Il Friuli-Venezia Giulia, o anche Friuli Venezia Giulia (AFI: ; , , , Friul-Venesia Iułia in veneto, in sigla F-VG, in friulano F-VJ o in sloveno FJK) è una regione italiana a statuto speciale dell'Italia nord-orientale di abitanti, con capoluogo Trieste, composta da due regioni geografiche con caratteristiche storico-culturali diverse: la regione storico-geografica del Friuli, che comprende gli ambiti provinciali di Pordenone, Udine e Gorizia, e la Venezia Giulia, che comprende (sovrapponendosi in parte) quelli di Trieste, di Gorizia e della zona sud-orientale di quella di Udine; quest'ultima accezione, assieme alla Venezia Euganea e alla Venezia Tridentina, forma la regione di concezione ottocentesca delle Tre Venezie o Triveneto.

Geografia fisica Il Friuli-Venezia Giulia occupa l'estremità nord-orientale del territorio italiano e ha una superficie di . Il territorio regionale è composto dalla regione storico-geografica del Friuli, che costituisce la larghissima maggioranza della sua superficie, e dalla parte di Venezia Giulia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale: il confine storico e geografico sud-orientale del Friuli è dato dal Carso e dalla foce del Timavo, mentre per quanto riguarda l'accezione irredentista della Venezia Giulia (che comprende il Friuli Orientale) il confine nord-occidentale è dato dallo Judrio e dall'Ausa.

La regione confina: a nord con l'Austria (Carinzia - Distretto di Hermagor e Distretto di Villach-Land); a est con la Slovenia (Alta Carniola, Goriziano sloveno, Litorale-Carso); a ovest con il Veneto (Veneto Orientale); a sud con il mare Adriatico (Alto Adriatico).

Punti estremi

a settentrione, sul monte Fleons ( di altitudine), nel comune di Forni Avoltri (UD) al confine con Lesachtal (Austria), a 46° 38 52'' di latitudine Nord. a meridione, nel comune di Muggia (TS) al confine con Plavia (Capodistria, Slovenia), a 45° 34′ 51″ di latitudine Nord. a oriente, nel comune di San Dorligo della Valle al confine con Vrhpolje (Slovenia), a 45° 38′ 1″ di longitudine Est. a occidente, a pochi metri dal Vajont e dalla propria diga, nel comune di Erto e Casso (PN) al confine con Longarone (BL) in Veneto, a 46° 16′ 8″ di longitudine Est.

Geomorfologia Morfologicamente la regione può essere suddivisa in 5 regioni naturali: alpina (Alpi Carniche e Alpi Giulie); prealpina (Prealpi Carniche e Prealpi Giulie); collinare (Friuli Collinare, Colli Orientali, Collio); pianeggiante (pianura friulana); costiera (alto Adriatico).

Orografia

Tutta la parte settentrionale del Friuli-Venezia Giulia è costituita da territorio montano, solcato da vallate in corrispondenza di corsi d'acqua come il Tagliamento e il Fella. La parte ad ovest del Fella, che comprende le Alpi e le Prealpi Carniche, separate dall'alto corso del Tagliamento, viene chiamata Carnia. I rilievi più importanti, da occidente ad oriente, sono tra le Dolomiti Bellunesi, il Monte Cavallo () e il Col Nudo (), tra le Dolomiti friulane, appartenenti alle Prealpi Carniche, la Cima dei Preti (), il Monte Duranno () e la Cridola (); tra le Alpi Carniche il Monte Coglians (che con i suoi è la quota massima della regione), la Creta delle Chianevate () e il Monte Peralba (); tra le Alpi e Prealpi Giulie separate dalle Alpi Carniche dal cosiddetto Canal del Ferro italiane, lo Jôf di Montasio (), il Mangart (), lo Jôf Fuârt () e il Monte Canin (), che domina la pianura. A sud delle Prealpi Giulie è posto invece l'altopiano del Carso che si spinge a sud fin quasi all'Alto Adriatico.

Passi alpini, prealpini e di frontiera

I passi alpini si trovano appena finisce un rilievo. Ma i passi del Friuli-Venezia Giulia sono anonimi, ossia non hanno nome proprio. I passi principali sono:

Passo di Sant'Osvaldo Forcella di Monte Rest Sella Chiampon Sella Chianzutan Passo della Mauria Passo del Pura Sella di Rioda Forcella Lavardet Cima Sappada Forcella Moraret Passo di Monte Croce Carnico Sella Valcalda Passo di Pramosio Passo Giramondo Passo Duron Passo del Cason di Lanza Passo di Pramollo Sella di Cereschiatis Valico di Sella Nevea Sella di Camporosso Valico di Coccau Valico di Fusine Passo del Predil Sella Carnizza Passo di Tanamea Valico di Uccea Valico di Devetachi Valico di Merna Valico di Basovizza Valico di Caresana Valico di Fernetti Valico di Jamiano Valico di Monrupino Valico di Noghere Valico di Pesek Valico di Prebenico Valico di Rabuiese Valico di San Bartolomeo Valico di San Pelagio

Colline

L'area collinare è situata a sud di quella montana e lungo la parte centrale del confine con la Slovenia. Il principale prodotto del settore agricolo in questa zona è il vino, la cui qualità, soprattutto la qualità bianca, è conosciuta in tutto il mondo (verduzzo friulano, ramandolo, picolit, terrano, vitovska). La parte più orientale della zona collinare è anche conosciuta come Slavia friulana, il cui nome ricorda le terre in cui dal VII secolo d.C. si erano insediate genti di origini slave.

Pianure centrali

L'area pianeggiante che dalle colline arriva fino al mare Adriatico fa parte della cosiddetta pianura friulana, appartenente alla pianura veneto-friulana, ed è usualmente distinta in alta e bassa friulana. L'area è formata da un'alta pianura, situata a nord, con suoli formati da depositi fluviali grossolani e permeabili, e da una bassa pianura, a sud, con suoli formati da depositi fluviali fini e impermeabili. Tra le due si allunga, da nord/ovest a sud/est, la fascia delle risorgive, dove le falde acquifere sotterranee, provenienti da monte, affiorano in superficie dando vita a numerosi corsi d'acqua, detti per l'appunto "di risorgiva".

Nella bassa pianura il paesaggio è quello delle pianure irrigue, mentre nell'alta pianura il paesaggio è quello delle praterie aride dette magredi (magrêts o marsuris in lingua friulana), anche se negli ultimi decenni queste terre sono state messe a coltura ricorrendo a moderni ed efficaci sistemi di irrigazione. Gran parte della pianura friulana è ora adibita ad uso agricolo intensivo (mais e soia) e all'allevamento intensivo.

L'alta pianura friulana ha caratteristiche diverse nelle sue sezioni orientale e occidentale, separate dal corso del fiume Tagliamento. La seconda, percorsa dagli ampi greti ghiaiosi dei torrenti Cellina e Meduna, è spiccatamente più arida della prima. Le diverse caratteristiche dell'alta e della bassa pianura ne condizionano il popolamento: mentre nella prima gli insediamenti umani sono discontinui, nella seconda essi sono diffusi nel territorio e danno vita a conurbazioni. La maggior parte delle attività agricole della regione sono concentrate in questa zona.

Coste

Area che può essere ulteriormente suddivisa in due sottoaree, l'occidentale e centrale (in corrispondenza del Friuli) e quella orientale (Venezia Giulia), separate dalla foce del fiume Timavo. A ovest di questa la costa è bassa e sabbiosa con ampie lagune (laguna di Grado, Laguna di Marano e Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo) oltre a famose località balneari quali Grado e Lignano Sabbiadoro. A est la costa è rocciosa dove l'altopiano carsico incontra l'Adriatico, fino al confine con la Slovenia. Sul finire della provincia di Gorizia e tutta quella di Trieste vi è infatti una porzione del Carso, caratterizzato da notevoli fenomeni geologici quali doline, numerose grotte (tra cui la Grotta Gigante) e fiumi sotterranei come il Timavo. I modesti rilievi del Carso italiano raggiungono la massima quota nei del Monte Cocusso, che segna il confine nazionale.

Idrografia

La regione possiede importanti fiumi come il Tagliamento che scorre dalla Carnia fino all'Adriatico sfociando tra Lignano Sabbiadoro e Bibione. Altro fiume importante della regione è l'Isonzo che nasce dalle Alpi Giulie e scorre fino al mare, sono presenti inoltre: il Livenza, il Torre, lo Stella, il Natisone, lo Judrio, il Timavo, il Cormor, il Fella il Degano ed il Piave. Le Prealpi carniche sono inoltre segnate da numerosi torrenti tra cui il Meduna e il Cellina che scendono verso la pianura friulana, mentre la zona pianeggiante è solcata da canali ad uso irrigativo-agricolo. I laghi più importanti della regione, tutti di piccole/medie dimensioni e posti in territori montani, sono:

Lago di Barcis Lago di Redona (chiamato anche Lago di Tramonti) Lago di Doberdò Lago di Ravedis Lago di Ragogna Lago del Vajont Lago di Cà Zul Lago di Cà Selva Lago di Cornino Lago di Sauris Lago Volaia Lago Avostanis Lago di Bordaglia Lago di Cavazzo Lago di Verzegnis Lago di Pramollo Lago del Predil Laghi di Fusine

Geologia Buona parte del Friuli collinare e montuoso è classificato come zona a rischio sismico moderato o elevato per la presenza di un sistema di faglie attive. Di rilevanza storica è stato il Terremoto del Friuli del 1976.

Clima Il clima del Friuli-Venezia Giulia va dal clima mediterraneo delle zone costiere, a un clima temperato umido nelle pianure e nelle zone collinari, fino al clima alpino delle montagne. La temperatura annuale media di Trieste (dati 1994-2020) è di , mentre quella della pianura va dai 13,5 ai . La zona della regione più mite è quella litoranea presso Trieste, sia per l'influenza del mare più profondo, sia per la parziale protezione dell'altopiano carsico. Questo tratto di costa gode di un clima tra i più secchi d'Italia e, specie nelle minime, risulta quasi sempre sensibilmente più mite del resto della regione, contando in media (1994/2020) solo cinque minime sottozero (in genere di pochi decimi o di o ) all'anno contro le 60 e oltre minime (che possono arrivare fino ai e oltre) di alcune zone della pianura.

Sulla costa i venti principali sono la Bora da E-NE e lo Scirocco da Sud, che si alternano nel corso dell'inverno, mentre il Maestrale da O e le brezze predominano in estate. La zona della costiera triestina tra Sistiana e Miramare è riparata dal vento di Bora grazie al ciglione carsico sovrastante, mentre vi risultano esposte Trieste, il resto della costa, la bassa pianura, il cividalese e parzialmente la pianura da Palmanova a Gemona, zone sulle quali il vento nordorientale penetra sfruttando varie valli laterali delle Alpi Giulie. La montagna friulana ha un clima più rigido e piovoso e i livelli altimetrici delle nevicate e della vegetazione sono più bassi che nel resto delle Alpi.

Ambiente Flora Il manto vegetale del Friuli-Venezia Giulia risulta ampiamente modificato, rispetto alla sua conformazione originaria, dall'intervento umano. Determinante, a questo proposito, fu il disboscamento radicale cui la Regione fu soggetta in età moderna (XV-XVIII secolo) e che alterò profondamente, sotto il profilo naturalistico, quasi tutta la fascia pianeggiante meridionale e, in parte, anche quella collinare centrale e pedemontana. Le zone litoranee (soprattutto lagunari) ed alpine sono quelle maggiormente incontaminate, nonostante alcune di esse siano meta di consistenti flussi turistici (Grado e Lignano Sabbiadoro sulla costa, Tarvisio e il Tarvisiano, Forni di Sopra, Ravascletto e Arta Terme nelle Alpi). Il territorio friulano presenta una gran varietà di specie vegetali (oltre ) molte delle quali proprie della zona, e si suddivide, sotto il profilo naturalistico, in cinque grandi sub-regioni. La zona lagunare adriatica, particolarmente suggestiva e caratterizzata da bacini salmastri, paludi e aggregati insulari. La vegetazione predominante è di tipo arbustivo o erbaceo, anche se non sono rare le pinete, talvolta anche di dimensioni considerevoli. In questa microregione è presente anche una rarissima specie vegetale: l'apocino veneto (Apocynum venetum).