I viaggi del Nautilus è il secondo volume di poesie del fiorentino Alberto Caramella, uscito per Le Lettere nel 1997. Il libro è accompagnato da una postfazione di Carmelo Mezzasalma.

L'opera

Con questo libro Caramella prosegue il suo discorso poetico di cinquant'anni di poesia iniziato con Mille scuse per esistere, come dichiara l'autore in esergo. A rinsaldare questo legame non è solo il ricorrere di tematiche comuni, ma, come notato da Mario Graziano ParriMario Graziano Parri, I viaggi del Nautilus in http://www.albertocaramella.it/index.php?option=com_content&task=view&id=40&Itemid=50 anche il numero delle poesie (290 ora, 288 nel precedente volume).

L'opera si apre con una traduzione dell'ode undicesima del primo libro di Orazio (la famosa poesia del carpe diem), con l'intento dichiarato dall'autore stesso in un'intervista:

Insomma, anche in questo volume l'autore vuol celebrare l'estasi della vita come notato nella postfazione da Carmelo Mezzasalma,Carmelo Mezzasalma, in A. Caramella, I viaggi del Nautilus, Firenze, Le Lettere, 1997, p. 307 lo straripante amore per essa (per usare l'espressione dello stesso poeta che così intitola la prima sezione del libro). Ritornano anche temi quali l'infanzia perduta (si veda Destini a p. 128 e Scrivere a p. 286) e il mare come metafora del viaggio verso il recupero di sé.

Edizioni I viaggi del Nautilus, Firenze, Le Lettere, 1997.

Note

Categoria:Raccolte poetiche di autori italiani Categoria:Opere di Alberto Caramella