Una montagna (o monte) è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante con una certa altezza, prominenza ed isolamento topografico. Esistono varie convenzioni per ciò che concerne l'altezza al sopra della quale si parla di montagna e non di collina; d'ordinario si definisce montagna un rilievo che supera i 400 - 500 o, secondo altre convenzioni, i 600 - 700 metri sul livello del mare (s.l.m.). In tutti i casi, l'aspetto del rilievo deve essere, almeno parzialmente, impervio.
Si deve però tenere presente che la toponomastica non sempre segue le definizioni convenzionali sopra citate: seguendo l'etimo latino mons, la parola "monte" è usata, indipendentemente dalla sua altezza assoluta, quando un rilievo presenta un dislivello notevole dal terreno circostante (prominenza topografica), quando la sua forma evoca la vicinanza al cielo, quando alcuni versanti risultano inaccessibili per la presenza di alte rupiUmberto Bosco, Lessico universale italiano, volume 14, voce Montagna (p. 179), Istituto della Enciclopedia italiana, 1968.. La legislazione italiana, dopo l'abrogazione della legge del 1952 e di quella del 1971, non definisce l'altezza che distingue colline e montagneLe definizioni abrogate erano contenute nelle seguenti leggi:
Legge 25 luglio 1952, n. 991. Vedi il testo della legge; Legge n. 1102 del 3 dicembre 1971. Vedi il testo della legge .
Le normative relative alla definizione di montagna sono state riformulate con le leggi seguenti:
Legge 8 giugno 1990 - n. 142; Legge 3 gennaio 1994 - n. 97.
Le leggi del 1952 e del 1971 definivano "montagna" i territori comunali aventi contemporaneamente tre caratteristiche: almeno l'80% della loro superficie al di sopra dei 600 metri sul livello del mare; dislivello tra la quota altimetrica più alta e la quota più bassa non superiore a 600 metri; un certo reddito medio imponibile per ettaro.
La legislazione vigente, invece, lascia alle varie regioni italiane il compito di stabilire il significato legale del termine "montagna"; le regioni hanno quindi adottato diverse definizioni, basate su criteri socio-economici. Per un confronto tra le definizioni abrogate e quelle attuali, si veda: Alberto Germanò, Studio per un progetto di codice agricolo, Giuffrè Editore, 2009. ISBN 9788814145575.; così pure a livello di Unione europea non esiste una definizione convenzionale legaleClelia Losavio, Il consumatore di alimenti nell'Unione europea, Giuffrè Editore, 2007 (pagina 190). ISBN 9788814134074.
Per analogia, si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri pianeti o sui loro satelliti.
A partire dal 2003, le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Internazionale della Montagna: si celebra l'11 dicembre con lo scopo di aumentare la consapevolezza dell'importanza di questi territori per la salute del pianeta e per il benessere delle persone e di mettere in evidenza la varietà e la ricchezza delle culture di montagna.
Descrizione Definizione
Non esiste una definizione unica di "montagna". Su questo dato sono d'accordo i più illustri studiosi, come Derek Denniston, Lucien Febvre, Raoul BlanhardGino De Vecchis, Un futuro possibile per la montagna italiana - Appunti di Geografia, Università degli Studi di Roma La Sapienza. Vedi il capitolo Come definire la montagna. A seconda delle varie necessità, si definiscono diverse definizioni per il concetto di montagna: convenzionale, tradizionale (o toponomastica) e statistica.
Definizioni convenzionali Per ciò che riguarda le definizioni convenzionali si ricorda che i requisiti indicati da esse, ossia una certa altezza (almeno 400 o 500 o 600 metri, secondo le convenzioni) ed un aspetto almeno in parte impervio, devono essere soddisfatti contemporaneamente. Infatti un'area della superficie terrestre posta al di sopra delle altezze suddette, ma priva di asperità del terreno, viene definita altopiano. Definizione toponomastica o tradizionale
Riguardo alla definizione tradizionale dobbiamo tener presente, nonostante le attuali convenzioni, che fin dalle epoche più antiche la parola "monte" evoca nella mente dell'essere umano un insieme di idee che prescinde dalla possibilità pratica di misurare l'altezza dei rilievi. Dunque quando l'essere umano ha dato nome alle alture che lo circondavano, ha usato la parola monte in base alle idee che esse gli evocavano, come ad esempio la difficoltà di raggiungere la cima, la vicinanza al cielo, l'inaccessibilità di alcuni versantiSito Una parola al giorno, voce Montagna.
Nella toponomastica italiana quindi sono detti "monti" alcuni rilievi aspri e dal carattere impervio, anche se non raggiungono l'altezza di 400, 500 o 600 metri; sono inoltre chiamati "colli" anche rilievi superiori a 600 metri, quando questi non hanno pareti rocciose o forme dirupate.
Esempi classici sono il Monte Circeo e il Monte Conero, promontori dall'aspetto aspro e con estese pareti rocciose, considerati perciò monti anche se solo secondo alcune convenzioni essi superano l'altezza prevista per le montagne, mentre per altre mancherebbero alcune decine di metri. Esempio opposto è costituito delle Langhe, che superano i 500 o anche i 600 m s.l.m., ma che non sono particolarmente impervie, né visibilmente sporgenti dal terreno e perciò sono considerate colline.
Definizione statistica - cartografica Nella cartografia e nella statistica è necessario adottare criteri di semplificazione rispetto sia alla definizione convenzionale, sia alla toponomastica. In relazione alla classica tripartizione del territorio in montagna, collina e pianura, infatti, la legenda delle carte fisiche e gli studi statistici usano il termine montagna intendendo la parte di territorio posta in genere al di sopra dei 500 o 600 m s.l.m., indipendentemente dal carattere impervio e dal nome tradizionale.
Definizione secondo il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente Tra i vari criteri si riporta infine quello internazionale fornito dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, che definisce "montagna" ogni rilievo terrestre con le seguenti caratteristicheSimon Blyth, Brian Groombridge, Igor Lysenko, Lera Miles e Adrian Newton, Mountain watch - environmental change & sustainable development in mountains, edito da UNEP World Conservation Monitoring Centre, Cambridge, 2002 (in inglese). ISBN 1899628207:
altitudine di oltre 2.500 metri, oppure altitudine tra i 1.500 e 2.500 metri e pendenza del due per cento, oppure altitudine compresa tra 1.000 e 1.500 metri e pendenza del cinque per cento, oppure altitudine tra i 300 e i 1.000 metri continua entro sette chilometri.
Terminologia Un insieme di montagne vicine, collegate tra loro e della stessa origine geologica, prende il nome di catena montuosa; ogni catena, poi, viene suddivisa in gruppi e massicci montuosi, usando vari criteri (storici, geografici, geologici, tradizionali, etnologici). Infine si è soliti distinguere in bassa montagna ed alta montagna, indicando generalmente come quota di suddivisione i 1500 m s.l.m.
Suddivisione
Per descrivere una montagna si ricorre a vari elementi che la possono formare:
Vetta o cima secondo le definizioni date prima: una montagna può avere più vette o cime distinte. Anticime, sottocime, vette secondarie: elevazioni che non hanno la prominenza necessaria per essere chiamate vette. Spalla: fianco di una montagna particolarmente pronunciato. Cresta: linea sulla sommità di un rilievo montuoso che separa due versanti intersecati a tetto (es. Cresta di Brouillard). Approssimando una montagna ad una piramide la cresta corrisponde allo spigolo della figura geometrica. Gendarme: pinnacolo di roccia sul fianco o sulla cresta della montagna. Versante: sempre approssimando la montagna ad una piramide i versanti corrispondono alle facce della stessa. Ognuno di essi avrà una diversa esposizione a seconda del proprio orientamento rispetto ai punti cardinali. Passo (o valico): il punto più basso tra due montagne che permette di attraversarle. Piede: punto più basso di una montagna. Spartiacque: linea di separazione che unisce le vette di varie montagne. Ai lati di essa l'acqua fluisce in una diversa direzione, riversandosi e alimentando diversi corsi d'acqua, che possono sfociare anche in diversi bacini marini.
Vetta La parte più elevata della montagna viene generalmente chiamata vetta o cima. Una montagna può avere una o più vette.
A tal proposito l'UIAA, utilizzando il concetto di prominenza topografica, ha stabilito un criterio topografico applicando il quale si parla di vette (summits) distinte se la prominenza è almeno uguale a 30 m. Secondo una diffusa definizione internazionale si può invece parlare di montagne (mountains) distinte se la prominenza è almeno uguale a 300 m. Può quindi valere la seguente tabella: TermineProminenzasottocima (o anticima)< 30 mvetta30 m o piùmontagna300 m o più
Le eventuali elevazioni secondarie che non raggiungono la prominenza necessaria possono chiamarsi anticime oppure vette secondarie.Per esempio la Punta Dufour si presenta come una cresta composta dalla vetta principale e da due anticime: Ostspitze e Grenzgipfel.
Va però osservato che nella lingua italiana l'applicazione di tale definizione può dare a volte risultati piuttosto artificiosi; molti rilievi noti come montagne sia nella cartografia che nel parlare comune risultano infatti ridotti a semplici vette. Per esempio il Monte Saccarello (2.201 m), il rilievo più alto della Liguria, avendo una prominenza topografica di soli 165 m rispetto al Passo Basera (2.036 m), perderebbe la propria qualifica di montagna.Quote altimetriche tratte da Alpi Marittime e Liguri scala 1:50.000, ed. Istituto Geografico Centrale, Torino
Altezza
L'altezza o quota altimetrica di una montagna viene definita come la distanza verticale dalla vetta della stessa e fino a raggiungere il livello medio del mare. La più alta montagna della Terra è il Monte Everest, di 8.848,43 m s.l.m. secondo l'ultima misurazione fatta da satellite nel 2005;Per un discorso più approfondito sull'altezza di questa montagna, si veda la voce Everest, al paragrafo Altezza dell'Everest si trova nella più importante catena montuosa del pianeta, l'Himalaya che separa India, Nepal e Bhutan dalla Cina.
In alternativa alla definizione data si potrebbero utilizzare altre definizioni: partendo dal centro della terra oppure dalla base della montagna stessa. Infatti per via del rigonfiamento equatoriale le montagne che si trovano più vicine all'equatore hanno una maggior distanza dal centro della terra. In questo modo il Monte Chimborazo, in Ecuador, è 2.150 m più lontano dell'Everest rispetto al centro della Terra ma con 6.272 m non è nemmeno il picco più alto delle Ande.
Inoltre una montagna può ergersi da un fondale oceanico posto sotto il livello del mare, in questo caso il Mauna Loa risulta più alto dell'Everest se lo si misura a partire dalla sua base sul fondale oceanico, ma non se, come è consuetudine, si misura la sua vetta a partire dal livello del mare.
Infine parlando delle montagne extraterrestri la più alta montagna del sistema solare è l'Olympus Mons, un vulcano che si trova su Marte, che supera i di altezza dalla pianura circostante.
Prominenza
Per evidenziare limportanza di una montagna viene anche introdotto il concetto di prominenza topografica. Questa definizione va a dire quanto una montagna sia isolata oppure quanto prevalga su quelle che ha nei suoi dintorni.
Isolamento topografico
Anche l'isolamento topografico è un elemento che concorre a determinare limportanza di una montagna; si tratta in questo caso della minima distanza orizzontale tra la montagna stessa e il più vicino punto di altezza maggiore.
Caratteristiche
Lo studio delle montagne, assieme a quello degli altri rilievi terrestri, rientra nella branca della geografia fisica nota come orografia.
Orogenesi