Una scuola è un istituto deputato all'istruzione di alunni sotto la guida di un docente.

Il termine deriva dalla parola latina schola, Il termine greco significava inizialmente "tempo libero", per poi evolversi: da "tempo libero" è passato a descrivere il "luogo in cui veniva speso maggiormente il tempo libero", cioè il luogo in cui si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante il tempo libero, per poi descrivere il "luogo di lettura", fino a descrivere il luogo d'istruzione per eccellenza.

Storia Epoca antica Antichi Egizi La scuola fu fondata verso il 2000 a.C. con lo scopo di formare giovani esperti da destinare alle funzioni amministrative dello Stato. Era una scuola rigida e poco permissiva, spesso venivano inflitte punizioni corporali. Le lezioni si svolgevano di solito all'aperto, dove gli alunni si accovacciavano su stuoie intrecciate, muniti di pennelli o cannucce e di cocci di terracotta sui quali scrivevano. Allo studio delle lettere erano ritenuti funzionali l'esercizio ripetuto della ricopiatura e della dettatura. Il giovane che voleva avere accesso ai più alti gradi dell'amministrazione doveva conoscere almeno una lingua straniera, così come chi voleva intraprendere con successo la carriera diplomatica doveva conoscere il babilonese.

Importante era anche la preparazione fisica, curata mediante esercizi ginnici.

I bambini egizi avviati alla carriera di scribi frequentavano le Case della Vita, poste presso i templi o il Palazzo reale. Gli aspiranti scribi s'impratichivano componendo geroglifici e scrivendo in ieratico su tavolette di coccio. Esisteva anche una sorta di sussidiario chiamato Kemit, ricco di formule per scrivere lettere, testi funerari e inni religiosi. L'educazione era riservata ai maschi."Scuola, come stavano in classe i ragazzi egizi, greci e....", Massimo Manzo, Focus, n. 335, settembre 2020, pag. 100 - 101

Popoli mesopotamici I Sumeri fin dal IV millennio a.C. avevano scuole per gli scribi, simili a quelle egizie, tanto che sono stati rinvenuti nel corso degli scavi archeologici in Iraq sillabari e testi scolastici. Dopo l'assorbimento di questa popolazione da parte dei Babilonesi, il sistema scolastico venne mantenuto fondamentalmente inalterato.

I programmi consistevano in nozioni di religione, grammatica, aritmetica, storia, geografia e contabilità: insomma l'istruzione era soprattutto tecnica e pratica.

Con lo scopo di formare scribi sorsero, nei pressi di templi e palazzi, scuole dette edubba, cioè "case delle tavolette", così chiamate perché gli alunni scrivevano in caratteri cuneiformi su piccole tavole di argilla."Scuola, come stavano in classe i ragazzi egizi, greci e....", Massimo Manzo, Focus, n. 335, settembre 2020, pag. 101

Antica Persia La prima istruzione presso i Persiani intorno all'anno 1000 a.C. era data dalla famiglia stessa, i bambini fino all'età di 5 anni non erano ammessi alla presenza dei padri, fino ad allora vivevano con le donne; in seguito il ragazzo, all'età di 7 anni, veniva affidato dallo Stato all'educazione di "uomini gravi e irreprensibili" che fino ai 15 anni gli impartivano un'educazione soprattutto di carattere fisico (corsa, equitazione, tiro con l'arco, lancio del giavellotto, capacità di adattamento), ma si insegnava anche la scrittura, la matematica, l'astronomia e si leggeva la Zend-Avesta (ovvero l'edizione dellAvestā, libro sacro zoroastriano, commentata).

All'età di 14 anni i giovani persiani venivano affidati a quattro illustri insegnanti Persiani, chiamati rispettivamente il "saggio", il "più giusto", il "più temperato" e il "coraggioso", che li istruivano rispettivamente al: culto degli dei, al saper governare, alla temperanza, e al coraggio.

Alcuni insegnanti non erano Achemenidi, infatti si impartivano lezioni di Aramaico (lingua a quel tempo molto diffusa in oriente) da scribi stranieri della cancelleria dello Stato.

Dai 15 ai 25 anni l'educazione era invece prettamente militare, e al termine si riceveva la cintura della virilità e si doveva giurare fedeltà all'Impero e a Zoroastro. All'età di 50 anni infine, i migliori tra i soldati e gli uomini persiani potevano diventare educatori dei giovani.

La maggior parte dei nobili e dei funzionari civili altolocati sapevano leggere e scrivere. Chiaramente, oltre a una guida etica, l'obiettivo dell'educazione persiana era quella di produrre soldati efficienti. Questa conclusione è confermata dall'iscrizione sulla tomba di Dario il Grande a Naqsh-e Rostam.

Popolo ebraico antico Fino al VI secolo a.C., cioè fino all'esilio babilonese, in Palestina esistevano solo scuole profetiche, o scuole superiori di Sacra Scrittura: cui gli alunni, destinati al sacerdozio, vivevano in comunità studiando i testi sacri e la religione.

Solo con Esdra, nel V secolo a.C., vennero istituite le prime scuole pubbliche religiose, e in seguito le scuole elementari. La diffusione di queste scuole procedé lentamente in tutte le località dell'attuale stato d'Israele, finché nel 64 d.C. un decreto non obbligò tutte le città e i paesi a fornirsi di una propria scuola elementare, pena la scomunica. Nel frattempo vennero incentivate anche le scuole private.

Il sistema scolastico ebraico era molto preciso ed evoluto, e si articolava su tre livelli: la Mikrah (7-10 anni): qui si imparavano i fondamenti dell'ebraico e del caldeo, con la lettura e la scrittura; la Mishnah (10-15 anni): qui si studiavano le leggi della Bibbia, che prevedeva ogni forma di diritto anche civile e penale, oltre che religioso; la Guemara (15-18 anni): qui si rivedeva il diritto e si studiavano nozioni di scienza naturale, anatomia, medicina, geometria, astronomia.

La scelta dei maestri era curata, e i requisiti per gli educatori erano l'affabilità e la piacevolezza; addirittura era stabilito che se una classe aveva fino a 25 alunni bastava un maestro, ma se gli alunni erano fino a 40 servivano due maestri.

Nel II secolo d. C., con la distruzione romana del Secondo Tempio di Gerusalemme, Rimasero solo le sinagoghe come luoghi di culto e, a fianco di esse, le Beth ha-midrash, Case della Ricerca, luoghi di formazione e di approfondimento per lo studio della parola di Dio.Beth ha-midrash

Antica Grecia Fin dal 1700 a.C.|1700-1400 a.C. ci sono prove dell'esistenza di una scuola per funzionari in Età minoica e micenea: difatti la grande quantità di documenti deve essere stata scritta da persone istruite in qualche posto, ma non ci sono prove sull'esistenza di una qualsiasi scuola.

La scuola presso i Greci, in età classica, assume vari ordinamenti in base alla polis che si analizza. I principali ordinamenti scolastici sono quelli di Sparta e di Atene. Nella Grecia antica la scuola era una comunità di uomini che sotto la guida di un maestro venivano educati e istruiti del sapere (e quindi nasce la filosofia) vivendo insieme e scambiandosi le idee.

A Sparta inizialmente il ragazzo era educato dalla famiglia; all'età di 7 anni lo Stato lo arruolava e lo poneva sotto la custodia di un educatore, che ne portava la responsabilità fino a quando il ragazzo compieva 12 anni. In questo periodo i ragazzi erano raggruppati in reparti comandati da ventenni esperti e suddivisi in sotto-reparti, questi ultimi capeggiati da un ragazzo meritevole. L'educazione era soprattutto fisica e militare: pochissime erano le nozioni letterarie, quasi tutte composte da poesie omeriche o patriottiche.

Dai 12 ai 18 anni ogni ragazzo riceveva la peculiare educazione spartana. Nell'antica Sparta lo scopo dell'educazione giovanile era di creare i presupposti per un esercito forte, in grado di provvedere alla difesa dello Stato. Gli Spartani credevano nella disciplina, nell'abnegazione, nella semplicità e nella più totale fedeltà allo Stato. Ogni Spartano, maschio o femmina, era tenuto ad avere un corpo perfettamente integro. I neonati, infatti, venivano controllati dai soldati spartani, che, in presenza di malformazioni, li portavano sul Monte Taigeto, dove li abbandonavano a morire e dove talvolta i bambini venivano raccolti da qualcuno dei Perieci o degli Iloti. I bambini che passavano questo esame erano assegnati a una fratellanza o sorellanza, di solito la stessa a cui appartenevano il padre o la madre.

I ragazzi spartani erano affidati alla scuola militare all'età di 6-7 anni, dove si addestravano, vivendo negli alloggi della loro fratellanza. La scuola militare insegnava ai giovani a sopravvivere e a essere grandi soldati, attraverso forme di apprendimento dure e spesso dolorose; benché agli studenti venisse insegnato a leggere e a scrivere, la capacità di difendere lo Stato con le armi era reputata prevalente su tutte le altre. Per questo, si insegnava ai giovani a provvedere da soli alle proprie necessità primarie e, nonostante il furto venisse punito, ai giovani si forniva talvolta un po' meno del minimo indispensabile, per stimolarli ad arrangiarsi e anche a rubare per meglio sopravvivere: l'importante era non farsi cogliere sul fatto. I maschi spartani all'età di 18-20 anni dovevano superare una prova difficile di capacità di adattamento, abilità militare e abilità di comando. Ogni maschio spartano che non superava questi esami diventava un perioikos (ai perieci era permesso di avere proprietà, praticare il commercio, ma non di esercitare diritti politici, in quanto non erano considerati cittadini). Chi superava la prova, diventava cittadino e soldato, con pieni diritti.

Ai cittadini di Sparta non era permesso maneggiare i soldi, compito dei perieci. I soldati spartani trascorrevano la maggior parte della loro vita con i loro compagni d'armi. Mangiavano, dormivano e continuavano ad addestrarsi nei loro alloggi di fratellanza. Anche se si sposavano, non vivevano con le loro mogli e famiglie. Vivevano negli alloggi. Il servizio militare terminava all'età di 60 anni, quando un soldato di Sparta poteva andare in pensione e vivere in casa con la famiglia.

A Sparta le ragazze andavano a scuola all'età di 6-7 anni, vivendo e addestrandosi negli alloggi della loro sorellanza. Non si sa se la loro scuola fosse crudele o dura come la scuola di ragazzi, ma anche alle ragazze venivano insegnate la lotta, la ginnastica e la capacità di combattere. Alcuni storici credono che le due scuole fossero molto simili e che si addestrassero le ragazze come i ragazzi. Gli Spartani credevano che donne forti avrebbero prodotto bambini forti. All'età di 18 anni, se una ragazza di Sparta superava le sue prove di adattamento, abilità e coraggio le veniva assegnato un marito e le era permesso di tornare a casa; se falliva perdeva i suoi diritti di cittadina e andava a far parte dei perieci. Ma mentre nelle altre città stato greche le donne erano costrette a vivere all'interno delle mura domestiche, senza ricevere alcuna specifica istruzione, a Sparta erano libere di muoversi e godevano di molta libertà.