Il ponte sullo stretto di Messina è un'opera in fase di progettazione per la costruzione di un ponte stradale e ferroviario tra i comuni di Messina e di Villa San Giovanni, sullo stretto di Messina, atto a collegare in modo stabile l'isola di Sicilia alla penisola italiana (e quindi all'Europa continentale).

L'idea di costruire un ponte che colleghi la Sicilia al continente risale a prima dell'unità d'Italia. Il progetto rientra nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo delle reti transeuropee dei trasporti.

Il progetto ufficiale, concepito negli anni 1970, fu elaborato nei successivi anni '80 e '90 dalla società concessionaria Stretto di Messina S.p.A. (SdM) a livello preliminare. Nel 2003 il progetto preliminare venne messo in gara d'appalto internazionale. Dopo l'aggiudicazione dell'appalto al consorzio Eurolink (in qualità di Contraente Generale) nel 2005, il progetto subí ulteriori rallentamenti (nel periodo 2005-2010) e fu poi redatto in una forma definitiva nel periodo 2010-2011 dalla società danese COWI, per conto del Contraente Generale.

Nel 2013 il governo Monti ne impose la sospensione, con il decreto 15 aprile 2013, a causa della mancata sottoscrizione da parte del consorzio Eurolink di un atto aggiuntivo richiesto nella legge 21 dicembre 2012, n. 221La Legge intitolata "Ulteriori disposizioni urgenti per la crescita del Paese" disponeva che Stretto di Messina S.p.A. e il contraente generale Eurolink dovessero stipulare un atto aggiuntivo al contratto vigente entro il primo marzo 2013 e dell'insostenibilità economico-finanziaria del momento.

Con l'emanazione del decreto-legge n. 35/2023,Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 77 del 31 marzo 2023 ed entrato in vigore il 1º aprile 2023. poi convertito in legge con modificazioni dalla legge n. 58/2023,Pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana - Serie Generale n. 125 del 30 maggio 2023 ed entrata in vigore il 31 maggio 2023. il governo Meloni ha potuto riavviare l'iter finalizzato alla realizzazione dell'opera e di una serie di infrastrutture correlate dal costo complessivo stimato di 13,5 miliardi di euro.

Dopo la ripresa delle attività il progetto definitivo fu aggiornato per adeguarlo alle nuove normative, sempre dalla COWI nel periodo 2023-2024.

Il progetto attuale (), ancora in fase di autorizzazione, rappresenta un ponte sospeso che prevede di superare diversi primati mondiali: una campata centrale di metri di lunghezzaL'attuale primato mondiale di luce libera appartiene al ponte dei Dardanelli (solo stradale) con una luce centrale da metri e al Ponte di Yavuz Sultan Selim (stradale e ferroviario) che ha una campata unica di metri., un'altezza delle due torri di 399 m, la compresenza di strada e ferrovia, e un sistema di sospensione a doppio cavo per lato, con estensione complessiva di oltre 5 km.

Localizzazione

Lo stretto di Messina è un canale a forma d'imbuto che collega il mar Ionio al Tirreno, separando la punta meridionale della Calabria dalla cuspide nord-est della Sicilia. Lo delimitano a nord il Capo Peloro e Scilla, a sud il Capo d'Alì e il Capo Pellaro; nel punto più stretto misura poco più di 3 km.

Tra Scilla e Cariddi La leggenda, ripresa nell'Iliade e nell'Odissea di Omero, colloca geograficamente nello Stretto di Messina i mostri Scilla e Cariddi che fanno da ostacolo al viaggio per mare che Ulisse deve compiere per tornare a Itaca.

Il mito ha personificato nei mostri Scilla e Cariddi i pericoli che hanno da sempre caratterizzato la navigazione in queste acque di mare a causa dei venti impetuosi, delle forti correnti e di violenti terremoti.

Storia Gli albori

L'idea di collegare la Sicilia al continente risale almeno al 1840, quando Ferdinando II delle Due Sicilie pensò alla realizzazione di un ponte, incaricando un gruppo di architetti e ingegneri di fornirgli idee per la costruzione. Sembra abbia rinunciato per l'eccessivo costo dell'opera non ammortizzabile per le casse del Regno.Alfredo Cottrau. Può gettarsi un ponte sullo stretto?. 1883

Progetti e proposte dall'unità d'Italia fino alla seconda guerra mondiale

Le proposte continuarono anche dopo l'unità d'Italia. Nel 1866 il ministro dei lavori pubblici Stefano Jacini aveva incaricato l'ingegnere Alfredo Cottrau, tecnico di fama internazionale, di studiare un progetto di ponte tra Calabria e Sicilia; questi aveva giudicato difficilmente fattibile la costruzione di piloni in mare.

Più tardi, nel 1870, era nata anche l'idea di allacciamento sottomarino di 22 km, proposta dall'ingegner Carlo Alberto Navone; il progetto, che si ispirava a quello di Napoleone di una galleria sotto la Manica, prevedeva di entrare in galleria a Contesse e, scendendo a 150 metri, sottopassare Messina e Ganzirri attraversando lo stretto fino a Punta Pezzo e risalendo a Torre Cavallo. Nel 1876 l'onorevole Giuseppe Zanardelli, convinto dell'opportunità di un'opera fissa tra le due coste, affermava: «Sopra i flutti o sotto i flutti la Sicilia sia unita al Continente», facendosi portavoce di un'opinione corrente e di autorevoli studi.

Un progetto di ponte sospeso articolato in cinque campate fu studiato nel 1883 da un gruppo di ingegneri delle ferrovie.

Il catastrofico terremoto di Messina del 1908, che seguì dopo poco più di un secolo l'altrettanto se non maggiore terremoto della Calabria meridionale del 1783, ricordò a tutti che le condizioni sismiche della zona erano da valutare attentamente in previsione del progetto di un ponte in quella zona. Così nel 1909 fu pubblicato uno studio geologico dell'areaArch. storico siciliano anno XXXIV f.1,2 Lo stretto di Messina, ma solo nel 1921 si riparlò di galleria sottomarina, quando l'ingegner Emerico Vismara, al Congresso geografico di Firenze, presentò uno studio di galleria sotto lo stretto di Messina.

L'ultimo tentativo fu fatto nell'immediata vigilia del secondo conflitto mondiale. Nel 1934 il generale del genio navale Antonino Calabretta presentò un progetto di ponte tra Punta Faro e Punta Pezzo; l'anno successivo il comandante Filippo Corridoni suggerì invece la posa di un enorme tubo d'acciaio sottomarino per il transito ferroviario e stradale.

I progetti del secondo dopoguerra

L'idea dell'opera fu rilanciata nel 1952 dall'iniziativa dell'associazione dei costruttori italiani in acciaio (ACAI), che incaricò l'ingegnere statunitense David B. Steinman, uno dei più qualificati e prestigiosi progettisti di ponti sospesi, di redigere un progetto preliminare. Il progetto di Steinmann avrebbe dovuto scavalcare lo stretto in tre campate con due piloni, alti 220 metri sopra il livello dell'acqua e 120 metri sotto il mare, con ascensori di controllo delle strutture dal basso sul fondo dello stretto fino alla sommità. Il progetto del ponte prevedeva altresì una campata centrale di metri, e avrebbe superato il primato mondiale di campata libera allora detenuto con i metri del Golden Gate Bridge. Alto dal pelo dell'acqua 50 metri per consentire il passaggio di qualsiasi nave nello stretto, lungo metri e a due piani — in quello inferiore a doppio binario ferroviario e in quello superiore con una strada di 7 m e 30 di larghezza e due piste laterali — il ponte avrebbe avuto cavi, tesi tra i piloni, di un metro di diametro. La costruzione avrebbe richiesto il lavoro di 12000 operai e una spesa intorno ai 100 miliardi di lire. Si parlava di società americane disposte a finanziare l'opera e si offriva la garanzia del progettista, realizzatore del famoso ponte a San Francisco.

Basandosi su questo progetto, nel 1955 la Regione Siciliana commissionò alla Fondazione Lerici del Politecnico di Milano (di Luigi Solaini e Roberto Cassinis) uno studio geofisico allo scopo di verificare la natura delle formazioni sia sulle sponde sia sul fondo dello stretto. Il quesito posto era la determinazione dello spessore e delle caratteristiche meccaniche dei sedimenti e del basamento cristallino. La prospezione geofisica fu preceduta da un rilievo geologico effettuato dal Servizio geologico d'Italia (Enzo Beneo), malgrado le difficoltà poste dai limiti delle tecnologie dell'epoca, oltre che dalla complessa geologia e dalle forti correnti.

Nel 1955 venne costituito da alcune tra le maggiori imprese di costruzioni nazionali (Finsider, Fiat, Italcementi, Pirelli, Italstrade) il Gruppo Ponte Messina S.p.A. per promuovere studi ingegneristici e ambientali finalizzati alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente. Il Gruppo Ponte Messina resterà attivo protagonista della vicenda fino al 1981, con la costituzione della società concessionaria Stretto di Messina S.p.A.

Nel 1957 l'architetto Armando Brasini aveva proposto, senza alcun seguito, ancora un progetto di ponte a più campate sospese su piloni emergenti da isole artificiali.

Il concorso di idee

Nel 1968 una legge affidò ad ANAS, Ferrovie dello Stato e CNR il compito di approfondire la fattibilità del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. L'anno successivo il ministero dei lavori pubblici bandì un concorso internazionale di idee per un collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia ed il continente a cui vennero presentati 143 progetti, provenienti soprattutto da gruppi italiani ma anche da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Svezia, Argentina e Somalia. Tra i progetti premiati figuravano soluzioni molto diverse: un tunnel a mezz'acqua (poi noto come "ponte di Archimede"), un ponte strallato a tre campate, diversi ponti sospesi con campate variabili da una a cinque, tra cui l'originale proposta di Sergio Musmeci con campata unica da e piloni alti , gallerie sotterranee e tunnel in diga sottomarina. Nonostante l'esito del concorso, si consolida attorno all'idea del collegamento stabile l'interesse di alcuni enti pubblici economici: l'IRI, favorevole all'attraversamento aereo a campata unica, e l'Eni, favorevole al ponte di Archimede. Questa soluzione, che riprende l'idea di uno dei sei progetti vincitori del concorso del 1969 (Alan Grant), nel corso degli anni è stata più volte ripresentata come ipotesi molto più economica e di minore impatto ambientale.

Il 17 dicembre del 1971 il governo Colombo approvò la legge n. 1158 che autorizzava la creazione di una società di diritto privato a capitale pubblico, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stabile viario e ferroviario.

Il 4-6 luglio 1978, durante convegno di studi sul tema «L'attraversamento dello stretto di Messina e la sua fattibilità» organizzato nella sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei, fu presentato un progetto redatto dal Gruppo Ponte Messina S.p.A. che prevedeva una soluzione a campata unica di m. A partire da questo progetto, successivamente acquisito dalla Stretto di Messina S.p.A., saranno sviluppati gli studi teorici e sperimentali portati avanti dalla società concessionaria negli anni 1980 e 1990, che nel 2003 approderanno al progetto preliminare successivamente messo in gara per l'appalto.

Nel 1979 il governo, presieduto da Francesco Cossiga approvò la costituzione della società concessionaria Stretto di Messina S.p.A.

Anni 1980 Nel 1981, dieci anni dopo la legge 1158/71, si costituì la concessionaria Stretto di Messina S.p.A. a cui partecipavano finanziariamente l'Italstat e l'IRI con il 51% e Ferrovie dello Stato, ANAS, Regione Siciliana e Regione Calabria in percentuali uguali del 12,25% ciascuno; di conseguenza, la progettazione dell'opera, nonché la realizzazione e l'esercizio, diventarono di competenza esclusiva della suddetta società.

Nel 1982 il Gruppo Lambertini, già vincitore ex aequo del concorso internazionale del 1969, presentò alla neonata società concessionaria il proprio progetto aggiornato di ponte strallato, che prevedeva soltanto due pile nel mare (eliminando le campate di riva) avendo portato le tre grandi luci rispettivamente a 600 m – – 600 m.