Biografia Pier Leone Ghezzi nacque a Roma dal pittore Giuseppe Ghezzi (1634–1721), maestro di Antonio Amorosi e segretario dell'Accademia di San Luca in Roma, e da Lucia Laraschi. Fu sempre molto legato a Comunanza, patria della sua famiglia d'origine: fu infatti nipote del pittore ed architetto Sebastiano Ghezzi, padre di Giuseppe.
Fu lo stesso Giuseppe Ghezzi a indirizzare il figlio alla professione di pittore e a scegliere, come suo padrino di cresima, il pittore marchigiano Carlo Maratta.
Pier Leone Ghezzi è celebre per gli affreschi eseguiti nella Villa Falconieri a Frascati (nelle vicinanze di Roma).
Per la Chiesa di San Marcello al Corso a Roma ha dipinto nel 1725 San Filippo Benizi, assistito da Sant'Alessio Falconieri, consegna il libro della regola a Santa Giuliana Falconieri, pala d'altare della cappella dedicata a San Filippo Benizi, la quinta della navata sinistra.
Tra le altre opere, nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, situata a Comunanza, è conservato il dipinto La Madonna di Loreto, opera del padre, di Pier Leone Ghezzi stesso e di Antonio Amorosi.
Pier Leone eccelse finanche nel genere della caricatura, sia a penna che a guazzo. Queste caricature sono interessanti perché, oltre a descrivere in chiave satirica personaggi o mestieri, contengono didascalie esplicative apposte dall'Autore stesso, utili per una veritiera e vivace ricostruzione della società settecentesca. Ebbe molto successo presso i contemporanei e fu un abile mercante d'arte; le sue opere raggiunsero quotazioni elevate mentre era ancora in vita.
Così scrisse di lui Lione Pascoli: «canta, e suona diversi strumenti, e si è in gioventù divertito col ballo, colla cavallerizza, e colla scherma. Discorre modestamente, non gli mancano erudizioni, ed è eccellente conoscitore delle maniere pittoresche antiche, e moderne. Non è perciò da maravigliarsi, se tratti famigliarmente con molti personaggi, e se da questi sia tenuto in gran conto, e ben sovente, qualora non vi va, mandato a chiamare».
I versi composti da Pier Leone Ghezzi e scritti sul rovescio del suo primo autoritratto su tela (1702), illustrano con efficacia la sua personalità:
Pier Leone son io Di casa Ghezzi che dì 28 giugno Quando al mille e seicento Anni settanta quattro ancor S'aggiunse io nacqui e si congiunse A questi l'età mia di vent'ott'anni Ch'ora nel mille settecentoedue Mi mostra il tempo, e le misure sue Or mentre questo fugge e mai s'arresta Io mi rido di lui e mi riscatto Col dar perpetua vita al mio ritratto.
Il 21 agosto 1695 diviene fratello della Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco di Roma.Erina Russo de Caro, Vicende umane e artistiche della Confraternita delle Santissime Stimmate di S. Francesco, in: Le confraternite romane: Arte, storia, committenza, a cura di C. Crescentini e A. Martini, Roma 2000, pp. 274-278, alla p. 276 Nel 1705 Pier Leone Ghezzi entrò a far parte dell'Accademia di San Luca in Roma, a cui donò il dipinto l'Allegoria della Gratitudine, tuttora in sede. È sepolto a Roma nella chiesa di San Salvatore in Lauro.A. L. Genovese, Monumenta: memoriali di artisti nelle chiese di Roma, Roma 2004, p. 220
Galleria fotografica di caricature e disegni
Note
Bibliografia
Francesco Petrucci, Pittura di Ritratto a Roma. Il Settecento, 3 voll., Andreina & Valneo Budai Editori, Roma 2010, ad indicem Le pietre rivelate. Lo 'Studio di molte pietre' di Pier Leone Ghezzi, manoscritto 322 della Biblioteca Universitaria Alessandrina, a cura di Paolo Coen e Giovan Battista Fidanza, Roma: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2011.
Voci correlate Carlo Maratta Sebastiano Conca Giacomo Zoboli Accademia nazionale di San Luca
Altri progetti
Collegamenti esterni
Federico Hermanin, Un volume di disegni di Pier Leone Ghezzi, Bollettino d'Arte, 2, 1907