L'assedio di Lilla del 1792 si è tenuto dal 29 settembre all'8 ottobre 1792, nel corso della guerra della Prima coalizione, e si concluse con una vittoria repubblicana.
Approfittando dell'assenza di gran parte dell'Armata del Nord, destinata a congiungersi con le forze francesi nella regione della Champagne per contrastare l'esercito austro-prussiano del duca di Brunswick, il governatore dei Paesi Bassi austriaci, il duca Alberto di Sassonia-Teschen, si mosse con le sue forze verso la piazzaforte di Lilla, cercando di conquistarla.
Di fronte ad un rifiuto di resa da parte del sindaco della città, l'esercito austriaco iniziò a bombardare pesantemente la città, causando la distruzione di numerosi quartieri e scatenando diversi incendi all'interno delle mura cittadine. La resistenza degli abitanti di Lilla fu eroica. Dopo la notizia dell'imminente arrivo delle truppe del generale Dumouriez, l'assedio fu interrotto.
Contesto storico Dopo oltre un secolo di governo caratterizzato dall'assolutismo, la situazione politica francese cominciò a cambiare in modo radicale nel 1789, a partire dalla convocazione degli Stati generali. Da quel momento in poi, la partecipazione alla politica delle masse popolari, precedentemente oppresse dall'Ancien Régime, e della borghesia, nuova forza emergente, portarono a numerose riforme, avviando la trasformazione dello stato francese in una monarchia costituzionale. La famiglia reale francese, intimorita dal crescente radicalismo che si stava sviluppando tra le file dei rivoluzionari tentò una fuga verso il Belgio, provincia sotto il controllo dell'Austria, ma furono fermati a Varenne e riportati a Parigi.
Le altre potenze europee guardarono con sospetto alla Francia, preoccupandosi almeno in parte della sorte dei sovrani, ed elaborarono la dichiarazione di Pillnitz, minacciando di intervenire contro il nuovo regime rivoluzionario se la monarchia fosse stata messa in pericolo. Quella che era solo una vuota minaccia fu però interpretata come una reale intimidazione, portando ad un ulteriore estremismo tra i rivoluzionari. Le tensioni interne e le alleanze tra le altre potenze europee portarono il re di Francia a dichiarare guerra all'Austria e alla Prussia il 20 aprile 1792. La speranza della famiglia reale era di una vittoria straniera, quella popolare di esportare i valori della Rivoluzione.
Antefatti
I primi scontri delle armate rivoluzionarie
L'esercito rivoluzionario era in fase di allestimento sin dagli ultimi mesi del 1791 ed era costituito da tre armate: l'Armata del Reno, l'Armata del Centro e l'Armata del Nord. Quest'ultima, sotto il comando del maresciallo Rochambeau, aveva il proprio quartier generale a Valenciennes e si sarebbe dovuta impegnare contro le forze austriache in Belgio.. Secondo il piano dell'anziano militare, che era ben consapevole delle carenze strutturali dell'esercito rivoluzionario, la sua armata sarebbe dovuta rimanere sulla difensiva, così da maturare esperienza senza esporsi inutilmente a pericoli.. L'intervento del governo negli affari dell'esercito determinò il completo abbandono di questa strategia in favore di un approccio più offensivo, mirando alla sottomissione dei Paesi Bassi austriaci. Nonostante la propria contrarietà, Rochambeau acconsentì a mettere in atto la strategia del nuovo Ministro della Guerra: le forze dell'Armata del Nord furono respinte dall'esercito austriaco sotto il comando del governatore della provincia, il duca Alberto di Sassonia-Teschen. Rochambeau si dimise già a maggio..
Il comando dell'armata passo di mano più volte nei mesi a venire: in primis fu il maresciallo Luckner ad assumere il ruolo di comandante, poi toccò al marchese de La Fayette. ed infine al generale Dumouriez, subentrato dopo la fuga all'estero del suo predecessore. La fuga di de La Fayette non fu un evento casuale: pochi giorni prima, il 10 agosto, la folla parigina accompagnata da alcuni reparti della Guardia nazionale aveva assaltato il Palazzo delle Tuileries, causando la fuga della famiglia reale, costretta a mettersi sotto la protezione dell'Assemblea nazionale.. Nel frattempo, dopo aver ufficializzato la loro alleanza, l'Austria e la Prussia allestirono un esercito ed invasero la Francia, conquistando rapidamente le fortezze di Longwy e di Verdun per poi dirigersi verso Parigi. Le forze del generale Kellermann, comandante dell'Armata del Centro, non erano sufficienti per bloccare gli invasori e Dumouriez fu costretto a prendere parte dell'Armata del Nord per congiungersi con il collega. Le due parti si fronteggiarono nei pressi di Valmy, un villaggio della Champagne, il 20 settembre: la battaglia fu uno scontro di artiglieria e nessuno dei due schieramenti ingaggiò il nemico in modo deciso. Ad ogni modo, a differenza delle precedenti occasioni, i rivoluzionari riuscirono a mantenere l'ordine e la disciplina per tutta la durata del confronto. I prussiani abbandonarono per primi il campo di battaglia, riprendendo la loro marcia verso Parigi. Dumouriez, che aveva assunto il comando delle armate francesi, decise di sfruttare la diplomazia invece di inseguire gli invasori: mentre le trattative tra le due parti si trascinarono inutilmente per giorni, l'esercito austro-prussiano iniziò a soffrire la fame e fu colpito da diverse malattie, indebolendosi considerevolmente. Non avendo più il vigore e i mezzi necessari a proseguire la propria avanzata, il duca di Brunswick iniziò a ripiegare, abbandonando il suolo francese il 24 ottobre.. Nel frattempo, a Parigi il 21 settembre 1792 la Convenzione nazionale proclamò la nascita della Repubblica.
L'avvicinamento a Lilla
Più a nord, invece, approfittando dell'indebolimento dell'armata che doveva contenerlo, il duca Alberto decise di lasciare il Belgio per attaccare le città francesi più settentrionali. Infatti, le forze dell'Armata del Nord era state divise ed il grosso dell'esercito aveva seguito Dumouriez verso la Champagne per contenere l'avanzata prussiana. Le truppe residue, lasciate sotto la guida del generale Moreton, erano troppo deboli per difendere la regione dagli attacchi degli austriaci:. tra e uomini erano al campo di Maulde, altrettanti si trovavano a Bruille, Saint-Amand e Orchies mentre altri erano sotto il comando del generale Lanoue nel campo trincerato di Maubeuge.. Queste truppe, tuttavia, avevano dato prova di non essere affidabili nei mesi precedenti e si ripeterono nuovamente.. Gli austriaci iniziarono a muoversi verso sud nei primi giorni di settembre, sperando di agitare la popolazione locale: il 3 il generale Sztáray si mise in marcia verso Philippeville passando per Beaumont mentre un'altra colonna agli ordini di Beaulieu marciò su Quiévrain; il conte Latour, accampato a Tournai, minacciò Lilla respingendo gli avamposti rivoluzionari sulle rive del Marque due giorni dopo. Morenton, intuendo i piani degli austriaci e credendo che l'accampamento di Maulde fosse troppo grande per essere difeso dalle sue truppe, cercò di spostarsi verso Saint-Amand. Latour fu informato dei movimenti del generale francese e si lanciò all'inseguimento: bastò che uno dei suoi distaccamenti attraversasse la Schelda per creare il panico tra i ranghi francesi, che per mettersi in salvo abbandonarono per intero la loro artiglieria e si rifugiarono a Valenciennes. Senza difese, i campi di Maulde e Saint-Amand furono rasi al suolo dagli austriaci che, soddisfatti del terrore seminato, fecero ritorno a Tournai..
Dopo qualche giorno, Beaulieu partì da Mons il 16 settembre per riunirsi al duca Alberto a Tournai. In seguito, i due avanzarono verso sud, puntando ad assediare una delle roccaforti francesi più settentrionali.. Alcuni dei suoi possibili bersagli erano Valenciennes, Douai e Lilla e i suoi movimenti non permettevano di capire quale sarebbe stata la città posta sotto assedio... Infine, le sue truppe si accamparono dinnanzi a Lilla il 23 dello stesso mese, preparandosi ad assediare la città.
I due schieramenti
Esercito austriaco Il numero di soldati a disposizione degli austriaci è soggetto a dibattito: si va dai proposti da Bodart ai riportato da Jomini. sino ai di Hugo, che distribuiva in unità di fanteria e di cavalleria. A queste forze si sommavano un parco di artiglieria comprendente 50 cannoni e 12 mortai. Ad ogni modo, l'armata austriaca schierata dinnanzi a Lilla era troppo piccola per poter completare l'assedio in autonomia e di ciò il loro comandante era pienamente consapevole. L'ultimo esercito capace di conquistare la fortezza era stato l'esercito coalizzato di Eugenio di Savoia e del duca di Malbourough, che aveva a disposizione molti più uomini e mezzi dell'esercito del duca di Sassonia-Teschen..
Viste le recenti vittorie prussiane di Longwy e di Verdun, gli ufficiali imperiali ritenevano che all'interno della fortezza si trovassero numerosi oppositori del nuovo governo francese e che questi, sollecitati dalle operazioni di assedio, avrebbero contribuito alla causa austriaca. Tale convinzione, dimostratasi errata solo in seguito, rafforzava la scelta di proseguire comunque nell'assedio: la città di Lilla aveva una popolazione sufficientemente grande da poter sopraffare la propria guarnigione se l'ipotesi iniziale fosse stata corretta. Gli altri possibili bersagli a disposizione del governatore dei Paesi Bassi austriaci, come Condé-sur-l'Escaut o Maubeuge, non godevano di questa peculiarità.. In aggiunta, vista la ristrettezza di uomini e di tempo, prima che Dumouriez facesse ritorno con il grosso della sua armata, il comandante optò per un bombardamento continuo piuttosto che un assedio classico nel tentativo di favorire la resa della guarnigione.
Forze repubblicane
Al momento dell'inizio dell'assedio la cittadella di Lilla ospitava una guarnigione di circa - uomini, sotto il comando del generale Jean-Baptiste Ruault, dei quali solo erano truppe regolari.. Oltre a questi soldati si annoveravano circa civili all'interno delle mura cittadine. Le forze di guarnigione, da sole, non sarebbero state sufficienti a difendere la città dall'assedio. Tuttavia, rinforzi successivi alzarono rapidamente il numero a . L'artiglieria cittadina comprendeva 132 cannoni. Erano disponibili anche unità di cavalleria, tuttavia solo 600 cavalli si trovavano nella città.
A colmare la grave inesperienza militare dei volontari e la scarsità di uomini della guarnigione vi era la naturale solidità delle fortificazioni. Infatti nel Seicento Lilla era stata riprogettata dal maresciallo Sébastien de Vauban, un ingegnere militare di incredibile talento, che l'aveva resa una delle roccaforti migliori d'Europa e un punto cardine del sistema difensivo della frontiera francese. Mantenendo aperte delle linee di comunicazione verso l'esterno, la città avrebbe potuto difendersi da un assedio per diversi mesi con relativa facilità. Ruault, generale non particolarmente abile ma molto energico, impiegò numerose forze per assicurarsi la stabilità delle comunicazioni con diversi centri, tra cui Dunkerque e Béthune, e fece in modo che scorte alimentari e munizioni potessero giungere via fiume, sfruttando il corso del Deûle e del Lys.
L'assedio
I preparativi