Umbertide (pr. Umbèrtide; Fratta fino al 1863) è un comune italiano di abitanti della provincia di Perugia in Umbria.

Collocata nell'alta valle del Tevere, attraversata dallo stesso Tevere e dal torrente Reggia (o Regghia), presenta un caratteristico centro storico circondato ancora dalle mura medioevali nei tratti che costeggiano i corsi d'acqua e in alcuni tratti interni. Centro importante della metalmeccanica, dei tessuti, dell'imballaggio e delle ceramiche industriali, ma anche della tabacchicoltura e dell'agricoltura biologica.

Geografia fisica Il comune ha un'exclave costituita dalla frazione di Leoncini, incastonata tra il comune toscano di Cortona (AR) da un lato e quello di Città di Castello sugli altri due.

Clima

Classificazione climatica: zona E, 2192 GR/G

Origini del nome La tradizione vuole che il nome originario, Fratta, ricordi la distruzione (fracta, da frangere) del precedente villaggio romano, effettuata dai Goti. In realtà, è probabile che il nome derivi dallo scoglio cespuglioso (fratta, appunto) sul quale fu edificata la fortezza: storicamente fu, infatti, una fortezza "inespugnabile", edificata a protezione del ponte sul Tevere. Una diga in legno, posta circa un centinaio di metri a valle del ponte sul Tevere, sbarrava il corso del fiume e faceva salire il livello delle acque, in modo da allagare tutto il fossato attorno alle mura.

Il nome della città viene poi cambiato nel 1863, quando viene chiamata Umbertide in onore del principe Umberto di Savoia, anche per ricordare la tradizione storica che voleva Fratta ricostruita sulle macerie di Pitulo nel 796, da parte di Adalberto, Ingilberto, Benedetto o Bonifacio, i figli di Uberto o Umberto (figlio naturale del re d'Italia Ugo).

Storia

Antichità I primi insediamenti umani sorsero nel luogo dove il Tevere curva bruscamente verso destra, e si riferiscono al popolo umbro (periodo del bronzo finale), come attestato dai reperti rinvenuti nel castelliere di Monte Acuto. Numerosi sono anche i resti di insediamenti romani: sulle colline di Polgeto, a Romeggio sul lato destro del Tevere e nella zona della chiesa di Santa Maria.

Secondo la tradizione, Umbertide fu fondata con il nome di Pitulum o Oppidum Saepis da alcuni soldati romani, appartenenti alla legione del console Flaminio, sfuggiti alla disfatta subita nella battaglia del lago Trasimeno del 217 a.C.

Medioevo In seguito fu distrutta dai Goti e fu ricostruita, secondo fonti autorevoli, nel 796 (anche se altri studiosi datano la ricostruzione al IX secolo o al X secolo), per opera di Uberto (o Umberto) Ranieri e dei suoi figli, Ingilberto, Andalberto e Benedetto, sotto il nome di Fracta filiorum Huberti o Fratta, non troppo distante dalla cittadina romana di Pitulum Mergens, le cui vestigia si ritiene si trovino nei pressi di Santa Maria di Sette, frazione del comune di Montone. I primi documenti storici riguardanti Fratta risalgono al 12 febbraio 1189, quando il marchese Ugolino di Uguccione, signore di Castiglione Ugolino e di Fratta, si sottomise pacificamente alla città di Perugia: tale atto di sommissione pose fine ad ogni tentativo di trovare alleati nella vicina Toscana.

La città continuò a lungo a sottostare al potere di Perugia, ma dal XIV secolo le furono concessi statuti propri e si ritrovò ad avere importanza per la sua posizione a nord per la difesa del territorio perugino. Nel 1394 Braccio da Montone tentò la conquista della città, ma non riuscì nell'impresa e fu imprigionato nella Rocca, anche se nel 1402, dopo la liberazione, la assediò e saccheggiò. Così fece anche, nel 1406, l'armata di cavalieri guidata da Giulio Cesare da Capua, al servizio del re Ladislao di Napoli.

Età moderna Successivamente la cittadina fu a lungo contesa fra Perugia e lo Stato della Chiesa, ma alla fine entrò a fare parte dello Stato Pontificio. Durante questo periodo la città subì un importante assedio da parte delle truppe fiorentine nel 1643, ma Fratta si salvò grazie a una piena del Tevere che mise in fuga i conquistatori. Gli abitanti della città attribuirono questo evento all'immagine della Madonna all'interno della Chiesa di Santa Maria della Reggia e da ciò prende significato la sigla F.O.V. posta sullo stemma del comune, ovvero Fracta Oppidum Virginis (Fratta Città della Vergine).

Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo Fratta visse, dopo un lungo periodo di pace, l'occupazione napoleonica tra saccheggi delle truppe francesi, che derubarono e danneggiarono diverse opere delle chiese del luogo.

La città vide molti dei suoi abitanti partecipare come volontari sotto Garibaldi alle campagne dei Mille e dell'Agro Romano (1867).

Nel 1860 venne poi annessa al Regno d'Italia e nel 1863 cambiò il nome in Umbertide.

Novecento Ai primi anni del Novecento, poi ripreso negli anni Venti, risale il progetto di una ferrovia Umbertide-Forlì, che avrebbe dovuto accelerare lo sviluppo cittadino: purtroppo, prima a causa dello scoppio della prima guerra mondiale poi per questioni di veti locali, il progetto non decollòU. Pasqui, La ferrovia: passato o futuro?, A. Tacchini, Ferrovia: un sogno svanito.

Bombardamento del 25 aprile 1944

Il 25 aprile 1944, durante la seconda guerra mondiale, la città venne bombardata dagli aerei delle truppe alleate, con l'obiettivo di colpire il ponte sul Tevere, importante via di comunicazione. Al posto del ponte, però, fu colpito e distrutto il borgo di San Giovanni, l’odierna piazza XXV Aprile, causando 74 vittime e oltre 900 sfollati. Ogni anno il 25 aprile si svolge una manifestazione in ricordo delle vittime.Comune di Umbertide, Belli lavori!, a cura di Mario Tosti, Cerbara Città di Castello, A.C. grafiche, 1995, p.47. https://www.ttv.it/storia/oggi-80-anni-fa/oggi-80-anni-fa-il-bombardamento-di-umbertide. Alvaro Tacchini, Guerra e Resistenza nell’Alta Valle del Tevere (1943-44), Petruzzi Editore, Città di Castello, 2015, p.171.

Nel dopoguerra, soprattutto negli Anni '60, Umbertide conobbe un periodo di sviluppo economico, edilizio e industriale, che ha portato alla nascita di nuove zone residenziali e industriali.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 18 dicembre 1952. Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il nucleo urbano più antico si trova a nord della confluenza tra il Tevere e il torrente locale, il Reggia o Regghia. Lo sviluppo della città è stato pertanto proiettato soprattutto verso la parte settentrionale, infatti solo nel Novecento l'area edificabile si è estesa a sud-ovest con la costruzione della ferrovia e della zona industriale, nonché di vari quartieri residenziali. A partire almeno dal secolo XIV, Umbertide risultava divisa in tre terzieri: il terziere superiore, che comprendeva la parte del castello dall'attuale piazza Matteotti a Via Alberti, verso la Rocca; il terziere di Porta Nova, dall'attuale piazza Matteotti a piazza XXV Aprile e la corrispondente area vicina al torrente Reggia o Regghia; infine quello chiamato della Greppia. Dal secolo XIV agli estremi Nord e Sud del castello si sono sviluppati, rispettivamente, il Borgo superiore o dei fornaciai (attuale zona di Via Cavour) e il Borgo inferiore o delle Fabbrecce (attuale Piazza San Francesco). È proprio in questa parte, all'esterno della cinta muraria più antica, che si stabilirono i frati francescani.

Il centro storico della città ha subito un profondo intervento di riqualificazione stilistica e storica; l'intervento, realizzato nel 2011, ha portato alla definizione della nuova piazza del Mercato e del nuovo Parco lungo la Reggia, che in parte ha ripristinato le condizioni originarie della zona.

Oggi, partendo dalla piazza del Mercato, si può entrare nel Parco della Reggia che lambisce l'omonimo torrente e lungo il quale è stata realizzata una pista ciclabile e pedonale che costeggia le antiche mura cittadine. Un percorso alla scoperta dell'antica Fratta che arriva fino al Tevere, dove sia a destra passando sotto il ponte sul Tevere, una delle strutture più antiche della cittadina, risalente al XII secolo, sia a sinistra attraversando il ponticello realizzato recentemente, si possono percorrere i sentieri naturalistici lungo il fiume.

Architetture religiose Collegiata di Santa Maria della ReggiaDedicata a Maria Vergine della ReggiaRenato Codovini, Madonna della Reggia, 1971 e Pietro Vispi, La Collegiata di Santa Maria della Reggia, Umbertide, 2001,, sorse nella seconda metà del XVI secolo, in prossimità dell'omonimo torrente, ma fu consacrata solamente nel 1751. La chiesa ha una forma ottagonale all'esterno e circolare all'interno. La cupola originaria fu ricostruita agli inizi del 1600 e misura 20 metri di diametro ed un'altezza complessiva di 40 metri. Nella chiesa è conservata la Trasfigurazione di Cristo di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio; Convento di Santa Maria della PietàIgino Gagliardoni e Luciano Canonici, S. Maria della Pietà a Umbertide, Edizioni Porziuncola, 1881, p. 44. è un convento francescano del '400. L'interno venne corredato con opere di particolare interesse, come la Vergine tra i santi, attribuita da alcuni a Bartolomeo Caporali, da altri invece ascritta al Pinturicchio, e L'Incoronazione della Vergine del 1502, il cui autore è considerato senza dubbio il Pinturicchio. Questa tela si trova ora nei Musei Vaticani; Chiesa di San FrancescoR. Codovini e R. SciurpaFu scelta come propria sede dai francescani che si erano insediati qui a partire dal 1200, nel cosiddetto terziere della Greppia. La chiesa, di origine trecentesca, custodiva la tela del Pomarancio con La Madonna con il Bambino e i Santi Andrea apostolo, Biagio vescovo, Francesco e Sebastiano e la statua lignea di San Rocco, oggi entrambe conservate nel Museo Civico di Santa Croce; Chiesa di San BernardinoNacque come oratorio, ma il periodo di costruzione non è ben definito, perché fino ad oggi si credeva fosse del '400, ma recenti lavori di restauro e ristrutturazione hanno dimostrato che forse essa venne costruita su una chiesa d'epoca precedente; Chiesa - museo di Santa Croce, che possiede alcune importanti opere tra sculture e dipinti, dei quali il più rilevante è la Deposizione di Luca Signorelli; Chiesa di Santa Maria, del 1486, con un affresco del Pinturicchio; Chiesa abbaziale romanica dei SS. Ippolito e Cassiano; Monastero di Monte Corona; Abbazia di San Salvatore di Monte CoronaSarebbe stata fondata, secondo la tradizione, nell'XI secolo da San Romualdo. È divisa in 2 livelli: la cripta e la chiesa superiore. La cripta è un ampio locale diviso in cinque navate ornate da colonne in vari stili. La chiesa superiore è a tre navate e ha due parti distinte: la più antica, che comprende il presbiterio e il coro, destinata alle funzioni dei monaci, l'altra, più recente, riservata ai fedeli. Essa conserva anche resti di affreschi ed un coro ligneo pregevole. L'attuale campanile è ottagonale e circolare e forse è nato come torre di difesa. Non molto distante dall'Abbazia si trova l'Eremo, un antico monastero fondato dai padri Camaldolesi e Coronesi nel XVI secolo. L'Eremo si trova in quota (705 m) e il percorso, costellato da edicole votive, si snoda circondato da boschi di castagni e faggi. Nell'ottobre del 2008 papa Benedetto XVI ha elevato la chiesa abbaziale alla dignità di basilica minore.

Architetture civili Rocca medievale