La Coppa del Mondo di rugby () è la massima competizione internazionale di rugby a 15 per squadre nazionali maschili. Istituita nel 1985 dallInternational Rugby Football Board (IRFB, oggi World Rugby), si tenne per la prima volta nel 1987 in Australia e Nuova Zelanda, e da allora si svolge regolarmente a cadenza quadriennale. Alla squadra vincitrice del torneo è conferito il titolo di campione del mondo e consegnata la coppa William Webb Ellis, trofeo intitolato a colui che il folklore del rugby indica come ispiratore della nascita della disciplina.
A partire dal 2027 la Coppa si disputa tra ventiquattro squadre; in precedenza, tra il 1999 e il 2023, le squadre ammesse erano venti e, tra il 1987 e il 1995, sedici. La formula sempre adottata prevede una prima fase a gironi più una a eliminazione diretta, che si conclude con la finale in gara unica.
Campione in carica è il , vincitore nel 2023 in Francia dell'edizione più recente. Tale squadra è anche primatista dell'albo d'oro della competizione, avendola vinta quattro volte su dieci edizioni tenutesi (e su otto cui ha preso parte). Delle altre sei edizioni, tre sono appannaggio della e due dell', mentre l', campione nel 2003, è l'unica formazione dell'Emisfero Nord nel palmarès. A parte le quattro citate, l'unica altra squadra ad avere raggiunto la finale è la in tre occasioni, risoltesi in altrettante sconfitte (due volte contro la Nuova Zelanda e una volta contro l'Australia).
L'undicesima edizione del torneo è in programma nel 2027 in Australia.
Storia I prodromi Fino all'inizio degli anni ottanta non esisteva alcuna manifestazione ufficiale mondiale a livello seniores: le quattro nazionali europee storiche dell'IRFB (, , e ) con l'aggiunta della erano annualmente impegnate nel Cinque Nazioni; ogni anno le nazionali dei due emisferi si incontravano nel corso dei tour, in genere durante l'inverno australe a metà anno e quello boreale a fine anno. L'organizzazione parallela all'IRFB, la FIRA (oggi Rugby Europe), organizzava dal 1936 il proprio campionato noto con varie denominazioni, che coinvolgeva di massima tutte le squadre dell'Europa continentale, compresa la stessa Francia, non affiliate all'IRFB.
L'unica competizione con la palla ovale storicamente assimilabile in qualche maniera al concetto di torneo mondiale fu, per lungo tempo, il campionato interforze dell'Impero Britannico (noto come Kings Cup) tenutosi in Gran Bretagna nel 1919 tra le rappresentative composte da militari dell'esercito della madrepatria e quelle di Australia, Canada, Nuova Zelanda e Sudafrica e a lungo considerato informalmente «la prima coppa del mondo di rugby», cui nello stesso periodo fece da contraltare, in tono minore, il torneo rugbistico ai Giochi Interalleati di Parigi, al quale presero parte , e .
Ciclicamente, già a partire dagli anni sessanta, le federazioni meridionali dell'IRFB (sostenute anche dalla Francia) ventilavano la creazione di un torneo di ambito mondiale nonostante la contrarietà delle Isole Britanniche, poco inclini ad accettare il rischio della partecipazione all'organizzazione di partner commerciali e consce che, nel medio termine, tale eventualità avrebbe aperto la strada al professionismo nella disciplina.. Nel 1977, inoltre, una catena televisiva neozelandese aveva valutato l'ipotesi di produrre un campionato di rugby a 15 a pagamento, iniziativa presa in considerazione nel 1979 anche dalla federazione sudafricana mentre contemporaneamente la , promossa nel 1978 a membro effettivo IRFB, si aggiungeva all'elenco di federazioni che, invano, proponevano un torneo di portata equivalente a quello di un campionato del mondo.
Il tentativo del promoter sportivo australiano David Lord di creare nel 1983 una lega professionistica formata da giocatori internazionali pagati a stagione spinse le federazioni australiana e neozelandese a pressare l'IRFB affinché si prendesse alfine in considerazione l'idea di un campionato mondiale; tuttavia, nonostante il rischio di perdere buona parte dei migliori elementi – e benché tale torneo già avesse potenziali acquirenti come Kerry Packer, già fautore di una lega professionistica di cricket, mentre Rupert Murdoch. ventilava in parallelo una coppa del mondo a inviti con le squadre del Cinque Nazioni più Australia, Nuova Zelanda e, sotto falso nome per via del bando internazionale per lapartheid, Sudafrica. – i rappresentanti di e opposero un fermo rifiuto, temendo – in retrospettiva a ragione – che una competizione assimilabile a un campionato del mondo avrebbe aperto la porta al professionismo, rendendo quindi vana la loro difesa dello spirito dilettantistico del rugby a 15.
Successivi eventi, quali lo stato di bancarotta e le instabili premesse del suo progetto sportivo, misero David Lord fuori gioco già a fine 1983, ma la sua manovra fu sufficiente a convincere lIRFB dellimprocrastinabilità di una manifestazione mondiale prima che qualche altro soggetto esterno al Board la realizzasse., anche alla luce del fatto che il dilettantismo forzato stava mostrando i suoi limiti: in concomitanza con il tramonto del progetto di Lord, il fornitore di equipaggiamento sportivo Adidas rivelò di avere sponsorizzato rugbisti britannici di rilievo, contro i quali le loro Union minacciarono squalifiche e radiazioni.
L'organismo mondiale commissionò quindi alle federazioni neozelandese e australiana uno studio di fattibilità di una manifestazione, che trovò l'appoggio di Albert Ferrasse, il presidente della federazione francese. A parte le scontate obiezioni di Irlanda e Scozia, e si mostrarono invece possibilisti; determinante fu il parere favorevole del South African Rugby Board, la federazione "bianca" all'epoca al governo del rugby in Sudafrica, che diede ai proponenti la maggioranza necessaria a far passare il progetto di Coppa del Mondo che così, il , fu ufficialmente varato a Parigi: le tre federazioni dell'Emisfero Sud si espressero favorevolmente con i loro due voti ciascuno di cui disponevano e lo stesso fece la Francia; l'opposto fecero l'Irlanda e la Scozia i cui quattro voti complessivi furono contro la proposta. I rappresentanti di Galles e Inghilterra, altresì, si divisero sulla preferenza, esprimendo ciascuno un voto a favore e un voto contro la mozione, che così, con dieci voti contro sei, fu approvata. Premiati furono anche gli sforzi della Francia per allargare la nuova competizione alle federazioni FIRA, della quale Ferrasse era all'epoca presidente.
Le prime edizioni La prima Coppa del Mondo fu messa in calendario a maggio 1987 e, per ristrettezza di tempi, non si poté procedere ad alcun processo di qualificazione, rendendo quindi necessario ricorrere agli inviti. Benché ammesse di diritto della prima ora, , e presero tempo prima di confermare la loro partecipazione in quanto dubbiose sulla destinazione dei proventi della nuova manifestazione; IRFB annunciò al riguardo di avere costituito una società, Rugby World Cup Limited, incaricata di gestire gli aspetti commerciali della neonata competizione. Alle tre citate federazioni si aggiunsero Francia, Galles, Australia e Nuova Zelanda; il Sudafrica, ancora sotto bando per via delle politiche razziste di apartheid nel Paese, non prese parte al torneo e le rimanenti nove federazioni furono scelte tra quelle di maggior rilievo in ambito FIRA, l'organizzazione alternativa all'IRFB: Argentina, Canada, Figi, Giappone, Italia, Romania, Stati Uniti, Tonga e Zimbabwe.
In un primo momento lIRFB aveva anche sondato la disponibilità dell', all'epoca considerata tra le più promettenti squadre emergenti nonché la più seria sfidante continentale delle quattro nazioni britanniche e della ma, su ordine dei vertici del Partito Comunista, la federazione dell'URSS declinò l'offerta con la motivazione ufficiale che, pur essendo il Sudafrica bandito dalla competizione, esso ancora era presente nell'IRFB, anche se la stampa specializzata tende a leggere tale rifiuto come la volontà di non esporre una nazionale promettente ma ancora acerba e inesperta al ruolo di squadra materasso.
Paesi affidatari della prima edizione furono Australia e Nuova Zelanda – ma già prima dell'avvio del torneo circolò la notizia ufficiosa che l'edizione successiva sarebbe stata organizzata dallInghilterra – e fu l' che ebbe la ventura di condividere con la il palcoscenico di debutto della Coppa, all'Eden Park di Auckland: per gli All Blacks fu una vittoria 70-6 e il primo marcatore su azione della storia del torneo fu il neozelandese Michael Jones. Mentre i neozelandesi giunsero alla finale di Auckland con un percorso netto, l' cadde in semifinale per mano della , capace quindi di portare l'Europa alla sfida per il titolo che, tuttavia, fu appannaggio della squadra di casa, impostasi 29-9 e divenuta prima campionessa mondiale della disciplina.
Nel 1988 l'IRFB formalizzò la decisione di affidare la all'Inghilterra in collaborazione logistica con tutta l'area dell'allora Cinque Nazioni (Francia metropolitana e Isole britanniche), da Edimburgo a Béziers includendo anche sedi prestigiose come il Parco dei Principi di Parigi, Lansdowne Road a Dublino e Twickenham a Londra; il Galles, permettendo che la finale si tenesse a Twickenham e, di fatto, ufficializzando il ruolo inglese di federazione organizzatrice, concluse con Londra un gentlemen's agreement: qualora Cardiff avesse presentato in futuro la candidatura a ospitare la Coppa, l'Inghilterra avrebbe dato il suo voto favorevole. La fu anche la prima a implementare il meccanismo delle qualificazioni, riservate a 32 Paesi che si contesero gli otto posti non automaticamente assegnati alle nazionali ammesse di diritto in quanto qualificatesi ai play-off della . A titolo statistico tali qualificazioni rappresentarono l'ultimo atto rugbistico di diversi Paesi europei destinati a sparire o a cambiare politicamente prima dell'edizione successiva: è il caso della (che nel 1992 cessò di esistere nella forma in cui fu nota per il mezzo secolo precedente), la (scioltasi nel 1993) e, in forma minore, anche della , alle ultime uscite con tale nome prima della riunificazione tedesca. La competizione vide l'esordio di e , che tuttavia non passarono la prima fase. Eroe del torneo fu David Campese, che condusse l' alla vittoria mondiale battendo 12-6 l' nella finale di Twickenham. Dal punto di vista mediatico la Coppa del Mondo conobbe un netto incremento di visibilità rispetto a quattro anni prima, raggiungendo un pubblico televisivo di circa spettatori di 103 Paesi e staccando biglietti per asistere agli incontri sugli spalti, benché su quest'ultimo fronte non mancarono polemiche a causa di episodi di bagarinaggio a prezzi maggiorati del 1000% (fino a 250 sterline per biglietto)), in parte dovuti a errata programmazione di IRFB che concesse biglietti alle agenzie turistiche riducendo così il numero dei posti disponibili ai locali con conseguente lievitazione del prezzo.
La giunse al culmine di una serie di cambiamenti politici iniziati con lo scioglimento dell'Unione Sovietica: in Sudafrica il presidente Frederik de Klerk avviò il processo di uscita dallapartheid e a febbraio 1990 ordinò la scarcerazione, dopo 27 anni di detenzione, di Nelson Mandela, eroe-simbolo della lotta antirazzista sia in patria che nel mondo; a partire dal 1991 il Paese intraprese un graduale rientro nella comunità internazionale, con conseguente rimozione di bandi ed embarghi inflittigli nel passato e ad aprile 1992 l'IRFB affidò al Sudafrica l'organizzazione della terza Coppa del Mondo, in programma tre anni più avanti.