Oltre che per l'attività artistica è conosciuto per l'impegno politico profuso attraverso la musica, i testi delle sue canzoni, i concerti e gli atteggiamenti che mostra in pubblico.Pelù, rocker politico a tutto tondo, Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2014 È considerato uno dei più amati e influenti rocker della musica italiana.

Biografia Nato e cresciuto a Firenze da genitori della provincia di Massa-Carrara, Giovanni, radiologo, e Cristina, casalinga. Si avvicina alla musica rock a 8 anni, con l'acquisto della prima chitarra, una Eko Eldorado. Due anni dopo, a Parigi, rimane folgorato in un negozio di musica da Paranoid dei Black Sabbath e, in particolar modo, dalla chitarra di Tony Iommi. Il primo disco che comprò personalmente fu invece Revolver del gruppo The Beatles. Nel 1976, assiste al suo primo concerto di musica rock: quello dei New Trolls.

Da giovane inizia ad appassionarsi alla musica, ma soprattutto al canto, mentre frequenta il liceo classico, divenendo il frontman di una band liceale, i Mugnìons, dal nome del fiume Mugnone, che da Fiesole scende a Firenze e che passava adiacente al condominio dove abitava la famiglia Pelù. Piero, in quel periodo, iniziò a farsi chiamare con l'appellativo di Pierotten, in onore a Johnny Rotten e anche perché il termine rotten significa marcio, considerato un bell'aggettivo per chi frequentava il punk. Dopo il diploma di maturità classica nel 1980 presso il liceo Michelangiolo di Firenze, parte per un viaggio a Londra ispirato dal punk inglese, deciso a trasferirsi per sempre nella capitale inglese, ma, deluso dai punk da lui considerati imborghesiti, torna a Firenze.

Carriera La nascita dei Litfiba

Tramontato il progetto dei Mugnìons, si unisce ad Antonio Aiazzi, Federico "Ghigo" Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai fondando i Litfiba. Dopo qualche mese di prove la band esordisce in concerto il 6 dicembre 1980, alla Rokkoteca Brighton (che era in realtà un'appendice della casa del popolo di Settignano, una frazione di Firenze). Piero, convinto delle potenzialità della lingua italiana, si fa promotore nella band dell'impegno a comporre "rock italiano cantato in italiano", diventando l'autore principale dei testi di tutte le canzoni della band e grazie alla sua grande teatralità nello stare sul palco, affermandosi anche come il frontman carismatico.

In poco tempo i Litfiba accumulano un grande numero di concerti in giro per l'Italia e nel giugno 1982 vincono il 2º Festival Rock Italiano tenutosi a Bologna, dove presentano il loro primo EP autoprodotto fresco di stampa: Guerra (Maso Rec). Nonostante il riscontro positivo tra pubblico e critica il gruppo fatica a trovare una casa discografica che li metta sotto contratto. Nel frattempo collaborano con la compagnia teatrale Krypton e curano la colonna sonora del loro spettacolo Eneide di Krypton, che verrà pubblicata dalla Suono Edizioni Musicali e nel dicembre '83 suonano in Francia al Festival Trans Musicales di Rennes riscuotendo un buon consenso.

1985-1989: la Trilogia del potere

La band viene notata da un giovane produttore, Alberto Pirelli, che decide di scritturarli e fondare la I.R.A. Records, una nuova etichetta discografica indipendente con la quale i Litfiba pubblicheranno nel 1985 il loro primo album, Desaparecido. Ad esso faranno seguito 17 re (1986), primo doppio album della storia della musica indipendente italiana e considerato uno dei capisaldi e mai contestati della new wave italiana, e il più rockeggiante Litfiba 3 (1988). È la trilogia del potere: tre album basati sul rifiuto del totalitarismo.

Durante questo periodo, sviluppano una personale chiave di lettura della new wave coniugando i suoni mediterranei con le atmosfere anglosassoni, uno stile del tutto particolare che gli permette di farsi notare anche all'estero. Di questa produzione musicale fanno parte anche i live 12-5-87 (aprite i vostri occhi) e Pirata (1989), quest'ultimo disco vede il loro passaggio alla CGD, sussidiaria della major Warner, e trainato dal singolo Cangaceiro, diventa disco d'oro e li consacra come gruppo rock di successo.

In questa fase di cambiamenti i Litfiba vengono segnati dall'abbandono del bassista Gianni Maroccolo e dall'improvvisa scomparsa del batterista Ringo De Palma, che suonava con Pelù già ai tempi dei Mugnions e al quale era legato da una profonda amicizia. La band è costretta così a reinventarsi ma gli unici titolari del marchio rimarranno il cantante (fino al 1999) e il chitarrista Ghigo Renzulli.

1990-1997: la Tetralogia degli elementi Durante gli anni novanta, i Litfiba si propongono prima con un grintoso rock/grunge, successivamente con un dance pop rock, riscuotendo successo. È il decennio della tetralogia degli elementi: quattro album ispirati, nei testi e nelle sonorità, ai quattro elementi naturali: in ordine cronologico, il fuoco (El diablo), la terra (Terremoto), l'aria (Spirito) e l'acqua (Mondi sommersi). Numerose anche le raccolte e le iniziative in VHS. In tutto i Litfiba venderanno quasi due milioni di copie, che si sommano al milione di copie venduto con Infinito, nel 1999.

Tuttavia le tensioni artistiche e personali fra il cantante e il chitarrista sulla gestione della band diventano sempre più marcate. Al termine dellInfinito Tour Piero Pelù decide di abbandonare i Litfiba (nel cui gruppo è sostituito da Cabo) dedicandosi alla carriera solista. L'ultimo concerto del cantante con i Litfiba è al Monza Rock Festival 1999.

In un'intervista del 1999 su MTV/Rete A, Piero Pelù commenta con le seguenti parole l'abbandono dai Litfiba: "Sarà come una festa di laurea per me, perché fino ad ora, diciamo, considero questi begli anni con Ghigo una gran bella palestra. Da oggi si incomincia a lavorare sul serio.".

1999: il debutto da solista Pelù debutta come solista nel 1999, quando è ancora impegnato nellInfinito Tour con i Litfiba, con il singolo Il mio nome è mai più firmato con Ligabue e Jovanotti, i proventi commerciali del disco sono devoluti a Emergency (in relazione alla guerra nella ex Jugoslavia). Lo stesso anno è chiamato da Mina per incidere Stay with me, una cover in italiano di Stay delle Shakespears Sister, inclusa nel disco Olio di Mina.

La prima apparizione televisiva da solista avviene nel programma Francamente me ne infischio condotto da Adriano Celentano, con il quale si esibisce in duetto interpretando Svalutation. Nella stessa serata presenta una sua versione del brano Pugni chiusi de I Ribelli, che successivamente verrà inciso e pubblicato nel singolo di Io ci sarò.

È invece del 2000 la pubblicazione del libro autobiografico Perfetto difettoso, scritto in collaborazione con Massimo Cotto. Pochi mesi più tardi pubblica il suo primo album Né buoni né cattivi, trainato dai singoli Io ci sarò, Toro loco, Buongiorno mattina e Bomba boomerang. Con questo album si apre ufficialmente la carriera solista di Pelù. Ad accompagnarlo il Supercombo composto dagli altri ex turnisti che hanno suonato nell'ultima formazione dei Litfiba e che l'hanno seguito, con l'aggiunta del chitarrista emiliano Cristiano Maramotti. Da segnalare la collaborazione nel brano Il segno con Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi e di Eliades Ochoa su Aquilone. Debutta dal vivo allHeineken Jammin' Festival a Imola come ospite principale; seguirà un tour nei palasport, allestendo uno spettacolo condiviso con trampolieri, mangiafuoco e giocolieri, in pieno stile "circense". Nel 2001 partecipa al Festival di Sanremo come ospite speciale, durante il quale lanciò un appello contro l'uso delle mine antiuomo, e al Concerto del Primo Maggio a Roma.

Nel 2002 arriva nei negozi il secondo album U.D.S. - L'uomo della strada già disco di platino ancora prima di essere pubblicato, nel quale Pelù duetta con Anggun nel brano Amore immaginato. Successivamente pubblica il 100% Live, EP del 2003 con quattro tracce live tratte dal Né buoni né cattivi tour e il terzo album Soggetti smarriti (2004) che chiude la "trilogia dei sopravvissuti" e viene accompagnato dall'uscita dei singoli Prendimi così, Dea musica e Soggetti smarriti. In occasione della registrazione di quest'ultimo lavoro, più intimista, arriva un'altra doppia collaborazione con Gianni Maroccolo per i brani Anche a piedi e Fugge l'abbraccio (pubblicato sul disco di quest'ultimo).

Pochi mesi più tardi pubblica il DVD Tra cielo e terra, testimonianza live di un concerto registrato a Pescara nello stadio Del Mare, tenutosi davanti a persone durante una data estiva del Soggetti smarriti tour.

Il 2 luglio 2005 al Circo Massimo di Roma prende parte al Live 8, concerto in favore della cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo, assieme a Zucchero Fornaciari, Duran Duran, Renato Zero, Claudio Baglioni, Planet Funk, Jovanotti e Luciano Ligabue. In ottobre pubblica la raccolta Presente, con i suoi principali successi più due pezzi inediti: Nel mio mondo, dedicato a Don Andrea Gallo, e Presente. L'album verrà distribuito anche in un'edizione limitata con allegato un DVD con inclusi tutti i videoclip realizzati fra il 1999 e il 2005. A novembre il video di Nel mio mondo riceve il Premio Speciale del Future Film Festival "per la migliore opera videomusicale realizzata con le nuove tecnologie creative, grazie all'alta qualità artistica ottenuta dal compositing che mescola le riprese dal vero con l'animazione". Piero ritira il premio presso l'università IULM di Milano accompagnato da Don Gallo.

Il suo primo periodo come solista è caratterizzato dalla volontà di prendere le distanze dal passato (in quel periodo si taglierà anche i capelli), per poi riconciliarsi gradualmente con esso e, nel 2005, dopo averne acquistato i master originali, pubblica un nostalgico '99 Live, testimonianza dell'ultimo suo tour con i Litfiba. Nel 2005 realizza, in collaborazione con i Bisca, per la colonna sonora del cartone animato L'alba del giorno prima, prodotto da Lanterna Magica e con la regia di Tiziana Vasta, il brano Il tuo futuro. Progetto realizzato sotto il patrocinio della Commissione europea, che si inserisce nel programma di sensibilizzazione sui problemi dell’ambiente. Sempre con la band napoletana Pelù duetta nel brano Sono come tu mi vedi, contenuto nel disco Ah! pubblicato da Rai Trade. Successivamente duetta anche con i Modena City Ramblers nelle cover di La guerra di Piero di Fabrizio De André e Viva l'Italia di Francesco De Gregori, contenuti nell'album Appunti partigiani; mentre con Edoardo Bennato partecipa nell'album La fantastica storia del Pifferaio Magico, reinterpretando La città trema.