L'Arborea è stato un incrociatore ausiliario della Regia Marina, già motonave passeggeri italiana.
Storia Il servizio come nave mercantile
Costruita nei cantieri OTO del Muggiano per la Compagnia Italiana Transatlantica (CITRA) tra il 1928 ed il 1929, la nave era in origine una motonave passeggeri da 4959 (o 4960) tonnellate di stazza lorda, lunga 111,1 metri e larga 15,2 (altre fonti riportano invece come dimensioni 96,2 metri di lunghezza per 13,4 di larghezza, ma si tratta probabilmente di dati errati). Grazie a tre motori diesel da 4500 CV (7000 HP asse e 1511 HP nominali) su tre eliche, prodotti dalla FIAT Grandi Motori di Torino, la nave poteva raggiungere la velocità di 16 nodi. Gli interni vennero progettati dall'architetto bolognese Melchiorre Bega.
Nel marzo 1932 la CITRA si fuse con la Flotte Riunite Florio formando la «Tirrenia Flotte Riunite Florio-Citra», che il 21 dicembre 1936, a seguito dell'unione con altre compagnie minori, formò la Tirrenia Società Anonima di Navigazione. L'Arborea seguì i mutamenti delle società armatoriali, venendo iscritta, con matricola 399, al Compartimento marittimo di NapoliRolando Notarangelo, Gian Paolo Pagano, Navi mercantili perdute, pp. 48-324.
Nel 1936, a seguito delle problematiche insorte con il Regno Unito a causa della guerra d'Etiopia, l'Arborea venne requisita e sottoposta a lavori di trasformazione in «nave corsara», da utilizzarsi in caso dello scoppio di un conflitto con la Gran Bretagna. In seguito a tali lavori la nave venne provvista di quattro cannoni da 120/40 mm e delle attrezzature necessarie all'imbarco di due idrovolanti CANT Z.25 AR con ali ripiegabili, senza però imbarcare catapulte per il lancio di tali velivoli, non essendo ciò possibile per mancanza di spazio. La nave venne quindi impiegata come trasporto nel conflitto d'Etiopia. A fine maggio 1936 l'unità lasciò l'Africa Orientale Italiana, dopo aver ospitato la cantante ed animatrice Maria Uva, ed il 3 giugno 1936 giunse a Napoli trasportandovi il maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, che tornava in Italia dopo la conquista dell'Etiopia. Dopo la conclusione della guerra l'Arborea tornò alla navigazione di linea.
La seconda guerra mondiale 1940 Il 12 giugno 1940, due giorni dopo l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, l'Arborea venne requisito dalla Regia Marina a Napoli ed iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato come incrociatore ausiliario, con matricola D 5. Armato con quattro cannoni da 120/45 mm (per altra fonte da 102/45 Mod. 1917) e sei mitragliere da 13,2 mm, l'Arborea venne destinato principalmente a compiti di scorta ai convogli.
Il 21 ottobre 1940, con la ricostituzione del Comando Superiore Traffico Albania (Maritrafalba, in precedenza già attivo dal 5 settembre al 12 ottobre 1940), l'Arborea venne messo a disposizione di tale Comando per compiti di trasporto truppe, nonché come riserva in caso dell'impossibilità di utilizzare uno o più degli altri incrociatori ausiliari assegnati a Maritrafalba per il servizio di scorta convogli da e per l'AlbaniaPier Filippo Lupinacci, Vittorio E. Tognelli, La difesa del traffico con l'Albania, la Grecia e l'Egeo, pp. 44-89-91-92-94-113-197-198-200-202-203-205-206-224-292-303-307-310-313-331-333-335-337-357-360-362-363-364-369-372-374-377-378-379-381-402-403-404-405-411-412-419-420-423-424-425-426-427-428-429-433-434-438-440-441-445-447-448-450-451-452-452-454-456-458-460-506-513-514-518-519-522-533-534..
Il 25 novembre l'incrociatore ausiliario, insieme alla torpediniera Andromeda, partì da Bari alle 3.30 per scortare a Durazzo le motonavi Verdi e Puccini, che trasportavano 1496 militari e 80,5 tonnellate di rifornimenti, giungendo a destinazione alle 16. Due giorni dopo l'Arborea salpò da Bari alle quattro del mattino insieme alla torpediniera Calatafimi, scortando i piroscafi Italia e Quirinale e la motonave Donizetti, con a bordo 2886 uomini di truppa, 105 quadrupedi e 278 tonnellate di rifornimenti, e raggiungendo Durazzo alle 13.50 di quello stesso giorno.
Il 2 dicembre 1940 l'Arborea salpò da Brindisi alle 22.40, insieme all'incrociatore ausiliario Città di Genova e sotto la scorta dell'incrociatore ausiliario Egeo, per trasportare a Durazzo 1561 uomini ed 81 tonnellate di rifornimenti: le navi giunsero a destinazione alle 8.30 del 3 dicembre. Arborea e Città di Genova, sempre sotto la scorta dell'Egeo, lasciarono Durazzo all'1.20 del 4 dicembre, scarichi, giungendo a Bari alle 15.30.
L'8 dicembre, alle 00.30, l'Arborea, impiegato come trasporto, partì da Bari insieme ai piroscafi Galilea ed Aventino (i tre mercantili trasportavano in tutto 2755 uomini, 145 quadrupedi e 104 tonnellate di rifornimenti), scortati dalla torpediniera Castelfidardo e dall'incrociatore ausiliario Barletta, arrivando a Durazzo alle 11.15. La nave ripartì da Durazzo alle 00.45 del 9 dicembre, insieme alla torpediniera Solferino, scortando i piroscafi Monstella ed Aventino e la motonave Marin Sanudo, che tornavano vuoti a Bari, dove giunsero alle 17.20.
L'Arborea ripartì da Bari a mezzanotte del 15 dicembre, insieme al piroscafo Galilea ed alle motonavi Verdi e Puccini, per trasportare a Valona il primo scaglione della Divisione Fanteria «Acqui», ossia 3936 uomini ed 80 tonnellate di materiali. Il convoglio, scortato dalla torpediniera Castelfidardo e dall'incrociatore ausiliario Brindisi, giunse nel porto albanese all'una del pomeriggio del giorno stesso. Il 19 dicembre, alle 7.30, l'Arborea ripartì da Valona diretto a Brindisi, scortandovi il grosso piroscafo Sardegna, che rientrava scarico, e giungendo in porto dopo otto ore.
1941 Il 24 gennaio 1941 l'Arborea rilevò la torpediniera Nicola Fabrizi nella scorta alle motonavi scariche Città di Marsala e Città di Bastia, giunte a Brindisi da Durazzo (da dov'erano partite a mezzanotte) alle 7.30 insieme al piroscafo Campidoglio, e le condusse a Bari.
Il 17 maggio l'incrociatore ausiliario lasciò Napoli per scortare a Corinto i piroscafi tedeschi Trapani, Spezia e Livorno, aventi un carico di personale e materiale della Wehrmacht. Il 20 maggio, intorno alle 14.30, le navi (cui si era provvisoriamente aggiunto, a Taranto, il piroscafo Laura C.), lasciata Taranto, dove avevano fatto scalo, giunsero in vista di un altro convoglio, in navigazione da Brindisi a Patrasso, composto dal piroscafo Annarella, dalle navi cisterna Strombo e Dora C. e con la scorta dell'anziano cacciatorpediniere Carlo Mirabello e dell'incrociatore ausiliario Brindisi. Il Laura C., come previsto, si separò dalle altre navi per unirsi al convoglio scortato dal Mirabello, dopo di che i due convogli (quello scortato dall'Arborea procedeva un po' più velocemente, ed al largo di Santa Maria di Leuca aveva oltrepassato l'altro) si persero di vista durante la notte. Rimasto poi tuttavia indietro, il convoglio dell'Arborea giunse nuovamente in vista dell'altro nella mattinata del 21, dopo che il Mirabello aveva avuto la prua asportata in seguito all'urto contro una mina al largo di Capo Dukato sull'isola di Santa Maura (sullo stesso campo minato, posato la notte precedente dal posamine HMS Abdiel, era affondata, poco prima, anche la cannoniera Pellegrino Matteucci, mentre il Mirabello, irreparabilmente danneggiato, si sarebbe autoaffondato alle 11.45): alle 10.45 il Brindisi si avvicinò all'Arborea, in arrivo insieme ai tre piroscafi tedeschi, e, giunto a portata di voce, lo informò del fatto che il passaggio era probabilmente minato. A mezzogiorno, pertanto, l'Arborea ed il relativo convoglio invertirono la rotta e diressero su Corfù. Intorno alle 6.30 del 22 maggio le navi entrarono a Porto Edda, e successivamente raggiunsero Corinto.
Il 7 giugno l'unità fu di scorta ai piroscafi Assab ed Addis Abeba in navigazione da Patrasso a Taranto, mentre una settimana più tardi, insieme al vecchio cacciatorpediniere Augusto Riboty, scortò da Valona a Patrasso i piroscafi Francesco Crispi e Galilea con un carico di materiali. Il 19 giugno l'Arborea scortò da Patrasso a Taranto la motonave Città di Agrigento ed il piroscafo Annarella, che trasportavano personale e materiale delle forze tedesche, mentre il 25 fu di scorta alla nave cisterna Ossag, in navigazione da Taranto a Patrasso con un carico di carburante per la Wehrmacht.
Un mese più tardi, il 25 luglio, l'Arborea scortò da Gallipoli a Patrasso la nave cisterna Campina, mentre il 29 luglio fu di scorta, da Patrasso a Bari, al piroscafo Monstella con a bordo militari che rimpatriavano. Il 1º agosto l'incrociatore ausiliario scortò da Brindisi a Valona il piroscafo Cesco, con personale e materiale militare diretto in varie destinazioni, mentre l'indomani, insieme alla torpediniera Antares, scortò da Valona a Brindisi la motonave Puccini, con truppe che rimpatriavano. Il 4 agosto la nave fu di scorta al Cesco che trasportava militari che rimpatriavano da Valona a Brindisi.
Il 22 settembre 1941 l'Arborea, insieme all'anziana torpediniera Francesco Stocco, scortò da Brindisi a Patrasso i piroscafi Francesco Crispi e Piemonte, che trasportavano personale del Regio Esercito e della Regia Marina diretto a varie destinazioni. Il 1º ottobre l'incrociatore ausiliario, insieme alla torpediniera Altair, scortò da Patrasso a Bari Piemonte, Crispi e Viminale con 2200 militari che rimpatriavano. Il 6 ottobre la nave, insieme alla torpediniera Giacomo Medici, scortò da Bari a Durazzo Italia, Milano e Rosandra, con personale militare diretto a varie destinazioni, ed il giorno seguente Arborea e Medici scortarono gli stessi tre piroscafi che rientravano da Durazzo a Bari trasportando la Divisione «Lupi di Toscana», che tornava in Italia.