Il Casato d'Avalos (anche menzionati nelle fonti come Dávalos, Ávalos, Ábalos, de Ávalos, Avalo, Abalón) è una famiglia aristocratica di origine spagnola diramatasi anche in Italia a partire dal XV secolo. Il ramo italiano della famiglia fu titolare di numerosi feudi nel regno di Napoli fino all'eversione della feudalità e nel ducato di Milano, annoverando al suo interno diversi personaggi di rilievo in ambito politico, militare ed ecclesiastico.
I d'Avalos ebbero inoltre nella persona di Cesare Michelangelo d'Avalos il trattamento di Principe del Sacro Romano Impero e il diritto di battere moneta. La famiglia detenne per 195 anni il titolo (sia pure divenuto sostanzialmente onorifico alla metà del XVI secoloRosario Villari, Note Sulla Rifeudalizzazione Del Regno Di Napoli Alla Vigilia Della Rivoluzione Di Masaniello. II. Congiura Aristocratica e Rivoluzione Popolare. Studi Storici, vol. 6, no. 2, 1965, pp. 295–328.), di Gran Camerario o Camerlengo, uno dei Sette grandi Offici del regno di Napoli.Crollalanza, p. 71
Storia Origini I d'Avalos (in Spagna il cognome viene menzionato più spesso come Dávalos e, talora, anche Abalón) avrebbero avuto, secondo la tradizione, origine visigota. Le prime informazioni storicamente attendibili menzionano la famiglia in relazione ad una donazione effettuata da un certo Ximeno de Avalos a beneficio del Monastero Reale di San Millán de la Cogolla datata 1162.Garibay y Zamalloa, p. 106 Tale notizia, riportata dallo storico Esteban de Garibay y Zamalloa nel capitolo 13 del libro 12 del suo trattato "Los quarenta libros del compendio historial de las crónicas y Universal historia de estos Reinos de España" afferma inoltre come Ximeno fosse una persona di riguardo, cavaliere con possedimenti nel villaggio di Ábalos nella regione de La Rioja. Vari discendenti della famiglia passarono in Aragona e, quindi, in Andalusia, distinguendosi nelle plurisecolari operazioni militari della Reconquista.
Il primo Dávalos ad assurgere ad una rilevanza politica significativa fu Lope Fernández Dávalos, il quale fu inoltre il primo esponente della famiglia a stabilirsi nel regno di Castiglia e León, durante il regno di Ferdinando IV di Castiglia. Distintosi nei conflitti contro il sultanato di Granada, è attestato quale alcaide di Ubeda nel 1334.Revista de historia y de genealogía española: Volume 1, p. 521
Alla fine del Trecento un bisnipote del sopracitato personaggio, Ruy López Dávalos (detto anche Rodrigo) era divenuto Connestabile di Castiglia nonché Adelantado mayor de Murcia y camarero mayor y gran valido di Enrico III, re di Castiglia e di León.Historia genealogica de la Casa de Lara: justificada con instrumentos y escritores de inviolable fe, Volume 1, p. 257 Ruy López fu il capostipite di diverse branche della famiglia, diramatesi a Toledo, in Aragona, nella regione di Murcia, ed in Perù. A queste vanno aggiunte quelle originatesi dal fratello di Ruy, Lope Ruiz (sposatosi con Mencía de Cervatos, esponente della nobiltà minore di Murcia; morto nel 1405). Tra i discendenti di Lope troviamo personaggi di rilievo quali il regidor di Murcia Sancho Dávalos ed il cardinale Gaspar de Ávalos de la Cueva. Lo storico Edward Cooper fornisce un'utile tavola genealogica che ricostruisce le relazioni di Ruy López e Lope Ruiz e dei loro discendenti con diverse famiglie della regione di Murcia.Castillos señoriales en la Corona de Castilla, volume 1, p. 143
Ruy López Dávalos si sposò tre volte. Da questi matrimoni ebbe dieci figli che raggiunsero l'età adulta.
Dal matrimonio con la prima moglie, Maria Gutierrez de Fontecha, ebbe due maschi ed una femmina.: Pedro López Dávalos: fu signore di Arjona e di Higuera, sposò Maria de Orozco Figueroa, figlia di Lorenzo I Suárez de Figueroa. Diego Lopez Dávalos: signore di Arenas e di Colmenar, sposò Leonor de Ajala, figlia di Pedro López de Ayala y Guzmán signore di Fuensalida. Leonora Dávalos: fu moglie di Men Rodríguez de Benavides, signore di Santisteban.
Il secondo matrimonio fu con Elvira de Guevara (sorella di Pedro Vélez de Guevara, signore di Guevara e Oñate e di Beltrán Vélez de Guevara, conte di Tahalú), dalla quale ebbe due maschi e due femmine.: Beltran López Dávalos y Guevara (erroneamente ritenuto essere, dall'Imhoff e da altre fonti, padre di Innico de Guevara, Conte di Potenza nel Regno di Napoli).La confusione dei genealogisti deriva probabilmente dal fatto che i genitori di Innico de Guevara furono Pedro Vélez de Guevara (fratello della succitata Elvira de Guevara e il cui padre si chiamava Beltran Vélez de Guevara) e Costanza de Tovar, la quale sposò in seconde nozze Ruy López Dávalos. Mencía López Dávalos: prima moglie di Gabriel Fernández Manrique, I duca di Galisteo e I Conte di Osorno. Costanza Dávalos: moglie di Luis Maza de Lizana.Historia genealogica de la casa de Silva, p. 667 Hernándo López Dávalos: signore di Arcos, sposò Maria Carrillo y Palomeque, figlia di Alfonso Carrillo. Hernándo López fu il nonno del regidor Hernando Dávalos (c. 1475-1533), noto per la sua partecipazione alla rivolta dei comuneros.
L'ultimo matrimonio fu con Costanza de Tovar (figlia di Sancho Fernández de Tovar, signore di Caracena e Cevico de la Torre e della sua consorte Teresa de Toledo), dalla quale ebbe tre figli.: Íñigo Dávalos Alfonso Dávalos Rodrigo Dávalos: sposò Mencia Carrillo.
Dal primo di questi tre figli, noto in italiano come Innico d'Avalos, si sarebbe originato il ramo italiano principale dei d'Avalos. Da un figlio di Alfonso, Rodrigo d'Avalos invece ebbe origine il ramo dei d'Avalos di Ceppaloni.
Strettamente associati ai d'Avalos nella fase del loro arrivo nel regno di Napoli al seguito di re Alfonso troviamo vari esponenti della famiglia Guevara, in particolare Íñigo (o Innico) de Guevara, loro fratellastro in quanto figlio della medesima madre, Costanza de Tovar. È possibile che anche un altro Guevara, Fernando (menzionato in italiano come Ferdinando o Ferrante), fratello del succitato Íñigo fosse presente nel novero di coloro che accompagnarono re Alfonso. A sottolineare questo legame il poeta catalano Chariteo scrisse: Frutto d'un sol terren da due radici, duo Avoli e duo Guevaro, antique genti bellicosi e terror degli inimici.Citazione riportata in Benedetto Croce, La Spagna nella vita italiana durante la rinascenza, 1917, p. 35
Ramo italiano I d'Avalos rappresentarono una delle casate più importanti del regno di Napoli a partire dal XV secolo. I fratelli Iñigo, Alfonso e Rodrigo, figli di Ruy López Dávalos, conte di Ribadeo, giunsero nella penisola italiana al seguito del re Alfonso V d'Aragona, asceso al trono di Napoli nel 1442.Luise, 2006, p. 29
La casata fu titolare di numerosi feudi (tra i più importanti i marchesati di Pescara e di Vasto) e registrata tra i patrizi di Napoli del Sedile di NiloTopografia universale della città di Napoli in Campagna Felice e note enciclopediche storiografiche di Niccolò Carletti, p. 114, poi nel Libro d'Oro.
Innico I d'Avalos (1414-1484), favorito di Alfonso V d'Aragona, sposò Antonella d'Aquino (?-1493), ultima discendente della famiglia dei d'Aquino; i loro eredi usarono il cognome d'Avalos d'Aquino. Innico ottenne la contea di Monteodorisio ed il marchesato di Pescara dalla moglie. Alfonso II d'Avalos (1465-1495), il maggiore dei figli superstiti della coppia, avrebbe ereditato il titolo di marchese di Pescara, mentre Innico II d'Avalos (1467-1503), figlio cadetto della coppia, divenne il primo marchese del Vasto.
Un ramo collaterale della famiglia fu quello di Ceppaloni, che ebbe origine da Rodrigo (figlio di Alfonso, fratello di Innico I d'Avalos), al quale venne concesso nel 1529 dall'imperatore Carlo V d'Asburgo il feudo dell'omonimo borgo, già possedimento del ribelle Giacomo Antonio della Marra. Rodrigo sposò in seconde nozze Feliciana de Gregorio, nobile di Benevento entrando così nel possesso del feudo rustico di Villafranca, nel contado di Benevento.Ricca, vol. 1, pp. 284-285 A Rodrigo successe il primogenito Alfonso che sposò Costanza Caracciolo d'Aragona dalla quale ebbe vari figli, tra cui Rodrigo che ereditò il feudo di Ceppaloni, venduto nel 1572 ai Coscia.Ricca, vol. 1, p. 288
Questo ramo fu iscritto anche nella nobiltà di Benevento e si estinse agli inizi del Seicento.Filiberto Campanile, L'armi, overo Insegne dei nobili, scritte dal signor Filiberto Campanile ..., Napoli, 1680, p. 163.Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, ed. Pro Loco di Ceppaloni, 2011. ISBN 978-88-906209-0-4
Alfonso II ebbe un unico figlio, Fernando Francesco d'Avalos (1490-1525), condottiero, noto per il suo ruolo di primo piano nella battaglia di Pavia e marito di Vittoria Colonna (ca. 1490-1547). Fernando Francesco non ebbe tuttavia figli da questo matrimonio. Il castello aragonese di Ischia, di proprietà dei d'Avalos, fu sede di un cenacolo culturale: Vittoria Colonna vi si era sposata e vi risiedette dal 1501 al 1536, insieme alla zia Costanza, circondate dai più prestigiosi artisti del tempo.Carbone, p. 52 Alla morte di Fernando Francesco il titolo di marchese di Pescara passò al cugino, l'unico figlio maschio di Innico II, ovvero Alfonso III d'Avalos (1502-1546). Quest'ultimo, anch'egli rinomato generale, acquisì il titolo di cavaliere del Toson d'Oro e fu governatore di Milano dal 1538 al 1546. Il figlio primogenito di Alfonso III, Francesco Ferdinando d'Avalos (1530-1571), ricoprì importanti incarichi governativi, venendo nominato nel 1560 governatore del Ducato di Milano (posizione che mantenne fino al 1563) e nel 1568 viceré di Sicilia. La linea principale della famiglia continuò con Alfonso Felice d'Avalos (1564-1593), importate militare, comandante della cavalleria spagnola nella vittoriosa battaglia di Zutphen.
I marchesi di Pescara e del Vasto dopo la scomparsa del ramo principale della famiglia In seguito alla morte senza eredi maschi di Alfonso Felice i titoli e i possedimenti del ramo principale della famiglia passarono ad un ramo secondario dei d'Avalos, nella persona di Innico III d'Avalos (1578-1632). Quest'ultimo era il figlio secondogenito di Cesare d'Avalos (1536-1614), uno dei figli cadetti di Alfonso III d'Avalos. Innico III sposò nel 1583 la figlia maggiore di Alfonso Felice, Isabella d'Avalos (1585-1648), strategia matrimoniale finalizzata ad evitare la dispersione del patrimonio familiare. A partire da Innico III la cittadina abruzzese di Vasto diviene la residenza stabile e il centro dei possedimenti della famiglia d'Avalos, che vi promosse la costruzione di vari edifici civili e religiosi, volti ad abbellirla e accrescerne il prestigio. Tra i figli di Innico III troviamo Ferdinando (o Ferrante) Francesco d'Avalos (?-1648), il quale acquisì l'importante città di Lanciano e sulla cui testa il 18 ottobre 1647, Gennaro Annese pose mille ducati di taglia; Diego I d'Avalos (?-1697), che aggiunse ai suoi possedimenti la città di Isernia, ottenendo il titolo di principe su tale possedimento e fu inoltre responsabile della costruzione e del restauro di diversi luoghi di culto a Vasto e promotore dello stabilimento nella città del collegio di Clerici regolari della Madre di Dio.
Cesare Michelangelo d'Avalos (1667-1729), figlio terzogenito di Diego I, succedette al padre quale marchese di Vasto e Pescara e quale principe di Isernia, a causa della morte del fratello maggiore Ferdinando Francesco (1651-1672) e del figlio di questi Diego (1672-1690). Cesare Michelangelo, figura alquanto marginale nel regno sino alla fine del XVII secolo, ebbe tuttavia un ruolo di primo piano nella congiura di Macchia e nella guerra di successione spagnola, schierandosi con la fazione imperiale.
Quale ricompensa dei suoi servigi nel 1704 Cesare Michelangelo d'Avalos fu elevato dal Sacro Romano Imperatore Leopoldo I d'Asburgo al rango di principe del Sacro Romano Impero con il diritto di battere moneta e nominare conti.Vienna, 12 marzo 1704, vedi:
I principi di Montesarchio e di Troia