Indichiamo con Glosse Emilianensi (da non confondere con la Nota Emilianense) un insieme di annotazioni esplicative, 145 nell'edizione di Menéndez Pidal (1950), apposte da una sola mano e contenenti volgarismi in misura variabile, che si leggono nel ms. 60 del fondo San Millán della Biblioteca della Real Academia de la Historia di Madrid. Si tratta di un codice alto medioevale proveniente dal monastero di San Millán de la Cogolla, nella Rioja, che conserva testi latini di carattere religioso.Stefano Asperti, 2006, Origini Romanze. Lingue, testi antichi, letterature, Viella, Roma.

Le Glosse

La frase più lunga di tutto il codice, a pagina 72, è di 12 righe e recita:

Con o aiutorio de nuestro dueno Christo, dueno salbatore, qual dueno get ena honore et qual duenno tienete la mandatione con o patre con o spiritu sancto en os sieculos de lo siecu los. Facanos Deus Omnipotes tal serbitio fere ke denante ela sua face gaudioso segamus. Amen.

Fonetica

Presenza del dittongamento spontaneo: nuestro < NOSTRUM dueno, duenno < DŎMINUM sieculos < SAECULOS tienet < TĔNET

Palatalizzazione: (forse) get /jet/ < EST, cfr. segamus /sejamus/ (forse) "dueno" "duenno" da leggersi ['dweño]

Riduzione di vocali in iato: face < FACIEM, <c> per /ts/, cfr. facanos mandatjone < *MANDATIONEM serbitjio < SERVITIUM

Conservazione della -s finale nel plurale: sieculos < SAECULOS

Morfosintassi

Articolo determinativo: ela < ILLAM

Preposizioni articolate: ena (en la) < IN ILLAM enos (en los) < IN ILLOS

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Note

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