Fu uno dei più importanti pensatori fascisti, fondò la rivista L'Universale e collaborò con la Scuola di mistica fascista guidata da Niccolò Giani e Guido Pallotta.
Scrisse su diversi giornali,Per la lista completa si veda Indice ragionato de L'Universale di Berto Ricci e brevi biografie di coloro che scrissero sul periodico, pag. 55. tra i quali Il Popolo d'Italia, Critica fascista, Il Selvaggio e PrimatoPer questa rivista venne pubblicato un solo articolo il 15 aprile 1940 (anno I, n. 4) col titolo Vocazione di matematici, vedi . Fu amico personale di Indro Montanelli, che collaborò al suo L'Universale.
Biografia Laureatosi in matematica e fisica all'università di Firenze nel 1926, Ricci fu professore di tali discipline a Prato, Palermo e nel capoluogo toscanoLa figura e la vita di Berto Ricci. Da giovane ebbe simpatie per l'anarchia e nel 1932 aderì ufficialmente al fascismo pur avendo sviluppato un interesse sin dal 1927 (anno in cui aveva svolto il servizio militare), vedendo nel movimento di Benito Mussolini l'attuazione delle idee sociali e vitaliste che da sempre Ricci aveva coltivato. Nel panorama culturale degli anni trenta mostrò un particolare attivismo, dialogando o collaborando con personalità come Giuseppe Bottai, Julius Evola, Ernesto de Martino, Romano Bilenchi, Ottone Rosai, Camillo Pellizzi, Aldo Palazzeschi.
Nel 1931 fondò la rivista L'Universale, che incontrò un rapido successo. Interessato lettore del quindicinale, Mussolini fece sapere a Berto Ricci, tramite l'Ufficio Stampa coordinato da Galeazzo Ciano, che avrebbe voluto che collaborassero ad Il Popolo d'Italia,L'Universale, a cura di Diano Brocchi, Edizioni del Borghese, giugno 1969, pagg. 13-14. in cui scrissero in una rubrica denominata "Bazar"Aldo Grandi, Gli eroi di Mussolini, BUR, Milano, 2004, paragrafo A scuola di gerarchia.. Furono poi, nell'estate del 1934, invitati dal Duce a Palazzo Venezia.Le sensazioni destate dall'incontro vennero riportate nel giornale in un articolo intitolato "Il Duce" nel luglio 1934. Vedi L'Universale, a cura di Diano Brocchi, cit., pagg. 71-72. Vengono anche ricordate da Diano Brocchi nella presentazione del libro: ibidem, pagg. 14-15. Mussolini intervistò i singoli componenti e domandò delucidazioni a Berto Ricci sulla sua critica anti-idealista e sul suo passato anarchismo. Le posizioni quasi "di sinistra" de L'Universale vennero in compenso criticate da Roberto Farinacci, che vi vide un attentato al diritto di proprietà e accusò Ricci di "bolscevismo"Roberto Bartolone, Berto Ricci e L'Universale, 18 febbraio 1998. L'ultimo numero de L'Universale uscì il 25 agosto 1935 con la giustificazione che allo scoppio della guerra d'Etiopia - nella quale Ricci combatterà come volontario - "non è più tempo di carta stampata".L'Universale, a cura di Diano Brocchi, cit., pag. 216.
Nel 1940 partecipò al primo convegno nazionale della Scuola di mistica fascista sostenendo che "la mistica fascista ripropone al Partito, alla Milizia, agli Organi dello Stato, agli Istituti del Regime, di continuo il tema della unità sociale, dinamica unità che non si limita all'assistenza economica e al miglioramento delle condizioni di chi lavora, insomma a una pratica demofila, ma punta sulla civiltà del lavoro, tende a realizzare una più elevata moralità e insieme un maggior rendimento collettivo (governo della produzione e del consumo, graduale ridistribuzione della ricchezza, bonifica e autarchia, il produttore compartecipe e corresponsabile dell'azienda, il lavoratore proprietario) e per questo, come ogni mistica chiamata a operare in concreto sulla storia e ad ergervi fondazioni durevoli, soddisfa anche requisiti razionali”.
Ricci partì volontario per la Seconda guerra mondiale. Partendo da Napoli confidò a Indro Montanelli, che gli confessava il proprio disincanto verso il fascismo: "Nella vita si può smettere di credere una volta. E io l’ho già fatto ripudiando la mia militanza anarchica. Non posso rifarlo: diventerebbe un mestiere". Nel gennaio 1941 scrisse ai genitori: “Ai due ragazzi penso sempre con orgoglio ed entusiasmo. Siamo qui anche per loro, perché questi piccini vivano in un mondo meno ladro; e perché la sia finita con gl'inglesi e coi loro degni fratelli d'oltremare, ma anche con qualche inglese d'Italia”. Verso le 9 di mattina del 2 febbraio 1941, il suo plotone fu attaccato vicino a Bir Gandula, in Libia, da uno Spitfire inglese, che lo falciò di netto. Ricevette nel 1950 la medaglia di bronzo al valore militare ed alla memoria.Ministero della Difesa-Esercito. Bollettino ufficiale. Dispensa 19a. Anno 1950. 15 ottobre, p. 2851. Oggi è sepolto nel Sacrario dei caduti d'oltremare di Bari con il nome di "Roberto Ricci".
Berto Ricci non navigò mai particolarmente nell'oro, tanto che in molti - l'aneddoto verrà narrato più volte da Indro Montanelli - hanno ricordato l'episodio del "banchetto" nuziale composto unicamente di sette cappuccini offerti da Ricci ai pochi convenutiGiampiero Mughini, Almirante fa paura soltanto ai babbei, TeleFree, 29 maggio 2008Roberto Alfatti Appetiti, Berto Ricci. L'impegno civile come vocazione, in Secolo d'Italia, 2 febbraio 2011..
Giovanni Ansaldo ha descritto Berto Ricci con queste parole:
Pensiero
Di formazione anarchica, Ricci propose sempre una sua versione del fascismo a forte impronta sociale e intransigente nei confronti della borghesia (intesa come categoria dello spirito e non come classe socio-economica).Si veda al riguardo il capitolo Categoria spirituale e categoria sociale in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 91-101. Si fece sostenitore di «una modernità italiana 'da venire', condizione primissima della potenza nostra nazionale» e affermatore «d'una tradizione nostra civile, arricchita di millenaria cristianità ma sostanzialmente e robustamente pagana».L'Universale, Anno II, n. 8-9, agosto-settembre 1932, citato in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 63-64. Il suo interesse per il sociale e per la rivoluzione anti-borghese fece sì che Ricci non avesse remore ad affermare di guardare di buon occhio o, comunque, in modo non aprioristicamente negativo il mondo bolscevico: «la Russia con la rivoluzione dei comunisti ha fatto bene a se stessa [...] L'Anti-Roma c'è ma non è Mosca. Contro Roma, città dell'anima, sta Chicago, capitale del maiale. La lotta è dunque tra noi e loro, tra loro che sono bestie progredite e noi che siamo civilissimi uomini primitivi. Ecco perchè l'America ci invade e ci avvelena con la sua civiltà senza sale. Sulla via del primato c'è John Bull e Uncle Sam e Cesare dovrà levarseli dai piedi».<ref>. Tratto da "Roba da chiodi" in "Il Selvaggio", 15 dicembre 1927, 23, p. 3. Cfr. anche l'Avviso su "L'Universale", anno IV, n. 8, 25 aprile 1934 XII: Mosca rossa può farci riflettere e farsi odiare, i suoi plagiari mediterranei possono tutt'al più farci sorridere e farsi compatire, in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pag. 80 e l'articolo Del 'più' e del 'meno''' in "Critica fascista", n. 15, 1º giugno 1937: Il problema non è o è solo secondariamente quello di abbattere il bolscevismo, ma è in primissima linea quello di abbattere un mondo, una struttura economica e morale che ha reso il bolscevismo possibile e inevitabile. [...] La lotta è per la Rivoluzione mondiale [...] Roma e Mosca solo se ne contendono il comando, in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 122-23.</ref> Inoltre, sebbene sia stato tacciato di antisemitismo da parte del mondo ebraico italianoGianni Rossi, La destra e gli ebrei: una storia italiana, Rubbettino Editore, 2003, pag. 43. è visto dagli storici come esempio di quel filone fascista che si oppose alla penetrazione in Italia del razzismo e dell'antisemitismo nazionalsocialista.Idem, pag. 44.Vedi anche la lettera del 3 aprile 1938 inviata agli ex-collaboratori de "L'Universale" in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 169-87, in particolare: "Il Nazionalismo [...] o si risolve in Universalismo o si decompone in Razzismo. [...] Rispetto e simpatia per la nazione tedesca e per la rivoluzione nazionalsocialista; avversione assoluta all'ideologia razzista e specialmente a qualunque sua introduzione in Italia" (pag. 182). Vedi anche pag. 162: "Uno dei punti sui quali ci dobbiamo impegnare è la lotta al razzismo perché, in una visione universale del fascismo, l'ascaro fedele è uguale a noi, è nostro fratello. [...] In una visione imperiale la discriminazione razziale non è concepibile.
Anche negli "anni del consenso" non si stancò di invocare una "rivoluzione perpetua" che combattesse quanti, di mentalità sostanzialmente a-fascista o addirittura antifascista, avevano trovato posto nel regime portandovi, secondo Ricci, una mentalità borghese estranea allo spirito della Rivoluzione fascista. Ovvero, per lo scrittore fiorentino, si trattava di accompagnare la lotta agli "inglesi di dentro" a quella puntata contro "gli inglesi di fuori".Confronta la lettera ai familiari del 12 gennaio 1941 in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pag. 124 e 161..
Questa visione marcatamente sociale e votata a continuare la rivoluzione anche all'interno del regime è ben visibile in articoli come questo:
Filosoficamente, si mise in contrasto con Giovanni Gentile pubblicando il 10 gennaio 1933 (assieme a Romano Bilenchi, Gioacchino Contri, Ottone Rosai)Lorenzo Tronfi, Il «Primato» di Giuseppe Bottai: cultura e politica (1940-1943), op. cit., p. 124., in contrapposizione all'idealismo del filosofo siciliano, un “Manifesto Realista” che suscitò l'interesse di Julius Evola, anch'egli impegnato negli stessi anni in una battaglia filosofica anti-idealista.Online qui. Si veda anche La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 66-73.
Opere
- a cura di Marcello Veneziani, Prefazione di Indro Montanelli, I Classici della Controinformazione, Roma, Ciarrapico editore, 1984, 1986; Idrovolante Edizioni, 2017, ISBN 978-88-995-6418-6.
[perduto in guerra]
Antologie postume di scritti di B. Ricci
- col titolo L'Universale. Contributi per un'atmosfera, Oaks editrice, 2019. - AGA Editrice, 2014². [raccolta di testi pubblicati su Critica fascista]
Per un mondo meno ladro. Lettere ai genitori, a cura di C. Mariotti, Milano, De Piante, 2025, ISBN 979-12-803-6268-1.
Curatele
Note
Bibliografia
Mario De Fazio, Tempo di sintesi. L'eredità di Berto Ricci, Idrovolante, 2018
Voci correlate Scuola di mistica fascista
Collegamenti esterni
Indice ragionato de L'Universale di Berto Ricci e brevi biografie di coloro che scrissero sul periodico, a cura di Ivo Ferraguti, Parma, secondo semestre 2007. Mario Bernardi Guardi, Un uomo di parte e di Patria: Berto Ricci in Tabula Rasa, anno II, n. 4 (30 giugno 1993). Beppe Niccolai, Berto Ricci: come fummo giovani allora, intervento al Convegno per il centenario della nascita di Benito Mussolini, Firenze, 25 marzo 1984. Beppe Niccolai, Berto Ricci: il fascismo come trasgressione, intervento al Convegno del Centro Culturale "La Quercia", Modugno, 10 dicembre 1988. Gianni Benvenuti, Berto l'eretico in Aurora, nº 15, marzo 1994. Giovanni Bartolone, Berto Ricci e "l'Universale", 18 febbraio 1998. Roberto Alfatti Appetiti, Berto Ricci. L'impegno civile come vocazione '', in Secolo d'Italia, 2 febbraio 2011.
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