La Pala Magrini è un dipinto a tempera su tavola di Filippino Lippi, databile al 1483 circa e conservata nella chiesa di San Michele in Foro a Lucca.

Storia, descrizione e stile Il 5 luglio 1479 Francesco di Jacopo Magrini lasciava, con testamento, una cospicua somma di denaro per realizzare un altare in San Michele in Foro. Quello che rimane in chiesa è oggi la tavola centrale che doveva probabilmente essere completata da una lunetta con la Madonna.

La pala, relativa alla fase giovanile dell'artista alla bottega di Botticelli, mostra quattro santi allineati in piedi sullo sfondo di un boschetto di cui si intravede il fogliame oltre un cielo azzurro. Da sinistra si incontrano san Rocco, san Sebastiano, san Girolamo e sant'Elena Imperatrice.

Il dipinto mostra una stretta osservanza dei modi del padre Filippo filtrati però dall'esempio di Botticelli. Rocco ed Elena potrebbero infatti esser scambiati per figure autografe del maestro fiorentino, con il volto della santa che ricorda quella malinconica idealizzazione tipica di capolavori di quegli anni come la Primavera. Solo il chiaroscuro è, già da queste opere, più marcato. Se nelle mani della santa si avverte qualche incertezza, grande perizia è dimostrata nella resa del lievissimo velo trasparente, che cita opere di Filippo Lippi come la Lippina agli Uffizi.

Le novità che Filippino porta a Lucca sono riscontrabili nella definitiva unificazione dello spazio pittorico nel quale i protagonisti sono collocati nell'aperto paesaggio, senza più costrizioni dettate dall'architettura o abbondanti decorazioni classicheggianti, e nella concentrazione sulle figure che danno significato e sostanza all'intero dipinto con i loro variati atteggiamenti psicologici, sottolineati da un'inclinazione della testa o da una direzione dello sguardoGigetta Dalli Regolii, I pittori nella Lucca di Matteo Civitali. Da Michele Ciampanti a Michele Angelo di Pietro, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 101 - 102..

Inoltre è riscontrabile un certo senso dell'umorismo tipico del giovane Filippino, nel leone amico di san Girolamo che fa timidamente capolino da dietro la sua veste, quasi come si trattasse di un gattone domestico.

Note

Bibliografia Giulia Cosmo, Filippino Lippi, serie Art dossier, Giunti, Firenze 2001. ISBN 8809020316 Massimo Ferretti, Filippino Lippi, I santi Rocco, Sebastiano, Girolamo, Elena, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pagg. 429 - 431.

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