Il Sudan del Sud, noto anche come Sud Sudan o Sudan meridionale, ufficialmente Repubblica del Sudan del Sud o del Sud Sudan, è uno Stato senza sbocco sul mare situato nel centro-est dell'Africa, compreso nella subregione dell'Africa orientale secondo la classificazione delle Nazioni Unite. L'attuale capitale è Giuba, la città più grande del Paese, anche se in futuro è previsto il trasferimento della capitale in una sede più centrale, Ramciel. Il Sudan del Sud confina a est con l'Etiopia, a sud-est con il Kenya, a sud con l'Uganda, a sud-ovest con la Repubblica Democratica del Congo, a ovest con la Repubblica Centrafricana e a nord con la Repubblica del Sudan. Comprende la vasta regione paludosa del Sudd, formata dal Nilo Bianco e conosciuta localmente come Bahr al Jabal.
I territori dell'odierno Sudan del Sud e dell'attuale Repubblica del Sudan facevano parte del regno d'Egitto sotto la dinastia di Muhammad Ali, quindi furono amministrati come condominio anglo-egiziano fino all'indipendenza sudanese del 1956. Dopo la prima guerra civile sudanese, nel 1972 fu istituita la regione autonoma del Sudan del Sud, poi abolita nel 1983. Seguirono anni di conflitti fino alla seconda guerra civile sudanese, terminata con l'Accordo di Naivasha del 2005. Nello stesso anno, con la formazione di un governo autonomo del Sudan del Sud, fu ripristinata l'autonomia della regione.
Il Sudan del Sud è divenuto uno Stato indipendente il 9 luglio 2011,"Sudan, nasce un nuovo paese. Da mezzanotte il Sud è indipendente", la Repubblica, 9 luglio 2011. a seguito di un referendum approvato dal 98,83% dei votanti. È membro delle Nazioni Unite, dell'Unione Africana e dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo. Nel luglio 2012, il Sudan del Sud ha firmato le Convenzioni di Ginevra.
Nel dicembre 2013 è scoppiato un conflitto etnico fra le forze governative del presidente Salva Kiir, di etnia dinka, e quelle fedeli all'ex vicepresidente Riek Machar, di etnia nuer. Il conflitto si è infine concluso nel febbraio 2020.
Storia Esiste scarsa documentazione sulla storia del Sudan del Sud prima dell'inizio della dominazione egiziana nel Nord (1820), e delle conseguenti retate di schiavi nel Sud. Le informazioni anteriori a quel periodo sono state tramandate principalmente attraverso fonti orali, di generazione in generazione. Secondo queste tradizioni, i popoli nilotici – Dinka, Nuer e Shilluk – furono i primi a insediarsi nel Sudan del Sud intorno al X secolo. I popoli non nilotici, come gli Asandè, vi giunsero nel XVI secolo e fondarono lo Stato più esteso. Nel XVIII secolo arrivarono gli Avungara, che imposero la loro autorità agli Asandè e rimasero dominanti fino all'arrivo dei Britannici nel XIX secolo. Le barriere naturali protessero questi popoli dall'avanzata islamica dal Nord, permettendo loro di conservare la propria eredità sociale, culturale e le proprie istituzioni politiche e religiose.
Il primo a tentare di colonizzare la regione fu il chedivè d'Egitto, Isma'il Pascià, che nel 1870 creò la provincia di Equatoria nella parte meridionale del paese. Il governatore egiziano fu Samuel Baker, nominato nel 1869, seguito da Charles George Gordon nel 1874 e da Emin Pascià nel 1878. La Rivolta mahdista negli anni Ottanta dell'Ottocento destabilizzò la provincia, portando alla fine di Equatoria come avamposto egiziano nel 1889. L'Egitto, tuttavia, non rinunciò alle sue pretese di sovranità sul Sudan. Tra i principali insediamenti di Equatoria si ricordano Lado, Gondokoro, Dufile e Wadelai.
Tra il 1896 e il 1898, gli Inglesi riconquistarono il Sudan, che comprendeva anche l'attuale Sudan del Sud. Nel contempo, però, la regione era oggetto d'interesse da parte della Francia e dello Stato Libero del Congo. A sud-ovest, gli agenti di quest'ultimo occuparono l'enclave di Lado; gli Inglesi negoziarono la restituzione di tale enclave, ottenuta alla morte di Leopoldo II del Belgio. Dal canto loro, i Francesi provenivano da ovest e intendevano stabilire il controllo su questi territori, inviando una spedizione che diede origine alla crisi di Fascioda, dopo la quale la Francia rinunciò alle proprie pretese sull'area. Nel gennaio 1899, gli Inglesi istituirono il condominio anglo-egiziano sul Sudan, che includeva anche l'attuale Sudan del Sud.
Nel 1947, in vista dell'indipendenza del Sudan, i Britannici tentarono di separare il Sudan del Sud dal resto del Paese e di unirlo all'Uganda. Tuttavia, la Conferenza di Juba del 1947 decise di unificare Nord e Sud, e per i successivi 64 anni il Sudan del Sud rimase parte del Sudan. Nel giugno 2008, si stimava che la regione meridionale avesse circa 15 milioni di abitanti, ma i problemi legati al censimento mettono in dubbio la precisione di tale cifra; alcuni ipotizzano che possa arrivare a 17 milioni.
La regione fu a lungo teatro della prima e poi della seconda guerra civile sudanese, combattute dall'Esercito di Liberazione del Popolo del Sudan (ELPS) per ottenere l'indipendenza dal Sudan. Ciò comportò una totale mancanza di infrastrutture per tutta la durata del conflitto, lo sfollamento di moltissimi profughi e la devastazione di vaste aree. Vi furono oltre 2,5 milioni di vittime, 5 milioni di persone fuggirono all'estero e molte altre furono costrette a trasferirsi lontano dai luoghi d'origine. L'Accordo di Naivasha, firmato nel 2004 tra l'ESLP e il governo centrale, pose fine alla seconda guerra civile sudanese e riformò lo Stato, definendo l'ordinamento democratico del Sudan del Sud e dello Stato centrale, oltre ai reciproci rapporti, stabilendo infine le procedure per il referendum sull'indipendenza della regione.
Dal 9 al 15 gennaio 2011, gli abitanti del Sudan del Sud votarono in un referendum per l'indipendenza dal resto del Sudan. L'affluenza fu molto elevata, con oltre il 96% degli aventi diritto al voto recatisi alle urne. Il 30 gennaio successivo, i risultati evidenziarono un netto schieramento a favore dell'indipendenza (98,81%). Molti sudanesi del Sud residenti nel Nord rientrarono in patria proprio per votare.
A partire dal dicembre 2013, un conflitto brutale ha provocato la morte di migliaia di persone e lo sfollamento di circa quattro milioni di individui. Mentre molti sfollati sono rimasti entro i confini del Paese, più di due milioni sono fuggiti nei Paesi vicini in cerca di salvezza. Nell'ottobre 2017, in Kenya si contavano 111.892 rifugiati provenienti dal Sudan del Sud.
Indipendenza In seguito all'esito referendario, il 9 luglio 2011 il Sudan del Sud è diventato uno Stato pienamente indipendente, sebbene permangano controversie irrisolte con il Nord, specialmente per quanto riguarda la ripartizione dei proventi derivanti dal petrolio (i cui giacimenti si trovano per l'80% nel Sudan del Sud), potenziale risorsa economica di grande valore in un'area tra le più povere al mondo, mentre la maggior parte degli impianti di raffinazione si trova al Nord. La regione di Abyei è ancora contesa tra Nord e Sud, e dovrebbe tenersi un referendum per decidere a quale dei due Stati appartenga; per ora, nel 2013, si è svolto soltanto un referendum informale e non vincolante.
Nel dicembre 2013, in Sudan del Sud vi fu un tentativo di colpo di Stato: le forze fedeli al presidente Salva Kiir, di etnia dinka, si scontrarono con quelle dell'ex vicepresidente Riek Machar, di etnia nuer, destituito a luglio a causa di forti contrasti con Kiir. Nel dicembre 2014, si stimava che il conflitto etnico avesse causato almeno 50.000 vittime.
Geografia
A differenza del Sudan, la maggior parte del territorio dello stato è coperta da foreste tropicali, paludi e prati. Ci sono molte riserve naturali che ospitano specie migratorie in gran quantità, come il Parco nazionale di Bandingilo e il Parco Nazionale di Boma. Il fiume principale è il Nilo Bianco. Secondo il WWF, esistono diverse ecoregioni nel Sudan del Sud: la Savana Sudanese Orientale (savana) la Foresta nel Nord Congo (foresta tropicale), il Sudd (paludi) e le Foreste Montane dell'Africa orientale (foreste).
Popolazione
Il Sudan del Sud ha una popolazione di circa 12,6 milioni di persone, che vivono soprattutto nelle aree rurali dove praticano un'economia di sussistenza. Questa regione è stata influenzata negativamente dalla guerra: la mancanza di sviluppo delle infrastrutture e la distruzione di quelle esistenti hanno impedito lo sviluppo e l'arricchimento della regione e lo hanno fatto diventare un luogo di dolore e sofferenza. A causa delle varie guerre civili e degli impatti ad esse connessi, più di 2 milioni di persone sono morte e più di 4 milioni sono divenuti rifugiati.
Etnie Nel Sudan del Sud sono presenti molte popolazioni e sono parlate molte più lingue che nel Sudan. I Dinka (popolazione stimata attorno al milione) sono la più grande tribù sub-sahariana del Sudan del Sud. Inoltre, in questa regione vivono gli Shilluk, i Nuer, gli Acholi e i Lotuhu.
Religione
La maggior parte degli abitanti di questo paese ha conservato un suo credo tradizionale (religioni animiste), ma una considerevole minoranza degli abitanti è rappresentata dai cristianiKaufmann, E.P. Rethinking ethnicity: majority groups and dominant minorities. Routledge, 2004, p. 45.Minahan, J. Encyclopedia of the Stateless Nations: S-Z. Greenwood Press, 2002, p. 1786.Arnold, G., «Book Review: Douglas H. Johnson, The Root Causes of Sudan's Civil Wars», African Journal of Political Science Vol. 8, No. 1, 2003, p. 147..
Le fonti divergono sulla percentuale di cristiani presenti nel Sudan del Sud. Anche se, secondo la Federal Research Division della Biblioteca del Congresso USA, nei primi anni novanta non più del 10% della popolazione del Sudan del Sud era di religione cristiana,Sudan: A Country Study Federal Research Division, Library of Congress – Chapter 2, Ethnicity, Regionalism and Ethnicity secondo altre fonti i cristiani sarebbero invece la maggioranza"More than 100 dead in south Sudan attack-officials" SABC News 21 September 2009 Scaricato il 5 aprile 2011Hurd, Emma "Southern Sudan Votes To Split From North" Sky News 8 February 2011 Retrieved 5 April 2011 e la Chiesa Episcopale USA afferma l'esistenza di 2 milioni di fedeli nel 2005. Similmente, secondo la World Christian Encyclopedia, la Chiesa cattolica è la più numerosa confessione cristiana dal 1995, con 2,7 milioni di Cattolici, concentrati quasi tutti nel Sud Sudan.World Christian Encyclopedia, eds. David Barrett, Geo. Kurian, Todd Johnson (Oxford: Oxford University Press, 2001), pp 699, 700
In un discorso nella cattedrale cattolica di Santa Teresa nella capitale del nuovo Stato, il Presidente sudsudanese Kiir, cattolico con un figlio musulmano, ha affermato che il nuovo Stato è una nazione che rispetta la libertà religiosa. Fra i cristiani, la maggior parte è cattolica o anglicana, anche se sono presenti altre confessioni.Christianity, in A Country Study: Sudan, U.S. Library of Congress.
Lingue I lunghi anni di guerra civile hanno provocato enormi perdite umane fra la popolazione sudsudanese oltre a imponenti movimenti (sia interni che verso Stati esteri) di profughi; questa situazione rende inaffidabili le statistiche demografiche relative alle lingue, che per la maggior parte datano agli anni ottanta.Risale agli anni '80 la maggior parte dei dati numerici di Ethnologue.
Nel Sudan del Sud sono parlate oltre 60 lingue indigene; per la maggior parte esse appartengono alla famiglia linguistica nilo-sahariana, mentre le rimanenti sono classificate nel gruppo delle lingue ubangiane della famiglia linguistica Niger Congo (la famiglia che comprende l'assoluta maggioranza delle lingue africane). Fra le lingue appartenenti alla prima famiglia la principale è il dinca (circa 2 milioni di parlanti), Ethnologue - lingua dinca. seguita dal nuer parlanti) Ethnologue - lingua nuer. Dati del 1982. e dal bari . Ethnologue - lingua bari. Dati del 2000.