Il Gran Palazzo del Cremlino () è la residenza ufficiale del Presidente della Federazione Russa. È localizzato nel cuore della capitale, nella porzione sudorientale del Cremlino di Mosca, di cui rappresenta un importante elemento architettonico. La porzione principale del palazzo, per quanto riguarda l'aspetto attuale, è stata realizzata tra il 1838 ed il 1849, per iniziativa di Nicola I in luogo dell'antico gran palazzo del Principe Ivan III, risalente al XV secolo, e del palazzo di Elisabetta di Russia, del XVIII secolo. Il progetto e la costruzione sono stati curati da una équipe di architetti: N.I. Chichagov, V.A. Bakarev, F.F. Rijter, P.A. Guerasimov, F.G. Solntsev ed altri, tutti sotto la direzione del famoso architetto Konstantin Thon. Il Gran Palazzo servì come residenza cittadina principale dello Zar e della sua famiglia. Le colonne di marmo bianco furono ricavate dal marmo delle piramidi rubato in passato.

Descrizione generale

A partire dal XIX secolo, l'edificio centrale del Gran Palazzo del Cremlino crebbe al fianco degli altri palazzi e possedimenti più antichi in mano agli zar, come il Palazzo dei Terems, il Palazzo delle Faccette, la Camera d'oro della zarina e le chiese di palazzo, alcune delle quali successivamente incorporate come parte del complesso palaziale. Non direttamente adiacenti al palazzo, ma a questo collegati tramite passaggi nascosti, si contano anche il Palazzo dell'Armeria del Cremlino e la Cattedrale della Dormizione.

Il Gran Palazzo del Cremlino domina il complesso architettonico del Cremlino di Mosca con in suoi 125 metri di facciata e un'altezza di 44 metri alla cima della cupola. L'edificio è situato nella porzione del Cremlino che discende verso la Moscova risultando così particolarmente visibile dalla sponda destra del fiume.

Dal ponte Bolshoy Kamenny si può godere una vista molto rappresentative del Gran Palazzo: dentro al complesso architettonico del Cremlino si scorgono infatti il Gran Palazzo stesso - con tanto di edifici precedenti inglobati - a sud, il Palazzo dell'Arsenale a ovest, l'ex palazzo dei congressi (oggi ufficialmente:Palazzo di Stato del Cremlino) a nord e la Piazza delle Cattedrali (con la Cattedrale dell'Arcangelo Michele, la Cattedrale della Dormizione e la Cattedrale dell'Annunciazione) a est.

Visto dall'esterno, il Gran Palazzo pare esser composto da tre piani, ma all'interno ve ne sono appena due. In effetti i cinque saloni da cerimonia collocati al piano superiore raggiungono un'altezza massima di 18 metri e vengono illuminati da due file sovrapposte di finestre ad arco. Il palazzo è lungo 125 metri e alto 47 metri, e il numero di stanze del Gran Palazzo del Cremlino è di circa 700, in grado di coprire un'area totale di 25.000 m². Contando anche gli adiacenti Palazzo dei Terems, Palazzo delle Faccette e la Camera Dorata della Zarina, il complesso copre un'area di circa 35.000 m². Poiché durante il XIX secolo il palazzo servì da residenza degli zar e da luogo di rappresentanza della Famiglia Reale a Mosca, il complesso è stato eletto Patrimonio dell'umanità UNESCOConfrontare: relatório ICOMOS de 24 Outubro 1989 (verificato il 14 gennaio 2009), integrato ma non unito ai due musei del Cremlino, in quanto anche residenza ufficiale del Presidente della Federazione Russa. Per questo motivo, l'edificio (insieme al Palazzo dei Terems ed al Palazzo delle Faccette) non è generalmente aperto al pubblico. Gli interni sono visitabili però con visite speciali programmabili e generalmente molto costose (a seconda del numero di componenti del gruppo, le tariffe variano dai 100 ai 1.000 euro a persona)Informazioni a riguardo delle visite guidate, in russo (verificato l'11 gennaio 2009)).

Storia del complesso palaziale Sull'area dove attualmente sorge il Gran Palazzo del Cremlino, si hanno notizie di fortificazioni preesistenti sin dal XII secolo. Fino al XIX secolo, e la costruzione dell'attuale palazzo, l'area era dominata da antiche residenze e tenute dei Granduchi di Mosca e degli Zar di Russia. Edifici precedenti al XVII secolo

Non sono sopravvissute descrizioni dei primi edifici esistenti nel sito dove attualmente sorge il Gran Palazzo, ma è certo che sia esistito un palazzo granducale durante l'epoca di Ivan I di Russia (inizio del XIV secolo).Romanjuk, p. 136 Il fatto che le residenze dei governanti del Granducato di Mosca fossero state erette precisamente in questa porzione di Cremlino è facilmente esplicabile con l'ubicazione estremamente prestigiosa: qualsiasi edificio in tale posizione risultava ampiamente visibile già a partire dal fiume, assumendo una posizione dominante su tutti gli altri edifici della fortezza.

All'inizio del XV secolo, si costruì sull'area, tra le altre cose, anche la camera della principessa Sofia di Lituania, moglie di Basilio I di Russia. Quest'ultimo ampliò gli edifici nel 1404, facendo comparire, per la prima volta nella storia di Mosca, una casa con un orologio in facciata. Dato che praticamente tutti gli edifici ecclesiastici della città erano costruiti in legno, gli incendi furono a lungo una triste costante: per questo motivo, durante il XV secolo si susseguirono incendi di minori o vaste proporzioni, che comportarono la distruzione parziale o totale della camera, che sarà in seguito più volte restaurata. Il primo edificio in pietra del Cremlino sorse nel 1487, quando venne costruito il palazzo ora conosciuto come Palazzo delle Faccette, il quale segna la nascita dell'attuale complesso del Gran Palazzo del Cremlino.

L'esecuzione dei lavori fu affidata ad architetti italiani, proprio come era avvenuto per i muraglioni, le torri e vari altri edifici conservati all'interno del Cremlino costruiti negli anni di poco precedenti: in particolare è da menzionare la costruzione del palazzo familiare del granduca Ivan il Grande, curata dall'architetto milanese Aloisio da Milano (all'epoca conosciuto in Russia come Alewis Frjasin.Frjasin () è uno pseudo-appellativo, usado all'epoca come sinonimo di "italiano" e venne attribuito infatti a diversi architetti italiani del Cremlino.Karamsin e altri storici parlano di Alewis Frjasin come di Aloisio da Milano, così come di Mark Frjasin come Marco Ruffo. Confrontare: Slovo, 57/2008 (verificato il 14 gennaio 2009).). La costruzione iniziò nel 1499 e si concluse nel 1508, tre anni dopo la morte di Ivan III. AL contrario di quel che successe per gli edifici antecedenti in legno, il nuovo palazzo resistette per più di duecento anni. Durante il XVI ed il XVII secolo, l'edificio fu ampliato varie volte, concludendosi con l'allargamento del 1636, tuttora esistente e noto come Palazzo dei Terems.

Preesistenze dal XVII al XIX secolo

La precedente costruzione era servita esclusivamente o quasi come residenza degli zar fino alla fine del XVII secolo. La situazione mutò nel 1703, durante il regno di Pietro il Grande. Questi fondò la nuova capitale imperiale San Pietroburgo ed abbandonò la vecchia sede degli zar; gli antichi edifici imperiali di Mosca iniziarono a cadere in uno stato di degrado e abbandono. Addirittura, alcuni edifici minori in legno furono smembrati per ottenere legna da ardere e mai più rimpiazzati. Il resto del palazzo diventò un semplice edificio amministrativo.

Nel 1749 l'Imperatrice Elisabetta ordinò la rimozione di una parte delle antiche camere degli zar, in modo da poter permettere la costruzione di un nuovo palazzo di rappresentanza, che servisse anche da residenza principale della famiglia imperiale a Mosca. L'esecuzione di tale progetto fu affidata all'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli. L'edificio fu completato nel 1753 e venne chiamato Palazzo d'Inverno. Alcuni anni a seguire, lo stesso Rastrelli costruirà - sempre secondo canoni barocchi - il più famoso Palazzo d'Inverno, residenza imperiale a San Pietroburgo. Durante la guerra contro Napoleone, nel 1812, il Palazzo d'Inverno di Mosca venne distrutto; la ricostruzione, dal 1817, venne curata dall'architetto Vasilij Stasov.

Alla fine del XVIII secolo, durante il regno di Caterina II, si considerò l'ipotesi della costruzione di un edificio in sostituzione dell'obsoleto palazzo di Rastrelli. All'epoca, gli architetti Vasilij Baženov e Matwei Kasakow firmarono un grande progetto per un palazzo dalle proporzioni di molto maggiori rispetto all'attuale edificio e che avrebbe comportato l'abbattimento di numerosi antichi edifici all'interno del recinto. Con il tempo il progetto decadde, sia per importanti motivazioni finanziarie, sia per la scala esagerata del progetto, considerata sproporzionata anche per il Cremlino.Russianculture.ru (verificato il 14 gennaio 2009)

La nuova residenza imperiale del XIX secolo

Il palazzo di Rastrelli venne demolito per ordine di Nicola I durante gli anni Trenta dell'Ottocento: lo zar desiderava una nuova residenza moscovita per lo zar. Il progetto del nuovo palazzo fu affidato a Konstantin Thon, architetto famoso a Mosca per la costruzione di diverse opere riconducibili al russo-bizantino, come la Cattedrale di Cristo Salvatore e la Nikolayevsky Vokzal (attualmente denominata Stazione di Leningrado).

La costruzione del corpo centrale del palazzo si protrasse dal giugno del 1838 all'aprile del 1849, richiedendo una spesa di circa 12 milioni di rubli. Il risultato corrisponde sostanzialmente all'esistente complesso del Gran Palazzo del Cremlino, il quale ingloba, oltre all'edificio ottocentesco, anche i più antichi Palazzo delle Faccette, Palazzo dei Terems e la Camera Dorata della Zarina. Gli ultimi due sono attualmente poco visibili dall'esterno. Questo nuovo e magnifico edificio classicista contrastava in maniera significativa con le preesistenze architettoniche del complesso, fatto che costò numerose critiche all'architetto, Thon. In una guida turistica di Mosca del 1917, l'edificio veniva spregiativamente chiamato "la caserma", a causa delle sue impressionanti dimensioni.Romanjuk, p. 142 Dalla sua costruzione fino alla Rivoluzione di febbraio - con la conseguente abdicazione dello zar - il Gran Palazzo del Cremlino fu la principale residenza dei monachi russi nella seconda maggiore città dell'impero.

Secoli XX e XXI Dal 1917, con la caduta della monarchia in Russia e la Rivoluzione d'Ottobre, gli edifici del Gran Palazzo persero la propria funzione di residenza della famiglia imperiale. In contemporanea, il nuovo governo trasferì la capitale da San Pietroburgo a Mosca ed il Cremlino moscovita divenne la sede delle principali autorità statali. Così come gli altri edifici del complesso, anche il Gran Palazzo divenne edificio amministrativo di rilievo: durante gli anni Trenta del Novecento vennero ivi insediati i Parlamenti del Consiglio Superiore dell'Unione Sovietica e della Repubblica socialista federativa sovietica russa ed il Congresso del Comintern. L'architettura del complesso subì durante l'epoca sovietica alcune alterazioni: nel 1934 due saloni delle feste vennero convertiti in grandi sale da riunione, e le facciate vennero enfatizzate con il simbolo del nuovo Stato sovietico, in luogo della vecchia doppia aquila zarista.

Con la fine dell'esperienza sovietica, nel 1991, il complesso palaziale passò sotto l'egida della Presidenza della Russia. Tra il 1994 ed il 1999, un'importante opera di rinnovamento portò alla rimozione di molte delle alterazioni operate durante il periodo sovietico, cosicché ad oggi, l'edificio riproduce in maniera fedele l'aspetto originale del XIX secolo. Come in origine, i grandi saloni del piano nobile sono utilizzati per le cerimonie solenni di stato, come ad esempio l'insediamento dei presidenti.

Architettura del Gran Palazzo del Cremlino

Il complesso del Gran Palazzo del Cremlino si presenta come un agglomerato di vari edifici di differenti epoche, in cui sono riconoscibili diversi stili: tra tutti gli edifici, spiccano il grande palazzo centrale del XIX secolo ed il Palazzo dei Terems

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