Il battaglione Fulmine fu un battaglione della Divisione fanteria di marina Xª, creato durante la Repubblica Sociale Italiana con personale dell'ex Regio Esercito proveniente principalmente dalla specialità dei bersaglieri e molti giovani volontari. Fu operativo dall'estate 1944 fino allo scioglimento il 30 aprile 1945 a Schio.
Storia Il battaglione Fulmine venne costituito nella primavera 1944 presso la caserma San Bartolomeo di La Spezia. Tale unità prese il suo nome dall'omonimo cacciatorpediniere della Regia Marina, e nelle intenzioni del suo fondatore, il tenente colonnello Luigi Carallo, avrebbe dovuto appartenere alla specialità dei bersaglieri, anche per la provenienza della maggior parte delle sue reclute iniziali. Sulla fiamma di combattimento di battaglione - infatti - il reparto aveva un elmetto con il piumetto tipico dei bersaglieriC. Cucut, Le Forze Armate della RSI, cit. pp. 150 e ss..
Inizialmente formato da due compagnie, fu inquadrato nel 2º reggimento Fanteria di Marina della costituenda Divisione Decima, svolse l'attività di addestramento a Pietrasanta nell'aprile 1944. Il reparto fu quindi coinvolto nella guerra civile contro le formazioni partigiane italiane, dislocato prima di presidio a Orio Canavese, poi in un ciclo operativo in Valle d'Aosta.
Il 29 luglio al reparto venne assegnata la sua terza compagnia, la Volontari di Francia, costituita da soldati di origine italiana o figli di emigrati provenienti dalla Francia.
Ad agosto e settembre le tre compagnie del battaglione vennero spostate in Piemonte, dove riprese l'attività di controguerriglia in particolare lungo il confine con la Francia, dove - secondo alcuni - subì defezioni e trasferimenti alla 29. Waffen-Grenadier-Division der SS che ridussero gli effettivi del battaglione. Dislocato prima a Moncalieri e quindi a Torino, il battaglione partecipò alle operazioni contro la Repubblica di AlbaPer le operazioni contro la Zona Libera di Alba, cfr. G. Bonvicini, Decima marinai... cit. pp. 101 e ss..
Posto per breve tempo a presidio di Asti, il battaglione fu quindi spostato a Conegliano Veneto da metà novembre 1944, da dove partecipò al ciclo operativo contro la Repubblica della CarniaPer le operazioni contro la Zona Libera della Carnia, cfr. G. Bonvicini, Decima marinai... cit. pp. 105 e ss., e quindi fu immediatamente trasferito a Gorizia dove poté godere di un breve periodo di riposo.
Coinvolto quindi nell'Operazione Adler (dicembre 1944-gennaio 1945), il battaglione (sebbene a ranghi ridotti) venne quindi posto a presidio del borgo carsico di Tarnova della Selva, dove fu accerchiato da soverchianti forze partigiane. Assediato per due giorni dai partigiani jugoslavi, fu coinvolto in una serie di scontri passati alla storia come battaglia di Tarnova. Dopo due giorni di strenua difesa, i resti del battaglione furono soccorsi da colonne italotedesche provenienti da Gorizia e Sambasso, che - rompendo l'accerchiamento - riuscirono a mettere in salvo i superstiti del reparto.
Durante gli scontri di Tarnova, il Fulmine subì la perdita di 142 effettivi (86 caduti e 56 feriti), pari al 66% su un organico di 214 uomini, al 19 gennaio 1945. Il comandante della Xª Flottiglia MAS (RSI) Junio Valerio Borghese lo citò all'ordine del giorno e ne insignì la fiamma di combattimento di Medaglia d'Argento al Valor Militare della RSI. Si noti che le onorificenze della Repubblica Sociale non sono state riconosciute dal Regno e quindi dalla Repubblica Italiana..
Ridotto ad un terzo degli effettivi, il battaglione fu spostato a Conegliano dove si decise di non scioglierlo e ricostituirlo con nuove reclute, quindi a Carrè e Chiuppano (nei pressi di Thiene) dove rimase sostanzialmente fino alla fine delle ostilità. Nei giorni della fine di aprile 1945 il reparto si scisse - la compagnia Volontari di Francia si staccò da esso - e dopo aver tentato una manovra di sganciamento verso Pian delle Fugazze, il suo comandante decise di attendere l'arrivo degli alleati per arrendersi.
L'unità venne consegnata a Schio il 30 aprile 1945 all'88ª Divisione americana con l'onore delle armi.
Equipaggiamento Il reparto era dotato di armamento leggero di fanteria, mortai Brixia Mod. 35 da 45 mm e Breda da 81 mm e fuciloni Solothurn. Il Fulmine disponeva anche di un eterogeneo parco mezzi, con 10 motociclette, alcune autovetture ed autocarri. Nel ciclo operativo in Piemonte il reparto utilizzò anche un mezzo blindato di circostanza su telaio SPA AS 43C. Cucut, Le Forze Armate della RSI cit. p. 214..
Caduti
I caduti del reparto assommano a 93, anche se si è ipotizzato possano essere più di 100.
StanziamentoG. Pisanò, Gli ultimi in Grigioverde, pp. 1167 e ss. marzo-aprile 1944 - La Spezia aprile-30 giugno - Pietrasanta luglio - Ivrea; Orio Canavese; San Vincenzo della Fonte; Ivrea agosto - Cuorgnè ottobre - Torino; Asti; Alba novembre-dicembre - Conegliano 20 dicembre-16 gennaio 1945 Gorizia 16 gennaio-24 gennaio Tarnova della Selva 24 gennaio-4 febbraio Gorizia 5 febbraio-7 marzo Conegliano 7 marzo-24 aprile Carrè-Chiuppano 24-29 aprile Thiene
Cicli operativi luglio-agosto 1944 - controguerriglia in Valle dell'Orco 5 novembre - riconquista di Alba novembre - controguerriglia in Valle dell'Orco 19 novembre-5 dicembre - riconquista della Carnia 21 dicembre 1944-primi di gennaio 1945 - Operazione Adler 19-21 gennaio 1945 - Battaglia di Tarnova
Inno del battaglione In seguito alla battaglia di Tarnova il Fulmine si diede un inno che celebrava l'impresa.
Canzone del battaglione FulmineG. Pisanò, Storia della Guerra Civile, cit. p. 1333.
Santa Gorizia le campane scioglie e suona a gloria a darci il suo saluto. Le donne ci sorridon dalle soglie, come chi trova un dolce amor perduto. Ma i migliori di noi non son tornati: li abbiam sepolti in una fredda sera sotto Tarnova, e dormono placati nel sogno, avvolti dalla lor Bandiera.
Fulmine! Scatto, travolgo e vinco è la tua impresa. Sotto la Morte con la rosa in bocca, chi può fermare l'anima protesa verso le stelle, quando l'ora scocca? Fulmine! Guizza di fiamma il tuo fulgente nome sacro al fuoco, ora al Ciel vendicatore. Femmina è la Vittoria e, per le chiome, piegala a forza al bacio del tuo amore.
La spada abbiam raccolto sulla piana di Tripoli, la spada di buon taglio che impugnò vittorioso, a Bu Meliana, Umberto Cagni. E in piedi è l'Ammiraglio E ci addita la via: "Garibaldini del mare avanti, avanti! Vincerà chi crede!" E dietro l'orma sua cade GiombiniSi tratta del marò Arrigo Giombini, figlio del prefetto della RSI Alberto Giombini. Cfr. alla sua memoria., gittando un fior di sangue alla sua Fede.
Fulmine! Scatto, travolgo e vinco...
Ove sei marinaio che l'orrore di una resa infamante tu deridi e respingi la vita oltre l'Onore gridando "Italia! Decima!" e t'uccidi? La vita è senza peso. Pura, eccelsa la Patria è fiamma al nostro invitto amore. Vale solo la spada, se con l'elsa la mano chiusa sa impugnare il cuore!
Fulmine! Scatto, travolgo e vinco...
Note
Bibliografia
Voci correlate Xª Flottiglia MAS (RSI) Battaglia di Tarnova Junio Valerio Borghese Repubblica Sociale Italiana Battaglione Barbarigo Corpi militari autonomi
Categoria:Xª Flottiglia MAS Categoria:Unità di fanteria della Marina Nazionale Repubblicana