La musica dell'antico Egitto ha origini molto remote, tanto da rendere gli Egizi tra le prime civiltà di cui si hanno testimonianze musicali. Il ruolo della musica, chiamata hy (gioia),. era di grande importanza essendo ritenuta di origine divina, infatti essa era legata a Hathor considerata dea della gioia, della danza e della musica.. La dea Meret era reputata la personificazione della musica e con la sua gestualità, quasi da direttore d'orchestra, governava l'ordine cosmico e il flusso della musica..

Le numerose raffigurazioni a noi giunte che rappresentano musicisti, cantanti e danzatori, testimoniano come la musica assumesse un ruolo di grande rilevanza nella società egizia; inoltre una notevole tradizione letteraria e ritrovamenti di svariati strumenti ne sono una conferma..

Storia Gli antichi egizi attribuivano alla dea Bat l'invenzione della musica. Il culto di Bat fu alla fine sincretizzato con quello di Hathor perché entrambe erano raffigurate come mucche. Si credeva che la musica di Hathor fosse stata usata da Osiride come parte del suo sforzo di civilizzare il mondo. Anche la dea gatto Bastet era considerata una dea della musica.

Periodo neolitico Già nell'Egitto preistorico la musica e il canto erano comunemente usati nella magia e nei rituali. I ritmi durante questo periodo erano invariati e la musica serviva a creare ritmo. Gli strumenti idiofoni furono tra i primi utilizzati dagli antichi egizi; per ottenere un effetto percussivo si usavano inizialmente mani e piedi a cui furono poi sostituiti oggetti in pietra o legno; vennero così introdotti i primi strumenti musicali, quali bacchette, sonagli, batacchi, utilizzati in rituali totemici. Piccoli gusci erano usati come fischietti..

Periodo predinastico

Nel Periodo Predinastico, la musica e la danza avevano soprattutto funzione propiziatoria in riti di fecondazione e di iniziazione. Durante il periodo predinastico della storia egiziana, i canti funerari continuarono a svolgere un ruolo importante nella religione egiziana e furono accompagnati da battaci o flauti. Nonostante la mancanza, in alcuni casi, di prove fisiche gli egittologi teorizzano che lo sviluppo di alcuni strumenti noti nel periodo del Vecchio Regno, come il flauto lungo soffiato in cima, abbia avuto luogo durante questo periodo.

Antico Regno

Nell'Antico Regno si creò l'usanza di una formazione strumentale composita, comprendente vari flauti, arpe arcuate, con un'ampia cassa armonica e strumenti ad ancia semplice, antenati del clarinetto. Si trovano poi i crotali, il sistro, legato ad Hathor, la tromba, utilizzata in guerra e durante i cortei funebri, per questo motivo sacra a Osiride, i tamburi, il liuto e il flauto, sacro ad Amon. L'uso del clarinetto doppio è documentato da bassorilievi già a partire dalla V dinastia, nella tomba di Nenencheftka a Saqqara..

Medio Regno La musica era utilizzata in numerose situazioni e praticata a tutti i livelli della società egizia. Durante le cerimonie religiose essa aveva un ruolo di rilievo; danzatrici, cantanti e musiciste di professione, ruoli spesso soltanto femminili, ebbero funzioni speciali in ogni periodo della storia egiziana. Tra il clero legato a Amon erano presenti suonatrici di rango sacerdotale..

Nell'antico Egitto non si celebravano feste o banchetti senza la partecipazione attiva di musicisti e cantanti, ruoli sovente riuniti nella stessa persona. Anche nelle case di piacere veniva eseguita musica con interpreti spesso straniere, nubiane o siriane, e venivano anche eseguite danze accompagnate da tamburi e tamburelli..

Durante le feste in onore dei morti, occasione in cui la famiglia del defunto si riuniva presso la tomba, si celebravano banchetti con accompagnamento di musiche, canti e danze..

I cimbali, strumenti simili ai piatti, frequentemente accompagnavano musica e danza, come fanno ancora oggi in Egitto.

Durante il Medio Regno si introdussero il tamburo, la lira e i liuti e alla danza rituale si aggiunse quella professionale che aveva lo scopo di intrattenere lo spettatore. Il tipico strumento egizio, il sistro, vide in quest'epoca un allargamento del suo utilizzo. Strumenti più sofisticati dovettero attendere più a lungo. I primi ad apparire dopo le percussioni furono gli strumenti a fiato (flauto, corno) e a corde (lira e arpa), di cui esistono testimonianze greche, egizie e mesopotamiche anteriori al X secolo a.C.; queste civiltà conoscevano già i principali intervalli fra i suoni (quinte, quarte, ottave), che erano usate come base per alcuni sistemi di scale.

La mancanza di una notazione musicale è stato il problema maggiore affrontato dagli studiosi; purtroppo non è mai stato rintracciato nessuno spartito, quindi si sa molto poco sulle melodie o combinazioni armoniche dell'antichità egizia.. Alcuni musicologi hanno però tentato di ricostruire quali tonalità potessero essere state utilizzate studiando gli antichi strumenti, replicati in modo da poter essere suonati.. Il musicologo Curt SachsCurt Sachs, The History of Musical Instruments, Norton, New York, 1940 studiando l'accordatura delle arpe e i rapporti fra le corde corte e lunghe delle stesse, ha rilevato che da questi strumenti gli Egizi ottenessero intervalli di quarta, quinta e suoni all'unisono; essi inoltre utilizzavano una scala pentatonica discendente e probabilmente conoscevano la scala eptatonica, infatti è stato osservato che un oboe conservato al Museo egizio di Torino ha l'estensione di ben due ottave..

Probabilmente la musica egiziana antica era composta dalla scala dominante frigia, dalla scala frigia, dalla scala a doppia armonica (scala araba) o dalla scala lidia. La scala dominante frigia può spesso presentare una nota alterata o due in alcune parti per creare tensione. Ad esempio, la musica potrebbe essere in genere nella tonalità frigia dominante usando le note Mi, Fa, Sol diesis, La, Si, Do, Re e quindi avere un La diesis, Si, La diesis, Sol naturale e Mi per creare tensione.

Strumenti musicali

Strumenti a percussione Strumenti idiofoni Gli strumenti idiofoni sono fra i primi usati dagli antichi egizi. Inizialmente i suoni venivano prodotti da parti del corpo, mani e piedi. Il calpestio con i piedi, ma soprattutto il battito ritmico delle mani e lo schiocco delle dita, divennero un mezzo di espressione molto dinamico; differenze di suono erano prodotte dalle mani in forma concava oppure piatta. Nella tomba di Dhjeutmosi (TT342) è rappresentato un gruppo di tre persone che esegue un accompagnamento ritmico con le mani..

Le bacchette, solitamente in legno, venivano utilizzate in coppia a scopo percussivo, battute una contro l'altra; vi sono numerose raffigurazioni che mostrano uomini intenti a utilizzarle durante riti di fertilità in agricoltura. Nella Mastaba di Mereruka, ad esempio, due uomini accompagnano ritmicamente con le bacchette la pigiatura dell'uva.

I batacchi, in legno, avorio od osso, altri anche in metallo, avevano forme differenti; alcuni presentavano un manico dritto con all'estremità un ornamento a forma di testa di animale o un fiore, altri erano ricurvi, con due decorazioni alle estremità. I batacchi venivano usati spesso per accompagnare ritmicamente la musica della danza. Il tipo di sonorità era legato al materiale usato: più sorda per il legno, più squillante per il metallo.

Il sistro era uno strumento fondamentale, considerato sacro in quanto legato alla dea Hathor e riservato a chi accedeva ai servizi del tempio. Era a forma arcuata, a ferro di cavallo, provvisto di tre o quattro barre lunghe dai venti ai quaranta centimetri, fornite di dischetti mobili; interamente in metallo, bronzo o ottone, a volte con parti in oro o argento, presentava alla base una testa di Hathor, sostenuta da un corto manico. Il sistro veniva scosso tenendolo soltanto verticalmente in modo che i dischetti si muovessero producendo il suono.

I cimbali erano dei piatti, simili a quelli odierni, ma di circa 14-18 centimetri di diametro, generalmente in ottone o in argento misto a ottone.

Le campane, solitamente in bronzo, avevano forme diverse, a volte simili al calice di un fiore. Il suono aveva una gamma notevolmente ampia, in relazione al peso e alla grandezza. Il loro uso era legato a molte situazioni, dall'ambito religioso, suonate dai sacerdoti del tempio, alle feste in onore di Osiride, alla protezione delle case, come amuleti, poste sulla porta..

Lo strumento che noi oggi chiamiamo nacchere o castagnette era costituito da coppie di piccoli piatti che si suonavano tenendoli con i polpastrelli tra pollice e medio. In legno, osso, avorio o metallo, talvolta avevano forma di piccoli stivali incavati, altri erano simili a valve di conchiglia, tenute insieme da lacci e ricordano le odierne nacchere spagnole. Sono stati trovati numerosi esemplari nelle tombe ed erano utilizzate sia in cerimonie religiose sia durante feste o danze..

Strumenti membranofoni Tamburo. Nell'antico Egitto si utilizzavano numerose varietà di tamburi, suonati sia con le mani sia con bastoni o bacchette. Era usato in molte occasioni, ma principalmente in ambito militare. Il tamburo cilindrico era in legno o di metallo ed era provvisto di pelle da un lato; si suonava con due bacchette e si teneva fermo usando delle cinghie. Un esemplare in ottime condizioni è stato trovato in una tomba del complesso funerario di Beni Hasan risalente al Medio Regno ora conservato al Museo del Cairo.. Esistevano anche altre tipologie di tamburi più piccoli, simili a barilotti, con le due estremità chiuse da pergamena; erano abitualmente suonati con le dita o con le nocche. Il piccolo tamburo detto "tabla" era in terracotta, a forma di calice e misurava circa 50-60 centimetri in altezza; era associato alla figura di Bes. Altri erano in legno intarsiato con materiali pregiati e chiusi con pelle di pesce o di capra.

Il tamburello appare in Egitto nel Nuovo Regno come strumento tipicamente femminile; usato in svariate occasioni, era uno strumento più piccolo, dai 20 ai 30 centimetri di diametro e di poco spessore, provvisto di pelle sulla parte superiore; veniva suonato con la mano destra e tenuto con la sinistra.

Strumenti a fiato Flauto Esistevano diverse tipologie di flauto, i più comuni erano il flauto "nay", il flauto traverso e il flauto di Pan.

Il flauto nay era ricavato da canne che crescevano sulle rive del Nilo ed era provvisto di un foro inferiore aperto. La tecnica era simile a quella odierna, si suonava soffiando nella canna e si chiudevano i fori, sei anteriori e uno posteriore, traendone diversi toni. Nel corso dei secoli il nay è mutato molto poco ed è ancora oggi usato in Egitto; spesso è denominato "nay dei Dervisci" poiché suonato spesso da questa confraternita mistica. I flauti nay erano solitamente di sette misure differenti, dai 37 ai 68 centimetri di lunghezza..

Il flauto traverso è stato rappresentato in numerose raffigurazioni pittoriche fin dalla IV dinastia. Era costituito da una canna e veniva tenuto orizzontalmente, soffiando dal foro posto lateralmente; alcuni esemplari in bronzo sono stati trovati presso il sito di Meroe nel sud dell'Egitto.

Il flauto di Pan (siringa) era composto da sette canne graduate chiuse all'estremità inferiore e livellate nella parte superiore; potevano essere a forma di zattera se poste una di fianco all'altra, o di fascio se assemblate. Uno di questi in buone condizioni è stato trovato nel tempio di Sobek ad al-Fayyum..

Strumenti ad ancia semplice e doppia Un tipo particolare di flauto, provvisto di una singola lamina (ancia) all'imboccatura si può ritenere un antenato del clarinetto. Diversi esemplari sono oggi conservati al British Museum di Londra e nel Museo delle antichità di Leida. Un altro strumento costituito da due canne appaiate di uguale lunghezza e provviste di ancia può essere considerato un doppio clarinetto. L'esemplare presente nelle raffigurazioni della tomba di Nencheftka, della V dinastia, è ora visibile al Museo del Cairo.