Nemi (IPA: Nèmi) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Posizionato quasi al centro dei Colli Albani, a 521 , Nemi è il secondo comune più piccolo dell'area dei Castelli Romani dopo Colonna, noto per la coltivazione delle fragole e per la relativa sagraSagra delle Fragole di Nemi URL consultato il 25-10-2014, che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno. Il centro storico è situato in posizione panoramica sul lago di Nemi, celebre per essere stato il luogo del ritrovamento nel 1927-1932 di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore Caligola, conservate nel Museo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel 1944.Comune di Nemi - Marina Medici e Massimo Medici, Le navi di Nemi, in Controluce URL consultato il 21-06-2009
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale di Nemi, con un'estensione di , è il secondo comune più piccolo dei Castelli Romani, seguito solo da Colonna (), e uno dei più piccoli della provincia di Roma. I confini comunali abbracciano l'intero cratere del lago di Nemi, le cui acque sono invece di competenza provinciale. I confini meridionali con il comune di Velletri sono stati rivisti nel 1505. e nel 1546 dal legato pontificio di Campagna e Marittima in seguito a una controversia sorta dopo l'effimera concessione del possesso del feudo di Nemi ai velletrani decretata nel 1482 da papa Sisto IV per meriti di guerra degli stessi, distintisi tra le file pontificie nella battaglia di Campomorto.
Il territorio nemorense come quello dell'intera area dei Colli Albani, è stata soggetto tra i e i anni fa circaParco regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8. all'attività eruttiva del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, e abbondano minerali caratteristici come il peperino e il tufo.Secondo la "Carta Geologica d'Italia" realizzata dal Servizio Geologico d'Italia, la parte meridionale del territorio e le coste del lago di Nemi sono composti da suoli classificati come V2, ovvero materiale proveniente da "manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (Lago di Nemi)".La parte settentrionale del territorio invece viene classificata come suolo pn ("Nemi: complessi superiori ed inferiori con inclusi lavici di notevoli dimensioni"). In questo quadro si trovano piccole aree sparse lungo le coste del lago classificate come zona β4 ("lava in ammassi") immersi in se ("scorie e lapilli giallastri sciolti, talora agglomerati, scoriette e lapilli stratificati"): su uno di questi ammassi lavici è sorto il centro storico.Le coste del lago sono formate da "detriti di falda, conoidi" (zona dt) nella parte più lontana dalle acque e da un suolo classificato come a ("alluvioni di golena") nella parte più prossima alle acque, i cosiddetti Orti di San Nicola.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media).Anche secondo le categorie sisimiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e dalla successiva ordinanza P.C.M. nº 3274 20 marzo 2003 Nemi era in zona sismica 2: Sono nella stessa zona tutti i Colli Albani.
Idrografia Come sopra accennato, la superficie del lago di Nemi () non è inclusa nel territorio comunale, ma è di proprietà della provincia di Roma: le coste del lago invece sono parte integrante del comune di Nemi. Dal versante occidentale del lago, ai piedi del centro storico di Genzano di Roma, parte un emissario artificiale. della lunghezza di 1653 metri,. scavato probabilmente in età repubblicana (attorno al IV secolo a.C.) per prosciugare l'area settentrionale del lago in cui doveva essere costruito il tempio di Diana. Il cunicolo, dell'altezza all'imbocco verso il lago di 5.50 metri, sbuca a Vallericcia, in comune di Ariccia, e azionava in passato una mola oltre ad alimentare alcuni canali di drenaggio delle acque impaludate in quella zona.
Tra le sorgenti d'acqua che nascono nel comune di Nemi vanno menzionate la fonte situata al chilometro 2 della strada provinciale 76/d via Nemorense tra Genzano e Nemi,Istituto Geografico Militare, Carta d'Italia, foglio 150 (Velletri II SO), rilievo 1873 (3ª edizione). due fonti che sfruttano acque sorgive nate sul colle dei Corsi (580 ), presso la strada statale 217 Via dei Laghi in località Mezzaposta, la fontana di Cajano presso monte Alto (621 ) e fontan Tempesta, che sfrutta acque provenienti dalla Mezzaraga in comune di Rocca di Papa (660 ), e alimenta l'acquedotto comunale di Genzano. Presso Nemi è anche la leggendaria fonte della ninfa Egeria, compagna di Numa Pompilio che, inconsolabile per la sua morte, si ritirò presso il "nemus Dianae" (il bosco sacro a Diana) e lì fu trasformata per pietà in una fonte d'acqua da Diana, individuata sotto al centro storico di Nemi lungo il lago..
Orografia Il punto più alto del territorio comunale è la sommità del monte Calidrone (612 ), da cui è possibile avere una buona vista sull'Agro Pontino, che in alcuni giorni si estende anche fino al Circeo.
Il centro storico si situa a una quota più bassa immediatamente ai piedi del monte, 535 al santuario del Santissimo Crocifisso e 521 alla residenza comunale: la località villa Ruspoli si trova più in alto, alle pendici di monte Alto (672 ), a 621 .
L'area occupata dai resti archeologici del tempio di Diana sulle sponde del lago di Nemi è situata a 363 , mentre altrove l'altezza della costa lacustre tocca i 329 (presso l'imbocco dell'emissario al di sotto del centro storico di Genzano di Roma) e i 325 (località Orti di San Nicola, sotto al centro storico di Nemi). Le acque del lago si attestano sui 316 in prossimità della costa per toccare una profondità massima di 30 metri (il punto alla quota più bassa del fondale lacustre è a 286 ): una posizione senz'altro più elevata del fondale del vicino lago Albano (123 ), che contribuisce a dimostrare che i due laghi vulcanici non sono collegati naturalmente.
Clima Nell'area dei Castelli romani le temperature minime medie oscillano tra i 9 °C ed i 12 °C, mentre le massime vanno tra i 15 °C e i 22 °C: Le escursioni termiche più sensibili si registrano in autunno e in primavera, mentre per quanto riguarda la piovosità, i Castelli Romani si collocano nell'area meso-mediterranea, con un picco nel mese di novembre e un netto calo tra luglio e agosto, per un totale medio di 942 millimetri. Tuttavia la piovosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dai Colli Albani, in osservanza di un fenomeno chiamato stau.
L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperature eccessivamente basse. I rilievi dei Colli Albani sbarrano il passaggio delle correnti umide e delle nubi foriere di pioggia, provenienti da sud-ovest. A Nemi può capitare che nevichi o ghiacci. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C, con punte di 37 °C in casi rari. : infatti mediamente si aggira sui 28-29 °C.
Classificazione climatica: zona E,Nonsolocap.it - Nemi URL consultato il 27-06-2009 2161 GR/G (14 ore di accensione giornaliera dal 15 ottobre al 15 aprile).
Origini del nome Il toponimo di Nemi è legato al sostantivo della lingua latina "nemus" ("bosco"): con questa semplice denominazione, spesso accompagnata da aggettivi o complementi di specificazione ("nemus Dianae",. "nemus Aricinum", "nemus Artemisium", "Cynthiae fanum"), era conosciuto il tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago di Nemi. Alla divinità dei boschi e della caccia era consacrato l'intero bosco circostante, e tale culto rimase vivo fino alla messa al bando del paganesimo attuata dai decreti teodosiani del 391. Nel Medioevo la zona continuò a essere chiamata semplicemente "Nemus". ("massa Nemus", "castrum Nemoris") e con questo nome il paese è entrato nella lingua italiana. Emanuele Lucidi attesa anche varianti arcaiche del toponimo, già desuete alla fine del Settecento, in "Nemore", "Neme" e "Nemo"..
Storia
Età antica
L'età pre-romana Il territorio nemese apparteneva in età antica alla città latina di Aricia, per cui la tradizione antica ha fatto risalire la fondazione al figlio del mitico fondatore di Atene Teseo, Ippolito detto Virbio, o al comandante siculo Archiloco. Nel territorio di questa città si trovava il santuario di Diana Aricina o Nemorense, consacrato alla dea Diana, divinità tutelare principalmente dei boschi e della fertilità: l'ubicazione di questo importante santuario è stata comunemente identificata fin dal Seicento presso le sponde settentrionali del lago di Nemi.. Il tempio nemorense divenne il centro religioso della Lega Latina dopo la distruzione di Alba Longa alla metà del VII secolo a.C., e fu frequentato fino all'inizio del V secolo, con un periodo di grande ampliamento tra il II secolo a.C. ed il I secolo.
La dominazione romana In età romana il tempio di Diana continuò a essere ampiamente frequentato anche come sanatorio miracoloso, anche se non nacquero insediamenti abitati di particolare rilievo nell'attuale territorio nemorense. La memoria di età romana più notevole per Nemi consiste nelle due famose navi celebrative, lunghe rispettivamente 64 e 71 metri:. si è congetturato il loro uso festaiolo e orgiastico,. ma attualmente l'ipotesi più probabile è che si trattasse di navi sacre a Diana o ad Iside.. Anche sul committente si sono elaborate molte ipotesi, restringendo il cerchio agli imperatori Tiberio o Caligola. Tentativi di recuperare le due navi furono eseguiti a più riprese a partire dal Quattrocento, e a un certo punto si arrivò a ipotizzare l'esistenza di ben tre navi: solo tra il 1929 e il 1932 venne messa in piedi un'imponente spedizione archeologica che, grazie allo svuotamento delle acque del lago per ben 22 metri di profondità,. riuscì a tirare a riva le due navi custodendole nell'apposito museo delle Navi Romane. Tuttavia durante la seconda guerra mondiale, nella notte tra il 31 maggio ed il 1º giugno 1944 il museo e le due navi andarono a fuoco, pare per un incendio appiccato da bombe degli alleati cadute sul tetto oggi nel museo sono custoditi dei modellini in scala..
Medioevo L'alto Medioevo Nel Liber Pontificalis risulta una "massa Nemus" donata dall'imperatore Costantino I (306-337) alla Cattedrale di San Pancrazio in Albano Laziale sotto il pontificato di papa Silvestro I (314-335). All'epoca dunque Nemi non risultava abitata o comunque non aveva unità di paese, poiché per "massa" nel Medioevo si intendeva un "podere o insieme (più o meno unitariamente organizzato) di poderi appartenenti a un signore feudale, ad un monastero, ad una chiesa o ad altra istituzione ecclesiastica o comunque a un magnate"Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, vol. IX (LIBE-MED), p. 885. o, al limite, "una tenuta con al più qualche casupola di contadini"..
Il paese cominciò a esistere solo quando fu edificato il castello, attorno al IX secolo.. La potente famiglia dei Conti di Tuscolo molto probabilmente si impadronì della comunità agricola residente nella valle del lago, come già controllava gran parte dell'Agro Romano e dei Colli Albani:.. i nuovi padroni fortificarono la zona più elevata, posizione forte e selvaggia che dominava tutto il lago ed era inattaccabile da tre lati, dando origine a quello che nei testi dell'epoca viene definito più volte "castrum Nemoris", cioè letteralmente "la cittadella del bosco". La popolazione di contadini e pescatori che viveva sparsa nella valle del lago trovò più sicuro avvicinarsi al fortilizio tuscolano, e costruì la parte più antica di Nemi, quella che oggi è detta "Pullarella".