Io e mio figlio - Nuove storie per il commissario Vivaldi è una miniserie televisiva italiana del 2010 composta da 6 puntate, prodotta da Artis Edizioni Digitali con il marchio Artisacha per la struttura Rai Fiction. È stata trasmessa in prima visione su Rai 1.

Interpreti e personaggi Lando Buzzanca: Federico Vivaldi Giovanni Scifoni: Stefano Vivaldi Sergio Sivori: Saverio Stucchi Caterina Vertova: Laura Luigi Maria Burruano: Salvatore Girlando Alberto Molinari: Giulio Maria Zorzi Giuseppe Schisano: Damien Crescenzi Alessandra Celi: Monica Rovati Renato Marotta: agente Mazzola Elena Bouryka: Eva Ferrer Daniela Poggi: magistrato Flavia Conti Anna Orso: Maria Gradoli Simona Caparrini: Cristina Vallauro Paolo Romio: Yuri Tibaldi Morgana Forcella: Valentina Alberto Gimignani: Nicola Pinto Ornella Bonaccorsi: Dori Tancredi Igor Righetti: psicologo Giulio Andreani Andrea Meo: Enrico Andrea Montuschi: medico legale Pineschi Nicola Nocella: Guidolin Cristiana Lionello: Daria Volonghi Anna Ammirati: Claudia Porpora, compagna dell'ex pugile Valentina D'Agostino: Debora, figlia dell'ex pugile Gianni Verdesca: Luca Sampietri

Produzione Io e mio figlio - Nuove storie per il commissario Vivaldi è il seguito di Mio figlio, miniserie del 2005. Il genere è poliziesco, giallo e drammatico. Le 6 puntate della durata di 100 minuti l'una, prevalentemente girate nella città di Trieste, sono andate in onda dal 10 gennaio al 9 febbraio 2010 sulla rete ammiraglia della Rai.

Inizialmente era previsto il titolo Mio figlio, altre storie per il commissario Vivaldi.

La miniserie ruota attorno a un doppio svolgimento: da un lato, in ogni puntata c'è un crimine per il quale sono richieste indagini e che si conclude, comunque, all'interno della puntata stessa. Dall'altro, invece, continua un'indagine che copre l'intera serie la quale, puntata dopo puntata, disvela ulteriori particolari sull'elemento chiave attorno al quale ruota l'intera serie: la scomparsa di Irene Ferrer, elemento in comune e mai svelato né approfondito, della miniserie in due puntate che costituisce un vero e proprio prequel a Io e mio figlio - Nuove storie per il commissario Vivaldi.

In questa miniserie, che seppur teoricamente dovrebbe riprendere i rapporti tra il padre (Federico) e il figlio omosessuale (Stefano) e svilupparli ulteriormente, l'elemento chiave (quello dell'omosessualità e dei rapporti in famiglia appunto) viene messo in secondo piano, trasformando la fiction in un normale poliziesco, dove l'elemento principale della prima serie viene quasi offuscato, forse in un tentativo di far diventare l'orientamento sessuale del figlio da "anormalità" a quotidiana normalità come caratteristica di un individuo e non stigma o elemento di diversità.

Trama n°Prima TV ItaliaTelespettatoriShare 1 10 gennaio 2010 19,95% 2 12 gennaio 2010 18,74% 3 19 gennaio 2010 19,18% 4 26 gennaio 2010 17,96% 5 2 febbraio 2010 18,63% 6 9 febbraio 2010 19,99%

Prima puntata La prima puntata della serie ricomincia poco dopo le vicende che hanno visto chiudere la precedente di cui ne riprende anche la parte iniziale. Anche in questo caso, infatti, la scena si apre con un uomo armato e con la polizia appostata all'esterno dell'edificio, pronta a intervenire. L'unica differenza è che nel primo caso a intervenire è direttamente il commissario Vivaldi padre (Federico), mentre nel secondo l'intervento sarebbe stato portato a termine dal figlio (Stefano), se non fosse che lo stesso Federico, nel tentativo di proteggere il figlio (che ritiene più "fragile", per via dei suoi pregiudizi non ancora superati sull'omosessualità) gli si sostituisce per poi portare a termine il compito analogamente alla scena iniziale della prima serie facendo dubitare Stefano della fiducia del padre.

La trama poi prosegue sulla barca di Salvatore, ex poliziotto, collega e amico di Federico ove quest'ultimo viene informato della scomparsa anomala di due persone per la quale vengono subito avviate le indagini e ascoltati eventuali testimoni o persone vicine agli scomparsi. È questo il primo crimine della puntata che non avrà però risvolti, sullo svolgimento della serie essendo puramente strumentale alla struttura di tutta la serie, man mano che, intrecciata a doppio filo, viene portata avanti la trama principale e ne vengono via via svelati i particolari.

Dopo alcuni rapidi flash, utilizzati per introdurre dei particolari ancora non svelati sul fil-rouge della storia (la visita di una sconosciuta giovane bionda alla barca di Salvatore, il monologo di un professore di fisica riguardante un suo ex alunno e delle equazioni matematiche, vera chiave risolutiva della serie, nella sesta puntata) la scena si sposta in una galleria d'arte ove i protagonisti sono stati invitati a presenziarne l'apertura. È questo un ambiente di fondamentale importanza, in quanto verranno presentati due dei personaggi secondari chiave nel contesto dell'indagine più ampia che si sviluppa durante l'intera serie: il professor Sangermano, la cui morte darà origine a una complessa indagine che metterà alla prova le relazioni tra i protagonisti e svelerà i retroscena dei punti non chiari riguardo al rapimento di Irene Ferrer, introdotto nella prima serie, e Giulio Maria Zorzi, proprietario della galleria d'arte e personaggio negativo di tutta la serie, le cui responsabilità verranno svelate alla fine della sesta puntata.

L'indomani mattina lo stesso professor Sangermano verrà trovato morto all'interno della propria auto, apparentemente a causa di un infarto, anche se Federico non appare convinto della cosa e dispone per ulteriori indagini approfondite e nei fotogrammi successivi appare un individuo non identificato che distrugge con uno shredder la fotografia su cui il professore aveva trovato le equazioni poc'anzi citate.

La stessa mattina, Laura, madre di Stefano, discute con Federico riguardo all'azione di polizia nella quale erano stati coinvolti lui e il figlio, accusandolo di non averlo fatto partecipare per non aver pienamente accettato la sua diversità ricevendo da Federico risposta negativa confermandola con il fatto che il suo timore è che potesse accadergli qualcosa di grave, come effettivamente già accaduto durante un'azione analoga, nella prima serie ove Stefano era rimasto gravemente ferito in un conflitto a fuoco restando in coma in ospedale.

Nel frattempo, continuano le indagini sui coniugi scomparsi e si scopre che è stato fatto un grosso prelievo in contanti dal conto in banca. I soldi, nelle intenzioni dei coniugi avrebbero dovuto essere destinati a un ricovero per senzatetto (di cui dovrebbe far parte un clochard presente in uno dei flash iniziali che però manca all'appello da alcuni giorni) cosa che fa sospettare immediatamente del figlio che si scopre esserlo solo della scomparsa in quanto il coniuge era in realtà il suo patrigno.

Nel progredire dello svolgimento, viene presentato un altro flash dove la giovane bionda vista salire sulla barca di Salvatore, si trova in un androne di un condominio e va a trovare un ragazzo in un garage. I due una volta entrati parleranno delle equazioni matematiche sulle quali stava lavorando il defunto professore ma viene fatto capire, attraverso un effetto acustico, che qualcuno è sulle loro tracce e sta fotografando i loro incontri, come probabilmente temuto dal ragazzo che fin dall'arrivo della ragazza ha un atteggiamento guardingo e spaventato.

Il giorno stesso Federico e Salvatore si ritrovano sulla barca e parlano della morte del professore ma mentre Federico è molto dubbioso sul fatto che si tratti di una morte naturale (forte anche del rapido incontro avvenuto alla galleria d'arte la sera prima in cui il professore sembrava averlo riconosciuto e che volesse dirgli qualcosa) Salvatore tende a essere evasivo e sposta immediatamente l'attenzione sul ritrovato rapporto tra Federico e la moglie Laura. Mentre ciò avviene, la stessa Laura è oggetto di visita e di avance da parte del proprietario della galleria d'arte le cui attenzioni, però saranno tutt'altro che mosse da nobili intenti.

Le indagini sui coniugi scomparsi prendono successivamente corpo quando viene rinvenuto, al largo della laguna di Trieste, il corpo della donna, avvolto in un sacco di plastica affondato con dei pesi da sub, di cui il figlio di lei era in disponibilità, come testimoniato da alcune foto sulla scena del delitto. Quest'ultimo viene quindi arrestato per duplice omicidio ma continua a proclamarsi innocente e dubbioso pare anche essere Federico che complice anche l'assenza dell'altro cadavere, vuole fare altre indagini.

Nel frattempo, l'inchiesta sulla morte del professor Sangermano viene archiviata come morte naturale (su forti spinte della potente famiglia del professore, che non vorrebbe scandali) ma una verifica sugli ultimi numeri di telefono contattati prima di morire dal professore rivela alcuni scenari sinistri, in quanto uno dei numeri corrisponde proprio a quello di Salvatore (l'amico di Federico) che, come se non bastasse, viene nuovamente visto, questa volta dallo stesso Stefano, in compagnia della giovane bionda presente nei vari flash durante la puntata. Stefano quindi inizia a fare qualche indagine per proprio conto e scopre che anche il padre Federico, di nascosto, sta esaminando vecchi faldoni riguardanti l'inchiesta sulla morte di Irene Ferrer archiviata molti anni prima.

Proprio per questo motivo, Federico si reca alla barca di Salvatore e, non trovandolo, decide di salire ugualmente scoprendo così in uno dei cassetti della cabina di comando, vecchi articoli di giornale sempre riguardanti il rapimento Ferrer e una foto del defunto professor Sangermano facendolo sospettare ancora di più che nella morte del decano universitario, vi sia qualcosa di non chiaro.

Mentre è immerso in questi pensieri, Federico riceve una telefonata circa il ritrovamento dell'auto carbonizzata appartenuta ai due coniugi in una cava sul Carso Triestino con all'interno un cadavere, carbonizzato anch'esso. Le indagini sembrerebbero concludersi con il figlio come colpevole, ma il commissario Vivaldi ancora una volta non ne è troppo convinto, ritenendo tutto troppo perfetto per essere reale.

I dubbi di Federico trovano fondamento quando viene interrogato il padre biologico del figlio della donna che rivela una telefonata di pochi mesi prima in cui aveva rivelato di aver litigato pesantemente con il marito circa la gestione dei soldi. Mentre lei, infatti, voleva utilizzarli per aiutare i senzatetto, lui voleva utilizzarli per condurre una vita agiata, acquistando una barca e facendo viaggi. Ad aggravare la situazione vi sono anche i tabulati telefonici del cellulare dell'uomo che rivelano contatti giornalieri multipli tra lui e l'ex fidanzata del figlio e l'effettiva denuncia di scomparsa da parte dell'associazione per senzatetto riguardante proprio il clochard del flash iniziale. Per Federico è sufficiente per ritenere che vi sia qualcosa di strano e avvia delle indagini proprio sull'ex compagna del figlio, unitamente ad altre più approfondite sul cadavere trovato nell'auto carbonizzata. Le indagini hanno successo e permettono così di verificare tramite confronto delle panoramiche dentali che il cadavere carbonizzato nell'auto è in realtà quello del clochard e non quello del marito della donna trovata morta nel mare e tramite il pedinamento della ragazza uno strano interesse della stessa per delle società di noleggio yacht in Croazia cosa che fa sospettare che il marito della donna e l'ex fidanzata del figlio siano in realtà complici dei due omicidi e stiano pianificando una fuga assieme nei paesi dell'Est europeo e per questo viene organizzata un'operazione volta alla loro cattura.