Il Battaglione alpini "Bassano" è un reparto alpino dell'Esercito Italiano con sede in provincia di Bolzano.
È inquadrato nel 6º Reggimento alpini ed è attualmente costituito dalle compagnie 62ª alpini (2ª Compagnia Addestrativa) di stanza a Brunico, e la 74ª istruttori (1ª compagnia addestrativa), di stanza a San Candido.
Si distinse in modo particolare durante la prima guerra mondiale nella battaglia per la conquista del Monte Cukla (Čuklja) e nella battaglia del Monte Ortigara nelle quali il Battaglione ricevette le medaglie d'argento al valore militare.
Storia del Battaglione Costituito in Verona il 10 luglio 1887, in seno al 6º Reggimento alpini, con le compagnie 62ª e 63ª del disciolto Battaglione Alpini "Val Brenta" e la neo costituita 74ª compagnia, dal 7º reggimento. Il "Bassano" prende parte alle operazioni della prima guerra mondiale e per questa esigenza riceve la 94ª compagnia di milizia mobile che nel 1916 cede al Battaglione Alpini "Sette Comuni". Nella Grande Guerra opera sull'altopiano di Asiago, nella conca di Plezzo, sul monte Rombon, sull'Ortigara, in Val Brenta e sul monte Grappa. Partecipa, inoltre, alla battaglia di Vittorio Veneto.
Nel 1921 passa alle dipendenze del 9º Reggimento Alpini e dal 1937 all'11º della Divisione Alpina Pusteria. Nuovamente mobilitato nel 1939 partecipa alla seconda guerra mondiale sul fronte Occidentale, greco-albanese e jugoslavo. Nei primi mesi del 1943 riceve la 126ª compagnia armi accompagnamento. L'armistizio dell'8 settembre 1943 trova il Battaglione in Francia dove è sopraffatto dalla strapotenza tedesca. Il Battaglione Alpini "Bassano" viene ricostituito nel giugno del 1951 e questa volta alle dipendenze del VI Reggimento Alpini. Nel 1975, in seguito allo scioglimento del Reggimento, il reparto passa alle dirette dipendenze della Brigata Alpina Tridentina. Nel gennaio del 1993, alla ricostituzione del 6º Reggimento Alpini, dal "Bassano", ne eredita la bandiera e le tradizioni inquadrando tra le sue file, oltre alla compagnia comando e servizi, le tradizionali compagnie (62ª, 63ª e 74ª) e la 129ª compagnia armi di sostegno. Nel 2003 il 6º Reggimento Alpini viene riconfigurato sulle sedi di Brunico, Dobbiaco e San Candido, la bandiera di guerra con il Comando di Reggimento si trasferisce dalla Sede di San Candido a Brunico presso la caserma Lugramani ove era di stanza l'11º Reggimento Alpini, anemizzato con questa riconfigurazione. Le unità del Battaglione sono dislocate tra San Candido, la 63ª e 74ª, e Brunico la 62ª e la 129ª.
Costituzione Il battaglione alpini fu costituito per ordine del Ministero della Guerra il 10 luglio 1887 nel quadro di un riordino delle Truppe Alpine che prevedeva un forte incremento delle stesse, per il quale l'ex 6º reggimento alpino stanziato in Veneto ed in Friuli si andava a suddividere in due nuovi reggimenti (il 6º, sulle montagne veronesi e vicentine, ed il 7º, sulle montagne bellunesi, trevigiane e friulane). La preesistente unità era formata da 5 battaglioni: il "Monte Lessini" (Verona, Caprino Veronese, Bosco Chiesanuova) il "Val Schio" (Vicenza, Schio, Valdagno) il "Val Brenta" (Bassano, Asiago, Feltre) il "Cadore" (Conegliano, Pieve di Cadore, Agordo) il "Val Tagliamento" (Tolmezzo, Gemona, Cividale) Il 6º Alpini, nella nuova formazione, prese quartiere a Verona dove mantenne anche depositi e magazzini. Il battaglione Bassano, così come il Vicenza, costituiva un reparto dell'esercito permanente. In previsione della guerra, il Bassano con le sue compagnie andò a dislocarsi sul limite settentrionale dell'Altopiano di Asiago, terreno che già conosceva come sede estiva, da quando nelle precedenti stagioni, tra maggio ed ottobre, vi stanziava per escursioni, lavori e manovre, avendo già un plotone della 62ª compagnia distaccato in modo permanente ad asiago fin dal 1900. Quattro anni più tardi esso andò ad acquartierarsi nel Forte Interrotto, appena a monte dell'abitato di Camporovere. Sull'altipiano di Asiago i lavori del Bassano erano intesi a realizzare nuove strade ed opere accessorie ai luoghi fortificati come Forte Corbin, Forte Verena, Forte Campolongo. I lavori si rivolsero inoltre alla realizzazione di riserve di acqua potabile a uso delle truppe, mentre sovente si eseguivano esercitazioni a fuoco nella piana di Marcesina, presidiando nel contempo coi servizi di guardia le nuove fortezze. All'inizio del 1915, in prossimità dell'entrata in guerra, il 6º reggimento alpini contava una forza di 78 ufficiali in servizio permanente e 6 ufficiali di complemento, 97 sottufficiali e 1889 alpini, dei quali un centinaio erano graduati di truppa. L'armamento faceva forza su circa 1600 moschetti Carcano Mod. 91 per truppe speciali, 8 mitragliatrici mod. Maxim 1906. Allo scoppiare della guerra il Bassano, da poco ricevuta la 94ª compagnia di Milizia Mobile, disponeva di due sezioni mitragliatrici composte da un ufficiale, un sottufficiale, 28 uomini e 10 muli. Le compagnie contavano su un comandante, un ufficiale medico, quattro ufficiali subalterni che a loro volta disponevano di quattro plotoni. Vi erano inoltre otto o dieci sottufficiali, una squadra comando, una squadra esploratori e le salmerie, per un organico di compagnia oscillante dai 200 ai 250 uomini.
In guerra Il 24 maggio alle 3 e 55 del mattino il battaglione, comandato dal tenente colonnello Adolfo Viola e inquadrato nella 1ª Armata (agli ordini del tenente generale Roberto Brusati), si trova dislocato a ridosso del confine verso il margine settentrionale dell'Altipiano di Asiago dove riceve la notizia dell'inizio delle ostilità, mentre un fitto via vai di corrieri e portaordini si intrecciava tra i comandi e le truppe. Le direttive generali impartite al battaglione prevedono che, dopo lo sconfinamento, si avanzi subito fino al punto in cui la resistenza nemica non presenti un ostacolo insormontabile. Di fatto il battaglione rinforza i punti di osservazione già stabiliti a Cima Manderiolo, Cima Larici e a Porta Renzola sopra la Val d'Assa e si spinge successivamente verso le fortificazioni imperiali di Cima Vezzena, occupando in progressione le quote 1982 e 1796, tra Costa di Sopra e Marcai, assegnate alla 24ª Divisione del V Corpo d'armata. La 62ª e la 74ª Compagnia si trovano all'Osteria del Ghertele, dove è presente anche la 2ª sezione mitragliatrici, mentre la 63ª, con la 1ª sezione mitragliatrici, è dislocata a Porta Manazzo con posti di osservazione avanzati verso nord. La 74ª compagnia era invece a Passo di Sotto. Vengono occupate le posizioni di quota 1982 e 1796 sul crinale tra Costa di Sotto e Costa di Sopra e tra i rilievi di Marcai. Le pattuglie del Bassano si avvicinano alle linee nemiche e, la notte del 30 maggio, gli alpini della 63ª compagnia muovono su Cima Vezzena. La fortezza, scavata nelle viscere calcaree del monte è una vera e propria spina nel fianco dello schieramento offensivo italiano. Sulla vetta aguzza, alta 1904 metri che precipita con verticali pareti sulla Valsugana e fasciata dal lato della piana di Vezzena da diverse fitte siepi di reticolato, si intravedeva solo la possente cupola di acciaio che era stata vano bersaglio delle artiglierie italiane. Giunti a ridosso del forte gli alpini tentano di entrarvi con un'azione notturna e di sorpresa, mentre un'azione diversiva verso il forte di Busa Verle (Forte Verle) veniva attuata dalla 94ª Compagnia. Le vedette avversarie, accortesi della manovra, illuminano la scena utilizzando riflettori. Gli assalitori, alle cui spalle viene chiuso il varco con un dispositivo manovrato dall'interno del forte, vengono investiti da un intenso fuoco di mitragliatrici; la compagnia subisce ingenti perdite e i superstiti che riescono a superare a ritroso i reticolati ripiegano sulle posizioni di partenza. Le perdite ufficiali subite dal battaglione ammontano a 12 morti, 59 feriti e 3 dispersi. Di questo momento è l'aneddoto dell'alpino che, ferito alla spina dorsale, mentre si avvia in barella verso l'ospedale dichiara all'ufficiale che lo conforta:
Monte Cukla Il Battaglione Bassano resta in trincea fino al 20 ottobre quando scende a Strigno per mettersi alle dipendenze della 15ª Divisione e poi, il 18 novembre a Cividale del Friuli alle dipendenze del IV Corpo d'armata. Il 25 novembre, dopo brevi stazionamenti presso Svina, Serpenizza e Pluzne, le truppe si avviarono in direzione delle trincee del Monte Cukla, dove dal mese di dicembre svolsero azione di presidio alle dipendenze della speciale unità Truppe del Rombon. Nelle trincee del Cukla, passerà il periodo fino a fine anno affrontando i gravi disagi del clima e della zona impervia, oltre che le continue molestie del nemico.
Il primo gennaio il nemico attacca le posizioni occupate dal Bassano ma viene respinto e nei successivi giorni 4 e 5 il battaglione può scendere a Serpenizza per dedicarsi ai lavori di retrovia. Ma già il 12 febbraio il Bassano è incaricato di riprendere la ridotta sulla cima del monte Cukla conquistata nel frattempo dagli austriaci. Il giorno 14 fu trasmesso l'ordine di riappropriarsi della ridotta. Così, a seguito di un nutrito fuoco di artiglieria durato circa quattro ore, in appoggio all'azione di assalto, il battaglione Bassano dal versante sud-ovest, e la 74ª compagnia unitamente alla ricostituita 2ª compagnia del Pieve di Teco bis, dal lato ovest, attaccarono impetuosamente la posizione nemica sulla cima. Gli alpini, ostacolati dalla neve alta che impediva i movimenti, bersagliati dall'alto con mitragliatrici e lanci di bombe a mano, sono pressoché privi dei propri ufficiali, quasi tutti caduti, così debbono rientrare nelle proprie linee. Seguono mesi di dure e crude fatiche e disagi per il battaglione, rimasto in trincea sulle pendici del Cukla. Solo il 9 aprile il Bassano riceve il cambio dal battaglione Saluzzo.