La Pedriza è una zona di grande interesse geologico, paesaggistico e sportivo situata sul versante sud della Sierra de Guadarrama a cui si accede da Manzanares el Real, un comune situato nel nordovest della Comunità di Madrid (Spagna). Questo ghiaione a grossi blocchi è il maggiore complesso granitico d'Europa e in esso si trovano numerose rupi, pareti rocciose, ruscelli e prati.
Le azioni meccaniche che hanno subito queste rocce per milioni di anni hanno modellato forme molto curiose e attraenti, soprattutto per gli scalatori, che dispongono di quasi mille vie di arrampicata di varia difficoltà. L'escursionismo è un altro sport molto praticato nella Pedriza. Questo è provato dalla massiccia affluenza di gente in molti fine settimana.
I 3.200 ettari di superficie della Pedriza sono compresi nel Parco regionale dell'alto bacino del Manzanarre, lo spazio protetto più grande della Comunità di Madrid. In questa zona abbondano gli arbusti mediterranei come il cisto e altri propri dell'alta montagna, come il citiso. Anche la fauna è abbondante, specialmente in uccelli rapaci e rettili.
Etimologia L'aggettivo "Pedriza" si riferisce ad una zona pietrosa. La parola deriva dal termine piedra (pietra), che deriva dalla parola latina petra. Questa zona ha preso questo nome perché vi abbondano e si concentrano le formazioni rocciose tipiche. La Pedriza è conosciuta anche come "La Pedriza del Manzanares" poiché il fiume Manzanarre ne segna il confine. Fino all'incirca al XX secolo, la zona era conosciuta dai pastori e dai transumanti come "Las Pedrizas".
Rilievo
La Pedriza si situa nella metà occidentale del versante sud della catena della Cuerda Larga, che a sua volta appartiene alla Sierra de Guadarrama. Questa zona ha una superficie di circa 3.200 ettari e si estende dagli 890 metri (altezza del lago di Santillana) fino ai 2.029 metri delle rupi delle Torres de La Pedriza, che si avvicinano alla linea delle vette della Cuerda Larga. A ovest è delimitata dalla garganta del Manzanares, dove scorre il Manzanarre, e a est dall'Arroyo del Mediano e dall'Hueco de San Blas.
Geologicamente e paesaggisticamente parlando, La Pedriza è un ghiaione a grossi blocchi composto da pietre, rocce, guglie, buche, tor, duomi granitici come quello dello Yelmo e ponti di roccia come quello de los Pollos. È divisa in tre parti ben distinta.
La prima e più meridionale è El Alcornocal (la sughereta), situato a nord di Manzanares el Real e confinante con il paese. È la parte più piccola delle tre e quella di minore altitudine dato che comprende solo il monte El Alcornocal (1.110 m). È separata dalla Pedriza Anteriore dal collado de la Cueva.
La seconda parte, che si trova a nord di El Alcornocal e a sud dell'Arroyo de la Dehesilla, è conosciuta come la Pedriza Anteriore, il cui picco più importante e rappresentativo è il Risco del Yelmo (1.719 m). Questa parte della Pedriza è un massiccio montuoso che culmina nelle rupi de Los Fantasmas (1.727 m) e dello Yelmo, situati nella parte settentrionale della Pedriza Anteriore. Vi sono piccole valli orientate generalmente da ovest a est, come nel caso dello Hueco de las Hoces, a ovest, la Gran Cañada, a sud, e lo Hueco del Recuenco, a est. La superficie approssimada di questa zona è di 1.580 ettari.
La parte più settentrionale è la Pedriza Posteriore, che si eleva dall'Arroyo de la Dehesilla, come confine meridionale, fino a fondersi con la Cuerda Larga; le rupi delle Torres de La Pedriza (2.029 m) segnano il confine naturale con la Cuerda Larga. Questa zona ha la forma di un gran circo di montagna orientato verso sud e a forma di C, conosciuto come Circo della Pedriza Posteriore. Sulla cresta del circo, che non è di origine glaciale, si trovano i picchi più alti della Pedriza Posteriore. La superficie approssimada di questa zona è di 1.620 ettari.
Rupi e picchi I picchi e le rupi della Pedriza prendono nome dall'oggetto a cui la loro forma assomiglia. Per questo motivo si incontrano in questa zona della Sierra de Guadarrama nomi molto pittoreschi. Alcune delle rupi e picchi più importanti ed elevati della Pedriza, ordinati per altezza, sono:
Torres de La Pedriza (2.029 m), le cime più elevate della Pedriza. Cerro de los Hoyos (1.946 m) Cancho Centeno (1.917 m) Torre de los Buitres (1.827 m) La Milanera (1.799 m) Risco del Yelmo (1.719 m), la montagna più famosa della Pedriza. El Torro (1.706 m) Los Fantasmas (1.672 m) El Acebo (1.631 m) Carro del Diablo (1.609 m) Risco del Puente (1.609 m) Las Cuatro Damas (1.564 m) Risco El Pájaro (1.549 m) Cerro del Jalón (1.469 m) Peñas Cagás (1.455 m) El Alcornocal (1.110 m)
Geologia
Geologicamente, La Pedriza è formata da rocce granitiche formatesi 300 milioni di anni fa che presentano un caratteristico colore rosato, e con curiose erosioni, piccole faglie, canyon e selle di una certa importanza, che le danno forme caratteristiche. Le principali rocce che formano La Pedriza sono: granito (93 %), gneiss (4%) e argilla (3%). Gli gneiss sono più antichi e si trovano nelle zone più elevate, mentre i graniti abbondano in tutte le zone. Le argille si trovano nelle zone sedimentarie. I nomi delle rupi, creati dall'immaginazione popolare, danno un'idea delle forme che si trovano: El Pájaro (l'uccello), il Cocodrilo (coccodrillo), l'Esfinge (sfinge), il Camello (cammello), la Maza (la mazza), il Tolmo (il masso), il Cancho de los Muertos (la Parete dei Morti) e el Yelmo (l'elmo), oltre a molti altri.
I graniti della Pedriza sono rocce che affiorarono alla superficie con l'erosione dei materiali che li ricoprivano. Avvicinandosi alla superficie si cristallizzarono i minerali che nel caso del granito sono il quarzo, il feldspato e la mica. Una volta raffreddatisi si producono rotture e frammentazioni nelle rocce. La roccia suole presentare quarzo, feldspato, biotite e, a volte, muscovite e con grani di dimensione da media a grossa. Il predominio di feldspato e quarzo fa sì che prevalga il colore grigiastro chiaro. Quando si ossida il ferro contenuto nelle miche biotitiche appare il caratteristico colore ocra-rossiccio della Pedriza. Una volta che il granito si trova all'esterno, l'acqua e il ghiaccio penetrano nelle fessure frammentando i blocchi e il vento leviga i diedri. La Pedriza è un gran esempio di modellato in granito, definito da una rete di fratture composta da varie faglie e fessure. Per le sue caratteristiche strutturali ed il suo passato climatico, si sono scissi torrioni, elmi, distese di massi e tor. Di composizione eterogenea, però con carattere compatto, queste rocce cristalline presentano piani netti di frattura che guidano il modellato. Per via di tutti questi processi chimici e meccanici, La Pedriza presenta un elevato numero di forme capricciose e curiose.
Nella Pedriza si può supporre l'esistenza di periodi tiepido-umidi in cui fu favorita l'alterazione chimica della roccia, alternati con altri periodi freddi in cui è predominante la meteorizzazione meccanica, con la frammentazione della roccia a favore delle diaclasi. Non si sono osservati indizi di azione glaciale dentro il territorio della Pedriza, però sì più in alto, in prossimità della Cuerda Larga durante il Quaternario (1,8 milioni di anni fa). Per questo, il termine Circo della Pedriza Posteriore, come si suole designare la cresta arcata delle Milaneras, delle Torres e il picco della Herreda, deve considerarsi come un termine topografico che non implica un'origine glaciale.
Formazione
Nel Paleozoico Medio (tra 360 e 290 milioni di anni fa), un substrato iniziale di antichi graniti e sedimenti iniziò a piegarsi e a metamorfizzare, dando origine agli gneiss. Durante il Paleozoico Superiore (tra 290 e 250 milioni di anni fa) questi materiali si fratturarono. Iniziò il movimento verso la superficie di masse magmatiche, dando così origine ai graniti. Nella fase finale di questa era si produsse il sollevamento generale di tutta La Pedriza. Dalla fine del Paleozoico e durante il Mesozoico (tra 250 e 65 milioni di anni fa) iniziarono i processi di erosione e smantellamento del rilievo. Anche durante quest'ultima era si produsse un sollevamento del fondo del mare, che portò in superficie zone subacquee (in quel periodo La Pedriza avrebbe potuto essere un'isoletta poco elevata rispetto al mare) e si formarono bacini di sedimentazione che ricoprivano le pianure di sedimenti che darnno origine ai calcari. Questi si localizzano oggi ai bordi della Pedriza.
Nel Cenozoico o Terziario (tra 65 e 1,8 milioni di anni fa) si riattivarono i processi che provocarono il sollevamento della Pedriza e la compartimentazione nei blocchi che troviamo oggi. L'erosione del massiccio roccioso provocò il riempimento sedimentario dei bacini con arcose. L'azione glaciale del Quaternario (da 1,8 milioni di anni fa a oggi) terminò di modellare vari rilievi attuali della zona più alta della Pedriza, cioè quella al di sopra dei 1.800 metri. In definitiva negli ultimi milioni di anni, l'azione glaciale, il consolidamento della rete dei fiumi e l'escavazioni di valli e terrazze hanno dato luogo all'attuale morfologia del terreno.
Idrografia
La Pedriza è attraversata da numerosi ruscelli e dal fiume Manzanarre, nel tratto che va dalla sorgente presso il Ventisquero de la Condesa, sui versanti della Bola del Mundo, fino allo sbocco nel lago di Santillana. Alcuni dei ruscelli più importanti della zona sono l'Arroyo de la Majadilla, l'Arroyo de la Dehesilla, l'Arroyo de los Huertos e l'Arroyo de Coberteros. Le fonti naturali sono numerose nella zona data la grande quantità di acqua sotterranea. La qualità di queste acque è eccellente poiché il granito deposita pochissimi residui, fatto che contribuisce a migliorare la purezza dell'acqua.
A ovest della Pedriza Posteriore, sul fiume Manzanarre, si trova la Charca Verde, una delle più frequentate dai bagnanti. Un'altra pozza molto famosa è la Charca Kindelán, situata nella parte bassa dell'Arroyo de la Majadilla. Oltre a queste due pozze, ve ne sono altre di minori dimensioni sul Manzanarre e in altri torrenti della Pedriza, così come una piccola laguna situata in una zona elevata della Pedriza Anteriore, chiamata "la lagunilla".
Flora e fauna Flora
La vegetazione della Pedriza è un miscuglio di quella propria del bosco mediterraneo e quella di alta montagna. Man mano che si sale, le formazioni vegetali diventano sempre più tipiche dell'alta montagna, mentre le piante mediterranee rimangono nelle zone più basse della Pedriza.
Nella Pedriza Anteriore (la zona più bassa) abbondano formazioni arbustive proprie del clima mediterraneo continentale intercalate con arbusti di alta montagna che abbondano quando si sale in altitudine. Di conseguenza, in questa zona vi sono pochissimi alberi, che si concentrano in prossimità dei torrenti situati a minore altitudine. Questo fa sì che le formazioni rocciose non sono nascoste dai boschi. Le specie più abbondanti della zona sono il cisto, il pino laricio, il pino silvestre, l'agrifoglio, la ginestra, il rosmarino e il timo.
Nella Pedriza Posteriore (la zona più alta) compaiono piccoli boschi di pino silvestre e laricio circondati da rupi e grandi rocce. Di conseguenza, gli arbusti mediterranei sono più scarsi che nella Pedriza Anteriore e abbondano altri propri dell'alta montagna. In entrambe le parti della Pedriza vi sono piccoli prati localizzati in zone umide e relativamente piane in cui si possono incontrare fiori di montagna.
Lista di specie vegetali
Alberi Pino laricio, marittimo, silvestre e nero; acero, agrifoglio, bosso, castagno, ginepro turifero, leccio, melojo, nocciolo, ontano, quercia spagnola, sorbo degli uccellatori, e tasso. Arbusti biancospino, cisto, citiso, erica vagans, felci, ginepro, ginestra, lavanda selvatica, rosmarino, timo e uva ursina. Funghi abbondanti nelle pinete Cantharellus cibarius, Lactarius deliciosus, lepiota, Morchella e Pleurotus eryngii.
Fauna