Carpino (Carpìne in pugliese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco nazionale del Gargano.
È un noto centro per la produzione dell'olio d'oliva e delle fave..
È sede principale del Carpino Folk Festival, manifestazione dedicata alla riscoperta, conservazione e promozione della musica popolare italiana..
È noto per un'antica tradizione storica paliesca. Infatti in onore alle festività di San Rocco si svolge il tradizionale palio di San Rocco antica manifestazione equestre che ha origini sin dalla seconda metà dell'Ottocento.
Geografia fisica Territorio
Carpino si trova nella parte settentrionale e non costiera del promontorio del Gargano e il suo territorio si estende tra la Foresta Umbra, a sud e il lago di Varano a nord...
Confina con Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico del Gargano..
Classificato come collina litoranea, il territorio presenta una escursione altimetrica di 843 m, mentre l'abitato si trova ad una altitudine di . su una collina brulla detta di pastromele.
Il territorio è prevalentemente collinare e la vegetazione prevalente è quella tipica delle colture dell'area e dei pascoli. L'area a ridosso della laguna e le aree collinari che circondano il centro urbano, sono caratterizzate dalla prevalenza di uliveti..
Sismicità Situato nel distretto sismico del Gargano, il centro abitato di Carpino risultò semidistrutto dal terremoto del 1646. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003aggiornata con la Delibera della Giunta Regionale della Puglia n. 153 del 2.03.2004.
Clima Il clima, temperato per latitudine e longitudine, risente in minima parte dell'influenza del mare che mitiga i rigori invernali e le calure estive, nonché dell'influenza del vicino lago di Varano.
La temperatura media annua è di . Il mese più freddo è gennaio ( di media) ed i più caldi sono luglio e agosto ().
Dal punto di vista legislativo il comune di Carpino ricade nella Fascia Climatica C in quanto i gradi giorno della città sono 1368, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.
Origini del nome Così come quelle dell'insediamento, sono incerte le origini del toponimo.
Sembrerebbe legato alla presenza di caprioli o alla presenza di luoghi di allevamento (in latino volgare Caprelis) nei dintorni di Carpino oppure alla presenza di una folta foresta di carpini che, un tempo, ricoprivano la collina di Pastromele su cui, in seguito, venne edificato il paese.
Il toponimo sarebbe stato dapprima Crapino, in seguito Caprino per poi diventare Carpino, così come scritto in un documento locale del 1628.
Storia
Antichità Sebbene nel suo territorio siano stati rinvenuti numerosi oggetti in pietra scheggiata risalenti all'epoca preistorica e si possano ritrovare tracce di insediamenti di epoca romana, è difficile collocare in maniera precisa la nascita di Carpino.
La presenza di un insediamento in epoca romana è dimostrata dalle fonti, cui spesso vi fanno riferimento in merito ad una strada che collegava l'antica Teanum Apulum (San Paolo di Civitate) agli abitati di Civitella (San Nicandro Garganico), Avicenna (Carpino), Monte Civita (Ischitella) e Fara, nell'area di San Nicola Imbuti (Cagnano). Gli storici ipotizzano che tale via avesse una importante funzione politico-commerciale per l'area del Gargano Settentrionale, oltre a quella di collegamento tra i vari municipia della zona
Medioevo Alto Medioevo
La leggenda, supportata anche da alcuni studi, collegherebbe l'origine dell'attuale Carpino alle sorti dell'antica città di Hyria, cui fanno spesso riferimento Plinio e Strabone nel descrivere l'area dove oggi si trova il Lago di Varano, la cui sponda meridionale costituiva l'antica costa di un golfo. Le fonti, infatti, documentano che, a partire dal V secolo, le invasioni barbariche determinarono uno spopolamento dei centri abitati costieri del Gargano per ragioni sicurezza. Tale spopolamento determinò la nascita di piccole comunità, i Casali, in luoghi più sicuri dell'entroterra, come quello in cui adesso si trova l'abitato di Carpino e l'abitato di Cagnano Varano.
Basso Medioevo In epoca normanna è certa l'esistenza di un Castellum Capreolis, eretto dopo il casale esistente, probabilmente nell'XI secolo. A confermarlo sono i primi documenti su Carpino. Essa viene menzionata per la prima volta in un documento del giugno 1144, in occasione di una donazione in favore dell'abbazia di San Leonardo di Siponto e poi, nel 1158 in una bolla del papa Adriano IV in cui vengono confermati i privilegi dell'abbazia di Monte Sacro sulle chiese di San Pietro e Santa Maria, conferiti trent'anni prima..
Sempre in tale periodo, il feudo di Carpino è elencato tra le terre a servizio dell'Onere di Monte Sant'Angelo, concesso alla contea di Lesina.
In conseguenza del rafforzamento del dominio normanno tra il 1150 ed il 1160 sul versante settentrionale garganico, venne costruita la cinta muraria e l'imponente castello che dominava il centro storico e che venne successivamente ampliato e potenziato nella sua funzione difensiva dagli Svevi.
Durante la dominazione sveva, Carpino appartenne al Regio Fisco e fu amministrato da un baiulo.
Sotto la dominazione angioina, passò a Margherita, moglie di Raimondo Burgundi, e Carlo II lo zoppo, figlio di Carlo I d'Angiò.
Età moderna Agli Svevi seguirono nel possesso del feudo di Carpino i Della Marra che dopo 50 anni furono spodestati dai D'Aragone per la loro disobbedienza all'erede Giovanpaolo. Venne così assegnato ai Di Sangro di Torremaggiore per un decennio, per poi essere assegnato a Troiano Mormille.
Nel 1526 il Sacro Consiglio ordinò la vendita di Cagnano e Carpino per soddisfare i creditori del feudatario Fabrizio Mormille. Il feudo venne acquistato dai Loffredo, a cui succedettero i Nava, i Loffredo, i Vargas, I Vargas-Cussavagallo, fino ad arrivare ai BrancaccioCosì come scritto, tra l'altro, su una lapide murata all'interno dell'ex chiesa del Purgatorio. o Brancaccio-Vargas dopo il 1880.
Nel 1646 il centro abitato di Carpino patì gravissime distruzioni a seguito del disastroso terremoto del Gargano.
Dall'Unità d'Italia a oggi Dal 1860, sotto i Savoia, divenne comune del Regno d'Italia e fece parte del mandamento di Cagnano Varano.
Tale periodo fu molto delicato per l'area. Se in comuni come Cagnano Varano e San Giovanni Rotondo c'erano state vere e proprie rivolte., in altri come Ischitella, Vieste, Vico del Gargano e Carpino, il problema era costituito dai briganti..
Risale, infatti, al 4 luglio 1861 la nota urgentissima del capitano della guardia nazionale di Carpino, Ignazio d'Addetta, in cui si segnala la pericolosa presenza di briganti nei dintorni di Carpino.
In tale documento viene fotografata la situazione instabile che seguì l'unificazione d'Italia.
Anzitutto D'Addetta sottolinea la natura spesso non politica del brigantaggio, dato che spesso si trattava di delinquenti strumentalizzati da signorotti del posto contrari ai Savoia, e l'inaffidabilità della guardia nazionale, definita troppo indisciplinata, scoraggiata, impegnata nei lavori della campagna, isolata.
Sempre nella nota di D'Addetta si propone una mobilitazione delle forze di tutti i comuni del Gargano«Intanto il male è serio — scrive preoccupato —, e minaccia qualche crisi sanguinosa, che può prevenirsi solo con energici e pronti provvedimenti; […]. A parere mio la truppa non manca nel Gargano; ma se a questa si unisse la Guardia Nazionale, posta in movimento da energiche disposizioni superiori sarebbe sufficiente a distruggere il brigantaggio, purché fosse ben diretta coll'unità del Comando e coll'attività ed energia di tutti gli impiegati. Quindi io proporrei di mobilizzare in tutti i comuni del Gargano almeno dugento guardie nazionali colla diaria di carlini sei a ciascuno di essi, e di carlini dodici agli uffiziali. Questi con altri cinquecento di truppa regolare dovrebbero essere comandati da un'uffiziale superiore energico e con poteri eccezionali, e situarsi continuamente in tutti i punti fino alla completa distruzione dei briganti. Nel contempo dovrebbero tutti gl'impiegati prestarsi sotto la più stretta responsabilità a dare le notizie convenienti alla forza per regolare i suoi movimenti. Ho detto che alla Guardia Nazionale deve darsi la diaria di carlini sei per avere così dei volontari, ed atti alle armi, perché nell'attuale scoraggiamento e disubbidienza della Guardia Nazionale non può sperarsi un servizio per turno. Il danaro per le diarie potrebbe darsi da ciascun comune, o con una tassa da farsi a carico dei proprietari di tutto il Gargano, i quali potrebbero esser contenti sicuramente di perdere uno per guadagnarne cento, ed anche la vita, che è in gran pericolo.
Questo è il mio avviso, che credo concludente. Se pii Ella crederà di potersi servire della sola forza militare, la prego disporre, che subito si mettesse in movimento con un comando regolare ed unico, e con attiva corrispondenza con tutti gli altri impiegati. Bisogna però far subito e con sollecitudine. Dopo di tutte le operazioni della forza dovrebbe essere questo comune, posto al centro del gargano, si anche perché fornito di vantaggiose e sicure posizioni.» (D'Addetta) per scongiurare il fenomeno del brigantaggio.
Negli anni trenta del Novecento s'avvantaggiò della bonifica dell'area lacustre a valle, che fornì un rinnovato impulso allo sviluppo agricolo accanto alla pastorizia e alla lavorazione della lana.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 1974.Decreto registrato alla Corte dei Conti il 3 aprile 1974, Reg. N. 4 Presidenza Fog. N. 343. Stemma
Nello stemma è raffigurato papa Adriano IV. Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Cirillo
Della Chiesa di San Cirillo sono ignoti la data di erezione e il nome di chi ne ha disposto la costruzione.
La prima notizia documentata risale al 1310, quando la chiesa viene citata nelle Rationes Decimarum Italicaen. 64: "Frater Franciscus procurator ecclesiae S. Tirilli de Casali Caprili tar. II gr. VIII". È palese che l'errore di trascrizione della t..
Probabilmente la fondazione dell'edificio avvenne almeno nel sec. XIII e questo si può evincere dalle simbologie incise sul portale romanico, tra le quali spicca l'unica svastica lappone presente in Italia.
Pur essendo presenti diversi elementi tipici del romanico (come il portale laterale, un tempo principale), lo stile prevalente è quello barocco, dovuto ai massicci interventi di ristrutturazione compiuti nel 1770.
Chiesa madre di San Nicola di Mira
La chiesa di San Nicola di Mira è la chiesa madre del borgo di Carpino. Posta nella parte più alta della collina carpinese, è situata nell'antico quartiere denominato La Terr.. Le prime notizie risalgono al 1678, anno di consacrazione in onore di san Nicola di Mira, con la donazione delle reliquie dei santi martiri Dionisio e Lelio.
All'edificio, situato appena fuori dal tracciato delle antiche mura, si accede tramite una scalinata a doppia rampa. Lo stile richiama in molti elementi il barocco pugliese.
Chiesa di Santa Croce La prima notizia è quella contenuta in un documento risalente al 1818, in cui viene documentata la presenza di Padre Gabriellantonio da San Giovanni Rotondo fin dal 1717.
Nella Mappa sullo stato della Chiesa parrocchiale del 1818, la chiesa di Santa Croce viene definita come chiesa rurale.
Fu costruita da Paolo Santoro, benestante di Carpino, che però non ultimò l'annessa casa per l'eremita, la cui costruzione si arrestò alle mura perimetrali.