attaccava un castello o un'altra fortificazione avrebbe potuto cercare di passare sotto le fondamenta scavando dei tunnel. Solitamente queste macchine scavatrici erano protette da una "tartaruga" (chiamata anche gatto, scrofa o gufo): una struttura a ruote coperta che avrebbe protetto i minatori dai proiettili..

Durante la costruzione, i tunnel erano sorretti da travi in legno.. Una volta terminato lo scavo, lo spazio interno veniva riempito con combustibili, come fascine, rametti, resina o sostanze incendiarie; una volta accesi avrebbero bruciato le travi provocato il crollo dei tunnel ed il collasso delle strutture sovrastanti.. A partire dal XV secolo venne usata anche la polvere da sparo, anche se l'obbiettivo restava la bruciatura della struttura in legno..

A volte i difensori potevano scavare dei contro-tunnel per raggiungere le gallerie nemiche ed attaccare gli invasori; spesso venivano usate armi termiche per far scappare gli assedianti dai tunnel..

Piuttosto che scavare sotto ad una struttura, alcuni assedianti usavano arnesi per praticare fori nelle mura, riuscendo così a distruggerle; questi metodi erano ovviamente più efficaci degli arieti su mura in mattoni (più adatte ad assorbire i colpi).. Le macchine per praticare fori erano diverse per dimensione e meccanismo, ma di solito erano in legno, con punte ricoperte in ferro ed azionate da verricelli o corde. Una volta praticati una serie di fori per tutta la lunghezza del muro, questi venivano riempiti con bastoni di legno secco, mischiati a zolfo o pece ed accesi. A volte si utilizzavano i soffietti per velocizzare la fiammata..

Brulotti

I brulotti vennero usati in molte occasioni in quel periodo. Nel 332 a.C. Alessandro Magno assediò Tiro, base costiera dei Fenici. Per riuscire a portare le proprie armi da assedio a distanza utile, Alessandro ordinò la costruzione di un molo, un passaggio sull'acqua. Gli abitanti di Tiro risposero attaccandolo con un grande brulotto che lo distrusse. Una grande nave per il trasporto di cavalli fu riempita di torce di cedro, pece, rami secchi ed altri combustibili; al di sopra furono posti calderoni di zolfo, bitume e "ogni sorta di materiale adatto ad incendiarsi".Citato da Cartledge, p. 149 Il risultato fu lanciato contro il molo, ed acceso dai Fenici prima di buttarsi in mare e fuggire a nuoto.Cartledge, pp. 148–9

Un altro esempio ci fu nell'886, durante l'assedio di Parigi, quando i Vichinghi riempirono tre navi da guerra con materiale infiammabile spingendole sul fiume nel fallito tentativo di distruggere i ponti fortificati dei Franchi.Bennett et al., p. 222

Brulotti composti di paglia e polvere da sparo furono usati dai cinesi durante la battaglia del lago Poyang del 1363.Nicolle (1996), p. 210

Altri metodi