Il Lambro (Lamber o Lambar in lingua lombarda, AFI: o ) è un fiume della Lombardia lungo 130 km, tributario di sinistra del Po.
Il colatore Lambro Meridionale, che si forma a Milano e raccoglie anche parte delle acque dell'Olona, è il suo maggiore affluente.
Etimologia
Il nome italiano del fiume deriva dal latino Lambrus, che deriva a sua volta da un antico lemma gallico, costruito da "lam", "palude" (cfr. ex multis). A suffragio della teoria è agevole constatare come nell'antica Gallia Transalpina sussistano vari nominativi di fiumi similari a Lambro, ovverosia Le Lambres, affluente del fiume Drome; Le Ruisseau de Lambre, affluente del Reno; Le Lambre, affluente del Dolon, e altri ancora. Tuttavia un fiume Lambro scorre anche in Campania.
Un’ulteriore ipotesi ascrive l'etimologia al greco λαμπρως (lampròs) 'lucente', come la sua acqua.Pierino Boselli, Toponimi lombardi, Sugarco Edizioni, Milano, 1977. D'altronde le fonti classiche denotano come il Lambro nascesse sui monti occupati dai Celtoliguri (si veda al proposito Sidonio Apollinare, vescovo Gallo-romano del quinto secolo), e non appare che costoro fossero ellenofoni; non è però da escludere che l'idronimo fosse stato importato dall'Italia meridionale.
Ad avvaloramento della teoria del nome greco, si può osservare che Antonio de BeatisÈ noto soprattutto perché racconta nel Diario la visita a Leonardo da Vinci ad Amboise l'11 ottobre 1517, con un'identificazione e una descrizione precisa della Gioconda., segretario del cardinale Luigi d'Aragona, che accompagnò in un lungo viaggio in Europa, nel suo Diario di viaggio, descrive il Lambro in questo modo: "giunti al Lambro nei pressi di Monza, questo era fangosissimo, in antitesi con il suo nome". Tuttavia, secondo Julius PokornyPokorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch 1132, legʷh-., il nome latino Lambrus corrisponde al greco ἐλαφρός, 'leggero', 'svelto' ('leicht', 'flink' in tedesco) ed è da mettere in relazione all'illirico lembus (*lengʷho-s) 'veicolo leggero' ('leichtes Fahrzeug' in tedesco), da cui deriva il greco λέμβος.Pokorny cita Hans Krahe, Gymnasium 59 (1952), p. 79.
Geografia fisica e idrografia L'alto e medio corso
Il fiume nasce dai monti del gruppo del San Primo (Triangolo lariano), a 942 metri, nell'area di Piano Rancio. nel comune di Magreglio poco a nord del Ghisallo. La sorgente del Lambro è di tipo carsico e viene chiamata Menaresta perché "mena" - cioè "va, porta" - e "resta" - cioè "rimane"; infatti un serbatoio a sifone sotterraneo, posto nella roccia calcarea, si riempie d'acqua a intervalli regolari, fino a traboccare con un flusso vivace per poi rallentarlo prima di caricarsi nuovamente; l'intero ciclo dura otto minuti. Dalla Menaresta un ruscelletto scorre quindi verso Magreglio.
Il fiume, che riceve il suo primo affluente (il Lambretto) a Lasnigo (le cui sorgenti sono nella conca di Crezzo), attraversa con corso rapido la Valassina, bagnando i centri di Asso, Canzo, Ponte Lambro ed Erba. A Erba si immette nel lago di Pusiano.
Il termine "Lambrone" (Lambron in dialetto milanese) è il nome dato storicamente alla deviazione del fiume Lambro, fatta nel XIX secolo, per farlo sfociare nel lago di Pusiano. Questa deviazione, insieme a una diga chiamata Cavo Diotti, oggi ancora funzionante, risulta fondamentale nella regolazione del livello delle acque del medio corso del Lambro, salvando le città (Monza in primis) a valle. Il Cavo Diotti è la diga che regola il flusso in uscita dall'ampio bacino del lago di Pusiano (12.750 milioni di metri cubi). A causa delle dimensioni del bacino, la diga (composta da 2 paratie alte circa 70 cm) è classificata di importanza nazionale. La gestione del flusso delle acque è affidata al Consorzio del Parco regionale della Valle del Lambro.
Uscito dal lago il fiume riceve da destra l'emissario del lago di Alserio dopodiché bagna il centro di Merone. Da qui scorre con andamento tortuoso ai piedi delle colline moreniche (dove raccoglie le acque di svariati rii, rogge e di laghetti brianzoli) raggiungendo poi la città di Monza.
Subito dopo attraversa l'omonimo parco dividendosi poi, nei pressi della Chiesa del Carrobiolo in due rami: il Lambro, che passa sotto il Ponte dei Leoni, ed il Lambretto che fu fatto deviare nel XIV secolo dai Visconti per la difesa della città. Dalla sorgente nel gruppo montuoso di San Primo al Viale Cavriga nel Parco di Monza, il Lambro è il fiume della Brianza.
Il Lambro a Milano Uscito da Monza nuovamente con corso riunito, il fiume attraversa Brugherio, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese (Parco Media Valle del Lambro), per poi scorrere sotto il ponte-canale del Naviglio della Martesana ricevendone le eventuali acque in eccesso ed entra a Milano di cui percorre, da nord a sud, tutta la periferia orientale. È il maggiore dei tre fiumi milanesi ed è l'unico a scorrere, per la maggior parte del tratto cittadino, a cielo aperto. Attraversa i quartieri di Cascina Gobba, Cimiano, parco Lambro, Lambrate, Ortica-parco Forlanini, Ponte Lambro e Monluè.
Riceve la roggia Lirone, emissario dell'Idroscalo e alcune altre minori provenienti dall'est-Milano. Cimiano, Ortica e LambrateEra uno dei borghi in cui furono confinati i Milanesi, più precisamente quelli di Porta Orientale, dopo la sconfitta col Barbarossa. furono accorpate al capoluogo nel 1923. Dal 2010 il comune di Milano sta compiendo lavori per la continuità dei tre parchi cittadini lungo il percorso del fiume e l'intera area rientra in quella, più estesa, del Parco sud. A Lambrate era presente lo stabilimento meccanico della Innocenti, che nel dopoguerra lanciò uno scooter che ebbe grande successo commerciale in tutto il mondo con il marchio Lambretta, nome ispirato al fiume.
Il basso corso Uscendo da Milano, a Peschiera Borromeo, il Lambro riceve le acque trattate dal depuratore Milano-est, a monte di Melegnano quelle del colatore Addetta che ne accrescono artificialmente la portata e, giunto a Melegnano, quelle del Cavo Redefossi, arricchite più a monte dalla VettabbiaLo sbocco storico della Vettabbia è a poche centinaia di metri, ma da quando nel 2008 sono cominciati i lavori per il nuovo inalveamento, a San Giuliano Milanese, questa scarica nel Cavo Redefossi a San Giuliano e tutto il tratto costruito nel XVII secolo lungo la via Emilia è praticamente asciutto., entrando poi alcuni chilometri a valle in provincia di Lodi.
Con corso più lento il fiume attraversa in seguito la cittadina di Sant'Angelo Lodigiano ricevendo da destra il Lambro meridionale. Con portata quasi raddoppiata il fiume prosegue lento bagnando il centro di San Colombano al Lambro, fungendo anche per un brevissimo tratto da confine fra le province di Lodi e Pavia, e una volta giunto a Chignolo Po, nella frazione Lambrinia (cosi chiamata proprio per lo sbocco del Lambro nel grande fiume), confluisce da sinistra nel Po. Il Consorzio del Basso Lambro raggruppa i 27 comuni interessati dall'ultimo tratto del fiume: qui non esiste una rete di collettamento delle acque unificata, ma ogni comune è dotato di depuratore e l'uso irriguo delle acque è ancora (2010) fortemente problematico.
Affluenti del Lambro
Il fiume Lambro conta 27 affluenti, per lo più naturali ma di scarsa rilevanza quelli nella parte settentrionale del corso fino a Monza, più copiosi ma artificiali quelli da Milano alla foce nel Po, anche se scavati, come la Vettabbia, addirittura in epoca romana. Una modesta quantità d'acqua (1,2 m³/s) proviene direttamente dal depuratore Milano-est.
Anche più a monte, a Merone prima e a Brugherio dove è situato l'impianto di Monza San Rocco successivamente,il Lambro riceve le acque trattate dai due depuratori che di fatto, in condizioni di tempo asciutto, ne rappresentano i due principali immissari dell'alto e medio corso.
Elenco degli affluenti: Ruscà Foce [Pusallo] Sancio [Scet] Ravella Vallelunga Bova—Il Lambro si immette nel Lago di Pusiano col nome di Lambrone -- Il lago di Pusiano è alimentato dall'emissario del Segrino—Il Lambro esce dal Lago di Pusiano -- Cavo Diotti (altro emissario del Lago di Pusiano) Emissario di Alserio [Lago di Alserio] Roggia Gallarana Roggia Ghiringhella Bevera di Molteno [Gandaloglio, Beveretta] Cavolto Bevera di Nibionno Bevera di Renate Brovada (affluente di sinistra in prossimità di Triuggio) Cantalupo Pegorino Molgorana Roggia Spazzola Roggia Lirone [Idroscalo di Milano] Colatore Addetta Cavo Redefossi (Naviglio della Martesana, Seveso, Molia), Vettabbia, Cavo Taverna, Fontanile di Macconago, La Fogna] Scaricatore Sillaro Colatore Lissone Colatore Lambro Meridionale, derivato a Milano dal Naviglio Grande e principale tributario del fiume (portata 2,6 m3/s) che a Milano a San Cristoforo riceve la parte delle acque dell'Olona, e del suo bacino idrograficoPudiga, Merlata, Lura, Bozzente, Rile-Tenore, Lanza, Selvagna, Quadronna, Bevera, Vellone, Fredda, Legnone, Des, Sesnivi, Braschè, Pissabò, Grassi, Boscaccia, Ganna, Valpissavacca, Pedana della Madonna, Fogascè, Mornaga, Riale delle Selve, Marubbio, Valdessera, Riale San Pancrazio, Riale di Torba, Riale di Castelseprio, Refreddo, Bozzone., che non sono state deviate nel Canale Scolmatore di Nord Ovest o nel deviatore Olona, oltre che del Cavo Ticinello, della Roggia Pizzabrosa e della Roggia Taverna. Cavo Sillaro [Roggia Fratta, Roggia Sillarina] Scaricatore Venere
Regime delle acque
Il Lambro ha un regime tipicamente pre-alpino con massimi di portata autunnali e primaverili e magre estive e invernali. La sua portata media naturale nel tratto milanese è abbastanza modesta con circa 5,8 m³/s di modulo medio e presso la foce nel Po circa 5 m³/s; il Lambro può però subire notevolissimi sbalzi di portata durante tutto l'anno, toccando nel basso corso anche valori medi di 40 m³/s.
La forte urbanizzazione del bacino, come si è detto, ha peggiorato le cose per la ridotta capacità di assorbimento delle precipitazioni da parte del terreno. Una relazione riguardante fasce fluviali del fiume Lambro è quella del 2001.
L'ultimo evento calamitoso per il bacino del Lambro si è verificato nel novembre 2002 quando dopo giorni di piogge insistenti (300 mm sull'alto bacino) il fiume straripò alluvionando ampie zone della città di Monza, del monzese e di molti centri della Brianza, causando anche la tracimazione del lago di Pusiano. Il 13 agosto 2010, il fiume è invece straripato, senza gravi danni, a Milano, all'esterno del lato occidentale dell'aeroporto di Linate (che costeggia viale dell'Aviazione).
Geologia
Il cosiddetto "ceppo", che è caratteristico del Lambro della Brianza collinare, è un conglomerato di roccia con elementi costituiti prevalentemente da rocce sedimentarie (come calcari, arenarie, dolomie, selce) cui si associano graniti, gneiss ed altro. Secondo l'OrombelliOpera citata. il ceppo è la prima facies continentale dopo l'emersione dal mare della pianura padano-veneta tra la fine del Terziario e l'inizio del Quaternario.
Il ceppo presenta diversi sgrottamenti/affioramenti in conseguenza dell'azione fluviale (tra cui l'orrido di Inverigo e le grotte di Realdino a Carate Brianza). Questa roccia è stata nel passato uno dei materiali da costruzione più usati in Brianza, nonostante fosse all'apparenza poco adatto per l'impiego in usi nobili. Era infatti sufficientemente reperibile e a costi competitivi rispetto ad altri materiali; inoltre era conosciuto per la sua facile lavorabilità, la sua bassa durezza, la sua capacità di non far salire l'umidità se associato nella costruzione delle fondamenta degli edifici.
Esso è stato comunque utilizzato anche nei giardini e nei rivestimenti per le facciate di ville signoriliBreislak S., 1822, Descrizione geologica della provincia di Milano, ed. provincia di Milano.. Lungo il corso del Lambro, nella Brianza collinare, furono sfruttate numerose cave di questo materiale ed anche i