Il Capitan Fracassa (titolo originale Le capitaine Fracasse) è un romanzo d'appendice di Théophile Gautier pubblicato a puntate, dal 25 dicembre 1861 al 30 giugno 1863 sulla Revue Nationale et Étrangère; nello stesso 1863 fu pubblicata la prima edizione in volume; due anni dopo si ebbe un'edizione illustrata dal Dorè che divenne molto popolare.Bianca Pitzorno, Introduzione a Théophile Gautier, Il capitan Fracassa, De Agostini, Novara, 1983.
Trama La storia si svolge in Francia, nella prima metà del XVII secolo, sotto il regno di Luigi XIII. Il giovane barone di Sigognac, ultimo povero discendente di una nobilissima famiglia, vive miseramente tra le rovine dell'avito castello in Guascogna. Approfittando del passaggio di una compagnia di attori diretti a Parigi accetta l'invito di seguirli per recarsi dal re a implorare un aiuto.
La morte, durante una tempesta, dell'attore che interpreta il ruolo di Matamoro lascia la compagnia in grandi difficoltà, ma Sigognac decide di sostituirlo, utilizzando lo pseudonimo di Capitan Fracassa. Il nuovo personaggio creato riscuote immediatamente un enorme successo.
Nel tragitto Sigognac si innamora della giovane Isabella, una delle attrici della compagnia, che è però anche appetita dal duca di Vallombrosa, presuntuoso e prepotente. Da quel momento sarà una lotta senza quartiere tra i due nobili. Vallombrosa invia degli sgherri per eliminare il giovane ma vengono sconfitti. Il marchese di Bruyères, un amico di Sigognac, organizza un duello tra il duca e il barone, che risulta vincitore. Vallombrosa non accetta la sconfitta e qualche tempo dopo mette in atto il rapimento di Isabella, che viene rinchiusa nel castello del principe di Vallombrosa, padre del duca.
Sigognac, aiutato da alcuni attori, riesce a liberare la fanciulla ma nel combattimento ferisce gravemente il duca e, credendo di averlo ucciso, fugge e ritorna nel suo decrepito castello. Nel frattempo il principe di Vallombrosa, padre del duca, vedendo l'anello che Isabella porta, riconosce in lei la figlia che vent'anni prima era nata da una sua relazione con un'orgogliosa attrice. Il duca e la ragazza sono perciò fratello e sorella. Isabella potrà quindi sposare il barone che grazie all'aiuto del principe e del duca potrà riconquistare il rango perduto. Alla fine, Belzebù, il gatto di Sigognac, muore, e sotterrandolo si scopre un tesoro che farà diventare ricco il barone.
Trama dettagliata Il libro si compone di 22 capitoli che raccolgono le puntate settimanali comparse sulla rivista. Come era regola nel romanzo d'appendice, molto spesso il capitolo viene interrotto nel momento culminante dell'azione o quando è chiaro che sta per succedere qualcosa d'importante.
Cap.1 - Il castello della miseria Viene descritto lo stato di decadenza in cui versa l'antico castello, ultimo possedimento della nobile famiglia dei Sigognac, un tempo potentissima ma ormai caduta in disgrazia. Gli abitanti del castello sono: un gatto di nome Belzebù, a cui sono state mozzate orecchie e coda, dandogli quindi un aspetto alquanto particolare, Miraut, un cane legato all'esterno, il cavallo Baiardo, nella stalla, l'anziano Pietro, unico servo rimasto, e il proprietario, il giovane barone di Sigognac, che vive abulicamente senza speranze per il futuro.
Cap.2 - Il carro di Tespi L'arrivo di una compagnia di commedianti, che hanno smarrito la strada e chiedono asilo per la notte, interrompe la monotonia della vita del castello, e permette finalmente al barone di consumare una cena decente, col cibo portato dagli attori. Durante la cena, Sigognac ha modo di osservare i componenti della compagnia. La venticinquenne Serafina è la prima attrice, giovane e civettuola; il fatto di interpretare spesso ruoli di regina ne ha fatto assumere il portamento anche nella vita reale (questa è una caratteristica che accomuna anche gli altri attori, che tendono a comportarsi nella vita come sulla scena); Isabella, la più giovane della compagnia, specializzata nel ruolo d'Ingenua; Zerbina, la Servetta, una bruna spagnola; l'anziana Donna Leonarda, Madre Nobile della compagnia. Le parti maschili sono invece interpretate dal vecchio Blazius, il Pedante, che non poteva dire una cosa se non infarcendola di citazioni o motti; il fatuo Leandro, attor giovane; Scapino, specializzato nei ruoli che richiedevano astuzia e furberia; il capocomico Erode, il Tiranno, un omaccione che nascondeva dentro ad un aspetto da orco un animo buono e gentile; Matamoro, dall'aspetto segaligno e sempre acconciato come un grottesco guerriero. In breve il barone diviene amico degli attori che lo convincono ad unirsi a loro per raggiungere Parigi, dove certamente sarebbe riuscito a far valere le sue doti ed a ridare lustro al suo blasone. L'indomani il carro riparte e a guardia del castello e delle bestie resta Pietro, assai abbattuto per non aver potuto seguire il padrone.
Cap.3 - La locanda del "Sole Turchino" La prima tappa del viaggio è in un desolato villaggio, il cui solo edificio decente è la locanda dove i nostri eroi fanno la conoscenza dell'esuberante Marchese de la Bruyères che li invita, l'indomani, al suo castello per mettere in scena una commedia, intravedendo anche la possibilità di un'avventura galante con una o più delle attrici. Tra Sigognac ed Isabella, intanto, la simpatia che i due hanno immediatamente provato l'uno per l'altra si sta rapidamente trasformando in amore.
Cap.4 - Spauracchi L'arrivo della compagnia nel paesino non è sfuggito a Chiquita, una giovane che, fingendo di dormire su di una panca ha spiato tutti i personaggi, restando colpita in particolar modo dalla collana di perle indossata da Isabella. Immediatamente Chiquita corre ad avvertire il suo compare, il bandito Agostino, che si nasconde un po' fuori dal paese, derubando i passanti. Poiché tutto il resto della sua banda è stato catturato e giustiziato, egli ha dovuto sostituirli con alcuni fantocci che, alla bisogna piazza tra gli alberi ai lati della strada, contando sul fatto che i malcapitati siano così spaventati da non notare che non si tratta di malfattori in carne ed ossa.
Il mattino successivo, quando il carro con gli attori passa di lì, spara un colpo d'archibugio e, armato di un coltellaccio, intima loro di consegnare tutti i denari, ma non ha fatto i conti con Sigognac che, sguainata la spada, si getta su di lui ed in breve, con l'aiuto degli altri uomini, ripresisi dallo spavento iniziale, ha la meglio sul malfattore e su Chiquita, che impavidamente è corsa ad aiutarlo. Resisi conto che in fondo Agostino è a modo suo un attore come loro, che imbastisce una commedia per sbarcare il lunario, gli attori decidono di non consegnarlo alla giustizia, anzi gli donano qualche soldo. Isabella regala la collana (ovviamente falsa) a Chiquita, la quale, entusiasta, le giura che non l'avrebbe mai uccisa. I nostri ripartono verso il castello di Bruyères, mentre Agostino torna a nascondere i suoi fantocci che torneranno utili per i prossimi agguati.
Cap.5 - Al castello del Marchese Al castello i comici vengono trattati come personaggi d'alto rango e alloggiati nelle stanze riservate agli ospiti di riguardo. Sigognac è dispiaciuto per non potersi presentare al cospetto del marchese con abiti consoni al suo lignaggio. Blazius tuttavia scova tra gli abiti di scena qualcosa di adatto, trasformandolo rapidamente in un perfetto gentiluomo. Tra Serafina e Zerbina, nel frattempo è in corso una guerra segreta per conquistare le attenzioni del marchese, guerra che va però evolvendo rapidamente verso una vittoria della seconda.
Maria, la moglie del marchese, vive una vita disgiunta da quella del marito, e abita in un alloggio separato. Tra gli attori, ha messo gli occhi su Leandro, lanciandogli occhiate appassionate che non sono sfuggite al giovane; questi invia una missiva amorosa alla piacente marchesa, ma la lettera viene intercettata dal marito.
La commedia messa in scena dalla compagnia, Le spacconate del capitan Matamoro, ha attirato tutti i nobili dei dintorni, convenuti al castello per assistere all'inatteso spettacolo. Il successo è notevole e tutti si congratulano con gli attori e col marchese. Sigognac però non ha avuto occhi che per Isabella e, dopo lo spettacolo, nella serra del castello le dichiara il suo amore. Riaccompagnandola in camera si accorge che un personaggio intabarrato, somigliante al marchese, si nasconde nell'ombra e cerca di non farsi vedere mentre si intrufola nella stanza di Zerbina. Prima di tale avventura però, Bruyères aveva dato ordine a quattro servi di travestirsi e recarsi al luogo dell'appuntamento in cui Leandro attendeva la marchesa, e riempire di bastonate il malcapitato attore.
L'indomani la compagnia che ha ricevuto un buon compenso per lo spettacolo, riparte con gran rimpianto di tutti gli attori, tranne Leandro, dolorante per le botte ricevute, che cerca inutilmente di nascondere i lividi.
Cap.6 - Effetto di neve Percorsi pochi chilometri, gli attori incontrano alcuni servi con dei muli che li stanno aspettando, anzi stanno aspettando Zerbina per condurla ad una nuova vita. Con loro grande stupore, la Servetta li saluta e se ne va. La compagnia ha perso un elemento importante, ma modificando le trame potrà continuare a recitare le solite commedie.
Segue un periodo poco fortunato ed i denari del marchese sono quasi terminati: la compagnia ha dovuto vendere tre dei quattro cavalli ed ora arranca stancamente nei dintorni di Poitiers. Per rendere meno dura la fatica gli uomini seguono il carro a piedi, c'è un vento fortissimo che rende difficile il cammino, soprattutto allo scarno Matamoro che pian piano resta indietro. È inverno e la notte scende rapidamente, sorprendendoli ancora in aperta campagna. D'improvviso si scatena una bufera di neve che li obbliga a fermare il carro ed a rifugiarsi tutti dentro, cercando di scaldarsi l'un l'altro. Quando la tempesta termina ci si accorge della mancanza di Matamoro; Sigognac, Erode e Blazius partono alla ricerca, e dopo poco lo trovano appoggiato ad un albero, semisepolto dalla neve ed ormai morto assiderato. Portano il cadavere fino al carro per sottrarlo agli animali notturni, e poi ripartono per il paese dove riescono a trovare una locanda per passare la notte, anche se quasi nessuno riesce a chiudere occhio.
L'indomani vanno a seppellire il povero Matamoro in uno squallido campo, fuori dal paese, perché la chiesa non permetteva agli attori la sepoltura in terra consacrata. La triste cerimonia viene interrotta da alcuni villici che, credendoli ugonotti, li assalgono. Grazie alla spada del barone e al bastone di Erode i villici vengono respinti ma, per timore che possano tornare in forze, la compagnia decide di partire in tutta fretta.
Cap.7 - Nel quale il romanzo giustifica il proprio titolo Giunta a distanza di sicurezza, la compagnia si ferma per una colazione che si arricchisce inaspettatamente grazie ad un'oca catturata da Scapino. Il futuro non sembra promettere nulla di positivo, vista la perdita di due attori in un breve lasso di tempo, ma Sigognac stupisce tutti proponendosi come sostituto di Matamoro, per non dover continuare ad approfittare della generosità dei comici. Il suo personaggio si chiamerà Capitan Fracassa. In attesa di arrivare in città, il gruppo decide di allestire qualche recita per i contadini della zona, accettando in pagamento generi di prima necessità.