Carcharhinus sealei (Pietschmann, 1913) è uno squalo del genere Carcharhinus e della famiglia Carcharhinidae.
Areale Vivono nell'Oceano Pacifico occidentale e nell'Oceano Indiano. La sua presenza è stata registrata dell'Africa orientale alla Cina ed all'Australia. Spesso viene confuso con il Carcharhinus dussumieri e viene chiamato Carcharhinus tjutjot e Carcharhinus menisorrah.
Habitat Abitano le piattaforme continentali ed insulari, dalla linea del surf sino alla linea intertidale ed alle acque più profondeCompagno, L.J.V. 1984 FAO species catalogue. Vol. 4. Sharks of the world. An annotated and illustrated catalogue of shark species known to date. Part 2 - Carcharhiniformes. FAO Fish. Synop. 125(4/2):251-655.
Aspetto La lunghezza massima è di circa 1 metroTorres, F.S.B. Jr. 1991 Tabular data on marine fishes from Southern Africa, Part I. Length-weight relationships. Fishbyte 9(1):50-53.. Questo squalo è piccolo e snello, con un muso allungato ed arrotondato, grandi occhi ovali e denti dotati di cuspidi oblique. La seconda pinna dorsale ha una punta nera facile da riconoscere che copre più di metà della pinna, mentre le altre pinne sono a tinta unitaCompagno, L.J.V., D.A. Ebert and M.J. Smale 1989 Guide to the sharks and rays of southern Africa. New Holland (Publ.) Ltd., London. 158 p. . Il dorso è grigiastro o bruno, mentre il ventre è bianco.
Dieta Si nutrono di piccoli pesci ossei, inclusi cavallucci marini, nonché di gamberi e di calamariCompagno, L.J.V. and V.H. Niem 1998 Carcharhinidae. Requiem sharks. p. 1312-1360. In: K.E. Carpenter and V.H. Niem (eds.) FAO Identification Guide for Fishery Purposes. The Living Marine Resources of the Western Central Pacific. FAO, Rome.
Riproduzione La specie è viviparaDulvy, N.K. and J.D. Reynolds 1997 Evolutionary transitions among egg-laying, live-bearing and maternal inputs in sharks and rays. Proc. R. Soc. Lond., Ser. B: Biol. Sci. 264:1309-1315. .
Interazioni con l'uomo Spesso viene catturato nelle reti dai pescatori a terraBass, A.J., P.C. Heemstra and L.J.V. Compagno 1986 Carcharhinidae. p. 67-87. In M.M. Smith and P.C. Heemstra (eds.) Smiths' sea fishes. Springer-Verlag, Berlin. . Viene utilizzato per la sua carne
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Carcharhinidae Categoria:Taxa descritti nel 1913