Il Partito Democratico presenta al suo interno diverse correnti tra loro spesso in contrasto su molteplici questioni. Esse hanno dimostrato fino ad ora di saper coesistere in maniera unitaria senza scissioni. È capitato che singoli esponenti politici del partito abbiano cambiato partito,Per esempio Henry A. Wallace, Michael Bloomberg, Cynthia McKinney, Mike Gravel, ecc. ma nel complesso tali trasferimenti non hanno intaccato la consistenza del movimento.

Le fazioni interne al Democratic Party possono essere suddivise in tre grandi macroaree: liberal; moderati, conservatori e libertari; minoranze etniche e religiose. È comunque da sottolineare che i confini tra le correnti sono molto sfumati e su alcuni temi è difficile stabilire quale sia la posizione liberale e quale sia quella conservatrice; cionondimeno è doveroso segnalare che non di rado sono divampate polemiche interne, soprattutto nel periodo che va dalla fine della presidenza Clinton all'inizio dell'amministrazione Obama.

Il partito è diviso in tre rami: Un ramo progressista, rappresentato da Alexandria Ocasio-Cortez, Bernie Sanders, Bill de Blasio, Nancy Pelosi, Elizabeth Warren, Howard Dean, Jesse Jackson, Alan Grayson, Al Franken, Dianne Feinstein, Dennis Kucinich, Zohran Mamdani e Barack Obama orientati verso una socialdemocrazia di tipo europeo, difendono i diritti delle persone LGBT, il diritto all'aborto e una restrizione del diritto al porto d'armi. Un ramo centrista, rappresentato da Joe Biden, Bill Clinton, Hillary Clinton, Bill Richardson, Mark Warner, Ed Rendell, Jim Webb, Harry Reid e Tim Kaine, sostengono il liberalismo economico e il progresso sociale. Un ramo conservatore sul piano fiscale e sociale, meno importante delle altre due, rappresentato dalla Blue Dog Coalition composta tra gli altri da Mary Landrieu, Bob Casey, Jr., Loretta Sanchez e Ben Nelson, che militano per il protezionismo economico, la restrizione dell'aborto e la difesa del diritto al porto d'armi.

Liberali Progressisti I progressisti tendono ad avere una linea centrista per ciò che concerne la politica economica e una visione fortemente improntata a sinistra per quanto riguarda le tematiche socialiJudis, B. J. (11 luglio 2003). The trouble with Howard Dean. Salon.com.". http://dir.salon.com/story/news/feature/2003/07/11/dean/index.html , consultato il 19 luglio 2007. L'ala progressista è contraria alla guerra in Iraq e rifiuta il conservatorismo politico e sociale; al contrario appoggia l'assistenza sanitaria universale, la modernizzazione delle infrastrutture nazionali e una linea di condotta più energica quando il partito si trova all'opposizione.

Al contrario di molte altre correnti, infatti, quella progressista è molto critica nei confronti del Partito Repubblicano e definisce il governo come uno strumento politico diretto a stabilire l'uguaglianza politica e sociale nel paese. Secondo John B. Judis i giovani lavoratori usciti dai college più prestigiosi sono attualmente più progressisti che repubblicani (al contrario di quanto succedeva negli anni cinquanta) ed essi, essendo figli della rivoluzione culturale degli anni sessanta, tendono ad essere più aperti e di larghe vedute su questioni come i diritti delle donne e la piaga dell'omofobia; da un punto di vista fiscale, però, rimangono sostanzialmente moderati se non conservatori.

Il Congressional Progressive Caucus (CPC) è il più grande caucus democratico degli Stati Uniti, con 83 membri dichiarati (82 democratici e un indipendente). Di esso fanno parte o hanno fatto parte i più importanti esponenti della corrente democratico-progressista: Dennis Kucinich, John Conyers, Jim McDermott, John Lewis, Paul Wellstone, Barbara Lee, Sherrod Brown più l'unico esponente politicamente non affiliato, il "compagno" Bernie Sanders.

Molti progressisti sono i diretti discendenti della corrente New Left, il cui principale rappresentate fu il candidato alla presidenza del 1972 George McGovern; altri sono sostenitori di Howard Dean o lo stesso Kucinich; altri ancora erano in passato militanti dei verdi. Come già accennato, la maggior parte dei progressisti hanno un elevato titolo di studio e sono benestanti: stando a una ricerca del Pew Research Center, il 49% di loro è laureato e il 41% proviene da una famiglia ricca"Pew Research Center. (10 maggio 2005). Beyond Red vs. Blue.". http://people-press.org/reports/display.php3?PageID=945 consultato il 12 luglio 2007. Quando si presentano alle elezioni, i candidati di questa fazione tendono ad avere il supporto della comunità afroamericana e dei cittadini metropolitani (tranne che nel sud del paese).

Liberal I liberal possono essere definiti come esponenti politici di centro-sinistra. A metà strada tra conservatori e progressisti, questa corrente è stata dominante nel partito per alcuni decenni fino a quando, nel 1992, il centrista Bill Clinton riuscì ad ottenere la nomina presidenziale. Rispetto all'ala destra del partito, i liberal hanno generalmente sostenuto un commercio equo, politiche economiche meno conservatrici, una politica estera meno militarista e più attenzione verso i diritti civili.

Gli esponenti di spicco della corrente liberal sono i senatori Barbara Boxer, Russ Feingold, Tom Harkin e la speaker della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi. Anche le posizioni del defunto Ted Kennedy, inoltre, possono essere incluse in quest'area.

Laburisti Fin dagli anni trenta una componente fondamentale del Partito Democratico era assimilabile al mondo del lavoro. Questa corrente laburista gode dell'appoggio dei sindacati, che forniscono una grande quantità di denaro, di quadri per l'organizzazione politica e soprattutto di preferenze spesso utili per vincere nelle città operaie in cui spesso le consultazioni sono in bilico. L'appartenenza sindacale però è in netto calo: se nel 1950 i lavoratori iscritti al sindacato erano il 36%, oggi la percentuale è scesa al 12%. Di essi, il 36% lavora in un'impresa pubblica e il 7,8% fanno parte del settore privato: questa tendenza ha influito con l'evoluzione sindacale, dato che col passare degli anni le imprese non statali sono aumentate e di conseguenza anche gli iscritti alle organizzazioni lavorative sono diminuiti.

Tuttavia, è stato notato che gli iscritti alle unioni sindacali sono degli elettori che non disertano mai le urne, tanto che alle presidenziali del 2004 il 25% degli elettori provenivano da questa galassia"Union Movement Set to Get Out the Vote in 2006" AFL-CIO Blog. 2006. http://www.aflcio.org/issues/politics/gotv2006.cfm , consultato il 12 marzo 2007. Il fatto che l'astensionismo dei lavoratori sia praticamente assente ha fatto in modo che questa corrente continui ad esercitare un forte potere all'interno del partito.

Le tre principali organizzazioni sindacali legate ai democratici sono la AFL-CIO con 9 milioni di iscritti, la Change to Win Federation con 6 milioni di iscritti e la National Education Association con 3,2 milioni di iscritti quasi tutti facente parte del sistema scolastico. Principali esponenti della corrente laburista sono i senatori Sherrod Brown (che però fa parte del Congressional Progressive Caucus) e Byron Dorgan (di tendenze populiste) nonché l'ex candidato alla vicepresidenza John Edwards.

Cristiano-sociali I religiosi di sinistra hanno molti obiettivi in comune con il Partito Democratico ed hanno spesso fatto sentire la loro voce in seno al movimento, anche se il movimento è più piccolo e meno influente rispetto alla destra religiosa, che è generalmente affiliata al Partito Repubblicano.

La sinistra religiosa fa propri i valori del pacifismo ed i suoi militanti provengono sia dal culto cattolico che da quello protestante, in particolare evangelico. Le loro posizioni in materia di giustizia sociale, di distribuzione del benessere, di sanità, di istruzione e di politica estera sono più in linea con il programma dei democratici mentre le loro scelte economiche, improntante sul laissez-faire, seguono l'approccio dei repubblicani. Sono tendenzialmente contrari alla pena di morte e generalmente sui diritti civili si avvicinano alle tendenze progressiste; sulle questioni morali (aborto, eutanasia e diritti gay) la sinistra cristiana è spesso, anche se non sempre, in linea con i democratici ma non manca chi vorrebbe applicare letteralmente alla società i dettami della Bibbia su questi temi.

I cristiano-sociali più noti sono il reverendo Jesse Jackson (candidato democratico alle elezioni presidenziali nel 1984 e del 1988) e il suo collega Al Sharpton (presentatosi alle elezioni presidenziali nel 2004): rispetto al primo, il secondo ha avuto molto meno successo.

Moderati, conservatori e libertari Moderati La corrente moderata o centrista è probabilmente quella più eterogenea. Da un punto di vista generale si può dire che i moderati, rispetto ai membri delle altre correnti democratiche, siano più propensi a giudicare favorevolmente l'uso della forza militare e a ridurre lo stato sociale: difatti durante gli otto anni di governo Bush hanno approvato sia la riforma del welfare sia il taglio delle tasse proposto dal presidente repubblicano.

I New Democrats

Uno dei gruppi moderati più influenti è il Democratic Leadership Council (DLC), un'organizzazione non-profit che vorrebbe vedere il partito allineato alle sue posizioni centriste; i membri del DLC si autodefiniscono "Nuovi Democratici" (New Democrats) ed è solitamente con questo termine che si definiscono i moderati all'interno del partito dell'asinello. Il DLC venne fondato da Al From nel 1985: a un anno di distanza dalla schiacciante vittoria di Ronald Reagan su Walter Mondale, egli riteneva che il Partito Democratico dovesse tentare di riconquistare la Casa Bianca accomunandosi su certi temi al Partito Repubblicano. È però da segnalare che nel periodo in cui il DLC ebbe una grande influenza sul partito i democratici erano in minoranza in entrambe le Camere.

Il DLC dominò sul Partito Democratico dal 1993 al 2005 e in particolare durante la presidenza Clinton (1993-2001), che era stato alla guida anche del gruppo di From (che ne rimane ancora il principale ideologo). Per capirne l'influenza basta un solo dato: tutti i presidenti del Democratic National Committee dal 1992 ad oggi (con l'esclusione di Howard Dean, in sella dal 2005 al 2009) facevano parte anche del Democratic Leadership Council.

Oltre all'ex presidente e governatore dell'Arkansas, sono espressioni della corrente moderata anche Joe Biden, Joe Lieberman (che ha però abbandonato il partito), Hillary Rodham Clinton, Al Gore e Mark Warner nonché l'attuale portavoce del DLC Harold Ford Jr..

Conservatori A partire dagli anni ottanta molti dirigenti, provenienti soprattutto dal Sud e dalle regioni di confine, hanno fatto in modo che anche nel Partito Democratico sorgesse un'ala conservatrice. Il loro numero però è diminuito drasticamente quando, durante e dopo la presidenza Reagan, il Partito Repubblicano si è dotato di una più forte struttura nel nord del paese. Negli Stati Uniti ci si riferiva ai democratici conservatori con i termini di yellow dogs, boll weevil e dixiecrat mentre attualmente la locuzione più usata è quella di Democrat In Name Only (Democratici solo di nome, da cui l'acronimo DINO).

Il gruppo parlamentare conservatore più importante è il Blue Dog Coalition, fondato nel 2005: esso riuniva 52 deputati democratici, soprattutto meridionali, fiscalmente di destra e socialmente di centro che erano disposti a compromessi con la leadership repubblicana. Dopo le elezioni di medio termine del 2006, i membri di questo raggruppamento aumentarono di altre nove unitàCory Reiss (16 novembre 2006), "House Blue Dogs ready to hunt" , The Star-News, consultato il 18-11-2006.