Biografia Partecipò alla prima guerra mondiale ottenendo diversi riconoscimenti.

Ufficiale d'artiglieria in Africa orientale, verso la quale partì volontario già nel 1935Il Littoriale, 22 ottobre 1935, pagina 1 emeroteca.coni.it, perse la vista in un'azione di guerra; a guerra finita continuò tuttavia ad assistere alle partite, facendosi accompagnare dai parenti da cui si faceva raccontare le fasi di giocoImprovvisa scomparsa di Ticozzelli, Corriere dello Sport, 6 febbraio 1962, pagina 6 emeroteca.coni.it.

Caratteristiche tecniche Terzino destro, era alto e imponente: 1,87 m x 95 kg di peso-forma e 84 cm di giro coscia. Dotato di un buon fisico e di una buona tecnica, aveva un tiro potente (artefice della rete più lunga della storia, 75 metri, direttamente da calcio di rinvio).

Carriera Calciatore Club Soprannominato Tico, cresce nella Sartiranese, diplomandosi come ragioniere ad Alessandria.

È cresciuto nell', militando successivamente con la SPAL.

È in campo, il 1º maggio 1922 a Milano, nella semifinale per l'aggiudicazione dello scudetto giocata dalla SPAL contro la Sampierdarenese e vinta dai genovesi per 2 a 1 dopo i tempi supplementari. Il 18 marzo 1923 segnò su rigore uno dei 6 gol segnati a Ferrara decretando la vittoria della SPAL per 1-0 contro il . Il suo prestigio crebbe notevolmente e al suo terzo campionato con la SPAL lo vide nel duplice ruolo di giocatore-allenatore.Il calcio a Ferrara, di Carlo Fontanelli e Paolo Negri, Geo edizioni 2009

Passò poi, nel 1924, al dove giocò con i campioni del mondo Caligaris e Monzeglio.

Nazionale Vanta una partita con la Nazionale italiana, nella vittoria contro la del 18 gennaio 1920 per 9-4: in questa occasione si recò al Velodrome Sempione di Milano, sede della sfida, in bici.

Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale

Palmarès Club Competizioni nazionali

Casale: 1929-1930

Ciclista

Fu anche ciclista, partecipando al Giro d'Italia 1926 dove concluse tre sole tappeCuriosando in libreria Lagazzettaweb.it perché fu investito da una moto, ritirandosi nella quarta, ma divenne particolarmente famoso per il suo abbigliamento e comportamento in gara: durante una delle tappe infatti ad un certo punto riuscì ad avere oltre un'ora di vantaggio sugli inseguitori, ma, dal momento che correva come indipendente, non aveva il supporto di una squadra che potesse portargli i rifornimenti.

All'ora di pranzo si fermò quindi a mangiare in un ristorante lungo il tragitto, riprendendo la corsa solo all'arrivo del resto del gruppo.

Dal colore della sua maglia da calcio, nera, del "Casale", fu istituita in seguito, per alcuni anni, la maglia nera per l'ultimo in classifica; l'espressione "maglia nera" è passata poi a indicare, per antonomasia, chi è ultimo.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Calciatori della nazionale italiana