Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) è un reparto speciale dell'Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del patrimonio culturale italiano.
Storia Venne fondato il 3 maggio 1969 con la denominazione «Comando Carabinieri Ministero Pubblica Istruzione - Nucleo Tutela Patrimonio Artistico» allo scopo di tutelare il patrimonio culturale ed artistico dell'Italia. Nel 1971 divenne Comando di Corpo. Nel 1992 assunse la denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico e infine, nel 2001, l'attuale denominazione.
Dipende organicamente dalla Divisione Unità Specializzate, con sede in Roma, e funzionalmente dal Ministero della cultura (MiC).
Organizzazione
Il Comando, nella forma attuale, ai cui vertici vi è un Generale di divisione, si compone di una struttura centrale e di una struttura periferica. Ha sede a Roma, in piazza Sant'Ignazio, 152. Il comandante attuale è il Generale di brigata Antonio Petti.
Struttura centrale La struttura centrale si articola in: Ufficio comando Gruppo TPC di Roma Reparto operativo
Struttura periferica La struttura periferica si compone di sedici nuclei e di una sezione distaccata, ed è coordinata dai comandanti dei due Gruppi Tutela Patrimonio Culturale con sede a Monza e a Roma.
I nuclei sono i seguenti, con indicati i territori di competenza: Ancona (Marche) Bari (Basilicata, Puglia) Bologna (Emilia-Romagna) Cagliari (Sardegna) Cosenza (Calabria) Firenze (Toscana) Genova (Liguria) L'Aquila (Abruzzo, Molise) Monza (Lombardia) Napoli (Campania) Palermo (Sicilia) con sezione distaccata a Siracusa (Sicilia orientale) Perugia (Umbria) Roma (Lazio) Torino (Piemonte, Valle d'Aosta) Udine (Friuli Venezia Giulia) Venezia (Veneto, Trentino-Alto Adige)
Attività Il Comando è specializzato nelle indagini e nelle operazioni relative al patrimonio culturale italiano, avvalendosi di specifiche professionalità e di tecnologie d'avanguardia.
Operazione Canusium Il Nucleo TPC di Bari ha avviato nel 2022 un'attività investigativa su un gruppo criminale dedito a furto, ricettazione di reperti archeologici ed esportazione clandestina degli stessi in ambito europeo. L’attività, partita a seguito di accertati scavi clandestini e ulteriormente sviluppata ed ampliata anche sul fronte internazionale, permetteva di svelare l’esistenza di un sodalizio criminale strutturato, che annoverava al suo interno tombaroli, ricettatori di diverso livello, trafficanti internazionali e rappresentanti di compiacenti case d’asta estere e attivo nelle province italiane (Barletta-Andria-Trani, Benevento, Caserta, Foggia, L’aquila, Napoli, Potenza, Roma e Salerno) e all’estero. Nel maggio 2023 le indagini consentivano l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. di Trani a carico di 21 individui (4 dei quali in carcere, 12 in regime domiciliare e i rimanenti con obbligo di presentazione alla P.G.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, furto e ricettazione di beni culturali, esportazione illecita, possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli e violazione in materia di ricerche archeologiche. Contestualmente, venivano eseguite 50 perquisizioni locali nei confronti dei destinatari dei predetti decreti coercitivi ed ulteriori indagati, rinvenendo e sequestrando complessivamente beni archeologici, numismatici e ceramici di ingente valore storico artistico inestimabile e commerciale. A seguito di specifici ordini europei d’indagine inoltrati dall'A.G. di Trani alla competente paritetica A.G. tedesca, il personale del Nucleo TPC di Bari, supportato dalla Polizia Criminale della Sassonia e dell’Assia, effettuava tre perquisizioni presso abitazioni private e case d‘asta tedesche riconducibili agli indagati, che consentivano il sequestro di monete archeologiche di epoca greca, magnogreca, romana repubblicana e romana imperiale in oro argento e bronzo, esemplari coniati da zecche dell'antica Puglia e Campania. Quest’ultima attività ha consentito di ricostruire la filiera criminale di ricettazione di monete antiche esportate illecitamente in Germania e successivamente trasferite in Gran Bretagna, per essere poi vendute in aste presso gallerie d'arte riconducibili agli indagati.
Operazione Teseo Nel gennaio 2015 con lOperazione Teseo viene realizzato quello che è stato definito il più grande recupero di reperti ed opere d'arte della storia, recuperando reperti risalenti ad un periodo che va dal 1000 a.C. al III secolo d.C., con un'indagine che per anni ha attraversato numerosi Paesi ed operatori.
Il Comando viene inoltre attivato anche per operazioni internazionali relative al patrimonio culturale in pericolo, con particolare riferimento alle distruzioni ed agli altri illeciti operati dall'ISIS dal 2014 in poi.
Nel luglio 2016, alla Galleria nazionale di arte antica presso Palazzo Barberini viene inaugurata la mostra "L'Arma per l'Arte e la Legalità" in cui vengono esposti alcuni dei tesori dell'arte recuperati in Italia e all'estero dal Comando TPC.
Operazione Olga Nell'ambito dell'attività investigativa denominata "Olga", volta al contrasto del commercio illecito di opere contraffatte, il Nucleo TPC di Torino rinveniva e sequestrava a Nichelino (TO) e Savigliano (CN) 572 opere falsamente attribuite all’artista Carol Rama, 5 disegni a firma falsa Enrico Baj e 102 falsi disegni di Adolfo Rol, per un valore complessivo di oltre euro, qualora immessi sul mercato come autentici.
Restituzione degli ex voto messicani Tra le numerose attività del Comando TPC, è da menzionare la restituzione al Messico di 594 dipinti ex voto recuperati a esito di un'indagine, finalizzata al contrasto del traffico illecito internazionale di beni culturali, condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza e scaturita da un controllo alla mostra "Dacci oggi il nostro pane quotidiano/tavolette votive dedicate al tema della Terra", svoltasi a Milano.
La cerimonia di restituzione al governo messicano, rappresentato dalla Segretaria Federale della Cultura, Alejandra Frausto Guerrero, accompagnata dal Direttore Generale dell'Instituto Nacional de Antropologia e Storia (INAH), Diego Prieto Hernández, si svolse presso la sede del Ministero dei Beni Culturali nel centro di Roma, guidata dal Ministro Alberto Bonisoli e dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri pro tempore, Giovanni Nistri.
Il felice esito dell'indagine fu celebrato dall'artista Rafael Rodríguez Contreras che, per l'occasione della restituzione al governo, avvenuta mercoledì 6 marzo presso la Sala della Crociera in Roma, realizzò un ex-voto con cui dava conto proprio della mattinata in cui il Segretario della Cultura messicano ricevette i 594 ex voto, evento che ha costituito "indubbiamente un atto di amicizia tra popoli che il Messico ha voluto ringraziare, così come gli ex voto ringraziano per i favori divini ricevuti".
Beni culturali trafugati durante il secondo conflitto mondiale A inizio 2024, i Carabinieri del Comando TPC hanno restituito oltre 200 reperti al soprintendente della Sabap per le province di Caserta e Benevento durante una conferenza stampa presso le sale del Castello Ducale di Sessa Aurunca (CE). L'attività di indagine ha permesso di verificare come i reperti fossero di provenienza demaniale e già musealizzati in quello che era conosciuto come "Museo della Civiltà Aurunca", eretto nel 1926 dall'allora ministro dell'Educazione nazionale Pietro Fedele, e sono diventati parte della collezione dell'odierno "Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca". Gli investigatori hanno soprattutto accertato come i beni fossero stati asportati dalle truppe di occupazione durante il Secondo Conflitto mondiale. In collaborazione con i funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e del personale dell'Istituto Centrale del Restauro, i Carabinieri hanno potuto ricostruire le vicende che hanno visto protagonista proprio la "Torre di Pandolfo Capodiferro", torre longobarda che nel 1943 fu minata e rasa al suolo dalle truppe di occupazione tedesche non prima però di averla depredata.
Impegno internazionale Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha maturato una significativa esperienza internazionale attraverso missioni e collaborazioni mirate alla salvaguardia dei beni culturali in diverse aree del mondo.
Iraq Il TPC ha operato in Iraq nell'ambito della Task Force "Unite4Heritage" (nota anche come "Caschi Blu della Cultura"), fornendo formazione alle forze di polizia locali per la protezione del patrimonio culturale. Queste attività rientrano nell'Operazione "Inherent Resolve/Prima Parthica", mirata a contrastare la distruzione e il traffico illecito di beni culturali in zone di conflitto. In Iraq, l'Arma dei Carabinieri schiera un Iraq's Senior Strategic Adviser on the Protection of Cultural Heritage nell'ambito della European Union advisory mission in Iraq (EUAM).
Giordania Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha rafforzato la sua collaborazione con la Giordania attraverso il Progetto di Gemellaggio dell'Unione europea "Supporting the Royal Department for Environment Protection and Tourism in enforcing environmental and tourism laws effectively in Jordan" (JO 20 ENI EN 01 21). Questo progetto, avviato nel marzo 2022, mirava a potenziare le capacità del Royal Department for Environment Protection and Tourism giordano nell'applicazione efficace delle leggi ambientali e turistiche. Il consorzio italiano coinvolto nel progetto era composto dall'Arma dei Carabinieri, che guidava l'implementazione grazie alla sua esperienza nella cooperazione internazionale di polizia e in progetti simili dell'UE, dalla Città metropolitana di Firenze, che apportava competenze nella gestione, protezione e promozione del patrimonio culturale, e da Eutalia, che garantiva la gestione finanziaria, amministrativa e logistica del progetto. Attraverso attività di formazione, scambio di esperienze e sviluppo di iniziative congiunte, il progetto ha rafforzato le capacità operative del dipartimento giordano, promuovendo al contempo la modernizzazione dei quadri legali e la protezione del patrimonio culturale.
Repubblica della Macedonia del Nord Analogamente, il TPC ha avviato un gemellaggio con la Macedonia del Nord, fornendo supporto tecnico e formativo alle istituzioni locali preposte alla protezione del patrimonio culturale. L'iniziativa denominata "EU Project for Strengthening the Institutional Capacities in Dealing with Cultural Heritage and Environmental Crimes" è volta a migliorare le strategie di conservazione e a potenziare le operazioni contro il traffico illecito di opere d'arte e reperti archeologici.
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