Il Televideo è il servizio teletext della Rai. Consente all'utente di visualizzare pagine di informazioni e servizi, sul televisore e online.
In quanto primo servizio teletext attivato sul mercato italianoAttivo dal 1984, in lingua italiana il termine Televideo viene spesso usato come sinonimo per designare il sistema stesso, e, quindi, anche servizi analoghi veicolati da emittenti private. Il servizio teletext è potenzialmente capace di contenere 800 pagine "statiche" e un numero pressoché infinito di sottopagine "rolling" di informazione.
Il servizio Televideo, dalla pagina 100 alla pagina 399, è gestito dalla Testata Giornalistica Rai News, diretta da Federico Zurzolo, sotto la cui responsabilità rientrano anche Rai News 24 e il portale on line Rainews.it. Le pagine dalla 400 alla 899 sotto la responsabilità della Direzione Rai Pubblica Utilità, diretta da Giuseppe Sangiovanni, già vicedirettore di Televideo dal 2007 al 2013.
Una ricerca commissionata dalla Rai nel 2021 sulla corporate reputation dell'azienda ha evidenziato come il Televideo fosse ancora percepito positivamente dall'utenza, soprattutto perché ritenuto affidabile e facile da utilizzare.
Il Televideo, tra la versione nazionale e le versioni regionali diffuse su Rai 3, pubblica più di 16 mila pagine al giorno.
Storia Le prime sperimentazioni in Italia Nell'estate del 1979 la Rai, due anni dopo l'introduzione delle trasmissioni a colori, comincia a valutare la possibilità di dotarsi di un servizio teletext, seguendo una linea propria dei servizi pubblici europei. L'obiettivo è di creare un servizio d'informazione complementare a quello delle testate giornalistiche delle tre reti televisive. Per dargli una riconoscibilità - sulla scorta di quanto già fatto alla BBC con il Ceefax, da ARD/ZDF con il Videotext o da TF1/A2 con Antiope - il servizio fu chiamato, dopo qualche iniziale indecisioneNella stagione 1980-81, durante i tour dimostrativi presso le principali fiere italiane dedicate all'informatica, le pagine del servizio sperimentale di Televideo recavano l'intestazione RAITEXT, come si evince dalla 4ª puntata dei documentari "Delta Serie", intitolata "Vivere con il computer - Il villaggio elettronico", andata in onda il 22 giugno 1983 su Rai 3., "Televideo".
Le prove in Italia La primissima fase sperimentale d'irradiamento del teletext, autorizzata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, parte il 30 marzo 1981 nel Piemonte occidentale e in Valle d'Aosta. Il laboratorio ricerche RAI di Torino (poi divenuto CRIT) provvede a inserire nelle linee di intervallo verticale del segnale delle reti Rai, prelevato in dorsale proveniente da Roma, un rudimentale teletext (il cui terminale è situato nel laboratorio stesso). È composto da una decina di pagine di prova, fra cui un monoscopio con tutti i simboli, e serve a verificare la compatibilità con l'alfabeto italiano dei decodificatori teletext già disponibili su alcuni televisori venduti all'estero, e il clock cracker, ovvero una pagina con 23 righe uguali, caratterizzate dall'alternarsi di due simboli predefiniti, utile per valutare il rapporto fra qualità della decodifica dei dati teletext e livello del segnale televisivo ricevuto. Il segnale viene convogliato infine nei trasmettitori di Torino e Valle d'Aosta in modo da testare il servizio sul campo in varie condizioni di ricezione.
Da aprile a giugno 1982, la mattina dopo il monoscopio e prima dell'inizio dei programmi, viene trasmesso un "rullo" di alcune pagine dimostrative con lo scopo di sondare il gradimento dei telespettatori per un'eventuale introduzione del servizio. Si sfruttano le ore mattutine allora non occupate da trasmissioni, nelle quali si effettuavano prove tecniche. Una voce fuori campo (alternandosi con brani musicali easy listening) annuncia l'inizio della fase sperimentale.
Questa fase serve a verificare il gradimento del pubblico, che test e focus group confermano. Il servizio piace perché si modella su esigenze personali, permette di scegliere i contenuti, è continuamente aggiornato e dà informazioni di utilità concreta e immediata, diverse quindi da quelli di giornali e tv.
La Rai inizia ad organizzare una redazione dedicata e autonoma rispetto alle tre testate giornalistiche preesistenti, e il personale incaricato dell'impaginazione in vista del lancio del servizio e della diffusione veicolata all'interno del segnale televisivo: non più soltanto "simulata" come nella fase di sperimentazione e dunque pienamente fruibile dall'utenza.
La presentazione a Portobello Nel corso della puntata del 22 aprile 1983 di Portobello, in onda su Rai 2, il conduttore Enzo Tortora annuncia in diretta l'imminente avvento del Televideo e poi, servendosi di un moderno televisore di fascia alta di marca Seleco dotato di decodificatore per il teletext, presente accanto a lui in studio, mostra praticamente come funziona il nuovo servizio e si collega con i redattori di Televideo che presentano il loro sistema di lavoro (nella circostanza vennero anche scritte delle pagine in tempo reale). Antonio Capocasa, direttore dell'Ufficio Marketing della RAI, sottolinea la gratuità del servizio e ribadisce la necessità di dotarsi di televisori muniti di decoder, sostenendo che essi nel giro di pochi anni diventeranno di uso comune.
Durante Portobello viene quindi mostrato per la prima volta, in prima serata, l'indice generale del Televideo, la pagina 100, suddiviso in due colonne e diciotto sezioni. Nella prima colonna sono descritti i due capitoli, nella seconda gli argomenti delle sezioni: il primo capitolo, in caratteri azzurri su fondo blu, classifica Informazioni & Varietà, includendo le pagine da 101 a 174, mentre Servizi, sempre in caratteri azzurri su fondo blu, racchiude le rimanenti pagine da 175 a 195.
L'inaugurazione del servizio A stretto giro inizia la fase di pre-esercizio di Televideo, basata su cento pagine, fruibile sulla Rete 1 e 2 da un ristretto campione di utenti selezionati.
Un anno prima, in attesa della scelta dello standard da adottare e per tutelare i consumatori, un decreto del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni aveva vietato fino al termine del 1983 la vendita al pubblico di apparecchi dotati di decodificatore Televideo. L’entrata in servizio prevista in autunno slitta così a gennaio 1984, in concomitanza con il trentennale dell'inizio del servizio televisivo regolare in Italia.
Il Televideo Rai viene quindi ufficialmente inaugurato il 15 gennaio 1984, con circa duecento pagine e molte più sottopagine. Le trasmissioni partono da uno studio di Via Teulada in Roma, grazie al lavoro del gruppo guidato da Umberto Florean. L'infrastruttura è basata sul sistema operativo RSX-11 plus, installato su un computer MiniPDP prodotto dalla Digital Equipment. Il computer è dotato di 748 KB di RAM, Hard Disk removibili da 10 MB e floppy drive da 8". Un sistema di modem connessi alle porte RS232 consente di collegare fino a 64 terminali, sia locali sia remoti. Il sistema si può collegare per i test al centro di Valbonne, in Francia, e dimostra notevole affidabilità, anche grazie all'architettura software che consente l'interscambio tra modalità di trasmissione e editing delle pagine.
Il primo indice generale, sempre alla pagina 100, include 18 sezioni disposte in riga - dallUltim'Ora a Risparmio finanze e borse, passando per notizie, sport, giochi e vari altri argomenti di servizio - più una di servizio alla pagina 297, con istruzioni per l'uso di Televideo rivolte agli utenti muniti dei televisori compatibili. In questa prima fase il decoder che consente la ricezione del teletext sui televisori è ancora poco diffuso, ma diventerà rapidamente una caratteristica di serie.
Inaugurato il servizio, nella primavera del 1984, l'indice generale viene modificato. Gli argomenti sono suddivisi in 5 macro-sezioni, caratterizzate da un colore diverso ciascuna: l'informazione in bianco, il magazine in verde, l'intrattenimento in ciano, l'utilità in magenta, in giallo i servizi; gli avvisi agli utenti partono dalla pagina 308.
In estate, con la piena entrata in funzione del servizio, si verifica un sostanziale incremento delle pagine disponibili, che arrivano a essere oltre 500: ciò comporta un ulteriore spostamento di alcune rubriche, con le istruzioni per l'uso del Televideo trasferite alla pagina 600.
Dal 1986 entra in funzione la nuova sala controllo del Televideo, con la centralizzazione della redazione giornalistica e dei servizi nella sede Rai di Piazza Monte Grappa a Roma.
Televideo inizia anche a proporre la lettura dei dati Auditel e dal 10 novembre 1988, a quasi 5 anni dalla sua attivazione, subisce un restyling con una razionale disposizione delle sezioni. Viene cancellata la sottopagina iniziale della pagina 100 (la copertina con il logo ufficiale del Televideo Rai) e un nuovo indice suddivide le sezioni in blocchi di 100 pagine: dalla pagina 200, che prima era destinata alle previsioni del tempo, lo sport; dalla 300 economia, impresa e finanza; dalla 400 meteo, trasporti e viabilità; dalla 500 tv, spettacolo e cultura; dalla 600 magazine; infine, dalla 700, scuola, lavoro e pensioni. Viene anche modificata l'impaginazione grafica.
A fine luglio 1990 ancora un altro restyling dovuto all’ entrata a regime del servizio Telesoftware (le pagine dalla 800 in poi, dedicate ai non vedenti, alla diffusione di software informatici, e a servizi dati per utenze business) dopo tre anni di sperimentazione. Rinnovata la pagina iniziale, resta la suddivisione in sezioni del 1988 e si aggiunge la pagina 750 con, appunto, il Telesoftware e, dal 19 dicembre 1990, la 350 con informazioni su Stato e Parlamento. Viene anche introdotto un nuovo stile grafico (tabelle blu su sfondo ciano).
Nel marzo del 1992 il Televideo suddivide l'indice in due sottopagine: la prima, "Testata", contiene le categorie d'informazione, sport, pronostici e notizie economiche; la seconda, "Servizi", comprende le sezioni di utilità come meteo, spettacolo, salute, lavoro.
Via via cresce la diffusione, per diversi motivi: il miglioramento dell'aspetto editoriale (come l'uso massiccio del cosiddetto "rullo", cioè delle sottopagine visibili a rotazione), la cessazione nel 1994 del Videotel (il servizio videotex della SIP che utilizzava la telefonia fissa) a causa dell’alto numero di truffe, dei pochi abbonamenti e dei costi elevati per l'utente e soprattutto per l'abbassamento del prezzo dei decoder. Viene anche risolta la difficoltà per l’utente di consultare un indice suddiviso in due parti, non avendo tutti i televisori la possibilità di selezione diretta delle sottopagine. Dal 1º marzo 1994 l'indice è contenuto in una sola pagina. Ristilizzato nell'ottobre 1995, resterà invariato fino al 14 dicembre 2000, quando la pagina iniziale inizia a seguire lo schema "a fascicoli": indice delle categorie fisso a sinistra e argomenti sulla destra che cambiano con le sottopagine. Nel 2003 la sezione sportiva riceve una revisione dei contenuti.
Nel settembre 2012, la Rai progetta una fusione di testate tra Rai News e il Televideo, affidando il compito di pianificarla al vicedirettore generale Antonio Marano. La redazione del canale all-news, diretto da Corradino Mineo, è in forte polemica con i vertici aziendali a causa della pochezza di mezzi nella quale si trova a operare e lamenta altresì ingerenze unilaterali e limitazioni nell'autonomia editoriale del canale. Il progetto (come tanti altri) viene momentaneamente bloccato.