Il cane domestico (Canis lupus familiaris ) è un mammifero appartenente all'ordine Carnivora e alla famiglia Canidae. Con l'avvento della domesticazione, si è distinto dal lupo, di cui è considerato una sottospecie o, dalla maggior parte degli autori, una forma neotenica.
Si tratta di un canino di taglia da piccola a grande, dotato di una plasticità fenotipica molto variabile. Il mantello può essere corto o lungo, ispido o morbido, liscio o riccio, con una borra (sottopelo) di cui molte razze fanno la muta. Il colore varia a seconda della discendenza: bianco, nero, rosso, marrone, ecc. La testa può essere brachicefala, mesaticefala o dolicocefala. La punta del tartufo ha la caratteristica forma a cuore. La coda varia in forma e lunghezza, tanto che in alcune razze è assente. Alcune razze dispongono di un quinto dito vestigiale sugli arti posteriori, che serve per facilitare le camminate o arrampicarsi.J. R. Castelló, Canids of the World, Princeton, 2018, p. 112, ISBN 978-0-691-17685-7
Origine La domesticazione del cane domestico da parte dell'uomo ha origini antichissime e il cane risulta il primo animale domesticato dall'essere umano, usato come aiutante nella caccia.
Antichi resti fossili di lupo furono ritrovati presso uno stanziamento umano in una tomba natufiana, e risalgono a - anni fa, ma l'origine del rapporto fra le due specie si colloca molto più indietro nel tempo, ovvero fra e anni fa.https://www.newscientist.com/article/2489648-your-pet-dogs-ancestor-was-a-fierce-wild-animal-how-was-it-tamed/ Lo studio di un cranio di un "canide simile a un cane", un proto-cane geneticamente analizzato e più vicino al cane moderno che non al lupo dell'epoca, rinvenuto nei monti Altaj in Siberia, nel sito paleolitico Eliseevichi-1 nella regione Bryansk della Russia centrale, ha retrodatato di molte migliaia di anni la domesticazione dei primi proto-cani; altri ritrovamenti di possibili tracce di protocanidi, ovvero i crani di "Goyet" e "Mezine", risalgono a più di anni fa e, anche se la questione viene ancora dibattuta, è stato proposto che le diverse razze canine moderne non abbiano un unico progenitore comune, ma discendano da diversi distinti processi di domesticazione di alcuni lupi in diverse epoche e in diverse aree del mondo.Le Scienze n. 523, marzo 2012 p. 28
Nel 2001, la popolazione stimata di cani era di 400 milioni.Coppinger, Ray (2001). Dogs: a Startling New Understanding of Canine Origin, Behavior and Evolution
Etimologia La parola cane deriva dal latino canis. Il prefisso cino- (usato in molti termini composti, come cinofilia) deriva dal greco kyon / kynòs (κύων, κυνός, ὁ); tale radice è comune a tutte le lingue indoeuropee, tra cui anche il sanscrito (śvā́).. Riferimento attuale: cane . Per l'indoeuropeo si veda tra l'altro https://indo-european.info/pokorny-etymological-dictionary/ sotto la voce k̂u̯on-, k̂un.
Biologia
Il cane domestico ha una grande variabilità nelle caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (per i diversi luoghi di provenienza) e per le varie razze nate nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo (suo compagno fin dall'età preistorica). Il peso dell'adulto può variare dai 500 g del chihuahua ai 140 kg del San Bernardo. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l'anno (mentre il lupo ha un unico periodo d'estro l'anno): questa caratteristica è dovuta in parte alla selezione effettuata nei secoli dall'uomo (per facilitare l'allevamento), in parte alla selezione naturale. Tuttavia, in cani particolarmente primitivi, come il cane lupo cecoslovacco, il cane lupo di Saarloos, il basenji o il mastino tibetano, l'estro avviene una sola volta l'anno e talora viene inibito da condizioni ambientali sfavorevoli, come, ad esempio, conflitti sociali tra cani che convivono.
Il cane domestico teme il caldo a cominciare dai 25º. Essendo dotato unicamente di ghiandole sudoripare in naso e cuscinetti delle zampe, già a questa temperatura può ricevere danni permanenti. L'esposizione diretta al sole sarebbe da evitare, in quanto il folto mantello, sia a pelo lungo che corto, è progettato per resistere alle gelate invernali, ma non permette la dispersione diretta del calore attraverso la pelle.
Per tutte le razze il periodo di gestazione è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali) sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell'educazione e nel comportamento del cane.
I predatori del cane sono, in maggioranza, il lupo, la tigre e l'uomo. Storicamente il consumo umano di carne di cane è stato registrato in numerose parti del mondo, compresi Est e Sud-est asiatico, Africa occidentale, Europa, Oceania e America. Nel XXI secolo alcuni dei Paesi in cui è consumata la carne di cane sono la Cina, la Corea e il Vietnam. Molte culture vedono il consumo di carne di cane come una parte della loro tradizionale e quotidiana cucina, mentre altre - come quelle occidentalizzate - lo considerano un tabù, nonostante l'abbiano consumata in tempi di guerra o carestie.
Il cane viene generalmente considerato onnivoro, ma non è in grado di metabolizzare efficientemente la teobromina contenuta nel cacao e nel cioccolato; pertanto, in caso di ingestione di tali alimenti, sono possibili conseguenze negative per la salute, anche gravi.
Apparato riproduttore L'apparato riproduttore maschile nel cane è costituito da pene, scroto, testicoli, tubuli seminiferi, dotti efferenti, epididimi, dotti deferenti e ghiandole accessorie (ampolle e prostata). Nel cane mancano le vescicole seminali.
I testicoli producono le cellule germinali maschili (spermatozoi) e gli androgeni, che conferiscono all'animale adulto le caratteristiche maschili. Il processo di produzione degli spermatozoi è detto spermatogenesi.
Il pene dei cani è provvisto di osso penico.
Infanzia Per infanzia del cane si intende quel periodo in cui i cani vengono nominati “cuccioli”, quindi i primi mesi della loro vitaPier Angelo Pesce, Il mio cane, Editoriale Olimpia, Firenze, 1986. È un periodo molto delicato, durante il quale i cuccioli devono ricevere molte cure, soprattutto nei primi due giorni di vita. Al momento della nascita, i cuccioli hanno gli occhi chiusi, infatti solo intorno al decimo giorno di nascita le palpebre si aprono, permettendo la visione. Anche il senso dell'udito si sviluppa bene verso il decimo giorno di vita. Grazie all'allattamento naturale ricevono un buon nutrimento, infatti al sesto giorno riescono già a raddoppiare il loro peso e a triplicarlo intorno al trentesimo; inoltre, più la cucciolata è piccola, maggiore è il sostentamento. In questo periodo di allattamento sono soggetti alla verminosi, quindi, verso la terza o quarta settimana, è bene ricorrere allo sverminamento con prodotti adatti.
Dopo le due settimane di vita, i cuccioli hanno acquisito abbastanza forza da potersi muovere, camminare e giocare fra loro, così da iniziare a scoprire ciò che li circonda; bisogna evitare però che stiano in luoghi umidi e freddiPier Angelo Pesce, Il mio cane, Editoriale Olimpia, Firenze, 1986. Nel primo mese compaiono i primi denti che, però, non sono subito forti e resistenti
Dopo le cinque settimane possono essere avviati allo svezzamento, nel quale deve essere sostituito gradualmente il latte materno con della carne, fino ad arrivare al completamento del secondo mese, che sancisce la fine di questo processo. Dalla nascita fino al terzo mese di vita, i pasti regrediscono da 6 a 3 al giorno, così da assumere un'alimentazione da cane adulto.
Compiuto lo svezzamento, il cucciolo comincia a essere indipendente dalla madre, gli è necessario il movimento all'aria aperta e la luce del sole per uno buono sviluppo muscolare.
Nel periodo dell'"infanzia" il cucciolo ha necessità della compagnia, infatti non dovrebbe essere mai lasciato da solo, ma è preferibile che stia insieme ad altri cani della sua stessa età.
Dai quattro mesi in poi il cane entra nella fase dell'"adolescenza", che durerà fino intorno ai diciotto mesi.
Senso dell'olfatto
Il cane ha un senso dell'olfatto molto sviluppato; la corteccia olfattiva ha un ruolo predominante nel cervello del cane, analogamente a quanto avviene per la corteccia visiva dell'uomo. Si stima che i cani abbiano un olfatto molte volte più sviluppato, quindi più efficace per le varie necessità, di quello umano.
Parte fondamentale del suo processo di riconoscimento degli odori è la conformazione del suo naso (il tartufo o rinario) e soprattutto la potente mucosa interna, . Il tartufo rappresenta l'estremità terminale del naso del cane. L'impronta delle circonvoluzioni che lo contraddistinguono è specifica dell'individuo e, al pari delle impronte digitali dell'essere umano, . La mucosa che riveste internamente il naso del cane svolge gli stessi compiti di quella di qualsiasi altro mammifero. All'estremità del tartufo si trovano le froge o cavità per aspirare l'aria e, come in altri mammiferi, al confine mucosocutaneo, ci sono vibrisse laterali, grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti.
Oltre all'olfatto, il naso del cane ha molte funzionalità aggiuntive. La maggior parte delle ghiandole sudoripare del cane è concentrata nella mucosa interna del tartufo, cosa che lo rende importante dal punto di vista della regolazione termica. Inoltre, esso è dotato di recettori del freddo che recepiscono l'evaporazione dell'umidità causata dalle correnti d'aria, e consentono al cane una notevole precisione nel determinare la direzione di provenienza degli odori. Questa caratteristica è stata sfruttata dall'uomo per l'addestramento di cani per la ricerca di animali, persone, tartufi, o sostanze particolari, come stupefacenti o esplosivi. La ricchezza di terminazioni nervose rende il naso del cane in grado di rilevare anche le radiazioni termiche, come i serpenti.
Colore del mantello
Al 2022 si conoscono quindici loci genici che governano le molteplici manifestazioni fenotipiche dei colori e tipi di associazione dei colori del mantello delle varie razze canine. Questi loci interagiscono in modo complesso e in parte sconosciuto tra loro nel determinare le manifestazioni visivamente apprezzabili del mantello, espressione della penetranza degli alleli implicati. Inoltre, è nota la correlazione tra i colori del mantello e alcune manifestaazioni patologiche collegate a disturbi uditivi, visivi e neurologici.
Intelligenza
Apprendimento
Il cane è un animale sociale che, al contrario di quanto molti asseriscono, non vive in un branco gerarchicamente organizzato. Studi sui cani randagi, in particolare quelli dell'équipe del dottor BonanniNature Magazine, 8 aprile 2010, dimostrerebbero che il concetto di gerarchia lineare nel cane è alquanto inverosimile; semmai, esisterebbe un comportamento di competenze condivise fra molti e non sempre. In realtà, vista la storia evolutiva del cane, si può parlare sia di partnership (relazione con mutuo vantaggio fra le parti) sia di leadership (relazione con vantaggio maggiore di una delle due parti) a seconda delle circostanze e di come si formano i gruppi sociali.
Il cane non è più un lupo e quindi non lo si può definire esattamente come animale da branco, ma nella famiglia umana lui vede un "gruppo sociale" paragonabile (a grandi linee) al branco naturale. Alcune osservazioni sul lupo hanno riscontrato che i branchi sono soprattutto familiari (i due riproduttori sono alla guida dei propri figli, spesso di cucciolate di anni diversi); altri studiosi hanno osservato il comportamento di branchi formatisi dall'unione di gruppi diversi, con modalità molto diverse rispetto a quelle dei branchi familiari.