Nel 1847, nel Regno delle Due Sicilie, già primo stato al mondo a far navigare in mare aperto (27 settembre 1818) un battello a vapore, il Ferdinando I, fu sperimentata per la prima volta nella penisola italiana la propulsione a elica. Il vapore, in ferro, si chiamava Giglio delle Onde, di 143 tonnellate e con macchina della forza di 50 cavalliLamberto Radogna, Storia della marina mercantile delle Due Sicilie (1734-1860), Mursia, Milano 1978, 69. Entrò in servizio il 17 maggio 1847, collegando la capitale Napoli con i porti della Calabria, con Messina, Gallipoli e Taranto.
Nel marzo del 1848, a seguito dell'insurrezione siciliana, dopo aver effettuato vari trasporti di truppe e materiali, fu catturata dagli insorti che la impiegarono anche loro come trasportoLa rivoluzione di Napoli nel 1848: "Per assicurare l'esito, il Parlamento siciliano aveva levato un corpo di ottocento uomini che, sotto la condotta del colonnello piemontese Ribotti, il quale si era battuto in Ispagna nelle file di Don Carlos, doveva passare il Faro e recarsi in Calabria. Molti giovani, delle primarie famiglie, vaghi di fama, si erano arruolati in quel corpo. Un manipolo di artiglieri governava sei pezzi di campagna. La spedizione si raccolse in parte a Messina, col proposito di toccar Reggio o Scilla ed entrar presto in azione. Ma i vapori da guerra, che percorrevano la spiaggia, attraversarono tale disegno. Da un battello siciliano, il Giglio delle Onde, fummo condotti a Milazzo, e quivi, raggiunti quelli che venivano da Palermo, ci imbarcammo sul Vesuvio per cercare di approdare a Paola." portarono a Malta dove fu venduta alla marina austriaca che la ribattezzò SeemoweLamberto Radogna, op. cit., 273.
Note
Bibliografia Lamberto Radogna, Storia della Marina Mercantile delle Due Sicilie, Ugo Mursia Editore, Milano, 1982 Arturo Fratta (a cura di), La fabbrica delle navi, Electa 1990
Categoria:Regno delle Due Sicilie Categoria:Marina mercantile italiana