Alessandra di Baviera (Alessandra Amalia Wittelsbach) (Castello Johannisburg, 26 agosto 1826 - Castello di Nymphenburg, 21 settembre 1875) fu una principessa di Baviera che dedicò la sua vita alla letteratura. Scrisse diverse libri e raccolte. Fu nubile per tutta la sua vita, anche a causa del suo disturbo ossessivo-compulsivo.

Biografia Alessandra nacque a Aschaffenburg il 26 agosto 1826, quarta figlia femmina di Ludovico I di Baviera e della moglie Teresa di Sassonia-Hildburghausen. La principessa discendeva dall'antica dinastia tedesca dei Wittelsbach, che governò la Baviera per oltre sette secoli, ed era inoltre imparentato con le case di Sassonia-Hildburghausen, Sassonia-Weimar-Eisenach, Assia-Darmstadt e Meclemburgo-Strelitz. Adelgonda aveva tre fratelli: Massimiliano, futuro re di Baviera, Ottone, futuro re di Grecia, e Adalberto, principe di Baviera. Ebbe inoltre tre sorelle: Matilde, granduchessa d'Assia e del Reno, Adelgonda, duchessa di Modena e Reggio e Ildegarda, duchessa di Teschen. Fu battezzata con i nomi di Alessandra Amalia. Era considerata la figlia prediletta del padre Ludovico I.

Per tutta la vita fu particolarmente legata alla madre e, dopo la sua morte, cercò di essere "piacevole e utile al padre". Visse alternativamente nella Residenza di Monaco, a Berchtesgaden, al Palazzo di Leopoldskron, presso Salisburgo, a Villa Ludwigshöhe vicino a Edenkoben, nel Palatinato, e ad Aschaffenburg. Dopo la morte del padre, il re Ludovico I, avvenuta nel 1864, ereditò la sua collezione di storia naturale.

Fu Gran Madre Superiora e Badessa dei Conventi Reali di Sant'Anna a Monaco e Würzburg. Fu anche benefattrice di Aschaffenburg, dove nacque nel Castello Johannisburg ; diede un contributo duraturo all'assistenza ai poveri, ad esempio fondando una mensa per i poveri e i malati ad Aschaffenburg nel 1860. Divenne nota anche come traduttrice e scrittrice, pubblicando le seguenti opere fino alla sua morte: "Fiori selvatici" ("Schizzi e racconti", 1856), "Rose di Natale" ("Schizzi e racconti", 1858), "Fantasia e immagini di vita" ("Traduzioni libere dall'inglese e dal francese", 1858) e "Brevi racconti storici" ("Dai francesi", 1862).

Si diceva che Alessandra soffrisse di diversi disturbi mentali, tra cui un'eccessiva mania per la pulizia. Secondo questa fonte, i suoi vestiti dovevano essere spazzolati quotidianamente. Soffriva anche del delirio di aver ingoiato un pianoforte di vetro. In un'occasione, quando vomitò, i domestici gettarono un piccolo pianoforte in miniatura tra gli escrementi e le dissero che si era finalmente liberata del mobile. Tali disturbi comportamentali, altre fonti menzionano una morbosa paura di essere toccata, furono la vera ragione per cui la principessa non poté sposarsi. Persino un soggiorno di tre anni nel manicomio di Illenau non servì ad alleviare le sue sofferenze. Christian Dickinger, Die schwarzen Schafe der Wittelsbacher: zwischen Thronsaal und Irrenhaus, Piper, Monaco, 2005, pp. 101-102. ISBN 3-492-24345-2; Martha Schad, Bayerns Königgen, Friedrich Pustet, Ratisbona, 1992, p. 113

Alessandra di Baviera morì nel Castello di Nymphenburg il 21 settembre 1875 e fu sepolta nella Chiesa dei Teatini a Monaco, assieme ad altri membri del Casato di Wittelsbach.

Ascendenza

Note

Voci correlate Disturbo ossessivo-compulsivo

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