Vivo d'Orcia è una frazione del comune italiano di Castiglione d'Orcia, nella provincia di Siena, in Toscana

È il paese più alto del Monte Amiata (circa 930 metri s.l.m.) ed è un luogo magico, dove la storia si intreccia indissolubilmente con la natura incontaminata, i boschi di castagni e l'abbondanza di acque sorgive.

Ecco una breve panoramica sulla sua nascita e sulle sue caratteristiche principali.

Le origini del paese risalgono intorno all'anno 1000, quando San Romualdo fondò un eremo camaldolese nei fitti boschi dell'Amiata. Questo antico insediamento, noto come Eremo di Contea o di San Benedetto, divenne un importante centro spirituale e di gestione del territorio.

Nel 1534, il complesso dell'eremo e le terre circostanti furono acquistati dal cardinale Marcello Cervini (che divenne poi Papa Marcello II nel 1555).

La famiglia Cervini trasformò radicalmente il luogo. Affidarono al celebre architetto Antonio da Sangallo il Giovane il compito di trasformare i resti dell'antico monastero in una splendida residenza signorile e agricola, nota oggi come Palazzo Cervini (o Contea del Vivo). Attorno a questo nucleo e alle attività lega all'utilizzo della forza motrice dell'acqua iniziò a svilupparsi il borgo moderno.

Vivo d'Orcia si distingue nettamente dagli altri borghi della Val d'Orcia (solitamente collinari e circondati da calanchi) per la sua impronta decisamente montana e boschiva.

Vivo d'Orcia è famoso in tutta la Toscana per le sue **sorgenti purissime**. L'acqua del Vivo è così abbondante e di qualità che, fin dagli inizi del Novecento, alimenta l'acquedotto che rifornisce la città di Siena e la Val di Chiana. Le sorgenti dell'Ermicciolo sono uno dei luoghi più suggestivi della zona.

I boschi che circondano il paese non sono solo belli da vedere, ma sono stati per secoli la base dell'economia locale. La castagna dell'Amiata e i funghi porcini sono i protagonisti assoluti della gastronomia e della cultura del paese. Ogni anno, a ottobre, si tiene la famosa **Sagra del Fungo e della Castagna**, durante la quale i rioni del paese si sfidano nel "Palio del Biscaiolo.

Un piccolo segreto: A breve distanza dal borgo, nascosta tra i fitti boschi di faggi e abeti, si trova la piccola **Chiesina dell'Ermicciolo** (XI secolo), un luogo di straordinaria pace spirituale situato proprio sopra le sorgenti d'acqua.

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Geografia fisica Ubicata alle pendici nord del monte Amiata a una quota media di 930 m s.l.m. è totalmente immersa fra i boschi di castagno e rappresenta il borgo più alto di tutto il comprensorio amiatino. Dai suoi territori, in particolare presso le sorgenti dell'Ermicciolo, sgorga il torrente Vivo, uno dei principali affluenti del fiume Orcia. Le sorgenti dell'Ermicciolo sono peraltro un'importante fonte idrica per gli acquedotti della Val di Chiana e di Siena.

Storia Ubicata alle falde del monte Amiata, possiede degli edifici religiosi risalenti all'XI secolo. A monte del borgo, 1100 m s.l.m., è situato un minuscolo romitorio intitolato a San Benedetto. Esso appartiene al Monastero del Vivo, fondato da San Romualdo nell'XI secolo ed un tempo abitato dai monaci Camaldolesi, che si trova a valle del borgo. I due manufatti sono tra loro collegati da un sentiero realizzato lungo il corso del fiume che scorre a valle della frazione. Lungo il percorso vi sono tracce di antiche installazioni industriali, quali cartiere e mulini ad acqua risalenti ai secoli scorsi, ormai abbandonate da tempo e ricoperte dalla folta vegetazione della zona.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Marcello Monastero del Vivo Palazzo Cervini

Note

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