Il museo arcivescovile di Ravenna ha sede nel Palazzo Arcivescovile, nel centro storico della città. Fondato nel 1734, è il primo museo diocesano sorto in Italia.

Storia Nei primi decenni del XVIII secolo, il vescovato decise di demolire e poi ricostruire ex novo la cattedrale medioevale di Ravenna. L'edificio ospitava molti oggetti d'arte appartenenti alla precedente cattedrale paleocristiana, sorta quando la capitale dell'Impero romano era stata trasferita da Milano.

I mosaici, le epigrafi, i capitelli e le lapidi furono asportati. L'arcivescovo Maffeo Nicolò Farsetti (1727-1741) decise di non ricollocarli nella nuova chiesa, ma di raccoglierli in un luogo apposito. Dopo alcuni anni di chiusura, il Museo è stato riaperto nel 2010 in seguito a una serie di interventi di carattere strutturale e impiantistico che ne hanno garantito un nuovo assetto espositivo. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96.

Descrizione Opere

Il percorso espositivo, costituito da quattro sale, è molto suggestivo, poiché si alternano in esso ambienti storici, reperti archeologici e opere d'arte. Di notevole rilievo ed interesse: l'ambone, proveniente dalla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo; una statua bizantina acefala, forse raffigurante Giustiniano (VI secolo), in porfido; la lastra con il calendario pasquale (VI secolo), in marmo; la croce dell'arcivescovo Agnello (VI secolo), in argento; i mosaici (XII secolo) dell'abside dell'antica cattedrale ursianaDal nome del vescovo che la fece costruire, Orso Ursus (vescovo) († 396 circa)., fra cui l'immagine della Madonna in preghiera; frammenti tessili; una pianeta del X secolo ed un'altra del XIII secolo.

La Torre Salustra Completa la visita la torre romana detta Salustra, dove è esposta: la Cattedra vescovile di Massimiano (VI secolo), in avorio.

La Cappella Arcivescovile La visita al Museo offre infine un'emozionante sorpresa: la Cappella Arcivescovile di Sant'Andrea, costruita come oratorio privato da Pietro II, vescovo di Ravenna (494 - 519), e decorata con splendidi mosaici dell'inizio del V secolo, fra cui spiccano: nella lunetta Gesù Cristo vincitore che calpesta un leone ed un serpente; nella volta Quattro angeli che sorreggono il monogramma di Cristo; nei sottoarchi si alternano Medaglioni con busti dei santi.

È l'unica cappella vescovile dell'antichità cristiana giunta fino a noi. Nel 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO (insieme ad altri sette monumenti di Ravenna) "Patrimonio dell'umanità".

Il museo è dotato di un sistema di pannelli informativi Braille per i non vedenti.

Note

Bibliografia

Voci correlate Arcidiocesi di Ravenna-Cervia Museo diocesano

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