I titoli di Stato sono obbligazioni emesse da un ministero o dipartimento governativo per finanziare il debito o deficit pubblico dello Stato.
Gli interessi incorporati nel titolo possono essere corrisposti al sottoscrittore del prestito sia mediante lo scarto di emissione (ossia la differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione o di acquisto), sia mediante il pagamento di cedole (fisse o variabili) durante la vita del titolo.
Alla scadenza dell'obbligazione lo Stato rimborsa il capitale iniziale.obbligazioni e titoli di Stato , PattiChiari. Investimenti. Url consultato il 14-05-2012
Descrizione In Italia Il Ministero dell'Economia e delle Finanze emette sul mercato cinque categorie di titoli di Stato, ciascuno con diverse caratteristiche in termini di scadenza, rendimento e modalità di pagamento degli interessi dovuti:
Buono ordinario del tesoro (BOT): titoli a breve termine, della durata di 3, 6 e 12 mesi, privi di cedole, il cui rendimento è dato dallo scarto di emissione; BTP Italia: titoli della durata di 4, 6 o 8 anni, nei quali le cedole sono indicizzate all'andamento dell'inflazione italiana; BTP Valore: titoli della durata di 4 o 5 anni, con cedole fisse semestrali o trimestrali; BTP Futura: titoli della durata di 12 anni, con cedole fisse semestrali con rendimento crescente per ogni anno; Certificato di credito del tesoro (CCT): titoli della durata di 7 anni e cedole variabili semestrali, legate al tasso Euribor a 6 mesi più una maggiorazione (spread) Cosa sono i titoli di Stato? , Dipartimento del Tesoro. Url consultato il 14-05-2012; Certificato del tesoro zero-coupon (CTZ): titoli della durata di 24 mesi, privi di cedole; Buono del tesoro poliennale (BTP): titoli della durata di 3, 5, 10, 15 e 30 anni, con cedole fisse semestrali; Buono del tesoro poliennale Indicizzati all'inflazione europea (BTP€i): titoli della durata di 5 e 10 anni, nei quali sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole semestrali sono rivalutati in base all'andamento dell'inflazione europea, misurato dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) nella zona euro con esclusione del tabacco, calcolato mensilmente da Eurostat. Questi titoli garantiscono una protezione contro l'aumento dei prezzi in Europa. Sono stati emessi anche BTP€i con durate di 15 e 30 anni (e potrebbero essere emessi di nuovo in futuro).
Dall'estate 2010 il MEF ha cominciato ad emettere una nuova classe di titoli a cedola variabile sostituendo i vecchi CCT: i CCTeu, collegati al tasso euribor invece che al tasso BOT 6 mesi.
Altri titoli pubblici
La legge 23 dicembre 1994 n. 724, recante Misure di razionalizzazione della finanza pubblica, all'art. 35 concede anche agli enti pubblici territoriali (quali Comuni, Province, Regioni e altri) la facoltà di finanziare opere pubbliche mediante l'emissione di obbligazioni di scopo, per investimenti specifici, completamente esenti da imposte e detraibili. Tali buoni sono garantiti dalle entrate fiscali e dal demanio di proprietà degli enti locali, hanno durata non inferiore a cinque anni, e vincolano gli enti locali a investire il capitale raccolto per i capitoli di spesa deliberati con l'emissione.Emissione di titoli obbligazionari da parte di enti territoriali, Dipartimento del Tesoro, Url consultato il 14-05-2012
Questi titoli prendono il nome di buoni obbligazionari comunali (BOC), o provinciali (BOP) o regionali (BOR).Buoni Ordinari Comunali, Buoni Ordinari Provinciali e Buoni Ordinari Regionali , Guida Obbligazioni, Url consultato il 14-05-2012
La garanzia delle obbligazioni resta in capo agli enti emittenti. In caso di insolvenza, non è previsto l'intervento dello Stato o dell'ente locale "sovraordinato" (Province in aiuto dei Comuni, Regioni a sostegno delle province insolventi).
Lo scarso successo di questi strumenti dipende anche dalla incompleta attuazione del diritto delle regioni a beneficiare di tributi propri, aggiuntivi ai trasferimenti dallo Stato (art. 119 della Costituzione), tali da garantire entrate sufficienti e soprattutto certe, non revocabili dai Governi centrali, e la capacità di rimborso delle obbligazioni contratte. La certezza delle entrate è più importante della loro entità ai fini del rating dello strumento e dell'interesse richiesto dal mercato; se le entrate sono minori, può essere allungata la durata dei titoli.A fronte di un disimpegno dello Stato e degli enti superiori, che beneficiano di entrate maggiori e di un patrimonio demaniale più grande, e possono offrire garanzie maggiori di quelle dell'emittente, l'investitore richiede un interesse e un premio di rischio maggiori dei titoli di Stato.Le obbligazioni di scopo diventano una forma di utilizzo capitale di debito più dispendiosa per gli enti e per i cittadini, rispetto al trasferimento diretto dallo Stato finanziato con i più diffusi BOT e CCT.
Viceversa, se fosse sempre lo Stato a pagare per gli emittenti che non rimborsano le loro obbligazioni, questo si tradurrebbe per gli enti locali in una libertà di spesa basata sui debiti e senza responsabilità.
Le obbligazioni di scopo permettono di ripagare in tempi rapidi i fornitori della pubblica amministrazione, l'opera è ripagata nel tempo da tutti i soggetti che ne traggono beneficio, se sono divisi ugualmente negli anni il rimborso di capitale e interessi, o quanto meno la tassazione sottostante che li finanzia.
Valutazioni politiche ed elettorali possono indurre le amministrazioni a prolungare il più possibile la durata dei buoni per beneficiare di quote interessi più basse, e ad emettere obbligazioni che prevedono il rimborso a scadenza dell'intera quota capitale: l'ente locale, con strumenti di durata non inferiore ai 5 anni (ogni 7 si vota), potrebbe realizzare opere di pubblica utilità a costo zero per i suoi cittadini-elettori, lasciando il debito alle generazioni e alle amministrazioni successive. Ciò ridurrebbe la libertà dei futuri elettori, consegnando loro amministrazioni con una libertà di spesa limitata da debiti contratti in passato.Viceversa, con un prelievo diretto, il costo dell'opera graverebbe per intero sugli attuali elettori, in modo altrettanto iniquo.
La obbligazioni di scopo restano un'opportunità per gli enti locali, se confrontati con gli interessi richiesti dagli istituti di credito.
In Germania Il Ministero dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Federale Tedesca emette sul mercato i seguenti titoli di stato: Schatz: Questi sono titoli di stato a breve termine con scadenza di meno di un anno. Sono emessi con una durata di 6 mesi o 1 anno e hanno un rendimento inferiore rispetto ai titoli di stato a lungo termine. Bobl: Questi sono titoli di stato a medio termine con scadenza di 2 anni. Sono emessi per finanziare le spese di bilancio a breve termine e hanno un rendimento più elevato rispetto ai titoli Schatz. Bund: Questi sono i titoli a lungo termine con una scadenza di 10 anni. Sono considerati il benchmark del mercato dei titoli di stato europei e sono tra i titoli di stato più liquidi al mondo. I Bunds sono emessi per finanziare le spese di bilancio a lungo termine e sono considerati uno degli investimenti più sicuri al mondo.
Modalità di acquisto e di incasso
L'acquisto dei titoli di Stato può essere effettuato sia in asta al momento dell'emissione, sia sul mercato secondario; in ogni caso occorre farlo tramite una banca o un intermediario finanziario.Come investire in titoli di stato, Dipartimento del Tesoro. Url consultato il 14-05-2012
Fino alla fine del novecento i titoli di Stato venivano consegnati fisicamente (ossia in forma cartacea) all'acquirente, che poi doveva recarsi in banca per la riscossione degli interessi previo "stacco" di una "cedola" allegata al titolo stesso. Da questo modo di corresponsione degli interessi deriva la frase "staccare la cedola", ancora oggi in uso, anche se le modalità di riscossione sono radicalmente diverse.
Oggigiorno i titoli sono tutti dematerializzati e rappresentati da iscrizioni contabili a favore: chi li acquista ha come prova d'acquisto e di possesso, rispettivamente, la ricevuta bancaria e l'estratto conto dei titoli registrati sul deposito titoli intestato all'acquirente. Ciò consente l'accredito diretto su conto corrente delle cedole e del capitale a scadenza. I bond cartacei al portatore sono privi di valore legale.
Sottoscrizione in asta In Italia Per l'acquisto tramite asta occorre prenotare la quantità desiderata, per un importo minimo di 1.000 euro, con almeno un giorno di anticipo rispetto alla data dell'asta. Il calendario delle aste dei titoli di stato è pubblico.
I BOT sono collocati tramite asta competitiva mentre BTP, CTZ e CCT sono collocati tramite asta marginale. Chi acquista in asta ha lo svantaggio di non conoscere esattamente il prezzo di collocamento, ma ha il vantaggio di non pagare le commissioni bancarie, ad eccezione dei BOT, per i quali sono previste commissioni massime fissate con decreto. Esiste comunque il "diritto di retrocessione" che ammonta circa a 40 centesimi per BTP, CTZ E CCT per cui acquistando un titolo in asta si va a pagare un prezzo di 40 ticks superiore al prezzo di mercato in media. La retrocessione viene incamerata dalla banca intermediaria. Secondo dati di Bankitalia, nei due mesi di maggio e giugno 2018 lo stock di titoli di debito detenuti da investitori esteri è calato da 722 a 664.3 miliardi di euro, per un differenziale di 58 miliardi non rinnovati a scadenza, ed una quota pari al 28.3% del debito pubblico complessiva (2.341.6 miliardi di euro a giugno). Ciò ha segnato una delle più rapide inversioni di tendenza dal 2011, con una ripresa di circa 8 mld a luglio ed una riduzione a 100 punti base dello differenza di tasso di interesse pagati dai titoli greci a 5 anni, scambiati nel solo mercato interbancario . Il costo medio è salito dall'1 all'1.6%.
Acquisto sul mercato secondario L'acquisto sul mercato secondario riguarda invece i titoli di Stato già in circolazione.
Chi acquista sul mercato ha lo svantaggio di pagare commissioni all'intermediario finanziario, ma ha il vantaggio di conoscere il prezzo di acquisto e di vendita. L'esistenza di un mercato secondario fa sì che il risparmiatore possa vendere i titoli prima della scadenza a prezzo di mercato.
Criteri di acquisto Tenendo conto che, oltre all'aliquota fiscale dovuta, occorre corrispondere alla banca una commissione per l'acquisto, è bene scegliere il titolo in funzione del periodo entro il quale occorre rientrare in possesso del capitale. A seconda delle condizioni offerte dalla banca, se non si aspetta fino alla data di scadenza (maturity date) e si decide di rivendere sul mercato secondario si dovrà tenere in considerazione una eventuale e ulteriore commissione da dare alla banca per l'ordine di vendita, onere che abbasserà il rendimento netto dell'investimento.
I titoli di Stato, differenziati per scadenza dalla data di emissione, danno origine a due categorie: i titoli monetari, cioè titoli con scadenza massima a 12 o 18 mesi dall'emissione (ad esempio in Italia i BOT, negli Stati Uniti i T-Bill) che rappresentano uno strumento di impiego di capitale nel breve periodo e i titoli di Stato "standard" con scadenza anche oltre i 30 anni dall'emissione (in Italia BTP e CCT, negli Stati Uniti T-Bond e T-Notes) per investimenti nel medio lungo. I titoli di Stato a lunga scadenza sono da scegliere quando la previsione dei tassi è in calo rispetto alla situazione corrente mentre a media scadenza sono da preferire in caso di congiuntura dei tassi in rialzo.
Trattamento fiscale In Italia Norme in vigore Il regime fiscale degli interessi sui titoli di Stato è differenziato in base alla posizione soggettiva del percettore di reddito.Il regime fiscale dei Titoli di Stato, Dipartimento del Tesoro, Nota esplicativa. Url consultato il 14-05-2012